Repubblica è stato probabilmente il primo giornale al mondo a dare la notizia dell'esplosione della petroliera giapponese nello Stretto di Hormuz, titolando "è stato un attacco esterno". Ecco il testo:
"Dal momento che uno dei membri dell'equipaggio ha visto un lampo all'orizzonte immediatamente prima dell'esplosione, la società sospetta che sia probabile un attacco", ha detto il ministero dei Trasporti giapponese.
Il fermento generale della Rete è dovuto al sospetto che si tratti di un attacco iraniano, o addirittura di un false flag per giustificare una contromossa contro l'Iran. Stile Golfo del Tonchino, per intenderci. Più probabile un'aggressione dei pirati somali. Personalmente, non ho mai creduto alla possibilità né all'imminenza di una guerra contro l'Iran.
Qui un curioso vecchissimo post sullo Stretto di Hormuz. Siete invitati a postare altre notizie man mano che arrivano.
Update: esce la notizia che si sia trattato di un terremoto. A parte che non si capisce come un'onda generata da un terremoto di non enorme potenza possa danneggiare una petroliera, l'ultimo terremoto rilevato in tutta zona risale a sabato scorso. Attendiamo altre spiegazioni.
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Il chiacchieratissimo Tony Hayward, direttore generale BP finora nell'occhio del ciclone per la faccenda marea nera e anche per alcune sue poco carine attività durante il disastro, come previsto dà le dimissioni dal suo incarico. Ben gli sta, dirà qualcuno, così si fa con i dirigenti che hanno dimostrato di non saper gestire in trasparenza un'emergenza.
Sarà pure, ma a me non pare che sia esattamente un tremendo castigo. Hayward riceverà, per i noiosi fastidi che che ha finora dovuto sopportare e per "riprendersi indietro la sua vita" come aveva implorato, una liquidazione pari a circa un milione e 200 mila euro, più una pensione di circa 700 mila euro l'anno. Certo, niente a che vedere con le liquidazioni dell'italianissimo Cimoli, che si è beccato 5 milioni di euro di liquidazione dall'Alitalia e altri 6 dalle Ferrovie, ma a quanto pare l'abitudine di compensare profumatamente i dirigenti che hanno combinato disastri non è esclusiva del Belpaese.
Chissà, magari queste cifre servono anche a comprare la discrezione presente e futura...
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-La BP sostiene di aver fermato il petrolio.
-Ora se solo riuscissero a bloccare anche la loro pubblicità...
"Per quanto tempo ci voglia, noi sistemeremo tutto!"
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Urgh. Non sarà un cat 5, questa Bonnie, ma punta diritto diritto alla zona del Golfo dove c'è la BP spill. Un bel frullato di petrolio, Corexit e pesci morti sulle coste di Louisiana e Mississipi? Matt Simmons suggerisce l'evacuazione generale, ma si sa, lui esagera...
Intanto il governo ha concesso di mantenere chiuso il Macondo e di stoppare le operazioni di killing. 2000 addetti stanno sbaraccando in tutta fretta dal mezzo dell'oceano.
Per passare il tempo in attesa della tempesta, vi invito anche ad esplorare questa interessantissima mappa delle concessioni petrolifere e di gas nel Golfo del Messico. Indovinate che nome è segnato su un bel po' di quadratini, anche vicino al Macondo? Non che ciò implichi nulla, per carità, però è una cosa carina da sapere...
