Uno sguardo dal picco
La teoria di Hubbert, che permette di pronosticare il picco di produzione petrolifera, come già detto è applicabile alla produzione dei singoli giacimenti, come a quella dei Paesi, come alla produzione mondiale. Ma in quest'ultimo caso, dati gli enormi quantitativi in gioco, è probabile che non si verifichi un vero e proprio "picco" seguito subito dalla curva discendente, ma si assista ad un periodo detto di plateau. Il che significa, in parole povere, che la produzione oscillerà attorno a un tot di barili al giorno per un periodo più o meno lungo, prima di intraprendere la definitiva discesa all'ingiù. Per questo è importante cercare di capire a che punto siamo con la produzione, seguendola attentamente mese per mese per vedere se si sta appunto verificando questa oscillazione che indica il raggiunto plateau.
Gli eccezionali esperti del blog The Oil Drum, che ha recentemente raggiunto il suo personale picco di un milione di visitatori, si stanno cimentando proprio nel calcolo della produzione mese per mese. Ecco il risultato del loro lavoro, aggiornato al mese di Gennaio 2006:

Le tre linee prese in esame rappresentano i dati, rispettivamente, dell'EIA Energy Information Administration (organo del governo americano), e dell'IEA International Energy Agency (linea predittiva e linea corretta). Insomma, quanto di più ufficiale si possa desiderare. Il grafico sembra proprio indicare che la produzione mondiale si sia assestata intorno agli 85 milioni di barili al giorno, da quasi due anni. Vi sembra plausibile definirlo un plateau? O ci sarà qualche novità nei prossimi mesi?
Determinare se la produzione globale di greggio si trovi nella fase di plateau ' finale', oltre la quale la produzione non puo' che declinare sembra essere molto difficile. Nei commenti al post di Stuart Staniford da cui hai ripreso il grafico, e' indicativo il commento di JD (insieme ad un altro di un certo marcus), autore di peakoildebunked, che ricorda come T.Boone Pickens si sia scottato piu' volte su questo fronte: Pickens ha infilato per cinque volte di fila dal 2004 previsioni sbagliate sul picco di produzione, con una forbice da 82 a 85 milioni di barili al giorno.
D'altro canto, se ha ragione Al-Naimi, servirebbe una produzione tra i 5 e 7 milioni di barili superiore alla domanda solo per rendere i prezzi meno volatili. L'Arabia Saudita puo' fare la sua parte aumentando (se tutto va bene) in quattro anni la propria produzione da 11 a 12,5 milioni di barili al giorno: troppo poco, naturalmente, visto che lo stesso Al-Naimi stima in 2 milioni di barili (o meno), la differenza tra produzione e domanda globale in questo momento. Da altre parti del mondo non arrivano segnali positivi (tutt'altro!): sono le briciole di cui parlava Ugo Bardi.
http://www.finfacts.com/irelandbusinessnews/publish/article_100047805.shtml
alle 23:20
fuoridalghetto
Molto interessante!