Uno sguardo dal picco
La crisi del gas ha portato sulle prime pagine la questione rigassificatori. Con il solito tono d'urgenza, politici e giornalisti sono saltati sul carro della nuova panacea per tutti i mali energetici. Unico ostacolo? Gli ottusi cittadini, che non vogliono saperne. Fine delle informazioni. Non è mio compito, né competenza, discutere sugli eventuali problemi alla salute ed all'ambiente, non lo faccio neppure con il nucleare: sono sufficienti i dati sulle faccende strettamente energetiche per capire se una strada è percorribile.
Anche per il gas è stimato un picco di produzione, circa una decina di anni più tardi rispetto al petrolio (ma al consumo attuale!), quindi dobbiamo tenere ben presente che non si tratta di una soluzione definitiva. Tra la progettazione, la realizzazione e la messa in opera dei rigassificatori andiamo a finire tra il 2010 e il 2015: per quanto tempo saranno poi in grado di operare, cinque o sei anni? Rappresentano davvero un buon investimento? (Elargizioni di fondi europei a parte, naturalmente...) Non sarebbe meglio spendere i soldi per energie rinnovabili, di durata quasi eterna? Un altro problema che si presenta a chi si ostina a mettere tutte le proprie uova nel paniere del gas è la situazione degli Stati Uniti. Il continente americano ha le proprie risorse di gas in via di esaurimento, diversamente da Eurasia, Nordafrica e Medio Oriente. E non c'è la possibilità di portarlo con gasdotti... oceanici: ecco quindi che gli Stati Uniti sono costretti, e lo saranno sempre più in futuro, ad importare gas liquefatto con le navi e rigassificarlo in loco. Infatti, anche negli USA c'è una corsa alla costruzione di rigassificatori, pena una prossima crisi energetica proprio sul gas (un insider dell'industria petrolifera ha affermato: "il gas liquefatto è l'ultima spiaggia degli Stati Uniti"). Davvero vogliamo trovarci in concorrenza con loro per l'accesso a limitate risorse di gas? Limitate sì, perché già oggi c'è una carenza di impianti di liquefazione nei Paesi produttori: quindi il gas liquefatto è disponibile in quantità ridotte. E un'ulteriore shortage si prospetta nel campo delle navi da trasporto gas: considerando il tempo di carico, scarico e di viaggio dal Qatar, loro principale fornitore, solo gli USA avrebbero bisogno di 194 navi a loro completa disposizione. Ce ne sono abbastanza per tutti nel mondo? Insomma, sembra che la questione gas non si risolva con la bacchetta magica dei rigassificatori, ma viceversa sia destinata a riprodurre lo scenario del petrolio. I produttori di gas sono più o meno gli stessi Paesi, problematici, che producono petrolio, e chi ci dice che non preferiranno infilare il gas in un tubo e inviarlo in Cina, invece di costruire costosi impianti di liquefazione per i nostri usi?
Buon articolo.. il problema può essere riassunto però in una sola domanda: siamo davvero risposti a rimanere al freddo in inverno? Questo è quello che accadrà infatti se non riusciremo a costruire gassificatori.. siamo già dipendenti dalla Russia ad esempio per il gas con tutte le conseguenze del caso. Con dei gassificatori dovremmo riuscire a comprare il gas a miglior prezzo.. dovremmo.. è ovvio che in un mondo perfetto vorremmo tutti scaldarci con i nostri bei pannelli solari in inverno o con le nostre sonde geotermiche(che sono una figata!).. il problema sta negli investimenti iniziali pari a circa il costo di una automobile di media-alta cilindrata ehheh i rischi con i gassificatori ci sono è ovvio ma c'è anche il rischio (statisticamente forse più elevato) che una centrale nucleare francese (tutte al sud della Francia) fonda il suo nocciolo e contamini il bel paese. Per quanto riguarda l'impatto ambientale è ovvio che senza uno studio serio in loco non si può e non si deve fare nulla.. (belle parole direte anche perchè la legislazione italiana in termini di V.I.A. è ancora ridicola!).. Va bè speriamo che a Putin non gli girino e non ci chiuda il rubinetto.
X Tom
Credo che il punto sia se non sarebbe meglio investire gli stanziamenti previsti per la costruzione dei gassificatori, per la costruzione di impianti che producano energia da fonti rinnovabili.
Costruire dei gassificatori per utilizzare petroio invece di gas è solo un modo per prolungare l'agonia energetica, non mi sembra una soluzione sul lungo periodo, dal momento che inevitabilmente anche anche il metano si asaurirà prima o poi.
Informatevi meglio. In Italia esiste un rigassificatore di proprietà SNAM-ENI (ma dai!..) e si trova a Panigaglia. Sulla questione rigassificatori, sulla loro utilità e opportunità, quante domande e quante ipotesi! Guardate alla Spagna che importa attualmente più del 70% di metano attraverso il GNL e i rigassificatori, riuscendo così a diversificare le fonti di approvigionamento e crendo concorrenza sull'importazione di materia prima che consente anche di creare le condizioni per avere la concorrenza a valle (distribuzione e vendita all'ingrosso e al dettaglio).
Ci si chiede se vale la pena costruirli in vista del "PICCO". Cero è che se si continua a parlare parlare parlare in Italia senza fare nulla, mentre comunque esigiamo case riscladate divordando energia senza limiti, sarà l'intero sistema paese che colerà a PICCO...
C'è un rigassificatore della Snam rete gas a Panigaglia. Panigaglia è nel golfo della Spezia, un golfo che qualcuno si ostina a chiamare Golfo dei poeti nonostante la presenza del terminal Snam, di una grande centrale termoelettrica Enel, di un porto in costante espansione, di fiumi di tir che vanno avanti e indietro, di grattacieli fatti con containers e di discariche con splendida vista sul golfo che sono finite sotto inchiesta per disastro ambientale; il tutto a due passi dal mare e dal Parco nazionale delle Cinque Terre.
ciao a tutti,sono un cittadino d PRIOLO.io nn capisco perchè la sicilia deve essere un isola d rifiuti.io nn capisco,perchè la sicilia ancora oggi viene trattata come, 50o60 anni fà,una discarica industriale d inquinamento.nonostante,le leggi che vietino la costruzione d un rigassificatore,lo STATO lo vuole fare lo stesso.ma i nostri politici che c....o d fine hanno fatto?perchè nn pensano ai cittadini,alle famiglie,ai bambini il loro futuro?anche perchè siamo noi gli elettori,"e forse perchè esistiamo solo durante L ELEZIONI."
mi risulta che in italia ci sia un rigassificatore in funzione (più piccolo di quelli in progetto) mi risulta anche che in giro per il mondo non si siano verificati incidenti gravi ai rigassificatori
mi pare però che i suddetti rigassificatori non servano veramente molto alle esigenze del paese ma piuttosto ad esigenze ... private
siamo sicuri delle migliaia di metri cubi di acqua clorata scaricata in mare ogni giorno?
no comment sul nucleare!
raggio d'azione di un eventuale incidente ai serbatoi del rigassificatore:
http://megaraugusta.blogspot.comSpero di contribuire al dibattito sui rigassificatori invitandovi a visitare il sito www.tecnosophia.org
Tutti i commenti sono molto interessanti.
Dal momento che l'unica soluzione è ricorrere alle fonti rinnovabili Vi invito a leggere, per chi non l'avesse ancora fatto, il favoloso libro di Jeremy Rifkin "Economia all'idrogeno".
In difesa dei diritti dei cittadini è nato a Siracusa e si stà diffondendo a macchia d'olio in tutta la provincia il COMITATO POPOLARE PER DIRE NO ALLA COLLOCAZIONE DI UN RIGASSIFICATORE NEL POLO INDUSTRIALE DI PRIOLO- MELILLI- AUGUSTA
Se vuoi sostenere questa LOTTA PER LA VITA dacci una mano, metti una firma anche tu:
Puoi firmare online su norigassificatori.net
IL RIGASSIFICATORE PER L’INCOLUMITA’ DELLA GENTE
Il polo industriale di Priolo - Augusta e Melilli è definito “non a caso”il triangolo della morte per una serie di motivazioni, io aggiungerei anche il triangolo dei rifiuti dove ormai si decide di mettere di tutto e di più. Per completare il capolavoro cosa si è deciso di fare?adottare forse uno sviluppo ecosostenibile per alleviare gli sbagli fatti in passato?no, si è deciso di collocare sempre casualmente in queste zone un rigassificatore che di certo permetterà a tutti i residenti delle zone limitrofe e non di dormire e vivere quotidianamente in modo tranquillo. Gli studi effettuati ci consentono di affermare che il rigassificatore collocato nella zona industriale in caso di esplosione causerebbe una catastrofe; nel caso del peggiore incidente, una nube di gas incendiario si spingerebbe fino a 30 miglia (55 chilometri) distruggendo tutto nel suo cammino e causando un numero elevatissimo di morti. Secondo un altro studio preparato per il Pentagono l'energia contenuta in una gasiera è equivalente a quella di diverse bombe atomiche. Danni ambientali certi anche se non si conoscono con precisione gli effetti sull'ambiente marino. L'acqua marina raffreddata a -7° C e clorata dall'impianto (pari a 20-30 tonnellate di cloro attivo all'anno) causerebbe gravi danni alla pesca. Gli impianti produrrebbero svernamenti in mare e forti emissioni di metano ad alto effetto serra. Effettivamente l’uomo da sempre ha fatto il possibile per trarre un vantaggio alla propria esistenza, sin dalla cosiddetta fase primitiva a quella che oggi definiamo civilizzata. A mio avviso però la differenza fra l’uomo di un tempo e quello di oggi è sostanziale perché mentre il primo sfruttava il massimo per ottenere maggior profitto senza gravare troppo sull’ecosistema, il secondo vuole il tutto a discapito di tutto ottenendo così l’esatto opposto. Questo mi porta a dover affermare con rammarico che ci definiamo uomini di un’era che è solo “apparentemente” civilizzata, a mio avviso con tante lacune al livello morale e pratico. L’uomo di oggi è troppo abituato al benessere economico è incapace di rinunciarvi, quest’agio sproporzionato lo porta a mettere in pericolo se stesso ed i suoi predecessori, e con il tempo anche al completo annientamento.
Giorni cruciali x brindisi, qui ci stanno provando... la città non lo vuole x mille problemi...
Due rigassificatori a Trieste! Cose da pazzi.
Abbiamo già una sovraimportazione di gas dalla Russia, visto che lo esportiamo in Croazia e Slovenia. Leggendo le corpose relazione tecniche-progettuali non esiste un realistico motivo che giustifichi la loro realizzazione.Non sono stati enunciati i costi di realizzazione, manutenzione, gestione, indennizzo. Non sono state analizzate tutte le ipotesi in merito ad eventuali atti terroristici, gravi incidenti. L'acqua clorata dell'impianto di riscaldamento verrebbe scaricata in mare in migliaia di metri cubi giornalieri, con danno alla fauna ittica. Simili impianti hanno una durata media di 30 anni: cosa succederebbe dopo, chi garantisce il disarmo e la bonifica. Non si sa come si collegherebbe tale impianto alla rete terrestre: che terreni e in quali comuni verranno espropriati.
I rigassificatori non risolvono i ns. problemi energetici e, nel caso della loro collocazione nell'area del Golfo di Trieste ed a terra (sempre nella ns.zona)creerebbero notevoli problemi di varia natura e NESSUN VANTAGGIO. L'Italia per risolvere il quesito energia deve soltanto realizzare CENTRALI NUCLEARI.
I rigassificatori non risolvono i ns. problemi energetici e, nel caso della loro collocazione nell'area del Golfo di Trieste ed a terra (sempre nella ns.zona)creerebbero notevoli problemi di varia natura e NESSUN VANTAGGIO. L'Italia per risolvere il quesito energia deve soltanto realizzare CENTRALI NUCLEARI.
Rigassificatori in italia penso non esistano attualmente(per rispondere ademetrio).
Concordo pienamente su quello che ha scritto Debora Billi.
Comunque per farla breve non vedo l'ora che ogni singolo giacimento minerale al mondo venga esaurito...vi chiederete il perche ovviamente...
Perche allora e solo allora noi finalmente respireremo aria pulita, e i nostri figli vivranno in un mondo migliore.
Macchine a idrogeno dove dal tubo di scarico si respirera vapore aqueo o se proprio vi fa schifo l'idrogeno potrete andare con combustibili vegetali, che ovviamente rilasceranno anidride carbonica ma sara la stessa quantita di anidride carbonica che la pianta utilizzera per crescere, quindi avremo lo stesso rapporto e pertanto un livello di inquinamento pressoche infimo , e potrei anche accennarvi la fusione freda isabbiata ormai da diverse decine di anni...
Gli esseri umani non sono del tutto stupidi, un giorno cambiera!!
Complimenti per il blog!
Io sono albanese e non ho informazione intorno a rigassificatori, ma in Albania e' previsto di costruire 2 o 3 tali.
La mia domanda e': Quanti rigassificatori si trovano attualmente in Italia?
P.S Scusatemi per il livello dello italiano
Interessante il tuo Blog complimenti!
Comunque la questione dei rigassificatori è il classico specchietto per allodole al fine di non affrontare il nodo Eni - SNAM che di fatto esercitano un abuso della loro posizione dominante che impedisce ai concorrenti europei di entrare nel mercato italiano con effetti sulla concorrenza e sui prezzi.
marco,
esistono molti meno calcoli sul picco del gas rispetto a quello del petrolio. La proiezione Aspo, comunque, posiziona il picco attorno al 2012, seguita però da un lungo plateau che può durare dieci o venti anni. I dati sono però molto incerti.
Il picco della scoperta dei giacimenti di gas è avvenuto agli inizi degli anni 70, circa dieci anni dopo il picco nelle scoperte di petrolio.
post molto interessante, debora. quando, ed in quali quantità, sarebbero previsti i picchi di produzione del gas?
alle 21:52
Giovanni
Un saluto agli amici del blog.
Giovanni