Uno sguardo dal picco
Proseguendo idealmente la discussione di ieri sulle biomasse, traduco un articolo di Rick Embleton, scrittore canadese autore di Oilephant Down: Canada at the End of the Age of Cheap Oil, che ci fa comprendere con semplicità la stretta correlazione tra petrolio e alimentazione.
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C'è qualcosa di importante che le persone devono capire. Il peak oil non riguarda il petrolio, la benzina, il gasolio, le automobili, gli autobus, i treni gli aerei e le navi.
Il peak oil riguarda il cibo e la nostra progressiva incapacità, dopo il picco, di produrne abbastanza da nutrire la nostra popolazione di 6 miliardi e mezzo di persone. Anche oggi, ogni giorno 40.000 persone muoiono di fame e malnutrizione. (..)
La produzione agricola nel mondo di oggi è criticamente dipendente dal petrolio (per pesticidi, erbicidi, agrochimica, irrigazione, distribuzione) e dal gas (per i fertilizzanti). Una produzione di cibo che diminuisce non è solo un problema per il Terzo Mondo. Tutti devono mangiare e noi nel mondo sviluppato tendiamo a farlo in misura molto maggiore del Terzo Mondo.
Il ritorno all'agricoltura biologica e tradizionale può non essere così semplice come i non addetti possono pensare. La nostra terra agricola commerciale è essenzialmente tossica e sterile per via dell'uso di prodotti petrolchimici e nutrienti artificiali. L'agricoltura commerciale è essenzialmente un affare di esportazione: esportiamo i nutrienti dal suolo dove crescono i raccolti e non li reimportiamo mai. Se i prodotti chimici su cui l'agricoltura conta dovessero scomparire domani, è stimato che gli stessi terreni produrrebbero tra il 5 e il 20% di ciò che producono oggi, sempre che ci sia sufficiente acqua per l'irrigazione.
E' stimato anche che ci vogliono tra i 10 e i 20 anni per ricostruire la fertilità naturale di quei terreni. Senza la petrochimica, ciò significa un crollo di produttività dell'80/95%.
L'altro fattore chiave, naturalmente, sono le malattie. Senza i pesticidi derivati dal petrolio i raccolti sarebbero suscettibili ad ogni sorta di infestazioni. L'agricoltura intensiva oggi usa 33 volte più pesticidi di trent'anni fa e comunque perde il 25% in più dei raccolti rispetto ad allora, a causa della resistenza sviluppata. (...)
In chiusura, è questo il punto.
Le persone non afferreranno pienamente le implicazioni del picco del petrolio finché non smetteranno di preoccuparsi dei carburanti per i trasporti e capiranno le implicazioni relative all'alimentazione in un mondo di oltre 6 miliardi di persone.
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Certo, dà da pensare il fatto di bruciare frumento per far andare automobili elettriche...
:-) complimenti allora..onestamente non ci vedo nulla di male nello scrivere in quel modo, è semplicemente un metodo per risparmiare caratteri e poter scrivere più in fretta..ma se ciò da fastidio cercherò di scrivere "come Dio comanda" :-D
seguirò i consigli dei saggi :-)
saluti
Luca ti ringrazio per lo sforzo, ma non è questione di turbe... "anke" io qualche volta uso abbreviare in maniera scorretta e sicuramente non posso definirmi un paladino della grammatica e dell'analisi logica (anzi)... ma secondo il mio modesto parere l'uso è parzialmente giustificabile solo all'interno di un breve messaggio. Invece su un lungo testo risulta decisamente fuori luogo! Purtroppo a volte anche l'apparenza conta... molti leggendoti potrebbero abbassare di molto il valore del tuo pensiero solo perche scritto in quel modo.
Ti assicuro che se non avessi condiviso molti pensieri di quelli che hai esposto, non ti avrei "rimproverato" ;-)
P.S. Veramente ne ho un po' di più della meta' di 60, però spero ugualmente che il mio intervento non sia del tutto inutile
@ Adolfo
grazie :-) allora non ho scuse, ne ho esattamente il doppio :-) non pensavo che la cosa potesse essere così sconvolgente e creare turbe..quindi d'ora in poi cercherò di utilizzare anche il tanto odiato tasto H e per quello che riguarda la X? quella va bene oppure devo scrivere ogni singola parolina? :-)
fate sapere..in attesa cercherò di migliorare..giurin giurello :-)
saluti
PS: non ti rimprovero per questo intervento inutile solo se hai più di 60 anni :-D
Scusa Luca, anche se sono abbastanza d'accordo con te volevo farti notare che in italiano non si usa la k invece del ch.
Sei perdonato solo se hai meno di 13 anni.
Io nn credo ke il problema sia stato berlusconi..direi ke hanno sbagliato il modo di comportarsi pikkiando i civili inermi..c'erano sindaci di tutti gli skieramenti (così è giunta la notizia)..ma a parte questo..rispondo agli altri punti:
1) altri progetti simili hanno creato la situazione suddetta, e non sarebbe di certo la prima volta ke il lato ambientale viene messo in secondo piano x le speculazioni di alcuni.
2) un conto è la naturale esposizione a certe sostanze (anke il radon ke può trovarsi nelle cantine è radioattivo..nn x questo bisogna kiuderle), altro è se traforano il monte e tirano fuori milioni di metri cubi di materiale pericoloso, e cosa non di poco conto, nel piano non c'è scritto da nessuna parte come fare x impedire il diffondersi delle particelle di amianto e dell'uranio..forse xkè sono convinti ke nn ci sia..forse xkè è un intervento ke avrebbe dei costi elevati..rimane il fatto ke lascierebbero il materiale all'aria aperta, quindi sarebbe un pericolo x i valsusini ovviamente, ma anke x tutti quelli ke passerebbero lì, anke con i treni, xkè nn so fino a ke punto i filtri sono efficaci contro l'amianto.
3) x il trasporto merci nn c'è bisogno dell'alta velocità. L'alternativa è (così rispondo pure al punto 4) potenziare la linea già esistente ke kiaramente è obsoleta, come la maggiorparte delle linee ferroviarie in italia..la si rende idonea x il trasporto di merci e persone, senza ke si spendano miliardi x un progetto poco sensato (poi son punti di vista :-)
5) ke l'impatto ambientale sia minimo..nn ne sono sicuro: traforare un monte nn mi sembra uno skerzo e poi il discorso dei valsusini lo capisco..prova a immaginare: abiti lì (kissà da quanto) e ti arriva prima un'autostrada, poi un'altra, poi una ferrovia, poi la tav..insomma, l'ambiente di quella zona è seriamente compromesso..e poi scusa..tu mi dici quanto è bello il sahara x la sua natura, x il tipo di emozioni ke ti da e poi dai contro ad un popolo ke vorrebbe xlomeno cercare di salvare il salvabile?
D'accordo ke il sahara nn è la val susa, xò nn credi ke ognuno abbia il diritto di avere un ambiente poco contaminato..e se la soluzione fosse l'ammodernamento? xkè non provare? tanto fra 15 anni quando sarà terminato il progetto cmq il petrolio costerà troppo (certamente sopra i 100$), ed allora avremo il problema dei trasporti in toto (e nn sarà stata colpa della TAV)..quindi tantovale spendere quei soldi x ricreare sulla linea vekkia ed il resto usarlo x le rinnovabili o x le linee già esistenti.
Concludo: ke abbiamo uno stile di vita esagerato mi sembra ovvio..xò nessuno vuole rinunciare a quelle comodità di tutti i giorni..è un discorso stupido e miope..le risorse stanno finendo (allo stato attuale il rame contenuto nei centesimi supera il valore nominale delle monetine stesse), quindi o prima o poi questa cosa la si deve fare, tantovale cercare di preservare l'ambiente x i figli ed i figli dei nostri figli e nn lasciare a loro i risultati della nostra incapacità gestionale.
Xkè, secondo me quello ke sfugge ai più, è ke l'ecologista nn lo fa tanto x rompere le scatole, lo fa xkè vuole preservare x se e x ki verrà dopo di lui quello ke ha trovato, così un giorno il nipote di tuo nipote potrà andare nel deserto e stupirsi difronte a 2 cm di neve.
saluti
PS: cmq nn mi piace il tono ke indica i valsusini come dei mostri ke sono contenti se accadono incidenti o altro ancora..nn mi piace proprio..un po' di rispetto verso delle persone ke sono anke state pikkiate ingiustamente sarebbe indicato(e nn mi riferisco ai delinquenti ke si miskiano tra la folla).
1) non esageriamo. le falde che al massimo si prosciugano sono quelle profonde e quelle vengono usate solo dagli uomini che le sfruttano pompando l'acqua ivi presente nelle condotte che la distribuiscono.
2) le sostanze nocive se ci sono ci sono anche oggi... ma perche' allora si usa questa scusa (perche' e' una scusa) per non far fare la TAV? le sostanze ci sono anche ora... ma non ho visto gente in Val di Susa che manifesta per farle rimuovere...
3) la TAV e' necessaria principalmente per il trasporto delle merci. Ma forse a quelli della Val di Susa non importa respirare il gas di scarico dei camion... l'importante e' non vedere la TAV, giusto?
Quella linea eliminerebbe quasi del tutto il trasporto su gomma... ma se proprio non volete la TAV vabbene... trovate un modo per far andare i camion con qualche energia rinnovabbile perche' l'italia e' il paese europeo con la piu' alta concentrazione di camion...
4) la linea presente oggi e' obsoleta. Ma a quelli della val di susa poco importa se muore un macchinista o se un treno deraglia... l'imporante e' non avere la tav. E comunque quella presente era stata progettata per il trasporto "misto" e come tale viene usato. ovvero... non puo' essere sfruttata al massimo per portare le persone e non puo' essere sfruttata al massimo per portare le merci. Entrambi i trasporti sono possibili... ma in caso di incidente (facciamo le corna) si blocca l'intero sistema di trasporti. E se cio' accade reclutiamo quelli della Val di Susa e li mettiamo a fare avanti e indietro con la Francia... a piedi!!!!
5) questa e' una scusa di quelle mostruose perche' dal progetto l'impatto ambientale e' minimo. E comunque non penso che sia un problema da porre sul tavolo. Vorrei vedere quante sono le strutture in regola con i progetti in val di susa.... e vorrei vedere se accetteranno di restare senza cibo quando non ci sara' piu' petrolio per i trasporti.
E comunque, la TAV non andava fatta perche' c'era Berlusconi al potere. Adesso che c'e' la Sinistra ci scommetto nessuno piu' apre bocca!
rispondo solo alla questione degli ambientalisti xkè mi sembra ke entrambi vediamo necessaria una svolta nel sistema..ma tralasciamo..
la TAV : ti riferisci a quella della val di susa?
xkè nn mi sembra ke x le altre ci siano state queste proteste esagerate..e, anzi, mi sembra ke lo sviluppo delle ferrovie siano un fattore su cui si punta x il trasporto.
quindi analizzo la tav in val di susa: la questione è molto semplice e si snoda su alcuni punti:
1° e più importante grazie alla legge obiettivo si salta la VIA..cosa di una gravità enorme (anke sulla VIA ci sono parekki dubbi, xkè nn so quante persone effettivamente siano ingrado di produrre uno studio serio sulla valutazione ambientale..cmq è un altro discorso..almeno ci si prova) xkè permette, ad esempio, il prosciugamento di una o più falde del monte da traforare, con conseguente disseccamento del versante (quindi problemi di stabilità dello stesso nnkè d'ordine idrogeologico)
2° presenza di sostanze nocive: ora su questo punto possiamo sindacare, io nn pretendo di dire la verità, riporto solo quello ke leggo, e cioè ke lì ci sono amianto ed uranio, e ke le analisi fatte e ke dimostrerebbero invece l'assenza, in realtà sono state fatte dove si sapeva benissimo ke nn c'era pericolo..ripeto nn conosco la verità ed ognuno può dire la sua.
3° il carattere economico: sembra infatti ke lì nn verrebbe fatta una tav, ma una linea x il passaggio di merci; inoltre sarà pronta tra 15-20 anni (e con ke cosa la facciamo andare se nn investiamo di più in rinnovabili?)o almeno è prevista..ma nn credo ke la francia starà zitta zitta ad aspttare le nostre lungaggini, e premerà x il rispetto dei tempi.
4° rimane la possibilità di sfruttare al massimo la linea presente
5° e punto ke più interessa i valsusini e un po' meno noialtri, la loro vallata sarà attraversata da un'infinità di infrastrutture tali da rendere poco vivibile la zona ( e se a noi nn ci frega, giustamente a loro sì)
detto questo, sxo di essere stato esaustivo xlomeno su questo fronte..su altri temi se vuoi possiamo parlare tranquillamente anke tramite mail :-)
saluti
Spero di rispondere alle vostre domande senza generare altre domande...
prima di tutto Giuliano, ci andrei cauto nel dire "non hai idea di cosa costi..." e "non hai neanche idea di cosa significhi ...." perche' ho precise idee a riguardo e precisi progetti nel cassetto che, ovviamente, in Italia non serve proporre perche' li boccerebbero al volo (come hanno fatto con quelli di Rubbia riguardo l'energia solare termodinamica).
Il Saraha e' un luogo molto strano e se non ci siete mai stati vi invito a farlo... perche' ne resterete attratti.
E' un luogo arido, e' vero, ma non del tutto e non sempre... e non uniformemente.
Ci sono zone del Sahara dove piove... altre zone dove nevica (e credetemi... svegliarsi al mattino con 2 cm di neve in pieno sahara e' qualcosa di sublime...) ed altre zone dove viene estratta l'acqua dall'aria!
L'inventiva dell'uomo puo' risolvere i problemi di cui parli, ma solo se l'uomo e' disposto a farlo...
Per l'estrazione potrei dirti che esiste un sistema naturale ed uno artificiale... ma non posso entrare nei dettagli per ovvi motivi di riservatezza. Ho contatti con istituzioni straniere per tali progetti e non posso parlarne. C'e' solo una cosa che voglio dire... la volonta' di risolvere il problema, oggi, e' molto ma molto bassa. Specialmente in Italia.
E non serve rendersi conto che il petrolio sta finendo se poi siamo arciconvinti che, comunque, non cambiera' nulla nel nostro stile di vita. Cio' che bisogna fare adesso, nel breve termine, e' far capire alla gente che lo stile di vita che abbiamo non puo' essere mantenuto a lungo. E questo e' gia' di per se un grande problema. E la relativa soluzione io, almeno, non la conosco!
L'acqua fossile... certo... non si rigenera... ma aggiungerei "alla velocita' di quella di falda". Ma non credo sia questo il problema vero...
Per quanto riguarda invece le colture idroponiche...
se tu fossi un commerciate ed io ti proponessi le zucchine coltivate normalmente e quelle "idroponiche"... quale sceglieresti sapendo che le prime costano, diciamo, 1 euro al kg e le secondo 10 euro?
Il costo attuale delle colture idroponiche e' sicuramente piu' alto... ma lo e' anche quello delle nostre produzioni... semplicemente perche' l'Italia e' morfologicamente poco adatta alle grandi coltivazioni e la nostra naturale tendenza a complicarci la vita ci porta a fare produzioni "macchinose" che fanno solo aumentare il prezzo del prodotto finale.
Ad Avezzano (AQ) coltivano le carote. Le raccolgono e le inviano in zona Modena... li' le lavano e le inscatolano.. poi le riportano ad Avezzano e da qui le vendono ai distributori. Questo e' almeno cio' che mi hanno fatto capire tempo fa (spero sia cambiato). E questo perche'? Perche' a Modena c'era gia' un'industria per la lavorazione delle carote e andava usata quella....
E cosi' il prodotto che coltivano a 50 km da casa mia arriva sul banco del fruttivendolo ad un costo doppio rispetto a quello prodotto in Cina... (che per arrivare deve farsi il giro del mondo).
Credetemi... prima che finisca il petrolio, bisogna cambiare tante cose....
E per finire il problema degli ambientalisti....
quanto petrolio si potrebbe risparmiare se costruissimo la TAV? (ad esempio)
E quanti quintali di grano si potrebbero coltivare in piu' se alcune zone venissero sistemate un po meglio?
Ci lamentiamo tanto per alcuni scandali ecologici e poi facciamo di tutto per complicarci la vita... e' questo il problema....
Giusto, Giuliano.
L'acqua fossile è quella che stanno utilizzando per irrigare le Grandi Pianure americane, che producono moltissimo grano. Ma le falde sono già estremamente impoverite. Senza l'acqua fossile, sarà impossibile continuare ad irrigare... ed a produrre.
AAaaarrrggh cosa mi tocca sentire.
La riserva d'acqua dolce a cui ti riferisci è acqua *fossile* cioè acqua di diversi milioni di anni fa non è acqua di falda (non si rigenera con le piogge).
Il problema dell'acqua se vogliamo è anche peggio di quello del petrolio... probabilmente l'agricoltura intensiva fallira prima per la mancanza di acqua a buon mercato piuttosto che di fertilizzanti a buon mercato.
E poi non hai idea di cosa costi pompare acqua da 700 metri... e non hai neanche idea di cosa significa irrigare con un clima secco come quello del sahara. Gli ambientalisti non c'entrano nulla.
Un articolo interessante. Ma Fidandoci ciecamente dei numeri citati da Embleton, qual'è la conclusione a cui ci induce lo stesso quando prefigura un crollo della produzione agricola dell'80/95% se non l'ineluttabilità dell'attuale sistema fino allì'esaurimento completo della risorsa petrolio. Le conseguenze sarebbero catastrofiche e le alternative addiritura irrisorie. E qui entra in ballo la gestione dell'esistente, cambiando però il paradigma della produzione agricola su scala globale. Sicuramente per chichessia non sarà semplice nè automatica un'alternativa, ma credo che quest'ultima dipenda soprattutto da scelte politiche, economiche che continuano a privilegiare più gli interessi di multinazionali dell'agroalimentare che la ricerca di una via di fuga verso produzioni locali e non destinate all'esportazione. Chiaramente questa ipotesi prefigurerebbe una società ben diversa da quella attuale. Peraltro se non c'è una massiva consapevolezza sociale e culturale delle implicazioni che comporta la fine di una risorsa energetica che avrà comunque fine, perchè limitata, come stimolare attivamente un cambiamento ? Me lo chiedo e lo chiedo anche a voi.
io nn ho capito tutto questo odio x gli ambientalisti..e kiedo quindi di spiegarlo meglio xkè onestamente nn ho capito il motivo.
X quello ke rigiuarda la questione dell'idroponica, vi faccio una semplice domanda: ma se è così vantaggiosa come dite, xkè nn si fa anke da noi?
e x quello ke riguarda lo sviluppo verticale mi viene da kiedere come pensate di fornire la sufficiente illuminazione alla coltura.
Non prendetela x strafottismo..sto facendo delle domande serie a cui rikiedo risposte altrettanto serie e prive di ogni tipo di pregiudizi.
Il problema fame del mondo credete sul serio di sconfiggerla così?
nn è forse a causa del nosrto sistema economico ke sfrutta i paesi poveri x poter mantenere uno stile di vita eccessivo?
Quindi nn è causa nostra e del nostro stile di vita se quelle popolazioni fanno la fame?
(vi prego di distinguere tra ki fa la fame e ki è povero..xkè esistono una serie di differenze)
Insomma: nn è un po' come condannare la cina ke sfrutta i lavoratori e poi comperare prodotti cinesi xkè ci conviene?
Queste cose sembrano solo a me oppure da bravo ambientalista nn capisco nulla e kiudiamo qui la discussione? :-)
saluti
ammettiamo che la produzione di petrolio scemi (cosa proabile) rispetto alle richieste. difficile tuttavia credere che cesserà del tutto (e di colpo) e questo ci induce a ritenere probabile che, qualora si verificassero tali scenari, dovrebbe essere possibile scegliere quali utilizzi del petrolio rimasto dovrebbero essere privilegiati. ad esempio sostituendo il petrolio nella produzione di energia elettrica e nell'autotrazione, quello rimasto dovrebbe essere sufficiente ancora a lungo per continuare ad essere utilizzato per gli altri scopi. questo deve essere il nostro obiettivo a breve/medio termine.
Voglio vedere gli ambientalisti cosa faranno quando le riserve di cibo incominceranno a scarseggiare...
Bisogna aggiungere una cosa.
Le eventuali epidemie che si potranno scatenare. Prendete una città come tokio, togliete ai cittadini il 50% del cibo e avrete creato una incubatrice perfetta.
Il nostro fisico è continuamente sotto stress a causa delle continue esposizioni ad agenti chimici e lo sconsiderato uso di farmaci come gli antibiotici.
Questi fattori rendono il nostro corpo più vulnerabile agli attacchi di microoganismi patogeni.
é molto probabile che in caso di carestie si possano sviluppare gravi epidemie stile "Promessi Sposi"
Per risolvere il problema della fame nel mondo andrebbero eliminati gli ambientalisti e tutti quei fanatici che pensano di fare del bene al genere umano, senza sapere che ostacolano lo sviluppo e la possibilita' di trovare soluzioni alternative per noi poveri mortali.
C'era un progetto... qualche anno fa, che prevedeva l'uso dei deserti per la coltivazione intensiva. Nei deserti l'erba non cresce... e l'irrigazione costante e' possibile. Nel Sahara, alla profondita' di 700 metri, c'e' la piu' grande riserva di acqua dolve sotterranea che si conosce. Estrarla con sistemi eolici e/o solari (termodinamici alla Rubbia) non e' impossibile, anzi.... e la coltivazione di aree desertiche e' realizzabile e realizzata sia in USA che in Israele (e non solo).
Ma qualcuno, all'epoca, si oppose... perche' il deserto andava lasciato cosi' com'e'...
Stesso discorso per le aree agricole produttive italiane e non... si continua a coltivare la terra con i pesticidi... perche' e' necessario produrre 2 o 3 raccolti l'anno di qualcosa che poi viene invenduto o quasi. Qui dalle mie parti c'e' la piana del fucino, dove producono soprattutto carote, patate e radicchio.
Beh... vi dico solo che passando nelle strade centrali e' necessario chiudere i finestrini e usare il ricircolo dell'aria. Oppure usare le maschere anti-gas!
Ma quella, comunque, non e' produzione intensiva "normale", perche' nei campi non cresce neanche l'erba per quanto sono "inquinati".
Allora a cosa serve produrre nella terra se lo stesso risultato lo potremmo ottenere in vasche di colture idroponiche? Magari realizzate in una struttura a sviluppo verticale?
Ma, in ogni caso, ricordatevi che al momento non si riesce a produrre abbastanza cibo per sfamare tutti. E/o comunque se si produce... si produce un'eccessio, questo e' nel posto sbagliato!
alle 18:50
andrea
ma il terreno che viene tolto traforando la montagna..non potrebbe essere portato in altri luoghi ed essere "depurato"?
p.s. sono molto ignorante nel settore.....