Uno sguardo dal picco
Lo so, il petrolio non dovrebbe entrarci con la produzione di grano, ma visto che l'agricoltura mondiale è basata sui combustibili fossili, la notizia merita attenzione.
Per il sesto anno consecutivo, infatti, i granai mondiali vedono scendere le proprie riserve: siamo a soli 57 giorni di consumo disponibili, ed ogni volta che le riserve scendono sotto i 60 giorni il prezzo comincia a salire.
Per studiare il fenomeno del "peak grain" ci vorrebbe un altro blog, ma basta l'articolo dell' Earth Policy Institute per farci capire ben bene la situazione e preoccuparci ulteriormente!
Parlandone con alcuni imprenditori di vari settori, e' emerso un quadro a dir poco agghiacciante.... Secondo il "loro" modo di vedere il problema Peak Oil, la realta' e' ben differente e cioe' che l'OPEC, essendo un "cartello" con immensi poteri, ha tutti gli interessi a far salire il prezzo del petrolio perche' tanto nessuno, al momento, puo' in qualche modo impensierili e questo da loro ancora piu' "spazio di manovra".
Emerge poi il fatto che l'esaurimento del petrolio non e' nemmeno contemplato tra le possibili cause. Si parla di giacimenti enormi sparsi un po ovunque nel mondo e di una disponibilita' attuale, stando a "fantomatiche" trasmissioni TV e/o esperti del settore, che soddisferanno le nostre esigenze ancora per almeno 50-100 anni buoni senza grossi problemi.
La realta' che traspare da un'analisi attenta delle loro affermazioni e' in realta' totalmente differente. Queste loro affermazioni vogliono essere in realta' una "speranza"... perche' per imprenditori e manager non abituati a risolvere problemi a livello di Umanità, pensare anche alla remota possibilita' che un giorno non lontano il petrolio possa esaurirsi e' qualcosa di, appunto, inconcepibile. Chi afferma il contraio e' uno sciocco e ignorante, che capisce meno di niente e si "beve" le stronzate di qualcuno che si diverte a creare allarmismi.
Che volete farci... cosi' e' la vita....
PREZZO VOLA VERSO QUOTA 80 DOLlaRI
(AGI) - Roma, 8 lug. - Il prezzo del petrolio vola verso gli 80 dollari al barile,
...
Dietro all'affanno delle raffinerie Usa c'e' la scarsita' di petrolio dolce, cioe' del prodotto dal quale si ricava la benzina migliore e meno inquinante. Le raffinerie Usa stanno cercando di riconvertirsi in fretta, adattando i loro impianti alla raffinazione del petrolio pesante, di cui c'e' abbondanza ma che e' piu' difficile da lavorare del sweet crude, la cui estrazione, a livello mondiale, e' in calo. Nel frattempo, come ha spiegato anche di recente l'Arabia Saudita, i paesi produttori sfornano piu' petrolio pesante di quanto le raffinerie siano in grado di trasformare in prodotti finali e cio' crea un collo di bottiglia nella produzione di benzina leggera, che e' alla base delle difficolta' attuali. (AGI) Gaa
Però mi chiedo se il petrolio pesante è raffinabile con gli stessi costi di raffinazione del petrolio leggero, semplicemente credo di no.
Ai politici importa solo non creare allarmismo, per loro è importante che la catastrofe avvenga tutta in una volta in modo che la gente sia poi tutta occupata con l'emergenza e non abbia il tempo di pensare e... Linciarli. Per avere una piccola dimostrazione del loro menefreghismo basta digitare in Google news la
parola "hubbert" appaiono solo TRE notizie (su un totale complessivo di 380000) di cui due sono di questo Blog.
Riporto un articolo che ho letto oggi sul giornale riguardante il raggiungimento del petrolio di 75 dollari al barile.
"il record dell'oro nero non dipende solo dalla crisi coreana o di Theheran. Pesa anche il boom dei consumi statunitensi...
un altro fattore spinge il petrolio verso l'alto: il costo sempre crescente delle estrazioni e la nazionalizzazione delle risorse..." Ovviamente i picchi mensili sono causati da questi fattori ma non capisco perchè non riesca ad entrare nella testa della gente che l'offerta sta incominciando a diminuire e che il caro greggio sia strutturale ed irreversibile. Continuano a dare una finta speranza "non vi preoccupate tanto fra qualche anno il prezzo diminuirà" ma si può continuare divulgare queste balle colossali_????? Il brutto è che la gente ci crede....
Il tuo blog è davvero interessantissimo. Complimenti e continua così.
x rolando:
esempio felicissimo. per come stiamo maltrattando la terra possiamo tranquillamente definirci un virus.peccato non ci sia un altra vittima da assaltare dopo la terra...
la cosa a mio parere è molto grave. L'aumento de prezzo del grano è sempre stato oggetto di tensioni sociali. Purtroppo fra un pò di anni potremmo rivivere le rivolte alla "Promessi Sposi".
Però da un lato può servire come freno alla esplosione demografica e portare in un futuro anche ad una diminuzione della popolazione mondiale, traducendosi in una minor richiesta di materie prime fra cui il petrolio.
Come una colonia batterica(esempio infelice :-) ) anche noi una volta finiti i metaboliti diminuiremo di numero e se pur lentamente ci adattieremo ad un regime alimentare più povero.
Alcune parti del post sono scomparse quindi lo riscrivo. L'articolo è molto interessante, perché mette in relazione la produzione del grano, l'inquinamento che riduce la resa, il prezzo attuale del petrolio, e la popolazione della terra. Ma in un punto non mi ha convinto, cioè quando dice (tradotto): "Anche se la percentuale di crescita della popolazione del mondo rallenta ulteriormente, il numero di persone rimarrà sopra i 70 milioni per anno fino al 2020". Questo può essere vero se il prezzo del petrolio rimarrà sempre costante a circa 70 dollari al barile (si prevede che la media annuale 2006 sarà circa questa), ma visto che con l'attuale trend il prezzo del petrolio raddoppia ogni 3 anni, ci ritroveremo per esempio nel 2009 con un prezzo di 140 dollari al barile, e nel 2012 con 280 dollari al barile. Il grano di conseguenza aumenterà di prezzo in modo vertiginoso, tanto che le popolazioni povere dei paesi in via di sviluppo non potranno permettersi il lusso di acquistarlo e moriranno di fame (e non in senso figurato!). Quindi non è assolutamente possibile una continua crescita della popolazione mondiale fino al
2020. Il picco demografico sarà tra pochissimi anni, e la popolazione mondiale molto difficilmente supererà i 7 miliardi di abitanti (attualmente sono circa 6.5 miliardi).
L'articolo è molto interessante, perché mette in relazione la produzione del grano, l'inquinamento che riduce la resa, il prezzo attuale del petrolio, e la popolazione della terra. Ma in un punto non mi ha convinto, cioè quando dice (tradotto): >. Questo può essere vero se il prezzo del petrolio rimarrà sempre costante a circa 70 dollari al barile (si prevede che la media annuale 2006 sarà circa questa), ma visto che con l'attuale trend il prezzo del petrolio raddoppia ogni 3 anni, ci ritroveremo per esempio nel 2009 con un prezzo di 140 dollari al barile, e nel 2012 con 280 dollari al barile. Il grano di conseguenza aumenterà di prezzo in modo vertiginoso, tanto che le popolazioni povere dei paesi in via di sviluppo non potranno permettersi il lusso di acquistarlo e moriranno di fame (e non in senso figurato!). Quindi non è assolutamente possibile una continua crescita della popolazione mondiale fino al 2020. Il picco demografico sarà tra pochissimi anni, e la popolazione mondiale molto difficilmente supererà i 7 miliardi di abitanti (attualmente sono circa 6.5 miliardi).
alle 21:53
Deserteur
Debora, odio fare il primo della classe, però volevo segnalarti che "grain" indica tutti i cereali, e in particolare i tre principali (grano, riso e granturco), mentre grano si dice "wheat". Quindi la notizia è ancora più drammatica, perché riguarda non solo il grano, ma tutti i cereali, uno o l'altro dei quali sono alla base dell'alimentazione di tutte le persone del mondo. Oddio, ci sono anche quelli che vanno avanti a carne e patate, ma visto che tanto i cereali si usano per allevare gli animali... insomma la situazione è grigia. Scusa per l'annotazione, mi sono permesso di riprendere la notizia nel mio blog.