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Barile a 73, altre news interessanti.

Giovedì 20 Aprile 2006, 00:57 in Energia, Peak Oil di

Iea_mar_06
Dal grafico qui sopra (la puntata precedente è qui), che elabora i dati sulla produzione EIA e IEA aggiornati alla fine di marzo, si vede sempre meglio delinearsi la linea di plateau, quella che secondo Hubbert annuncia il picco di produzione e precede il declino. Siamo fermi a 84,5 milioni di barili al giorno da oltre sei mesi, e il prezzo riflette perfettamente la situazione. Ovvero, in sei mesi il mondo aumenta la domanda mentre l'offerta rimane piatta. Poco da rallegrarsi.
Nel frattempo, sarà la preoccupazione generale, ma i tiggì danno segni di vita: ieri sera il TG3 ha esplicitamente menzionato quanto dicevamo nel post di ieri, ovvero che l'OPEC sta pompando al massimo e di più proprio non può fare (scopro intanto con orgoglio che l'avevo già ipotizzato il 1° febbraio scorso...). Anche Piero Angela su RaiUno dedica l'intera puntata di SuperQuark ai problemi energetici che fanno audience, con un discorso generale ma tutto sommato corretto. A parte il nucleare, di cui dimentica di menzionare gli enormi costi di avviamento che quasi vanificano il risparmio, e i continui aumenti di prezzo dell'uranio, l'esposizione è equilibrata e si spinge persino a menzionare la decrescita e la sovrappopolazione. Speriamo che si continui a fare informazione.
Si è parlato meno dell'Iran oggi, a parte Claude Mandil dell'IEA che secondo Repubblica ha pensato di rassicurare il mondo: nel caso di guerra con l'Iran, non ci saranno problemi per l'approvvigionamento di petrolio. L'IEA, infatti, ha una bella riserva di 4 miliardi di barili che può sostituire la produzione iraniana (2,7 milioni di barili al giorno) per ben 4 anni. Ottima notizia... peccato che ha dimenticato di specificare come sostituiremo gli altri 17 milioni di barili che transitano ogni giorno dallo Stretto di Hormuz, il primo ad essere bloccato in caso di guerra.

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16 commenti
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25 Apr 2006
alle 17:09

Gino Talebano

Ehm... Bernardo riguardo all'elio3 vorrei suggerirti che per usarlo come combustibile nucleare in una centrale a fusione dovremmo aspettare quelle di 3a generazione (tutto il mondo ancora non ha finito di costruire quella di prima e quella di terza probabilmente costerà 1000 volte di più)
La fusione è una chimera che ha permesso al mondo di cullarsi nello spreco delle poche risorse energetiche di cui disponeva. Non esistono assi nella manica, solo bastoni nel ....

15
20 Apr 2006
alle 23:27

Bernardo Mattiucci

In vista di un fine settimana per me di fuoco (il lavoro mi chiama), voglio concludere questa serata con un piccolo riassunto sulla situazione petrolio-energia.
Saro' molto breve... ma prima faccio una premessa per Gabriele...:

Sei sicuro che cio' che consideri Realta' e' effettivamente tale? E se la realta' fosse quella che i grandi (politici, istituzioni, enti e multinazionali) ci propinano come FALSO? Riflettici e vedrai che il tuo punto di vista fila quanto il nostro.

Il petrolio... teoricamente ne potremmo stimare la quantita' ancora da estrarre. Praticamente no perche' questa dipende anche dalla velocita' di estrazione. Piu' in fretta lo estrai, piu' "inquini" il petrolio che resta nel giacimento, e giunto ad un certo punto, questo non e' piu' "buono".
I giacimenti giganti stanno riducendo tutti la produzione verso un 50% di quella dichiarata qualche anno fa e questo ci consente, purtroppo, di stabilire che entro 5-10 anni questi sono belli che andati!
Restano gli off-shore, quelli a largo, ma la loro profondita' e' tale che il costo di estrazione sarebbe quasi proibitivo. E ci sono quelli "profondi". Ma chi scaverebbe un pozzo profondo il doppio o il triplo degli attuali per estrarre la meta' (quando va bene) del petrolio che c'e' dentro?

La realta', quella triste, e' che il petrolio, oltre ad essere uan fonte ESAURIBILE di energia, e' un'ottima scusa per controllare il mondo. Chi ce l'ha se lo tiene stretto e chi non ce l'ha deve acquistarlo. O regredire.
Nel mondo c'e' solo una zona dove il petrolio c'e', e' abbondante e non e' stato ancora estratto: l'Amazzonia!
Ma il governo brasiliano sta addestrando milioni di soldati e indios per la difesa delle sue zone e ha installato un sistema radar che monitora costantemente l'intera superficie amazzonica intercettando anche un piccolo deltaplano (e' accaduto ad alcuni conoscenti).

Le guerre, quelle vere, devono ancora scoppiare. Ma saranno guerre inutili, perche' il petrolio non bastera' comuqnue e qualcuno deve FERMARSI (a livello di sviluppo) e REGREDIRE.

Purtroppo abbiamo vissuto gli ultimi 50-60 anni cullandoci sulla menzogna che il petrolio fosse inesauribile e questo ci ha portati a sviluppare e trasformare la nostra societa' in qualcosa di vulnerabile. Basta togliere il petrolio per 10 giorni e l'intero paese cadrebbe in rovina (e in guerra).

Ma qualcuno, "furbo", la soluzione l'ha trovata. E non e' una centrale nucleare come quelle che "conosciamo".
Negli USA vennero fatti esperimenti sotterranei per la produzione di grandi quantita' di energia elettrica. E i risultati sembrano essere stati positivi. Ma, ovviamente, e' l'asso nella manica e verra' tirato fuori solo all'ultimo minuto. prima bisogna mettere in ginocchio il resto del mondo. Come? "conquistando" i vari stati "chiave" con l'economia... e le bombe!

Ma qualcuno, ancora piu' furbo (e con gli occhi a mandorla), ha capito che la vera alternativa per la produzione di enormi quantita' di energia, e' contenuta sulla superficie della Luna e si chiama Elio-3!
E se le cose andranno come hanno previsto, la Cina dominera' il mondo perche', loro, badano ai fatti concreti e vogliono arrivare sulla Luna per rendersi indipendenti dal punto di vista energetico!


Finira' prima il petrolio o arriveranno prima sulla Luna per sfruttarne l'Elio-3?

14
20 Apr 2006
alle 20:53

listening

Ho pensato di tradurre una piccola parte dell'articolo di Jeffrey J. Brown che ho linkato sopra. Mi sembra piu' in tema che non la discussione sulla produzione di energia elettrica, visto che nel post di Debora si parla di plateau (finale?); di fatto il picco petrolifero rappresenta un problema in primo luogo nel settore dei trasporti. Una piccola nota: Jeffrey J. Brown basa il suo scenario sull'opinione di Kenneth Deffeyes, un geologo di Princeton, secondo cui la produzione globale ha raggiunto il picco nel 2005:

'Le regioni in cui si produce greggio tendono a raggiungere il picco e a declinare quando hanno utilizzato il 50% circa delle riserve totali convenzionali estraibili (Qt) ...
Un punto critico da tenere a mente e' che un esportatore puo' solo esportare quello che rimane dopo che la domanda interna e' soddisfatta. Si consideri un semplice esempio: quello di un paese che per ipotesi produca 2 milioni di barili al giorno e ne consumi 1. Si ipotizzi un declino nella produzione del 25% in un periodo di sei anni (come nel Mare del Nord che, tra l'altro, ha raggiunto il peak al 52% della produzione delle riserve totali convenzionali estraibili, o Qt) e si ipotizzi un incremento del 10% nei consumi interni. La produzione scenderebbe a 1,5 milioni di barili al giorno. Il consumo interno salirebbe a 1,1 da 1 milione di barili al giorno. Le esportazioni nette dopo sei anni corrisponderebbero alla produzione (1,5 milioni di barili al giorno) una volta sottratti i consumi (1,1 milioni di barili al giorno): quindi le esportazioni nette finirebbero per ammontare a 0,4 milioni di barili al giorno. Pertanto, a causa di un declino nella produzione del 25% e di un incremento dei consumi interni del 10%, le esportazioni nette del nostro ipotetico esportatore declinerebbero del 60%, da 1 milione di barili al giorno a 0,4 milioni di barili al giorno in un periodo di sei anni.
Noi siamo profondamente preoccupati che il mondo si trovi ad affrontare un imminente e catastrofico collasso nelle esportazioni nette a causa di una produzione in declino e di un incremento dei consumi nei maggiori produttori di greggio'.
Jeffrey J. Brown

vedi
http://www.energybulletin.net/15126.html
http://www.energybulletin.net/13575.html
e il blog di brown/westexas e Khebab
http://graphoilogy.blogspot.com/

13
20 Apr 2006
alle 19:53

Debora Billi-Petrolio

Caro Ano-Nimo,
potevi pure firmarti: tanto qui siamo tutti d'accordo con te! :D

12
20 Apr 2006
alle 19:46

Ano-Nimo

Per quanto riguarda SuperQuark, mi spiace dirlo ma la puntata di ieri sera è stata un vergognoso spot a favore del nucleare.

Breve riassunto:

1) Chernobyl? Spaventosa tragedia, ma è stato tanto tempo fa, il reattore era progettato male, oggi non potrebbe più succedere.

2) L'energia? Fondamentale, dobbiamo averne sempre di più, o torniamo tutti contadini, le donne non si emancipano, i figli non studiano e i neanderthal domineranno il mondo.

3) Le fonti fossili fanno pena, si stanno esaurendo, inquinano, saranno sempre più care (vero, e allora...)

4) (...ecco il) Nucleare!! Si, ha qualche inconveniente ("INCONVENIENTE"!!) ma:

4b) tutti ce l'hanno: oltre 150 centrali in europa, solo noi "paghiamo" lo scotto di scelte passate (che stupidi! stupidi italiani!) e quindi, se ce l'hanno tutti...

4c) Incidenti? Ma sono decenni che non se ne verificano! Solo due di classe tra 4 e 6 (=il nucleare è sicuro, bambini non piangete, è arrivato il gelataio)

4d) Ma ci sono le scorie... SEEE!! Le scorie! Oggi ci sono metodi di stoccaggio sicurissimi, seimila strati protettivi e poi vai di miniera di salgemma! (magari poi ci mette lo zampino un terremoto...)

4e) Ma ci vuole l'uranio... Ma via, via, l'uranio è abbondantissimo, chi non ha qualche quintale di uranio in giardino, per far divertire i bimbi con quella sana fosforescenza verde? Al limite smantelliamo un po' di bombe atomiche, chi non ha bombe atomiche oggi? (noi).

5) si salvano gli ultimi 10 minuti di trasmissione, dedicati alle fonti rinnovabili (che però fanno tutte pena, costano tanto, rendono poco, rigraziate gli incentivi sul solare altrimenti i pannelli li vedeva solo Bill Gates ecc...) e un timido appello a darsi una regolata con i consumi. Un cenno all'impossibilità di sostenere questo modello di sviluppo in eterno (perché lo sostiene "qualcuno", prendersi una posizione scomoda mai eh?).

Fine e pubblicità RAI.

Mi perdonerete il sarcasmo fin qui :)

Una riflessione: qualcuno ha visto i preventivi della TAV o del ponte di Messina? (destinati, come insegna l'italica storia, a raddoppiare o anche peggio). Se quei soldi fossero stati dati alla ricerca energetica a tempo debito forse ora avremmo davvero la fusione e anche la sublimazione nucleare. ;-)

11
20 Apr 2006
alle 17:04

listening

Segnalo un notevole per quanto conciso articolo di Jeffrey J. Brown (conosciuto anche come westexas, uno degli autori di graphoilogy) per Energy Bulletin, su produzione ed esportazione di greggio
http://www.energybulletin.net/15126.html

10
20 Apr 2006
alle 16:21

listening

L’aumento del prezzo del greggio e’ la soluzione (almeno in parte), non il problema. Posto nuovamente la recente valutazione del Fondo Monetario Internazionale, che a mio parere indica la strada da seguire:
‘Le conseguenze dell'attuale caro greggio persisteranno più a lungo di quanto accaduto in passato, aggravando gli squilibri dell'economia mondiale e aumentando il rischio che si producano shock improvvisi. Per far fronte all'emergenza il Fondo monetario internazionale raccomanda ai paesi consumatori di petrolio di trasferire integralmente l'aumento dei prezzi petroliferi mondiali sui prezzi energetici interni per ridurre il consumo di petrolio …’ La versione originale e’ a pagina 21 del rapporto, qui
http://www.imf.org/external/pubs/ft/weo/2006/01/pdf/c2.pdf

9
20 Apr 2006
alle 14:45

trafficante de cannelloni

OT: baires si, ma c'è di meglio! ;)

8
20 Apr 2006
alle 14:25

trafficante de cannelloni

Complimenti per il tuo Blog!

7
20 Apr 2006
alle 12:24

Debora Billi-Petrolio

Gabriele mi sfinisci! ;)
Guarda che quanto a conspiracy theories sfondi una porta aperta, me le leggo tutte e mi piacciono moltissimo. Ma ci sono cose che proprio non stanno in piedi... le "energie alternative" richiedono tante di quelle risorse, tanti di quei soldi, e tanta di quella volontà politica che solo uno sforzo enorme da parte di tutto il mondo potrebbe renderle efficienti. Cerca "EROEI" su Google.
Sono d'accordo con te che ci sono piani pronti per questo e quello, ma la verità è che nessuno vuole o ha mai voluto affrontare la realtà che il sistema in cui è placidamente accomodato sta per sgretolarsi.
E, ripeto, conoscendo i nostri governanti, gli interessi economici, le strutture internazionali, mi pare perfettamente coerente con la loro mentalità e la loro storia che affrontino la questione a suon di bombe.

6
20 Apr 2006
alle 12:20

Sandro kensan

Su la 7 oggi alle 21:30 faranno Sfera che si interesserà di petrolio.

5
20 Apr 2006
alle 11:58

Debora Billi-Petrolio

Il problema dell'esaurimento non si risolve "facimente". Per risolverlo, si sarebbe dovuto agire vent'anni fa, quando il petrolio era a 20 dollari al barile e nessuno si sognava di spendere miliardi per qualcosa di "inutile". La strada più facile, oggi, è quella di dire "lo uso io, e tu no", e francamente non mi stupisce visti gli atteggiamenti dei governi.
Nessuno, oltretutto, ci "vende" queste scuse: l'idea del peak oil è stata (ed è ancora) violentemente avversata da tutti gli organismi internazionali che continuamente ci rassicurano su immense quantità disponibili. La versione ufficiale è "picco nel 2037", che non mi pare esattamente allarmismo. Chiedi a qualsiasi economista, e ti riderà in faccia sull'esaurimento delle risorse energetiche.
Chiedi a un geologo, e diventerà molto serio. Ma i geologi non vanno in TV, non governano i Paesi, non decidono il nostro futuro.
Purtroppo.

4
20 Apr 2006
alle 11:32

Debora Billi-Petrolio

Marco,
io ho parlato bene di Superquark perché basta che raccontino decentemente l'energia già mi sento di festeggiare, ma dobbiamo ammettere che sul nucleare è stato un tantino (un filino!) fazioso! E anche sulle rinnovabili, non la finiva più di dire che costano un occhio...

3
20 Apr 2006
alle 11:29

Debora Billi-Petrolio

Gabriele,
è proprio questo il punto: il petrolio NON è come qualsiasi altro ciclo di produzione/consumo, per il semplice fatto che non è un "prodotto" ma una risorsa. Ovvero, non decide nessuno quanto ce n'è e quando finirà.

Se hai letto un po' questo blog, avrai visto che qui si parla di petrolio da un punto di vista "geologico" molto più che economico... (e avrai visto anche che il baluardo feudale sta per vedersela piuttosto bruttina).
Ciao!

2
20 Apr 2006
alle 10:24

MarcoCavicchioli

la puntata di Superquark di ieri sera è stata splendida! divulgazione scientifica di altissimo livello (soprattutto per la semplicità dei concetti trasmessi).

1
20 Apr 2006
alle 09:41

Bernardo Mattiucci

Petrolio, Londra: Brent a 74 dlr
Sul mercato after hours di New York tocca i 72 dollari

(ANSA)- LONDRA, 20 APR - 08:50 - Il Brent del Mare del Nord ha raggiunto oggi a Londra per la prima volta i 74 dollari a barile. A spingere verso l'alto le quotazioni le preoccupazioni per la situazione iraniana e per l'approvvigionamento di benzina negli Usa.Petrolio ben sopra quota 72 dollari nelle contrattazioni elettroniche after hours di New York. Il greggio americano con consegna a maggio (contratto che si esaurisce oggi) e' salito fino a 72,26 dollari,in rialzo di 9 centesimi

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