Ringrazio l'amico Toufic El Asmar, libanese e membro Aspo Italia, per questa preziosa segnalazione.
Si è sentito da più parti parlare, in questi ultimi giorni, delle dichiarazioni americane riguardo al "Nuovo Medio Oriente". Condoleezza Rice ha addirittura paragonato i bombardamenti a tappeto a "doglie di parto" per questa fantomatica entità geopolitica che dovrebbe nascere.
Non si è data molta importanza a tali affermazioni: probabilmente le si è prese come allusioni alla pace, alla fratellanza, alla libertà e alla sempiterna democrazia che illuminerà un futuro radioso per tutti.
Ebbene, no. Pare che il Nuovo Medio Oriente sia nero su bianco, già bello e disegnato sulla carta geografica da qualcuno che ha le idee chiarissime.
Eccolo qui:

La carta è tratta da un articolo nientemeno che di Armed Forces Journal, e l'autore è un generale americano. Nell'articolo ci si spinge a sostenere, con la massima sfacciataggine, che in Africa e nel Medio Oriente i confini "sono ingiusti" andrebbero insomma completamente ridisegnati altrimenti l'area non sarà mai pacificata. Non c'è da scandalizzarsi secondo il generale: "i confini sono sempre cambiati nella storia", anche perché "la pulizia etnica funziona". La proposta? La creazione del Kurdistan (che casualmente ha le maggiori riserve petrolifere della zona), la suddivisione dell'Iraq in tre pezzi (già sentita, vero?), l'allargamento della Siria a sud con la perdita di zone costiere (proprio dove sboccano gli oleodotti, magari...). La Mecca e Medina una specie di terra franca, controllate da "Paesi Arabi a rotazione" (saranno contenti i Sauditi), l'Iran invece condannato a perdere territorio a favore di Azerbajan e Kurdistan (territorio petrolifero-ma gli si dà un pezzo di deserto afghano in cambio). La scusa per tutto questo risiko, "avvicinare popolazioni affini", ricorda le teorie di Huntington, che con il suo "Clash of civilizations" ammoniva su un mondo condannato alle divisioni etniche... ma senza menzionare quelle create apposta.
Conclude il generale: "Nel frattempo, i nostri uomini e donne in uniforme continueranno a combattere il terrorismo per la democrazia, e per assicurare l'accesso ai rifornimenti petroliferi". Più chiaro di così...







1. Alex, Mercoledì 26 Luglio 2006 ore 17:25
C'è anche un altra cosa interessante nella cartina che non hai menzionato: il 'Free Baluchistan' al posto della zona costiera del Pakistan - proprio lì dove dovrebbe un nuovo oleodotto. I Baluchi sono in guerriglia con il governo di Islamabad e sembra che qualcuno sia disposto ad ascoltare le loro rivendicazioni...
2. Arianna, Mercoledì 26 Luglio 2006 ore 17:28
salve, interessantissimo questo blog, lo metto subito nei preferiti!
Sarebbe piaciuto pure a me venire a Pisa per la coneferenza, ma si è tenuta durante la settimana e dove lavoro io ferie non ne danno.
Ciao a tutti
3. Riccardo, Giovedì 27 Luglio 2006 ore 11:16
proprio un tipico esempio di "divide et impera"
4. pentolaccia, Giovedì 27 Luglio 2006 ore 11:38
nella mappa il generale si deve essere scordato di posizionare i cararmatini di plastica del risiko..
5. Rolando Giovanni, Giovedì 27 Luglio 2006 ore 12:56
bè non meravigliamoci è sempre stato cosi, il più forte comanda
6. pablo, Mercoledì 2 Agosto 2006 ore 16:27
Innanzitutto complimenti per il blog!
per quanto riguarda questa idea la trovo fantastica,( in tutti i sensi) peccato che il generale si sia dimenticato di indicare il numero di morti previsto per realizzare tutto questo.