Sembra il titolo di un romanzo cyberpunk, invece è quello che sta per succedere nel mondo reale... nel mondo del gas. Ospito oggi un articolo scritto in esclusiva per Petrolio dal dott. Nicola Caporaso, fisico del MIT, socio AspoItalia ed esperto di energia. Un racconto interessante, e soprattutto inquietante...
San Pietroburgo, 2010: Gazprom City.
di Nicola Caporaso
Ad oggi, Gazprom è la più grande corporation russa, e la terza al mondo. E' la maggiore estrattrice di gas naturale al mondo, e controlla circa il 16% delle riserve di gas globali. Possiede la rete di gasdotti più estesa, per un totale di 150,000 km. La maggior parte della sue azioni sono di proprietà statale, e anche per questo è una di quelle compagnie le cui politiche (ci si aspetta) non vengano decise in maniera casuale.
Su Repubblica.it del 14 Giugno si legge della decisione della Gazprom di cambiare casa e costruirsi una nuova sede a San Pietroburgo. La sede attuale si trova a Mosca, ed è di tutto rispetto (vedi foto). Spulciando sulla rete si scopre che il progetto in realtà è quello di costruire una vera e propria Gazprom City, di un milione di metri quadrati (dieci ettari), con incluso un grattacielo di 300 metri di altezza: un po' meno dell'Empire State Building, ma comunque niente male. Il palazzo dovrebbe essere completato nel 2010. Ma la data (2010) e il luogo (San Pietroburgo) ci riportano dei ricordi alla mente. Facciamo un passo indietro.
Gazprom era finita sulle prime pagine dei giornali lo scorso inverno a causa della disputa sul gas con l'Ucraina. L'Ucraina al tempo poteva acquistare gas dalla Russia a prezzi di favore, meno di un quarto del prezzo di mercato. Il 14 Dicembre 2005, dopo trattative fallimentari, la Gazprom decise unilateralmente di portare il prezzo del gas a valori di mercato. Decisione non facile da prendere, dato che circa l'80% delle esportazioni di gas russe verso l'Europa passano attraverso l'Ucraina: così il 26 Dicembre l'Ucraina cominciò a sottrarre gas dalle tubature russe, affermando di avere un diritto contrattuale a trattenere il 15% del gas in transito verso l'Europa occidentale. In pieno inverno, questo provocò cali nei rifornimenti tra il 20% e il 40% in molti paesi, tra cui Austria, Francia, Germania, Italia, Polonia, Slovacchia e Ungheria. Difficile non mettere in relazione questi eventi con le elezioni presidenziali in Ucraina che si sono svolte pochi mesi dopo, nella primavera del 2006, e più in generale con l'avvicinarsi dell'Ucraina alla sfera di influenza occidentale.
Parallelamente, il 9 Dicembre 2005 un consorzio posseduto in maggioranza (51%) da Gazprom ha iniziato a costruire un gasdotto nel mar Baltico, la North European Gas Pipeline, che collegherà direttamente la Russia alla Germania, scavalcando gli stati baltici e la Polonia e aggirando Ucraina e Bielorussia. Il gasdotto dovrà essere completato nel 2010. E partirà da Vyborg, una cittadina a 130km a nord di San Pietroburgo — una passeggiata, in termini russi.
La data e il luogo tornano. Poche settimane fa si è parlato prorio su questo blog della borsa del gas in euro e rubli, che dovrebbe aprire a breve a Mosca: una sorta di "dichiarazione di guerra" al dollaro statunitense. L'equivalente transiberiano del gasdotto baltico, che rifornirà la Cina, dovrebbe essere completato più o meno nello stesso periodo, nel 2011. Sono iniziate le manovre russe per porsi nuovamente come superpotenza, utilizzando questa volta la leva energetica: la scelta di costruire oggi una Gazprom City proprio nella seconda capitale, la finestra russa sull'Europa, sembra una dichiarazione d'intenti, più che una coincidenza.
E' sicuramente più difficile fare previsioni. Si è parlato pochi giorni fa su questo blog di un impoverimento delle riserve di gas russe. Secondo Claude Mandil, direttore esecutivo della IEA, le riserve della Gazprom potrebbero essere insufficienti a rispettare persino i contratti esistenti. Forse anche per questo, i soci di minoranza di Gazprom richiedono misure di contenimento delle spese e si oppongono alla costruzione del grattacielo. Gazprom City potrebbe allora essere una trovata pubblicitaria? Un "ponte sullo stretto di Messina" del quale si fa il progetto per non si realizzarlo mai? In ogni caso si intuisce il duplice intento di ricattare l'Europa orientale, e rassicurare l'Europa occidentale riguardo all'affidabilità delle risorse russe. Nel 2010–2011, in ogni caso, con la stagnazione (se non addirittura la riduzione) dell'estrazione di petrolio, una produzione di gas anche minore di quella attuale sarà comunque cruciale per un'Europa ormai priva di risorse naturali proprie. Tanto più se l'Europa continuerà a tardare nello sviluppo delle energie rinnovabili e non avrà preso misure per rifornirsi di gas naturale altrove, e se per allora la Russia avrà in Asia dei validi acquirenti alternativi, e i gasdotti necessari.







1. Rolando Giovanni, Venerdì 16 Giugno 2006 ore 10:16
E pensare che la russia si stà riarmando. Io mi sto preoccupando parecchio, credo sia pronta a fare un nuovo braccio di ferro con l'occidente.
Se in concomitanza con il picco del petrolio arriva anche una minor disponibilità di gas la situazione si fa critica
2. Barbara, Venerdì 16 Giugno 2006 ore 10:49
Io sono convinta che la russia un pensierino serio sulla possibilità di ritornare superpotenza mondiale ce lo stà facendo eccome...sia per orgoglio-vendetta che per desiderio di supremazia e denaro...e lo dimostrano i recenti fatti: se vede uno spiraglio per mettere almeno in difficoltà le altre nazioni "concorrenti" ci si butta a capofitto...dove ci porterà tutto questo lo scopriremo col tempo purtroppo...
3. Valerio, Venerdì 16 Giugno 2006 ore 11:57
Dove ci portera' tutto questo gia' lo sappiamo: nel baratro in cui ormai da tempo stiamo precipitando. Possiamo forse tentare di aggrapparci per rallentare la caduta, o posizionarci a candela per accelerarla. Ma che ad averci spinto siano stati gli "yankees" o i "rusa'ci" poco importa, il buio si fa sempre piu' fitto e l'aria sempre piu' irrespirabile. Ahime' non credo in dio, e se mentre precipito dovessi vedere una luce dubito che la seguirei. Chissa' che a prendermi al volo non sia un qualsiasi Sergej che lavora alla North European Gas Pipeline, dal quale dopo averlo ringraziato con un poco sentito "Spasibo!" mi congedo stizzito: "Do svidania Tovarisc!"
4. Rolando Giovanni, Venerdì 16 Giugno 2006 ore 12:23
Nessuno sa quanto dureranno le riserve di gas libico? Non si parla mai di Gheddafi ma a questo punto sarebbe meglio conoscere per quanto tempo potremmo usufruire delle sue risorse.
5. Gaetano, Venerdì 16 Giugno 2006 ore 15:59
A proposito di riserve di gas e petrolio, ma lo sapevate che siamo "seduti sopra un tesoro" ?!!!.. Questo era più o meno il titolo di un articoletto presente sul settimanale Panorama del 25 maggio scorso, dove il presidente dell'Assomineraria affermava che nel sottosuolo italiano ci sono ancora ingenti riserve di petrolio (almeno per 70 anni al ritmo di produzione attuale, pari acirca il 7% del fabbisogno nazionale) ma ancor di più sono le riserve di gas naturale, che giacciono sotto la laguna veneta e nei fondali del Golfo di Trieste; unico impedimento alla loro estrazione i vincoli ambientalistici della zona...
6. Debora/Petrolio, Venerdì 16 Giugno 2006 ore 16:36
L'Assomineraria guadagna trivellando, che ci sia o meno qualcosa da trovare. Niente da stupirsi che cerchino in ogni modo di trivellare a destra e a manca! ;)
7. Francesco Bitonti, Venerdì 16 Giugno 2006 ore 16:37
Mi pare chiaro l'intento strategico della Gazprom ( e quindi del governo Russo ) , e vi ricordo a tal proposito che è grazie alla Russia che il protocollo di Kyoto è partito il 16 Febbraio 2005 con la sua ratifica del 2004 . Perchè secondo voi ?
8. Frenco, Martedì 27 Giugno 2006 ore 00:35
La “malastrada.film”, insieme al “Comitato per le Energie Rinnovabili e contro le Trivellazioni Gas-Petrolifere in Sicilia” con sede a Noto-SR ed in collaborazione con: produzionidalbasso.com, arcoiris.tv, il mensile Casablanca, universo.tv, A.R.C.I., www.siciliantagonista.org realizzano un film-inchiesta dal titolo:
“13 VARIAZIONI SU UN TEMA BAROCCO; BALLATA AI PETROLIERI DEL VAL DI NOTO”.
Dopo la rielezione di Totò Cuffaro alla Presidenza della Regione Siciliana, si riapre per una buona parte del Popolo siciliano un periodo di battaglia per difendere il Suo Territorio da quegli interventi di reindustrializzazione gas-petrolifero-estrattiva che vorrebbero annullare un percorso costruito negli anni dalle Popolazioni e dalle loro Istituzioni locali e che ha portato la Sicilia ad individuare, in una prospettiva di sviluppo eco-compatibile, il proprio futuro socio-economico ed ambientale.
Il caso delle trivellazioni gas-petrolifere in Val di Noto diviene dunque esemplare.
La Regione Sicilia nel 2004, ad opera del suo Assessore all'Industria “Marina Noè”, emette provvedimenti che permettono a quattro colossi del petrolio la ricerca e l'estrazione di idrocurburi in Sicilia. Ad intervenire in Val di Noto, cioè in un territorio inserito, con ben 10 siti, nella World Heritage List dell'UNESCO e riconosciuto come PATRIMONIO DELL’UMANITA’, arriva l'americana Panther Resourch Corporation unitamente ad altre tre compagnie Italiane(ENI, SARCIS, EDISON).
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Il film vuole raccontare cosa è accaduto in questi due anni di lotte, affiancando agli strumenti giornalistici quelli sensoriali: 13 variazioni sul tema di un Territorio che deve rimanere Patrimonio di tutti e non bottino di alcuni.
La novità consiste nel sistema di produzione che la “malastrada.film” ha scelto di attuare: il progetto verrà finanziato dai singoli cittadini che vorranno pre-acquistare una copia DVD del film attraverso la piattaforma produzionidalbasso.com
Finanziare il film è molto semplice basta cliccare su questo link http://www.produzionidalbasso.com/italy/pdb_116.html e prenotare la propria copia.
Soltanto quando si riusciranno a raggiungere i 500 co-produttori bisognerà versare la propria quota ed aspettare che arrivi il dvd a casa! Semplice NO?
E Tu stesso/a potrai seguire come vanno le prenotazioni.!!!
Una via nuova per la produzione indipendente che attraverso questo sistema riesce a bypassare la grande industria cinematografica, nonché l'apparato televisivo ufficiale permettendo la circolazioni di idee e conoscenze fuori dalle censure e dal controllo politico.
Ogni cittadino da ogni parte d'Italia avrà la possibilità di diventare Co-produttore di un film che verrà pubblicato sotto licenza Creative Commons e che dunque potrà circolare ed essere diffuso liberamente senza alcun restrizione.
La raccolta fondi durerà 15 giorni, dal 23 giugno al 7 luglio.
*****VISITA il SITO www.siciliantagonista.org e prenota !!!****
*INFO per la “malastrada.film” (per la produzione, realizzazione e organizzazione)
Alessandro Gagliardo 329/2028110 alessandro@malastradafilm.com skype me: alekos.malastrada
*INFO per Il “Comitato per le Energie Rinnovabili e contro le Trivellazioni Gas-Petrolifere in Sicilia”
Paolo Pantano 360767395 Vincenzo Spadaro 3398409325 Vincenzo Moscuzza 3473816097
terradipace@alice.it; info@sierravento.it;
9. ws, Sabato 9 Dicembre 2006 ore 00:31
Gazprom City potrebbe allora essere una trovata pubblicitaria? Un "ponte sullo stretto di Messina" del quale si fa il progetto per non si realizzarlo mai? In ogni caso si intuisce il duplice intento di ricattare l'Europa oriental
Boh? Non l'ho capita.
10. brrr, Lunedì 25 Giugno 2007 ore 10:48
Gazprom City potrebbe allora essere una trovata pubblicitaria? Un "ponte sullo stretto di Messina" del quale si fa il progetto per non si realizzarlo mai?
Essendo San Pietroburghese lo spero tanto. San Pietroburgo è una delle città più belle del mondo che dobbiamo conservare, non modificare o distruggere con i torri di 300 metri che non c'entrano niente con il paesaggio urbanistico.