Cerca
Blogosfere
Mar 1021

Risorse, monocolture, biodiversità e banane.

Pubblicato da Debora Billi alle 18:55 in Risorse


Il post domenicale che vi consiglio caldamente è di quelli che piacerebbero al prof. Bardi. Il blog La Voce del Gongoro pubblica una spiegazione del perché certi Paesi vengono definiti "Repubblica delle Banane" (uno a caso qui), e ne nasce una storia affascinantissima su come si possano sprecare e distruggere le risorse che abbiamo a disposizione.

La prima brutta notizia: vi hanno privato del sapore delle banane. Di quelle viola, rosse, verdi. Non ci credete? Eppure le banane a disposizione erano decine di varietà. Qualcuno ha deciso che conveniva coltivare solo quella gialla. Conveniva a lui, ovviamente. La seconda brutta notizia: state per dire addio anche alla vostra bella banana gialla a cui siete comunque affezionati, sostituita da qualche robaccia similare ma nulla a che vedere con quella che frullava mammà con le fragole. La terza brutta notizia: forse qualcuno conosce la grande fame irlandese del XIX secolo, che causò milioni di morti. E' stata causata dalla bella idea della monocoltura, ovvero il dedicare un intero territorio ad una coltivazione ed una soltanto, la patata. Poi arriva la peronospora, e tanti saluti.

Insomma, mettete insieme tutte queste informazioni e capirete cosa sta succedendo: che non si riesce più a coltivare banane senza cacciarsi in un ginepraio.

Cosa c'entra tutto ciò con la Repubblica delle Banane? C'entra, perché per mettere in atto queste geniali idee imprenditoriali, condannate comunque al disastro, sono stati messi in ginocchio interi Paesi attraverso colpi di Stato, dittatori marionetta, omicidi di sindacalisti, distruzione dell'ambiente, schiavismo e oppressione. Vi consiglio la biografia di Rigoberta Menchu, per piangere tutte le vostre lacrime.

Per finire, un piccolo ricordo dedicato ai più anzianotti tra i lettori di questo blog.

 
 
Mar 1020

200.000 gocce d'acqua pura.

Pubblicato da Debora Billi alle 19:53 in Italia, Risorse


maniacqua.jpg

Oggi a Roma la storica manifestazione per l'acqua pubblica. Duecentomila persone secondo gli organizzatori, e mi pare probabile visto che anche il Comune di Roma attendeva una simile affluenza nei giorni scorsi. Questa che vedete è l'unica foto che ho trovato, in cui si vede via Cavour (tradizionale strada di cortei, molto lunga, che va dalla Stazione Termini ai Fori Imperiali) completamente piena di gente.

Oggi a Roma anche la "storica" manifestazione del governo. Un milione di persone secondo gli organizzatori, ma conoscendo molto bene la mia città mi pare assai improbabile. Ricordo una manifestazione girotondina di qualche anno fa, in cui faticosamente si raggiunse la cifra di centomila persone, e la piazza San Giovanni era talmente piena che fuggimmo via con l'ansia da schiacciamento. Alessandro Gilioli ha reperito alcune foto della piazza oggi pomeriggio, durante il comizio, e ad occhio e croce non saranno più di dieci o ventimila. A voler essere generosi, visto che occupavano appena una parte della piazza ed è incluso anche il palco.

Tutto ciò non per fare le punte a tutti i chiodi, me ne importa proprio poco di ciò che facciano tizio e caio. E' solo per manifestare qui la mia grandissima gioia nell'apprendere che le persone che hanno sfilato per l'acqua pubblica, per la difesa del nostro territorio, delle nostre risorse più vitali, siano state almeno il quadruplo di quelle trascinate in piazza dai potenti.

Il Paese è sano.

Ovviamente, i media no. Ma questo era risaputo...

 

Mar 1020

Dipendenza.

Pubblicato da Debora Billi alle 00:11 in Energia


chinaloan.jpg

- La dipendenza dal petrolio straniero è una follia! Puntiamo sui pannelli solari... fatti nelle industrie cinesi... alimentate dal carbone... e spediti in tutto il mondo per produrre elettricità!

- (TV) Si costruiranno nuove centrali nucleari... ma la Cina ci presterà i soldi per farle?

 

 

Non è l'inizio di un romanzo di fantascienza, né la descrizione di una società post-peak, e neppure la catastrofe del 2012.

E' semplicemente quello che sta accadendo in Grecia. I lavoratori della società elettrica hanno proclamato uno sciopero di 48 ore che, si teme, lascerà al buio l'Attica e altre regioni. Protestano per il blocco delle assunzioni, e una riduzione degli stipendi e dei bonus.

I gestori delle stazioni di servizio sciopereranno per 24 ore, per protesta contro l'aumento (davvero notevole) delle tasse sulla benzina.

I medici sono in sciopero da giorni perché non ricevono più il pagamento degli straordinari, e hanno intenzione di continuare. Moltissimi ospedali sono già ridotti a fornire solo il servizio di Pronto Soccorso, e con la prospettiva di black out l'assistenza sanitaria si ridurrà, è il caso di dirlo, al lumicino.

La prospettiva di ulteriori scioperi generali minaccia di chiudere le scuole, i trasporti pubblici, e lasciare a terra gli aerei.

Qualche voce dalla Grecia, a lume di candela, sostiene di avere un brutto presentimento per la giornata di domani. Se il discusso bailout non dovesse arrivare (Francia e Germania temono la disapprovazione dei propri cittadini, in caso di finanziamenti alla Grecia-non li hanno temuti, però, quando hanno sostenuto le banche), le rivolte sono destinate a durare e potrebbero far precipitare il Paese in una situazione fuori controllo

Intanto, per non farci mancare niente, l'agenzia di rating Moody's avverte che in caso di misure di austerity, scioperi e rivolte per le strade si potrebbero verificare anche in altri Paesi occidentali quali UK, USA, Francia, Germania, Spagna. L'Italia non è menzionata, e non si capisce se è perché siamo al riparo dalle misure draconiane, oppure perché qui non si corre proprio il rischio che qualcuno scenda in strada a protestare per qualcosa...

 
 
 
Mar 1016

Il Venezuela spedisce in Bielorussia. E Putin?

Pubblicato da Debora Billi alle 23:07 in Geopolitica


158218344.jpg

Forse ricorderete il caso clamoroso del "primo leader di un Paese Occidentale" a far visita a Lukashenko, Presidente della Bielorussia, e ad esclamare estasiato "il suo popolo la ama!". Dal 1994, infatti, Lukashenko è tenuto alla larga da tutti come un appestato perché considerato l'ultimo dittatore vivente in Europa, e non crediate: non è del tutto ben visto neppure da Putin, che non gli perdona il non voler riconoscere l'indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud.

Figuracce di Berlusconi a parte, la Bielorussia è l'unico Paese degli Stati ex-Sovietici ad aver cortesemente rifiutato di adeguarsi ai diktat economici del Fondo Monetario Internazionale conservando in piedi il sistema pubblico, e sarà forse per questo che non è molto ben visto. Ieri Lukashenko era a Caracas, ed ha appena ottenuto dal suo buon amico Chavez una fornitura di 80.000 barili di petrolio al giorno: un bel po' di strada da fare per il greggio venezuelano, soprattutto se consideriamo che quello russo è invece ad un tiro di schioppo. Non è la prima volta che lo zio Hugo spedisce il suo prodotto in giro per il mondo usandolo per stringere alleanze, pensiamo a Cuba e persino ai poveri del Bronx che godettero del gasolio da riscaldamento in regalo da Caracas.

Lukashenko promette di ricambiare offrendo "sistemi di difesa", sostenendo che in questo modo sarete in grado di vivere e lavorare in pace senza dovervi preoccupare delle superpotenze, che vi siano amiche o complottino contro di voi (anche Lukashenko è un tipo piuttosto pittoresco). Tutto questo balletto è vòlto a prendere per il naso Putin, che era in Bielorussia proprio quando il Presidente ha deciso di partirsene per Caracas lasciandolo appunto con un palmo di naso. Putin inghiotte amaro, e arriva persino a promettere al riluttante Lukashenko l'abolizione delle tasse di importazione sul petrolio che la Bielorussia compra, raffina e riesporta in Europa. Cosa non si fa, per ottenere ciò che si vuole... e cosa si deve sopportare.

 

 

Profilo
Foto & Video
Post più letti
Ultimi commenti
Archivi

Mappa del blog

Tag
Newsletter
Logo Blogosfere
Cronaca e Attualità
Cultura
Economia e Finanza
High Tech
Politica e Società
Scienza e Salute
Spettacoli
Sport e Motori
Style e Fashion
Tempo libero

Speciali
In cerca d'autore
  • Vuoi curare uno dei nostri blog in cerca d'autore? Per conoscere i blog liberi scrivici a bloggers@blogosfere.it
Business Blog
Ultime di Scienza - Salute
Ultime da Blogosfere
Link utili
Partner tecnici
  • Logo SixApart
  • Logo MySyndicaat