Uno sguardo dal picco
Mentre il barile oscilla inosservato tra i 61 e i 63 dollari, altrettanto inosservati proseguono i problemi nel Delta del Niger. L'ultima è di qualche giorno fa, quando un' inspiegabile esplosione (parole della Chevron) ha bloccato un oleodotto. La Chevron è stata per questo costretta a tagliare la produzione per un totale di 13.000 barili. Ma la questione diventa davvero surreale quando, qualche giorno dopo, si scopre che la distruzione del gasdotto non è stata causata dai ribelli anti-multinazionali (che infatti avevano subito negato ogni coinvolgimento). Pare, secondo testimoni diretti, che l'esplosione sia stata invece causata da una bomba rimasta inesplosa durante un'operazione militare della task force Restore Hope, vòlta a colpire i trafficanti di petrolio illegale, e fatta detonare in seguito causando il danno alla pipeline. Ma il collegamento tra le attività della forza militare (che con Restore Hope dovrebbe contribuire a pacificare il Delta del Niger) e le pipelines che saltano non è una novità: anche lo scorso 17 Febbraio un oleodotto Shell era saltato in aria poco dopo un intervento dei militari contro i trafficanti.