Posto oggi uno stralcio dell'intervento di Terence Ward* ad Aspo5. E' sicuramente di stringente attualità, visto il conflitto tra nazioni sciite e sunnite che serpeggia dietro l'attuale guerra in Medio Oriente (e, aggiungerei, gli altrettanto serpeggianti tentativi di balcanizzazione ad opera di potenze straniere...). Mi scuso se lo pubblico in lingua originale, ma non ho proprio tempo di farne una traduzione: mi piacerebbe comunque sapere cosa ne pensate.
SIESMIC DEMOGRAPHY - SHIA / SUNNI DIVIDE AND MIDDLE EAST OIL
Terence Ward - Aspo5
The largest bulk of oil reserves on earth lie under Saudi Shia lands.
The Shia of Saudi Arabia would love to have the same control over their oil revenues as their Shia brothers in Iraq. Long oppressed by the Sunni Wahhabi rulers, these Shia go on pilgrimage to Iran and will react in subtle and overt ways if Iran is attacked. Bahrain is over 95% Shia and has experienced unrest before along the Shia/Sunni divide. Dubai is a large center of Persian-speakers and Iranian influence. Kuwait is also 30% Shia. In Aramco and KOC, the Shia vastly represent the local skilled labor force. An incident like the attempt on the Abqaiq collection stations by al-Qaeda operatives is not out of the question.
The Saudi and Jordanian monarchies openly speak of a radical "Shia crescent" across the Middle East. Both ruling families would support such a strike against Iran. Shia-governed Iraq strikes fear in the heart of Saudi leadership because they know it emboldens Shias in the Saudi oil-rich Eastern Province of al-Hassa. The emergence of Iran as a regional power is their principal concern, not Israel. The links between Hamas and Hezbollah also worry them greatly.
Southern Lebanon is a land of Shia majority. Syriaís leadership, Bashar al-Assad is also of the Alawite Shia sect. The alliance between Hezbollah and the Syrian regime are strong. Iran has provided monetary and military assistance to Hezbollah for decades, so it should be expected that southern Lebanon will become a flashpoint if a conflict breaks out.
Many Sunnis view the US and Shia cooperation in Iraq as a conspiracy against them - a "Wahhabi containment policy." The profound conviction among much of the Arab world today, including the Saudi royal family, is that the U.S. plans to do the same to Saudi Arabia that they have engineered in Iraq. Like Iraq, the theory goes, Saudi Arabia would be divided into three parts. The moderate Hashemites of Jordan would regain their historic control of the holy cities of Mecca and Medina; autonomous Saudi Shia would control the oil-laden Eastern Province; and the Wahhabis would be left baking in the sands of the Nejad Desert.
This Shia/Sunni divide will provoke regional conflict, re-defining the Middle East. Iraqi leadership may soon find themselves supporting Iran, with Syria. Saudi Arabia, Egypt and Jordan would support the US action, yet anger among their population may become unmanageable. Recent Shia electoral victories in Saudi Arabia are a potent sign for the future.
Iran and Saudi Arabia could well become open adversaries placing the largest global reserves of oil at risk for the foreseeable future. Iraq is and will continue to be the open battleground. Access to Gulf oil exports will also be affected by this tension. Saudi Arabia with Israel have become strange allies pushing for the US to attack Iran.
*Terence Ward è nato in Colorado, ha passato l'infanzia in Arabia Saudita ed Iran, si è laureato a Berkeley in scienze politiche, ha proseguito gli studi all'università americana del Cairo (Egitto) specializzandosi nella politica medio orientale. Ha poi completato la sua specializzazione all' IMI di Ginevra. Per oltre dieci anni è stato consulente di grandi aziende attive nell'area del Golfo Persico sia nel campo petrolifero che bancario e delle telecomunicazioni, attualmente vive tra New York e Firenze ed è consulente manageriale nel campo della comunicazione inter culturale. Parla correntemente l'Arabo, il Farsi, l'Indonesiano e l'Italiano. Il suo libro "Alla ricerca di Hassan", che racconta il viaggio di ritorno in Iran della sua famiglia dopo decenni di assenza, ha riscosso un grande successo nel mondo e sta per essere tradotto in film.






1. Antonello, Lunedì 24 Luglio 2006 ore 00:20
La cosa che più mi ha colpito è l'ultima parte (tradotto): "L'Iran e l'Arabia Saudita potrebbero divenire apertamente avversari che mettono le più grandi riserve globali di petrolio a rischio per un futuro prevedibile. Iraq è e continuerà ad essere il campo di battaglia aperto. L'accesso per inghiottire l'esportazioni di petrolio sarà colpito anche da questa tensione. Arabia Saudita e Israele sono diventati alleati strani che spingono gli Stati Uniti ad attaccare l'Iran.". Francamente sono sbalordito dall'affermazione che l'Arabia Saudita possa essere alleata di Israele e USA contro L'Iran!! Debora perché non chiedi cosa ne pensa Sirus (tra colleghi di blog...) che cura il blog: "Iran: cultura, società e politica in Iran"?
2. pentolaccia, Lunedì 24 Luglio 2006 ore 01:50
mumble muble!
Non so voi... ma a me pare che se il petrolio finisse da un giorno ad un altro tutti starebbero più calmi....
vista così la storia sembra davvero una partita di risiko
....pero' non si capisce e non si evince in questo scenario quale sarà il ruolo dell'europa.....
spero non si faccia troppo gli svizzeri..
vedremo
metto un link all'articolo pure sul mio blog
grazie per aver esaudito la richiesta di approfondimento sulla relazione di ward.
Ti sei guadagnata un buono di marmellata (io sul mio blog pago così..la benzina costa troppo)
3. Geppetto, Lunedì 24 Luglio 2006 ore 11:24
Cara pentolaccia,
circa la "calma" sbagli, a mio avviso, per due ordini di motivi.
Il primo e' che una volta "finito" il petrolio, la popolazione umana sara' costretta a ridursi in numero a circa un ottavo, un decimo del valore attuale.
Il secondo e' che "dopo", se va bene, si vivra' come nell'ottocento e prima: si passera' - a cavallo e a piedi, si intende - di guerra in guerra, a livello locale.
E' stato cosi' durante i millenni senza il petrolio e non vedo alcun motivo perche' dovrebbe essere diversamente nei millenni del dopo-petrolio.
Cari saluti,
Geppetto
4. Jekyll, Lunedì 24 Luglio 2006 ore 12:59
@Geppetto: esagerato!
Supponiamo che per dispetto o per altro motivo più o meno futile una flotta di astronavi aliene passi dalla Terra, teletrasporti tutte le risorse di petrolio del pianeta su un mega cargo (sono alieni molto avanzati) e se ne vada a caccia di nuovi tesori dalle parti di Anthares. Indubbiamente sarebbe un disastro economico e umanitario, ma la situazione sul pianeta non sarebbe uniforme.
In Islanda sarebbero quasi indifferenti al ratto. Brasile e Canada assorbirebbero abbastanza bene il colpo nel medio termine. In Francia, dove circa il 70% dell'energia elettrica viene prodotta con il nucleare (era così qualche anno fa, non so se nel frattempo è cambiato qualcosa), i danni sarebbero notevoli ma non così devastanti come per esempio in Italia, UK, Germania e Giappone. La Russia potrebbe porre rimedio con gas, nucleare e idroelettrico. Cina e India sarebbero in grossi guai al pari della maggior parte dei paesi europei. Gli USA, subirebbero un duro colpo culturale, ma saprebbero reggere meglio dell'Europa.
Purtroppo è già da un po' che sul factbook della CIA non vengono mostrate le quote di energia elettrica prodotta da ogni fonte per i diversi paesi, questo rende più difficile analizzare la questione (a proposito qualcuno sa dove possono trovarsi questi dati aggiornati?).
Lo sconquasso genererebbe senz'altro tensioni che potrebbero sfociare in conflitti più o meno locali. Il consumismo subirebbe un colpo durissimo, si andrebbe presumibilmente incontro a fenomeni demografici contrari a quelli degli ultimi secoli: diminuzione globale della popolazione, migrazione dalle città alle campagne, diminuzione della forza lavoro impiegata nel terziario.
Ma, siccome abbiamo assunto che gli alieni trafughino solo il petrolio, lasciando quindi gas e carbone, i danni sarebbero notevolmente attuenuati, il numero delle autovetture private diminuirebbe certamente, ma vi sarebbe comunque benzina grazie al carbone (dal processo Fischer Tropsch), oppure si passerebbe ad auto a metano o elettriche. In generale comunque la maggioranza degli individui si sposterebbe grazie al trasporto pubblico.
L'aspetto fondamentale che distingue l'attuale civiltà da quella pre-petrolio è che ora disponiamo di tecnologie e soprattutto di conoscenze che prima non c'erano. Finito il petrolio queste rimangono.
Assumendo che gli alieni si prendano anche il gas e il carbone, rimarrebbero idroelettrico, nucleare, geotermico, eolico, fotovoltaico, biomasse. Attualmente queste fonti energetiche provvedono a circa il 30-40% del fabbisogno mondiale di energia elettrica. Sarebbero in grado a occhio e croce di permettere a circa un terzo della popolazione mondiale di vivere decorosamente oppure di sopravvivere a quasi tutta la popolazione mondiale stringendo la cinghia (drastica riduzione degli sprechi, morte temporanea del consumismo, riduzione della durata della vita media, etc.)
In buona sostanza secondo me non tieni nel dovuto conto le conoscenze umane e le tecnologie che ne conseguono. Supponiamo che gli alieni si portino via petrolio, gas naturale e carbone e facciano secchi l'80% della popolazione. Il restante 20% se la caverebbe benissimo anche senza i cavalli.
Ciao, scusate la logorrea.
Jekyll
5. Mr Hide, Lunedì 24 Luglio 2006 ore 13:24
Scusami Jekyll ma sei ingenuamente ottimista.
Il petrolio non serve solo per l'energia elettrica, serve principalmente per il trasrporto (il 95% del trasporto mondiale usa il petrolio) e la stragrande maggioranza dell'agricoltura usa pesticidi e fertilizzanti derivati dal petrolio. Senza dimenticare le materie plastiche. TUTTO il mondo rimarrebbe sconvolto, non esiste nessuna isola felice, in Islanda non potrebbero pescare nulla senza nafta per i pescherecci e morirebbero di fame al caldo. Inevitabilemente la popolazione mondiale dovrà ridursi drasticamente o tramite guerre o tramite carestie, non si scappa.
L'unica speranza è una transazione morbida all'era post petrolio con nuove tecnologie e nuovi atteggiamenti culturali e politici, che al momento attuale vedo altamente improbabile.
6. Jekyll, Lunedì 24 Luglio 2006 ore 14:46
Hide, mica per niente tra i due il dottore sono io ;-))
Mi sono soffermato principalmente sull'energia elettrica perchè è l'aspetto strategico fondamentale, tutto il resto si può fare con vettori energetici o sfruttando la tecnologia chimica.
In Islanda potrebbero tranquillamente continuare a navigare. Avrebbero a disposizione diverse strade percorribili:
1. produrre nafta attraverso Fischer Tropsch (metodo già sfruttato dai nazisti nella seconda guerra mondiale e dal Sudafrica durante l'apartheid). Necessiterebbe di idrogeno e monossido di carbonio, che si possono ottenere dal carbone attraverso la reazione del gas d'acqua. Se non si ha il carbone, si possono ottenere dal metano sempre per reazione con l'acqua. Se non si hanno metano e carbone, l'idrogeno si può ottenere dall'elettrolisi dell'acqua e il monossido di carbonio dalla combustione in carenza di ossigeno di qualsiasi cosa che contenga carbonio oppure per reazione dell'anidride carbonica con l'idrogeno ad alta temperatura.
2. sostituire i motori delle navi con fuel cell e usare l'idrogeno come vettore energetico.
3. usare fuel cell a metanolo ottenuto sempre da idrogeno e monossido di carbonio.
4. usare batterie elettriche come vettori energetici.
La soluzione ottimale dipenderebbe dalle rese dei processi, da considerazioni tecnologiche ed economiche. Comunque sia, se si dispone di energia elettrica ognuna di queste strade sarebbe percorribile. In Islanda oltre l'80% dell'energia elettrica viene già prodotta attraverso l'idroelettrico e il geotermico ed è in programma un progetto per rendere l'isola totalmente indipendente dai combustibili fossili. Il discorso delle navi islandesi si potrebbe riproporre per il trasporto su gomma. Comunque sospetto che tu non abbia letto bene il mio commento precedente perchè avevo toccato questo aspetto e avevo anche detto che la maggioranza degli individui sarebbe stata costretta a trasportarsi con i mezzi pubblici.
Per quanto riguarda i fertilizzanti, la madre di tutti i fertilizzanti è l'ammoniaca, da cui si ottengono tutti i fertilizzanti azotati. L'ammoniaca viene preparata da idrogeno e azoto. L'idrogeno si ottiene principalmente dal gas naturale e dal carbone per reazione con l'acqua. L'azoto dall'aria. La reazione viene di norma condotta sopra i 300-400°C, di solito sfruttando come il gas naturale per mantenere la temperatura. Quindi per produrre fertilizzanti non è già ora necessario il petrolio. Se non si disponesse di gas naturale e carbone, si potrebbe comunque preparare l'ammoniaca e tutti i derivati producendo idrogeno per elettrolisi e scaldando il reattore per effetto Joule.
Per i pesticidi il fattore energetico è meno importante, comunque anche questi potrebbero essere ancora prodotto se si si disponesse di energia elettrica e una qualsiasi fonte di carbonio (legna, rifiuti, al limite anche CO2).
Tutti questi sistemi sono ovviamente molto meno efficienti energeticamente rispetto allo sfruttamento dei combustibili fossili e infatti mica per niente ora vengono sfruttati solo in casi particolari. Del resto non mi sembra che nel commento precedente sia stato particolarmente ottimista, ho parlato di disastro economico e umanitario, effetti devastanti su Europa, Cina, India e quasi tutto il resto del mondo. Ho parlato di pesanti effetti demografici, etc.
Ahi ahi, la logorrea peggiora.
7. Geppetto, Lunedì 24 Luglio 2006 ore 14:48
Grazie Mr. Hide.
noto in questi giorni con grande stupore che c'e' molta ignoranza anche tra chi e' sensibile al tema.
I miei omaggi,
Geppetto
8. Geppetto, Lunedì 24 Luglio 2006 ore 15:14
Caro Yekyll,
cosa intendi con "pesanti effetti demografici" ?
Vuol dire che i negri si spostano in massa in Islanda?
O vuoi dire che ne dovra' crepare "solo" la meta', secondo te ?
Per favore, dammi un numero.
Basta solo un numero, per decidere qual'e' l'ordine di grandezza del problema.
Poi, se vogliamo, mi lascio erudire sull'ammoniaca e su infiniti altri dettagli che sono o non sono possibili in Islanda o altrove.
Anzi a ben pensarci, oggi non voglio, perche' magari io faccio parte della meta' sbagliata, e allora non me ne frega piu' niente se con o senza carbone si puo' fare o non fare questo o quello.
Grazie,
Geppetto
9. Debora/Petrolio, Lunedì 24 Luglio 2006 ore 15:18
Jekill,
non sei affatto logorroico, le tue informazioni sono comunque interessanti.
Aggiungo che auspico che gli alieni comincino col portare via il carbone (nel "cargo cult" al contrario che tu hai così ben descritto!:D), altrimenti a qualcuno potrebbe venire in mente di usare il Fischer-Troops perché "è una tecnologia pulita!!!! Giuro!!! Prometto!!!"
:D
Debora
10. Jekyll, Lunedì 24 Luglio 2006 ore 15:21
È curiosa la tua reazione a quello che ho scritto. Comunque riguardo ai dettagli demografici avevo azzardato una stima nel primo commento, probabilmente ho scritto troppo e non ho dunque invogliato alla lettura.
Ciao.
11. Jekyll, Lunedì 24 Luglio 2006 ore 15:51
Immagino si fosse capito, comunque il commento precedente era in risposta a Geppetto.
@Debora: grazie per l'assoluzione all'autoaccusa di logorrea ;-))
Be' dai, credo che anche dopo il picco Fischer Tropsch sarà meno conveniente del petrolio (bisogna vedere però per quanto tempo), quindi per il momento possiamo anche non preoccuparci di questo.
Ciao.
12. Geppetto, Lunedì 24 Luglio 2006 ore 16:15
Ho trovato: un terzo.
Alla faccia della calma, degli alieni e dell'ammoniaca.
Forse un vantaggio del senza petrolio ci sara': i sopravvissuti si concentreranno sull'essenziale.
Cari saluti,
Geppetto
13. pentolaccia, Lunedì 24 Luglio 2006 ore 20:51
Hu bhe...
accidenti... mi tocca fare il tifo per gli alieni ora...
Bhe certamente sono daccordo sul fatto che le nostre vite sarebbero sconvolte in caso di un evento tipo stile alieni!!
ma non sono convinto che si vivrebbe peggio... sicuramente noi occidentali ridurremmo drasticamente i nostri "standard": vizi e stravizi a cui siamo abituati in favore di uno stile di vita più sobrio.
Se mi ricordo bene c'era un latino che diceva "in medias res stat virtus" (e magari lo diceva pure senza errori..). Oggi (e pure ieri) ci sono dei pensatori e filosofi che sposano l'idea dell'antisviluppo (anche se il termine non è fedele al senso del movimento)... sostanzialmente (dicendo le cose a braccio) si tratta di gente che pensa di ridimensionare la frenesia e agli eccessi a cui siamo abituati e "ci hanno abituato" da qualche decennio a questa parte... è gente che tra le altre cose sostiene (e non hanno tutti i torti) che la qualità della vita di un paese non si misura in base al PIL
Ecco ...Loro sono sicuro sopravviverebbero benone alla cosa degli alieni e probabilmente la auspicano pure!!!
Da un altro punto di vista puo' darsi pure che più staremo peggio noi occidentali meglio staranno i paesi del terzo mondo, africa in primis. Tra i pro potremmo elencare:
niente più compagnie petrolifere che fanno i porci comodi loro in stati di retti con le armi (spesso da loro stessi finanziati)... Economie locali meno schiacciate dal peso della globalizzazione a loro preclusa...insomma sarebbe tutto più ridimensionato...
magari pure meno armi a giro...
a me francamente non dispiacerebbe
In ogni caso grazie per i preziosi hints sui metodi per sopravvivere alla mancanza di petrolio... diro' agli alieni di rubare pure quelle sostanze heheheh
14. Mr Hide, Lunedì 24 Luglio 2006 ore 22:17
Jekyll (posso chiamrti Bernardo?) vedo che come al solito ti sfugge il punto.
NON abbiamo tempo per fare nulla di quello che suggerisci.
Sostituire rapidamente il petrolio con qualcosa di vagamente alternativo costerebbe talmente tanto da essere impraticabile. Ma non è solo un problema di denaro (i soldi se mancano si possono sempre stampare) ma anche di TEMPO e fattibilità concreta. La maggior parte delle tecnologie alternative presuppongono un costo energetico e materiale (generamlente ignorato) basato sul petrolio che è il componente fondamentale della catena industriale: se non c'è il petrolio il pannello solare come lo costruisco? Costruire un pannello solare presuppone diversi passaggi, non ultimo il trasporto e l'estrazione delle materie prime.
Ho usato il pannello solare come esempio, ma vale per qualsiasi prodotto industriale moderno.
15. Debora/Petrolio, Lunedì 24 Luglio 2006 ore 23:43
Tieni pentolaccia un linkino per te:
http://www.decrescita.it/
:)
Deb
16. pentolaccia, Martedì 25 Luglio 2006 ore 01:24
proprio in questo periodo mi stavo giusto leggendo un libro di latouche... il sito casca a fagiolo visto che c'è una sua intervista....
gli daro' un occhiata
grazie
PS: insomma caro hide mi sembra che in caso di fine del petrolio tu sia per uno scenario alla mad max n'est-ce pas?
17. Geppetto, Martedì 25 Luglio 2006 ore 08:56
Grazie a Mr. Hide e Yekyll per le vostre idee e informazioni.
Aggiungo una cosuccia: il fatto che sia gia' troppo tardi per "soluzioni globali" ha una sua precisa causa: i "padroni" dei destini dei "galoppini", finanche - e qui e' il punto nuovo - quelli eletti "democraticamente", non realizzano gli interessi dei galoppini, ai quali peraltro trombano una parte dei soldi e della vita. E i galoppini sembrano troppo imbecilli per capirlo, forse perche' presi da mammelle e calci ai palloni o altro, non so. E' cosi' da migliaia di anni.
Pensare ai "politici" che dovrebbero fare questo o quello e' tempo sprecato. Il politico per te fara' solo un gran casino: a parte la Cina, non conosco nessuno Stato al mondo che si stia preparando, ad ogni modo non quelli nei quali possiamo vivere noi.
Non resta che cercare soluzioni individuali (concrete, non filosofiche) in direzione "antisviluppo".
Io credo che il tempo ci sia: nei prossimi 15-20 anni creare una comunita' via via sempre piu' autosufficiente, imparare dei mestieri artigiani, imparare a coltivare la terra, etc., etc.
Yekyll: tu e molti altri mi sembra parliate di queste cose come se ne foste al riparo. Non e' cosi'. Nessun lettore di questo forum ne e' al riparo.
Saluti,
Geppetto
18. Rolando Giovanni, Martedì 25 Luglio 2006 ore 12:57
Nessuno però ha mai pensato a quanto durerà la crisi?
Se ci sarà(ovviamente) secondo me durerà 10-30 anni.
Ma dopo???
ècco la domanda del quiz, dopo cosa ci sarà?
è probabile che vi sia una X°rivoluziobe industriale e un nuovo sviluppo incontrollato...
perchè??
perchè l'uomo ha in se un potere inimmaginabile che è fantasia, la creatività e l'intelligenza ma non è in grado di controllarlo, siamo immaturi(i mali dell'uomo)..
si scopriranno nuove tecnologie e si incomincerà a colonizzare lo spazio.
Occhio quindi a vedere il picco del petrolio(e non solo, gas carbone ferro ecc...) come la fine. NO sarà solo l'inizio di una nuova storia.
19. Jekyll, Martedì 25 Luglio 2006 ore 13:45
@Hide: dovrò smetterla di sbevazzare quella pozionaccia. No, non mi puoi chiamare Bernardo, al massimo Adelaide. Ma lo leggi quello che scrivo? Prova a rileggere, poi magari ne riparliamo.
@Geppetto: che io parli della questione sentendomi al riparo credo che te lo sia immaginato. Non devi dolertene, l'immaginazione è una bella cosa.
Ciao.
20. Mr Hide, Martedì 25 Luglio 2006 ore 14:31
Credo proprio che una fine tipo Mad Max la faranno diverse parti del globo, ma non sarà così ovunque. Temo che indubbiamente ci saranno diverse guerre e gravi carestie, la differenza la farà chi sarà in grado di affrontarle al meglio.
21. Jekyll, Martedì 25 Luglio 2006 ore 15:29
Segnalo qualche documento interessante.
1. http://www.minerva.unito.it/Storia/Articoli/Bergius.htm - Breve storia della benzina sintetica.
2. http://yaleglobal.yale.edu/display.article?id=6817 - Articolo del Wall Street Journal sul progamma brasiliano per l'etanolo come combustibile per l'autotrazione (c'è da dire che l'etanolo ha EROEI bassino).
3 http://www.bartleby.com/151/fields/77.html - pagina del CIA factbook 2003, su dati degli anni immediatamente precedenti. Vengono mostrate per ogni paese le percentuali di energia elettrica prodotta da ogni fonte.
22. Bernardo Mattiucci, Lunedì 31 Luglio 2006 ore 20:03
Ciao a tutti... torno dalla Libia solo oggi, apro internet e cosa vedo? 350.000 post da leggere... :( e Mr Hide che vuole "vedermi" in qualcun'altro.
Mi sono sempre firmato con nome e cognome e non e' piacevole che qualcuno scambi le mie idee con quelle di qualcuno che usa la superficialita' e la parzialita' del problema per dare la sua visione.
Geppetto da una visione preoccupante del nostro futuro... ma purtroppo e' la realta'. Nel mondo abbiamo grano sufficiente per 15 giorni circa e questo si trova, purtroppo, in alcuni depositi molto poco sfruttabili in caso di mancanza di petrolio.
Yekyll, invece, ha esposto bene i suoi punti di vista, ma ha considerato la parte del problema meno "problematica". Il petrolio non e' importante al 100% per i trasporti... ma lo e' per produrre ed estrearre tutto il resto. Gas naturale, energia nucleare, energia idroelettrica e tutto il resto.... compresti!
Purtroppo ho solo 2 ore di sonno nelle ultime 24 ore e circa 3000 km percorsi nel deserto nei precedenti 5 giorni... datemi qualche ora e ne riparliamo.