Uno sguardo dal picco
Non ho link da fornire a supporto, ma ho voglia di raccontare questa storia perché mi sembra davvero un segno dei tempi. Sui forum americani sta uscendo, da più parti, una lamentela collettiva riguardo al fuel surcharge. Avete presente? Quella tassa scritta in piccolo che trovate in calce ai contratti per l'acquisto di biglietti aerei low cost, il biglietto costa 29 euro e poi ve ne beccate altri 40 di fuel surcharge, ovvero "sovrapprezzo carburante". D'altronde, riflettiamo, se ci fanno volare per mezza Europa a 29 euro un piccolo contributo benzina possiamo anche darlo, che diamine.
Ebbene, pare che negli Stati Uniti il fuel surcharge sia in questi giorni applicato su:
- legna da ardere
- terriccio da giardino
- cemento
- ricambi per motori
- pesce
O almeno, questi sono i prodotti di cui mi è capitato di leggere. Il prezzo è esposto, e poi al momento di pagare ci si ritrova con la sorpresa del sovrapprezzo carburante. Non sono naturalmente in grado di giudicare se si tratta di roba d'importazione: sembra però che i trasportatori stiano soffrendo terribilmente l'aumento del prezzo della benzina e lo scarichino sui loro clienti, che a loro volta si rifanno sul consumatore finale. E per non aumentare il prezzo esposto, ricorrono al trucco della sorpresa alla cassa.
Certo, non deve essere piacevole fare un salto dal ferramenta o in pescheria e trovarsi a pagare un sovrapprezzo carburante come in aeroporto.
(Aggiungo, visto che la questione è stata sollevata nei commenti: il fuel surcharge pare non essere una "tassa occulta", insomma una furbata per fregare i clienti. Viene applicata così perché i commercianti credono che l'elevato prezzo dei carburanti sia assolutamente provvisorio, destinato a ridiscendere nel giro di pochi giorni, e quindi trovano inutile aumentare tutti i prezzi per poi riabbassarli.
E' probabile un'imminente disillusione...)
Ho aggiornato il post in base alle osservazioni sulla "furbata"... ;)
credo che si abitueranno presto!
il prossimo passo dovrebbe essere aumentare le tasse sulla benzina in america... per stimolare un po di risparmio energetico!
a Parte gli effetti inflazionistici, immagino il casino che monteranno i produttori di SUV...
concordo con deserteur. il problema in questo caso non è il prezzo, ma la consapevolezza del prezzo. se sono disposto a pagare una certa cifra lo posso sapere solo dopo che tale cifra mi viene comunicata. non è corretto comunicarla solo dopo che tale scelta è avvenuta!
Il problema non è il fatto di pagare i costi carburante, ma la scarsa trasparenza dei prezzi che risulta da questa truffaldina pratica delle "surcharge".
Oggi, quando compri un biglietto aereo, non hai la minima idea di quanto lo pagherai alla fine, a causa di surcharge e tasse varie, che non vengono indicate nel prezzo pubblicizzato. Immaginiamo il caos se questo venisse esteso anche ad altri beni.
Per contro, mi pare molto interessante a livello teorico, perché consente di farsi un'idea di quanto incidano i costi carburante sul prezzo di un bene. Nel caso della legna da ardere, indicare la fuel surcharge separatamente consente di fare un calcolo molto approssimativo dell'EROEI (Energy return on energy investment) di questo combustibile!
alle 12:53
Sandro kensan
E' interessante notare che questa abitudine oltre a richiedere conferme è per ora limitata ma se si estendesse un po' in tutto il mondo (per esempio se il greggio avesse prezzi più elevati di oggi) saremmo di fronte ad aspetti curiosi.
Se una carota o un melone o un limone è di stagione e proviene da una fattoria vicina allora il fuel surcharge sarebbe nullo o quasi, se la carota o il pomodoro proviene dalla Cina allora potrebbe essere come con gli aerei dove il sovrapprezzo carburante supera il costo del biglietto.
Quello che voglio dire è che la globalizzazione si basa su un fuel surcharge nullo.