Uno sguardo dal picco
Considero Ali Samsam Bakhtiari un amico. Mi capitò di intervistarlo due anni fa per Reporter Associati (trovate ancora in giro quell'intervista, ad esempio qui), fu gentilissimo e di una cortesia squisita, che chi lo conosce bene mi assicura davvero impareggiabile. E non era facile, intervistare qualcuno che sta a Teheran: Ali è stato infatti un Direttore Generale della Nioc, la compagnia nazionale petrolifera iraniana in cui ha lavorato trent'anni, ma è anche uno dei massimi teorizzatori del peak oil.
Negli ultimi giorni è apparsa una sua intervista sulla TV ABC Australia, che ha fatto il giro del mondo: eccone alcuni stralci per noi molto significativi.
-Tutti i giacimenti mondiali stanno producendo al massimo, compresi quelli dell'OPEC. I pozzi giganti in Kuwait e Arabia Saudita fanno fatica per tenere dietro alla domanda.
-Il massiccio declino dei giacimenti del Mare del Nord e del Messico avrà un forte impatto sulle economie mondiali.
-Alcuni Paesi non hanno idea di cosa sta per accadere; grandi multinazionali resteranno sorprese, intrappolate ed in preda al panico.
-Abbiamo solo 5 anni per prendere provvedimenti e fare fronte all'emergenza.
L'Australia è uno dei Paesi più attenti alla prossima crisi petrolifera: il merito va proprio ad Ali Samsam Bakhtiari, che un paio di anni fa ha sensibilizzato il governo di quel Paese in un incontro a porte chiuse con alcuni ministri.
Spero di incontrare nuovamente Ali ad Aspo5, martedì prossimo a Pisa.
bernardo,
ovviamente hai ragione. Il problema è che, dopo il picco, non ci sveglieremo una mattina nella capanna con l'orticello. Ci sarà un luungo periodo in cui chi ha quattrini vive/sopravvive, e chi non ne ha, come si dice a Roma, si attacca al tram. E probabilmente non ci si attaccherà né volentieri né docilmente...
Debora...
....analizziamo le capacita' e lo stile di vita dei membri di 1a classe e quelli di 3a classe (la piu' numerosa nel Titanic).
Chi tra i 2 gruppi ha maggiori capacita' di sopravvivenza?
Quelli di 1a classe alzano il telefono, quando lo fanno, e ordinano il pranzo o la cena. Al "come viene preparato" non ci pensano perche' non e' affar loro.
se vogliono andare da qualche parte chiamano l'autista e ci si fanno portare. Il "come raggiungere" quel posto non e' affar loro. Si perderebbero anche nel giardino di casa loro....
Se vogliono dormire chiamano la segretaria e si fanno prenotare una souite in qualche hotel a 5 stelle! Il resto non e' affar loro.
Quelli di 3a classe, invece, dormono sotto una capanna di frasche e fango, vanno a caccia di animali per potersi sfamare e si muovono rigorosamente a piedi... o in barca. Sanno vivere perfettamente nel loro ambiente naturale, come ad esempio la foresta Amazzonica, ma anche il Deserto del Sahara o una piccola e sperduta isola del pacifico centrale. Non sanno cos'e' un'automobile e non usano internet, il cellulare, il giubbotto in Gore-Tex e la pelliccia di visone. Non guardano la TV e semplicemente non hanno bisogno del Condizionatore d'aria per sopportare il caldo afoso delle nostre citta'... perche' loro non vivono in citta'!
E non superano il miliardo e mezzo di individui!
Chi vuole un biglietto di 1a classe?
Forse questi catastrofisti saranno anche dei "chiacchieroni", ma viene spontaneo chiedersi cosa succederà domani a tutte quelle persone (milioni di persone) che oggi stanno ancora cercando di arrivare al tenore di vita degli anni '60 ?
Temo che molti catastrofisti chiaccheroni rimarranno probabilmente delusi. Anche se, come è verosimile, la produzione petrolifera convenzionale sta raggiungendo il suo picco, la discesa sarà sufficientemente lenta per consentire una trasformazione (dolorosa sicuramente ma non catastrofica) del sistema economico. Senza contare che qualche nuovo giacimento dovrà pur essere trovato. L'efficienza energetica complessiva è ancora in miglioramento e potrà assorbire una parte della riduzione dell'offerta di petrolio anche se una recessione sarà sicuramente inevitabile (e ciò dovrebbe far piacere a coloro che predicano la decrescita). La mobilità, come viene intesa oggi, dovrebbe subire i maggiori contraccolpi. Anche se il tenore di vita dei paesi occidentali tornasse ai livelli degli anni '60-'70 non sarebbe comunque la fine del mondo (as we know it).
saluti & baci
Le persone di prima classe si salvano sempre anche nelle situazioni più pericolose.
Il potere del denaro è illimitato.
Per deserteur: i biglietti di prima classe li vendeva il fato prima di nascere. Purtroppo erano pochissimi :)
Quello che mi piace di questo blog è che soddisfa appieno le mie smanie catastofiste. :-)
A proposito Debora, sai mica dirmi dov'è che vendono i biglietti di prima classe? :-)
mmm Antonello...
ho il sospetto che anche se non c'è nessun Carpathia quelli di prima classe troveranno comunque il modo di salvarsi!
;)
All'inizio del 2012 comincerà la fine come dice giustamente Richard Duncan nella sua teoria di Olduvai (che non è altro che un raffinatissimo modello matematico). Pensate che già nel 2000 aveva previsto esattamente la data del 2006 per il peak oil, quando i più grandi geologi ed esperti del petrolio dell'epoca non avevano ancora le idee chiare sulla data (senza parlare di chi non credeva affatto a questa faccenda!). Parlando (quasi) d'altro due cose mi colpirono profondamente nel film "Titanic"; quando l'ingegnere navale dice al comandante e all'armatore (che lo ascoltano a bocca aperta) due semplici concetti: 1)La nave affonderà. E' una certezza matematica. 2) Non ci sono abbastanza scialuppe per tutto l'equipaggio. (Senza petrolio la terra potrà mantenere solo 1.5 miliardi di abitanti, e adesso siamo 6.5 miliardi). La differenza è che nel nostro caso non ci sarà nessuna "nave Carpazia" che ci soccorrerà.
5 anni.
beh... in linea con le previsioni.
tra 5 anni sara' quasi il 2012. Quante cose "importanti" dovranno accadere in quell'anni.... 3 su tutte...
- la fine della nostra era... secondo il calendario maya!!!
- l'inizio della grande crisi petrolifero-energetica!!!
- le elezioni politiche in italia!!!
molto interessante. Ma solo 5 anni?
alle 18:30
Bernardo Mattiucci
purtroppo e' cio' che vado ripetendo, inutilmente, da diverso tempo. Ma per molti e' piu' facile considerarmi un "pazzo visionario" piuttosto che uno che dice la verita'... o qualcosa di molto simile.
Considera pero' che abbiamo ancora almeno 5 anni di tempo prima dell'inizio VERO della fine... ed altri 5, circa, durante i quali ogni giorno sara' un grande traguardo raggiunto.
C'e' la possibilita' di organizzarsi.... spostarsi in quelle zone meno "affollate" e imparare a vivere a contatto con la natura.
Io da diverso tempo sto cercando volontari e fondi per mettere in piedi una comunita' "autosufficiente".
Ero in contatto con un gruppo brasiliano... poi i contatti si sono persi... ma nel mondo di "ecovillaggi" ce ne sono a centinaia.... e sono un valido esempio di come si potrebbe vivere... o sopravvivere in futuro senza l'incubo della societa' basata sul petrolio.
Se ne potrebbe parlare talmente a lungo da farci un'intero blog....