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Petrolio a 74, in giro per il mondo.

Venerdì 21 Aprile 2006, 09:44 in Energia, Peak Oil di

OutofgasE' divertente andare a caccia di notizie su questo continuo aumento di prezzo, quindi continuo con lo zibaldone.
Ieri sera, a Sfera su La7, un altro servizio sulla crisi energetica. Mi è piaciuto molto di più di quello di Piero Angela: se non altro, si è velocemente liquidata l'energia nucleare (persino da parte dell'ENEL!) perché costa troppo, ma soprattutto si è parlato molto del picco petrolifero, seppur chiamandolo poco correttamente "fine del petrolio" nell'interessante "TG del 2010", che descriveva le conseguenze di una notizia che, nella realtà, probabilmente non verrà mai data in quei termini. Correda il tutto un 'intervista al nostro Ugo Bardi di AspoItalia che, vi assicuro, si è mantenuto molto soft...
Ricordate invece Claude Mandil? Lo abbiamo citato ieri a proposito delle sue dichiarazioni sulle enormi riserve strategiche che consentiranno di fare la guerra all'Iran senza battere ciglio. Ebbene, si è già contraddetto: riporta Repubblica che secondo il numero uno dell'IEA gli alti prezzi sono dovuti a scarsità delle riserve. "Il mercato e' ben rifornito al momento ma la capacita' di riserva e' molto limitata." Sarò irrispettosa, ma come si dice a Roma: "Facce pace"!
Gli americani sono in preda al panico per i continui folli aumenti della benzina, che ha toccato i 3$ al gallone. Fatti i calcoli, qui da noi costa oltre 6$, ma in USA sono abituati ad averla quasi regalata e quindi si corre a fare il pieno prima che aumenti ancora. Risultato? Le pompe finiscono il carburante, il panico aumenta, e i prezzi anche.
Nel frattempo, il FMI, Fondo Monetario Internazionale, si premura di comunicare: arrangiatevi. Praticamente testuale: "Gli alti prezzi sono qui per restare, e tutti noi dovremo abituarci".
Fortunatamente, sembra che (l'ipotetico) nuovo Ministro dell'Economia italiano, Giovanni Padoa Schioppa, abbia una visione dell'energia adatta ai tempi, ovvero non ritiene che ce ne sia a profusione per crescere e crescere. Riporta Sostenibile una sua dichiarazione: "Le risorse della Terra (dalle foreste ai giacimenti energetici) non potranno non rincarare drammaticamente e infine mancare, se il consumo che ne facciamo continua a espandersi come se fossero illimitate." Speriamo che alle parole seguano i fatti.
Ancora dall'OPEC, che continua ormai da settimane a dirci che non può fare di più. Il segretario generale, mr. Mohammed Barkindo, ha risposto a Dow Jones: "Cosa possiamo fare che non abbiamo già fatto? E' un problema di qualità". Cosa significa? Che, come si sospettava, non si riesce a pompare più una quantità sufficiente di sweet light crude, ovvero il petrolio di qualità migliore, quello che la maggior parte delle raffinerie sono attrezzate a lavorare. Ce n'è invece ancora di quello di minor qualità, ad alto contenuto di zolfo (lo hanno nel Golfo ma anche in Venezuela), ma nessuno è in grado di trasformarlo. Così, ci ritroviamo con le raffinerie che non hanno abbastanza petrolio leggero... e il petrolio pesante che non ha abbastanza raffinerie.
Quando si dice la pianificazione, vero?

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3 commenti
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21 Apr 2006
alle 22:22

listening

Non ero il solo a festeggiare: anche Matthew Simmons dichiara che gli aumenti sono una buona notizia
http://www.simmonsco-intl.com/research.aspx?Type=msspeeches
http://www.irishexaminer.com/pport/web/ireland/Full_Story/did-sg4NtWS7zX-eY.asp

2
21 Apr 2006
alle 12:19

listening

Padoa Schioppa che subentra a Tremonti all’economia e Bersani che subentra a Scajola alle attivita’ produttive … tiro finalmente un sospiro di sollievo (o meglio, aspetto ancora un poco ma sono fiducioso).
Vorrei integrare le notizie che hai dato gettando uno sguardo sul Brasile, che si trova in una posizione invidiabile per affrontare l’eventualita’ del picco petrolifero. Il paese ha cercato a lungo di rendersi indipendente dal greggio importato: sembra esserci riuscito. In primo luogo, diversificando i carburanti: ad oggi, il 20% del carburante bruciato in Brasile e’ di origine vegetale e prodotto dentro i confini del paese (bioetanolo). In secondo luogo, la produzione domestica di greggio arrivera’ entro l’anno a soddisfare interamente i consumi interni, grazie all’inaugurazione appena avvenuta di un nuovo progetto di estrazione.
http://www.businessweek.com/ap/financialnews/D8H448E84.htm?campaign_id=apn_home_down&chan=db
e
http://yaleglobal.yale.edu/display.article?id=6817

1
21 Apr 2006
alle 11:15

Sandro kensan

Bardi è stato intervistato dentro la trasmissione Sfera? Veramente? Se è così mi sono perso una perla della TV.

Si può leggerla da qualche parte?

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