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Nov 0920

Oilwatch Monthly - Novembre 2009.

Pubblicato da Debora Billi alle 13:57 in Peak Oil


Esce il consueto rapporto ASPO sulla produzione petrolifera mondiale. Qui potete scaricarlo liberamente. Su TOD altri grafici e una bella discussione in corso.

A me basta pubblicare questo:

OilwatchNov09_figure5_WorldCrude.png

Una precisazione: i grafici sono basati su dati IEA ed EIA. Picco attuale: Luglio 2008, a 74,74 milioni di barili al giorno.

 

Nov 0919

La fine dell'età dell'oro.

Pubblicato da Debora Billi alle 11:49 in Risorse


klondike.jpg

Beh che c'è di nuovo? Che stia finendo l'età dell'oro, il periodo più ricco e prospero nella storia dell'umanità lo sappiamo tutti; i posteri è così che ci ricorderanno.

Ma a forza di parlare di fine del petrolio, ci siamo dimenticati proprio dell'oro: e i posteri saranno un po' scontenti, nello scoprire che lo abbiamo estratto tutto noi. La notizia arriva naturalmente dal Sudafrica, storica patria dell'estrazione aurifera (nonché dei disastri umani che ne conseguono): le miniere sudafricane sono ad uno stadio terminale di depletion. Esaurite al 95%.

Un disastro, una bomba che è capitata tra capo e collo all'industria mineraria, che finora aveva (come altri di nostra conoscenza...) allegramente mentito sullo stato effettivo delle riserve. Chi l'ha scoperto? Degli scienziati, ovviamente.

Il punto sostanziale, in una ricerca pubblicata dal South African Journal of Science, è che l'industria aurifera africana si trova in agonia terminale, malgrado i proclami di grandi riserve sotterranee. (...) E' stato scoperto che le miniere d'oro sono esaurite al 95%, e che la produzione scenderà definitivamente sotto le 100 tonnellate l'anno entro il decennio.

Il picco di Witwatersrand, l'"elefante" della situazione, è avvenuto nel 1970 con 1000 tonnellate l'anno. Quindi era risaputo come le miniere fossero in esaurimento: la vera novità è che l'esaurimento è molto più veloce di quanto non ci abbiano fatto credere, sostengono gli scienziati.

La ricerca dimostra inoltre che, contrariamente ai numeri diffusi ufficialmente, il Sud Africa non è più da un pezzo al primo posto nel mondo per riserve aurifere, ma è scivolato al quarto posto dopo Australia, Peru e Russia. La conclusione è triste:

Considerati i problemi energetici e ambientali associati all'uso delle acque sotterranee, alla contaminazione delle stesse con gli acidi minerari, alla diffusione nell'ambiente di mercurio e altri inquinanti da parte dei minatori abusivi, i gloriosi giorni delle miniere sudafricane sembrano essere giunti ad una fine ignominiosa

Quella che tocca in genere quando si raschia il fondo del barile.

 

Nov 0918

Oggi è una brutta giornata.

Pubblicato da Debora Billi alle 11:21 in Italia


Oggi è una brutta giornata. Una di quelle che ti costringono a concludere che il tuo lavoro è inutile, che in sostanza non può che andare peggio, che non esiste possibilità di combattere per diritti e giustizia che appartengono in realtà a pochi altri e non a noi.

Una di quelle giornate in cui vedi la tua vita solo come tanto fiato sprecato, tanto tempo buttato, tanta energia male impiegata. Perché non mi dedico allo shopping? Ci sto seriamente pensando...

 
 
Nov 0917

Consumi carburanti. In calo?

Pubblicato da Debora Billi alle 10:42 in Italia


biodiesel4.jpg

Qualcuno mi chiedeva di parlare del consumo dei carburanti negli ultimi tempi, che sono evidentemente in calo.

Per quanto riguarda il mese di Ottobre 2009, la flessione dei consumi petroliferi in Italia rispetto allo scorso anno segnala un -6% pari a circa 2 milioni 700 mila barili. In particolare,la benzina ha subito un calo del 6,2 e il gasolio da autotrazione del 2,5. Interessante però l'aumento del GPL, di ben il 10%, il che significa che i consumi stanno sì calando, ma si stanno anche spostando verso carburanti alternativi. Vi vengono anche un pochino spinti, ad essere franchi, e chissà se perdurerà il basso costo del GPL o subirà aumenti nel tempo come è accaduto al gasolio nel momento di massima popolarità.

Intanto, il governo cancella gli incentivi ai biocarburanti pur di raccattare tre lire, e ciò è causa di polemiche. La FAO ricorda che i biocarburanti "sono un'opportunità ecologica con forti rischi sociali", insomma cibo dirottato nei serbatoi delle auto. Ne abbiamo parlato moltissimo qui, nei mesi e anni scorsi, in particolare rileggetevi questo post, ma anche questo, e infine questo reperto archeologico. L'opposizione grida all'arretratezza e alla perdita di opportunità rispetto agli altri Paesi, ma si sa che l'opposizione italiana ha un'idea di "modernità" collocata almeno dieci anni indietro.

Infine, una chicca che mi era sfuggita: pare che Scaroni, al Forum sul Clima di New York dello scorso 30 Ottobre (non gli sto più dietro, a questi Forum sul clima) abbia affermato che occorre aumentare le accise sulla benzina: se il prezzo del diesel e della benzina fosse davvero molto alto, gli utenti finali smetterebbero di comprare auto a motore termico per passare a veicoli a trazione elettrica. Stento a credere ad un'affermazione simile da parte del CEO dell'ENI, e se trovate altri riscontri fatemelo sapere...

 

Nov 0916

Ah, il bianchetto dello Yorkshire!

Pubblicato da Debora Billi alle 12:48 in Clima


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Se qualcuno ancora dubita del cambiamento climatico, non ha bisogno di scervellarsi su grafici e dati: gli basta comprare una bottiglia di buon vino. Un vino che non arriva dalla Toscana, dalla Sicilia o dal Sud della Francia, ma da un filino più a nord: più o meno la latitudine di Copenhagen.

Grappoli grossi, molto dolci e bassa acidità sono le caratteristiche dell'uva che viene coltivata nel nord dello Yorkshire, in Inghilterra. Da tre anni si produce un bianco asciutto, e per il 2009 si prevedono 2500 bottiglie. A sud di Londra ben 107 ettari hanno prodotto mezzo milione di bottiglie di rossi, bianchi e rosé, e persino un discreto spumante con metodo champagne.

Parlare di vino inglese suona assurdo come parlare di banane tedesche, commenta l'articolista dello Spiegel che racconta la storia, eppure oggi ci sono ben 416 viticoltori in tutto il Regno Unito, che salutano il global warming con entusiasmo e si augurano temperature sempre crescenti. Già guardano avidamente le highlands scozzesi (latitudine tra Oslo e Stoccolma!), e pensano che la zona intorno al Loch Ness potrebbe produrre dell'ottimo Riesling nei prossimi decenni. Un geniale modo per sostituire la calante produzione petrolifera del Mare del Nord.

Se tanto mi dà tanto, noi finiremo ad adattarci a produrre marsala nelle colline di Asti, e la Sicilia si limiterà a fornire datteri. Non rimane che sadicamente sperare, a nostra volta, in un disastroso blocco della Corrente del Golfo...

 

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