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Feb 10 9

Arriva la Polizia Verde (a meno che...)

Pubblicato da Debora Billi alle 17:07 in Current Affairs


...tu non abbia un'auto diesel. Gli spot pubblicitari del Super Bowl, in USA, sono attesi quasi quanto la partita stessa. In genere le aziende danno il meglio creando dei veri film che talvolta entrano nella leggenda (come il celeberrimo spot "1984" con cui la Apple lanciò il McIntosh, andato in onda un'unica volta durante il Super Bowl nell'omonimo anno).

Lo spot più carino del 2010 sembra essere quello dell'Audi. Mostra un'agguerritissima Polizia Verde pronta ad arrestare con le cattive per ogni minima trasgressione contro l'ambiente. L'unico a cui viene dato il via libera? Un tipo alla guida di un'Audi, perché l'auto va a "diesel pulito"

Divertente il commercial, assai obsoleto il messaggio: in USA si spaccia la buona vecchia nafta come chissà che rivoluzione ambientale...

 
Feb 10 8

Quel peakoiler della Virgin.

Pubblicato da Debora Billi alle 23:17 in


RichardBransonVirgin.jpg

Magari il nome sir Richard Branson non vi dirà nulla, ma il nome Virgin sicuramente sì. E' quello dei negozi di musica, delle linee aeree low cost, dei megastores, delle carte di credito, delle palestre, delle bevande, del turismo, degli alberghi, della televisione, dei cellulari, della radio, insomma una mostruosa conglomerata globale che spazia in tutti i campi dello scibile, anzi del commerciabile.

L'eclettico magnate che ha inventato tutto ciò si chiama appunto Richard Branson, e ha ultimamente dichiarato, secondo il Guardian:

Nei prossimi anni dovremo affrontare un'altra crisi, la crisi petrolifera. Questa volta, abbiamo l'opportunità di prepararci. La sfida, è usare bene il tempo che abbiamo. Il nostro messaggio ai governi e alle imprese è chiaro: agite. Non facciamoci cogliere di sorpresa dalla crisi petrolifera come abbiamo fatto con quella finanziaria.

Interessante, vero? Certo, è lecito che si preoccupi visto che nel suo core business ci sono le linee aeree, soprattutto considerando che già da un paio d'anni Branson va sperimentando gli aerei a biofuel. E visto che si tratta di una potenza mondiale, ci si affretta a dargli ascolto: già qualche think tank si è precipitato a sostenere che il biofuel per aviazione deve reso obbligatorio in tutta Europa entro il 2020.

Chissà a quanta gente toglieremo il pane, per i nostri viaggetti low cost...

 

Feb 10 7

Italia, Iran e il "solito cerchiobottismo".

Pubblicato da Debora Billi alle 19:33 in Italia


berlusconi_ahmadinejad.jpg

Qualcuno mi chiede di commentare le dichiarazioni di Berlusconi in Israele. Non le barzellette e le figuracce, ma il "giurin giurello non commerciamo più con l'Iran". Io francamente non ho la più pallida idea di cosa stia accadendo, mi spiace di non poter fare chissà quali rivelazioni.

Mi diverte però la reazione della stampa italiana (e anche quella di molti cittadini). Come se, da sempre, noi non fossimo nell'occhio del ciclone mediterraneo e quindi costretti a dare il contentino a tutti. Si è sempre gridato allo scandalo per il cosiddetto "cerchiobottismo", che ci porta ad essere amici di Israele maanche degli hezbollah, degli USA maanche di Gheddafi, degli inglesi maanche di Putin. Che vergogna, che ipocrisia!

Io tutta questa vergogna non ce la vedo proprio. Se l'interesse del Paese è quello di tenersi buoni tutti, onore al merito per il fatto di riuscirci da cinquant'anni (senza dimenticare che siamo sempre in voga per mediazioni e interposizioni). Abbiamo bisogno di petrolio, di business, e di tranquillità: mi sembra che lo scopo sia stato raggiunto. Cosa c'è da recriminare? Che non abbiamo abbracciato una qualche causa altrui anima e corpo, rendendoci nemico un qualsiasi altro vicino? Non ne vedo l'utilità. Pur di dare addosso a Berlusconi, il cerchiobottista di turno, persino l'Unità si spinge ad una certosina disamina dei nostri affari in Iran, con l'unico scopo di dimostrare che è un bugiardo. La lista propinataci, che dovrebbe rallegrarci per la nostra capacità commerciale, finisce invece col rappresentare una black list di amici di Ahmadinejad.

Per quanto riguarda ENI, la questione è un po' più complicata. Personalmente, propendo per il solito bluff: promettiamo qualcosa agli amici, qualcosa concediamo per far vedere che bravi, e poi tutto continua come prima. Questa è naturalmente l'ipotesi soft: c'è sempre l'ipotesi hard, che è quella di cui si parlava qui e che si riferisce a questo. Ma non voglio neppure pensarci...

 

Feb 10 6

Guerra delle Falkland 2.0?

Pubblicato da Debora Billi alle 23:23 in Geopolitica


falkland.jpg

Il titolo è solo una battuta, per carità, speriamo di non dover vedere anche guerre reloaded come se non bastassero quelle già in corso.

Però è curioso vedere le isole Falkland ad un nuovo braccio di ferro con l'Argentina... e stavolta per il petrolio, che il paese sudamericano vorrebbe esplorare nelle loro acque. Una vera novità.

O forse no? Tanto per non smentire chi pensa che il petrolio sia dietro ogni mossa politica mondiale, uno studio dimostra che la vera causa della guerra tra Regno Unito e Argentina del 1982 fossero questioni petrolifere. In ogni caso, anche di questi fantastici giacimenti delle Falkland/Malvinas si favoleggia da decenni, senza costrutto...

 

Feb 10 5

I nuovi amici dei sauditi.

Pubblicato da Debora Billi alle 11:09 in Geopolitica


sauditochina.jpgIl significativo grafico qui a sinistra rappresenta le esportazioni di greggio dell'Arabia Saudita: in particolare, la linea blu quelle verso gli USA, la linea rossa quelle verso la Cina. Interessante, vero?

Come riporta Seeking Alpha, che ci ha informato dell'importante tendenza, negli ultimi due anni le esportazioni saudite verso la Cina sono balzate all'insù del 60%, mentre quelle verso gli States subiscono un'emorragia crescente, un meno 18% dal 2003.

Non mi metto a fare la geopolitica da trattoria, ma è legittimo comunque chiedersi cosa ne sarà, nei prossimi anni, della storica alleanza tra Arabia e USA. Soprattutto alla luce delle tensioni tra questi ultimi e la Cina. Mentre appena qualche anno fa gli USA acquistavano sette volte più petrolio dei cinesi, nel giro di un anno vedremo avvenire il sorpasso: a quale superpotenza andrà allora la fedeltà saudita? E soprattutto, sarà indolore?

 

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