Uno sguardo dal picco
Leggo su MarketWatch, via Excite, un articolo che riguarda un'intervista a Richard Rainwater, n°112 tra i miliardari americani secondo la rivista Forbes. Rainwater, che ha fatto la sua fortuna nel settore immobiliare, sembra aver abbracciato una posizione piuttosto insolita tra coloro che detengono le leve della finanza, di solito inguaribilmente ottimisti: è convinto che l'umanità si stia avviando verso la catastrofe, e che le prime avvisaglie del disastro si avranno proprio durante questo 2006. I principali detonatori della crisi? Al primo posto, naturalmente, il petrolio e al secondo il clima. Ma il problema petrolio, sostiene Rainwater, è la "prima arma di distruzione di massa" economica, e quando raggiungerà il livello critico scatenerà effetti disastrosi su tutto il pianeta.
Non c'è da stupirsi che persino la moglie lo chiami "Dottor Apocalisse"...
Il fatto è che gli approvvigionamenti non si fermeranno di punto in bianco (a meno di eventi politici importanti... tipo gli iraniani che bloccano lo stretto di Hormuz!), ma scenderanno progressivamente aumentando di prezzo. E questo causerà sommovimenti diversi dalle rivolte armate ma altrettanto gravi, anche perché i politici cercheranno disperatamente di metterci una pezza momentanea scegliendo probabilmente strade rapide ma catastrofiche (tipo il carbone, o soldi buttati nel nucleare).
L'economia se la vedrà assai brutta.
Non posso che condividere, in linea di principio, cio' che afferma il Dottor Apocalisse. In effetti il petrolio e la brama di potere di moltissime persone, non potra' non trasformarsi in qualcosa di altamente distruttivo. Pensiamo solo a cosa potrebbe accadere, in Italia, se di punto in bianco cessasse la fornitura di petrolio: niente piu' cibo, acqua, energia elettrica, riscaldamento, Beautifull, abbigliamento, servizi sanitari, pubblica sicurezza, servizi televisivi...
...il paese si ferberebbe e per diversi anni ci sarebbero talmente tanti disordini che penso si andrebbe in giro con il fucile e la pistola!
Meglio non pensarci va...
alle 11:32
Luciano Vecchi
Ciao Debora,
bè, non è certo consolante sapere che c'è qualcuno più pessimista di alcuni dei nostri (e miei colleghi) politici!!!
PS: grazie dell'informazione...