Uno sguardo dal picco
Ho trovato questi grafici sul sito BBC , cliccateci su per vederli ingranditi. La dicono lunga sulla situazione del pianeta per quanto riguarda le risorse e l'uso (abuso) che ne stiamo facendo. Da notare, soprattutto, l'impennata nel XX secolo in coincidenza con l'avvento dell'era petrolifera.
ok... tutti vegetariani?
Per quanto riguarda il contenuto energetico, un ettaro coltivato a patate permette di ottenere 102.080 Mj di energia, un ettaro coltivato a riso 87.768 Mj.Invece, un ettaro di terreno destinato all’allevamento di manzo permette di ottenere 4.796 Mj di energiamentre lo stesso spazio adibito all’allevamento dipollame permette di ottenere 7.056 Mj.
Secondo il Ministero dell’Agricoltura degli Stati Uniti sono necessari 16 Kg di cereali e soia per produrre un solo Kg di carne di bue e 6 Kg di alimenti composti perprodurre un Kg di carne di maiale.Se destinassimo un ettaro di terra all’allevamento bovino, otterremmo in un anno 66Kg di proteine.
E se consideriamo che buon parte di questo grano e quest'acqua serve per produrre 1 bistecca...
Ad ogni modo una buona parte del raccolto cerealicolo mondiale deriva da terre irrigate con acqua di falda pompata a pieno ritmo da pompe diesel.
Nei libri del Worldwatch Institute Sandra Postel, autrice di svariati libri inerenti la problematica dell'acqua dolce, mostra come l'eccessivo consumo di acqua per l'agricoltura stia costituendo, man mano che la risorsa acqua va declinando, sia in qualità che in quantità, un fattore limitante e che i Paesi importatori di cereali stanno aumentando. Quelli che 30 anni fa esportavano eccedenze di cereali ora sono diventati importatori. Importare una tonnellata di cereali è come importare 1000 tonnellate di acqua, praticamente è come se ogni anno un quantitativo di acqua pari al flusso annuale del Nilo andasse verso questi Paesi.
Amici ed amiche,
constato che non e' facile trovare i dati che sto cercando.
Ad ogni modo mi sembra che i grafici ed i dati di cui dispongo mi mostrino periodi lunghi (di qualche anno) in cui i prezzi di grano e petrolio seguivano la stessa tendenza (crescere o decrescere) e periodi altettanto lunghi in cui andavano ciascuno per i fatti suoi.
Per ora, dunque, i fatti che conosco mi mostrano che in passato la correlazione non c'era.
Saluti,
Geppetto
soffermiamoci un secondo sul costo effettivo del grano e sulla relativamente semplice "apparente correlazione col costo del petrolio".
Qualcuno afferma che c'e' una relazione diretta dei 2 prezzi... per i motivi sopra esposti (concimi, carburante dei mezzi ecc... ecc...).
Altri affermano che non c'e' relazione e che gli andamenti sono assolutamente indipendenti!
Vorrei chiedere a queste persone...: dove lo produco il grano? Dove lo lavoro? E dove lo vendo? E da un posto all'altro... con cosa ce lo mando?
E questa, sia ben chiaro, e' solo una voce.
Se il costo di produzione resta costante ma aumenta quello del trasporto... il costo finale e' comunque aumentato... perche' sono pochissimi quelli che affacciandosi alla finestra possono vedere a destra il campo di grano e a sinistra il mulino!
:)
Per quanto riguarda la "fuga" in luoghi isolati.. non nego la relativa difficolta di realizzazione di questo genere di sogni... ma analizzando le varie possibilita' che abbiamo di svilupparci e/o RI-svilupparci... l'unica e' quella di creare tante piccole comunita' a se stanti... indimendenti e autosufficienti. 100.000 persone e' il valore piu' o meno limite per la popolazione di ognuna di essere. E' come una grande citta'... certo... ma c'e' il problema... non trascurabile, che il terreno necessario alla produzione del cibo e' dell'ordine dei 100.000 ettari... :(
Purtroppo ci siamo evoluti male e alcune politiche, specialmente quelle troppo assistenzialistiche verso paesi in via di sviluppo (come la Cina e l'India) hanno solo arrecato danni alla nostra societa' e alla nostra economia... e non penso proprio che a posizioni invertite le scelte sarebbero state le stesse...
Vorrei mettere in guardia tutti da ragionamenti troppo semplici riguardo al problema delle ramificazioni dei costi dell'energia.
Le cose vanno guardate globalmente: da noi il grano costa troppo rispetto ad altri posti che, grazie alla maggiore economicita' della forza lavoro, lo vende a meno! Ma se guardiamo il prezzo medio del grano nel mondo, o quantomeno su mercati abbastanza vasti, si vede che esso sale in accordo col costo del petrolio, anzi tanto piu' in accordo perche' altre voci da comprimere le hanno gia' compresse! E poi il grano e' soggetto agli effetti climatici, quindi le fluttuazioni sono inevitabili.
Ma nel lungo periodo il trend e' assolutamente evidente.
Il costo dell'energia potra' essere una frazione anche piccola del valore che diamo ai beni, ma e' una frazione fondamentale, ineliminabile. Se e' destinata a crescere, non ci sono santi.
A questo proposito mi sganascio ogni volta che vado a guardare gli indici FED dell'inflazione: ne hanno due in particolare: l'indice generale e il cosiddetto "core", che sarebbe il primo ma detratto degli aumenti riconducibili al costo dell'energia e degli alimentari. E come lo coccolano, questo core index! Attualmente viaggia al 2.3% annuo, caso strano in aumento (inflazione!), e la fed giu' che ci va ad alzare i tassi di interesse per ridurre la liquidita' e abbassare questo indice ostinato a botte di 1/4 di punto... e cosi' facendo hanno innescato il crash dell'edilizia.
Illusi... Ormai l'energia e' a tutto diritto un elemento "core". Questo indice dice 7%, ho detto tutto.
Pertanto,ora Gli USA si tanno avvitando in una recessione spettacolare (l'edilizia sostiene il 50% del PIL americano), che durera' almeno tre anni (ma c'e' chi dice almeno 15) da cui usciremo con le ossa rotte tutti quanti, e che potrebbe innescare un conflitto mondiale.
Questo per quelli che pensano di mangiarsi tutto prima della fine: avete meno di tre anni.
Per quelli che vogliono invece andare da qualche parte isolata del mondo, consiglio di alzare steccati difesi da mitragliatrici, perche molti altri vorrebbero seguirli; oppure dovrete andare in posti cosi' ostili alla vita che sara' comunque stupido andarci. Suggerisco la Luna.
Spiacente di aver diffuso disillusione, ma le illusioni sono piu' micidiali degli OGM
forse arnaldof dovresti considerare i prezzi REALI e non quelli che derivano dai massicci comunitari aiuti al settore. Il prezzo indicato non copre neanche il costo del carburante necessario alla coltivazione, sia pure a tariffa agevolata.
A parte il fatto che l'andamento del prezzo del petrolio e quello dei cerali sono correlati:
http://it.pg.photos.yahoo.com/ph/jeppmagic/detail?.dir=/7848re2&.dnm=b3dfre2.jpg
le cose cambieranno, e pesantemente.
Anche perche' il picco della produzione dei cereali e'stato probabilmente gia' raggiunto.
Il prezzo del petrolio aumenterà finche' la domanda non si pieghera' all'offerta.
Alcune stime recenti nell'ipotesi di un picco della produzione nel prossimo anno considerano seriamente prezzi di equilibrio intorno ai 240-280 dollari barile nel 2008.
La verita' e' che nessuna stima puo' essere considerata pienamente attendibile perche' non ci sono precedenti plausibili.
C'e' una unica certezza: il picco arrivera' e mancano, nella miglore e meno realistica delle ipotesi, una manciata di anni.
Pietro Cambi
il prezzo dei cereali in Italia si aggira attualmente sugli 120-150 euro tonnellata (MERCATO 2005 - 2006) quindi 0,15 euro al kg cosa lo pagate il pane al negozio da 5 - 9 euro al kg come potete vedere il costo di produzione è trascurabile per la grande distibuzione quindi anche se il petrolio aumentase del 2000 per cento implicando come conseguenza un aumento dei cereali del 2000 % ( se fossero perfettamente correlati ) avremmo ancora la possibilità di acquistare la farina direttamente dall'agricoltore a 3 euro circa risparmiando la bellezza di qualche euro e così dicasi per gli altri settori dall'ortofrutta alla carne altri esempi peperone alla produzione 0,50 euro Kg consumo 2,5 - 3 di spazio per arrivare a 3 euro ne abbiamo in abbondanza percio' possiamo tranquillamente sopportare il petrolio a (80+ 2000%) a 1680 dollari al barile questo dal punto di vista agricolo non cambiando sostalziamente niente con i prezzi pagati attualmente dal consumatore finale che semplicemente dovrà andare a comprarsi i prodotti dall' agricoltore .......(se esisterà ancora) è forse per questo che negli ultimi anni sono state smantellati in Italia interi settori agricoli ??? da quello del Latte con la chiusura di miriade di stalle con contributi pubblici e il conseguente ridimensionamento del settore carne bovina ad esso collegato causa mancanza della linea vacca vitello poi è toccato a parte del settore frutta con l’espianto di alberi anche qui con pagamento incentivato non parliamo dei cereali con la perdita e l’abbandono sia in collina e in montagna di intere produzioni di grano (i terreni abbandonati cominciano a vedersi oramai anche in pianura e non sono quelli del set a side) infine notevole ridimensionamento del settore polli causa influenza televisiva non da ultimo quest’anno la chiusura per legge del settore saccarifero nell’indifferenza più totale (non mi ricordo quanti stabilimenti chiusi e conseguente abbandono dei terreni coltivati a barbabietola - 60 % della tecnologia ad essa dedicata a proposito dove sono fini questi macchinari a prezzi stracciati ???) infine manca il settore ortaggi per completare l’opera (non preoccupatevi è già allo studio la riforma sarà in cantiere per il prossimo anno)
Un saluto a tutti. E' il mio primo post.
Un po' fuori tema ma a proposito di OGM voglio ricordare a tutti una notizia che è venuta fuori un po'di tempo fa. Riguardava uno studio interno della Monsanto sugli effetti di mais geneticamente modificato su topi di laboratorio. Questi risultavano aver subito danni gravi alla loro salute dopo essere stati alimentati con tale mais. La multinazionale non voleva rendere pubblico tutto ciò ovviamente.
Vi posto anche un link con articolo relativo:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2005/05_Maggio/23/ogm.shtml
Per Deborah, la mia mail è gianluca.urbanelli@gmail.com.
La tua qual'è ??
Fai una cosa, mandami un messaggio di prova, poi ti posto qualcosa, dimmi, qual'è il tema che ti è piaciuto ??
Alcuni alimenti di base come pane, latte, zucchero, teoricamente non possono aumentare di tanto perchè essendo beni di prima necessità, il governo gli fissa un massimo di prezzo.
Per i cereali credo (ma non sono sicuro) che il prezzo dipenda più dalla PAC Europea che evidentemente sovvenziona con le nostre tasse un prezzo accettabile.
Che il prezzo sia diminuito del 30% mi fa piacere, ma vorrei sapere se è diminuito alla produzione o al consumo finale, dato che i semilavorati a base di cereali (tipo i fiocchi Kellogg's che si mangiano gli italiani a colazione) non mi pare che siano diminuiti del 30%, tutt'altro.
Forse si puo' spiegare, in parte, con la concorrenza sleale della Cina?
Non per dare sempre la colpa a loro, ma tantissimi prodotti di base (come i pomodori) vengono acquistati in Cina e non in Italia!
Amici ed amiche,
richiamo la vostra attenzione sulla validissima osservazione fatta da arnaldof, che mi pare non e' stata minimamente intaccatta dagli ultimi messaggi.
Per esempio sull'ottimo
http://www.kensan.it/articoli/Petrolio_cibo.php
viene riportato che il costo dell'alimentazione e' proporzionale a quello del petrolio.
Quindi visto tra fine 2001 e oggi il prezzo del petrolio e' aumentato di +300% (da circa 25 a circa 75) i costi per la nostra alimentazione nello stesso periodo avrebbero dovuto triplicarsi, il che e' palesemente falso. Pare che i cereali abbiano addirittura subito una deflessione dei prezzi di -30%.
Il comportamento reale dei prezzi negli ultimi 5 anni potrebbe dunque indicherebbe che non esiste la correlazione (teorica, calcolata) citata sopra e potrebbe essere anche un forte indicatore che la correlazione fisica tra petrolio e alimentari non e' cosi' lineare e diretta come moltissimi affermano (e come anch'io credevo).
C'e' qualcuno che sia in grado di spiegare le incoerenze dei dati citati?
Geppetto
'Cinque rigassificatori entro 2011'
Cabina regia: vicini emergenza, subito lavori 3-4 impianti
(ANSA) - ROMA, 30 AGO - Quattro o 5 rigassificatori entro il 2011 e decidere entro 3 mesi sulle autorizzazioni dei 7 progetti avanzati. Cosi' dalla cabina di regia. Il primo incontro su ambiente ed energia si e' svolto a Palazzo Chigi, e il ministro per lo Sviluppo economico Bersani si e' detto 'molto soddisfatto'. La situazione degli approvvigionamenti di gas naturale, e' emerso nell'incontro 'si presenta seriamente vicina all'emergenza: i lavori devono partire da subito, per almeno 3 o 4 impianti'.
Vado un giorno al mare e guarda che trovo.
Siete talmente interessanti che mi fate sentire un'estranea in casa mia, ora ho il "blocco del postatore" e non scrivo per non fare brutta figura.
Gianluca,
tutto quello che racconti mi interessa vertiginosamente. Mandami una mail che magari ne facciamo un post.
Debora
Decisamente interessante! Complimenti!!!!
Il problema principale è appunto quello dell'entropia. 300 anni fa si estraeva il rame da miniere di cinabro (minerale composito a tenore di solfato rameico) che per tonnellata di roccia ne conteneva il 15-18%. Allora si ricavavano qualche migliaia di tonnellate l'anno. Oggi si ricavano milioni di t di rame da miniere la cui roccia, sempre per tonnellata di prodotto di lavorazione, ne contiene al massimo il 4-5%.
I dati ci dicono che la nostra ricchezza in rame è aumentata ma è aumentata l'entropia del sistema, in quanto dobbiamo ricavare lo stesso quantitativo di rame da più tonnellate di roccia. E lavorare più tonnellate di roccia comporta più lavoro, sia umano che tecnologico.
Altro esempio: ho un sassolino di sale e un bicchiere di acqua. Fate conto che il sale sia un minerale qualsiasi e l'acqua i mari e gli oceani della terra. O io uso con sobrietà questo sassolino di sale, in modo che mi dura il più possibile, evitando gli sprechi oppure, quando l'avrò usato e i suoi ioni saranno dispersi nel mare, io posso sempre riavere quel sassolino, le molecole non si sono distrutte, solo l'energia si è dissipata, ma dovrò costruire una salina per estrarre nuovamente il sale dal mare. Stessa cosa vale per il ferro. Se questo si disperde in forma ionica nelle acque del pianeta io posso sempre riaverlo, sarà lo stesso quantitativo di prima ma dovrò consumare più energia.
Il concetto di entropia non significa solo dispersione di energia termica (che non è più utilizzabile), è anche dover usare più energia per riavere quelle molecole che prima avevamo in forma concentrata e ora sono disperse nell'aria, nell'acqua, nel suolo.
L'olio di colza è vero che è vegetale e la CO2 che assorbe è la stessa CO2 che emana all'atto della sua combustione per cui non è come il petrolio, che ha la CO2 condensata di milioni di anni fa e che ora stiamo riversando allegramente in atmosfera. Ma l'olio di semi, colza, girasole, mais, soia etc... (tranne specifiche particolari, come ad esempio per il girasole il metodo di estrazione Baglioni, quello della spremitura a freddo, per l'olio di girasole Bio della COOP) si estrae molto facilmente non spremendolo ma con l'uso di solventi, il principale dei quali è l'esano. Ma l'esano lo si ricava dal petrolio.
L'olio, io conosco quello per uso alimentare, quelli di semi, che si vendono al super a 1 euro e qualcosa al litro, che sono tutti, indistintamente color giallo chiaro, vengono sottoposti a raffinazione, ovvero procedure di trattamento con soda caustica, latte di calce e altre porcherie che tolgono dall'olio tutte le vitamine e i tocoferoli/tocotrienoli che lo rendono appunto un olio.
Pure il sale e lo zucchero, quelli bianchi intendo, sono in parte un prodotto petrolifero. Il sale bianco non esiste in natura, il cloruro monosodico puro al 100% non esiste. Se si fa evaporare l'acqua del mare si ottiene una miscela di sali perfettamente bilanciata per l'organismo umano perchè contiene, oltre al cloro e al sodio altri minerali come il magnesio, il potassio, lo iodio, il fluoro e manganese, cobalto, etc... Per renderlo bianco e puro usano processi industriali che utilizzano petrolio. Fanno così perchè l'unico inconveniente è la presenza di magnesio, che essendo altamente igroscopico, assorbe l'umidità che sta nell'aria e si forma un blocco durissimo di sale. Ma la soluzione c'è, basta usare i grani di riso.
Lo zucchero bianco, il saccarosio puro al 99% in natura non esiste. Lo estraggono o dalla barbabietola o dalla canna da zucchero. Lo fanno bollire, poi tolgono tutta la melassa (che danno da mangiare ai cavalli) e alla fine, dopo diversi procedimenti, lo sbiancano con uno di due coloranti: o l'azzurro ultramarino o il blu idantrene, che sono coloranti inorganici, ovvero derivati del petrolio.
Ma la vera follia sta nel dare la melassa ai cavalli perchè il cittadino metropolitano occidentale la melassa non sa nemmeno cosa sia. La melassa di barbabietola contiene (lo leggo dal barattolo che ho io) per 100 gr prodotto, 11 mg di ferro (il 79% della RDA) e 90 mg di magnesio (il 30% della RDA) e solamente 65,4 g di carboidrati, contro i 100 dello zucchero bianco, che invece di dare energia la toglie.
Non c'è da stupirsi se poi la persona media occidentale soffre di carenza cronica di magnesio. Lo tolgono.
Poi, magari, per lucrarci sopra, lo rivendono a caro prezzo al banco del Farmacista, nella forma ovviamente meno assorbibile (il carbonato o l'ossido).
L'utilizzo di fertilizzanti NPK nel suolo, affinchè sia più produttivo, sta togliendo anche i minerali dal terreno. La conseguenza è che l'uomo, proprio nel momento in cui ne avrebbe più bisogno, soffre di carenza cronica di oligoelementi e minerali, e molte malattie, specifiche e aspecifiche, come l'astenia, derivano da una carenza prolungata di queste sostanze.
Comunque, ritorniamo al tema. I fondali marini sono per ora economicamente non convenienti, perchè il costo per estrarre quei minerali dai noduli presenti nel fondale è superiore al vantaggio che si avrebbe nell'usarli.
Gli OGM, io non mi fido tanto. Valga per tutti il contenzioso che si è svolto tra UE e USA riguardo l'etichettatura di tali cibi. Gli Stati Uniti hanno detto "noi sull'etichetta non ci scriviamo nulla, perchè questo sarebbe discriminatorio contro gli altri prodotti, vale il principio della sostanziale equivalenza". Ora questo principio afferma che se un alimento nuovo contiene tante vitamine e minerali (oltre a zuccheri, lipidi e proteine) quanto uno già presente in natura, sull'etichetta non ci va scritto nulla, in quanto l'alimento è sostanzialmente equivalente a quello naturale già presente in commercio. Ma scusate, hanno fatto notare, ma l'OGM, per brevettarlo, deve presentare dei requisiti, uno dei quali è la novità, cioè ad esempio, per il riso Golden Rice un maggior contenuto di vitamina A (per far approvare questo riso hanno strumentalizzato la fame che colpisce i poveri del mondo, dicendo che troppe persone povere a 25-26 anni soffrono di xeroftalmia e alla fine diventano cieche proprio per la mancanza di vitamina A, che invece è presente nel nostro riso, ne basta una ciotola per soddisfare il fabbisogno giornaliero. Perchè volete ostacolare il cibo OGM ?? Volete forse negare ai poveri la loro dosa di vitamina A ???
L'unia cosa che hanno omesso di dire è che la vitamina A è una vitamina liposolubile, che per essere assorbita ha bisogno che chi la assume deve anche mangiare un pò di olio, di grassi, insomma. Ora, i poveracci del Terzo Mondo, mi dici come fanno a mangiare riso con olio, dato che non avendo soldi si possono nutrire solo di riso e basta ?????
Questa è vera demagogia, signori miei. E' cinica strumentalizzazione di una situazione creata ad arte per far accettare alle popolazioni occidentali le novità biotecnologiche, facendole passare come la panacea che risolverà la fame nel mondo. E c'è stata una battaglia aspra per non far scrivere in etichetta che il tal prodotto contiene derivati di OGM o è OGM alla tal percentuale, meno male che non l'hanno vinta, perlomeno non del tutto.
La risposta è semplicissima: se avessero fatto scrivere in etichetta che il tal prodotto è OGM (questi signori sono furbi, perchè dopo aver investito fior di miliardi in biotecnologie si sono accorti, facendo fare indagini di mercato alle loro società PR, che la gente non si fidava di queste novità e che non le avrebbe comprate, ergo il mercato non ci sarebbe stato) nessuno le avrebbe comprate. L'unica soluzione, per la loro mentalità dittatoriale, era togliere al cittadino il diritto a sapere.
Ora le stesse società PR (che sono al soldo di queste multinazionali) stanno cercando di riparare il danno, facendo campagne di marketing allo scopo di far rientrare i prodotti OGM perchè sono sicuri, sfaremanno i poveri del mondo eccetera eccetera. Spiacenti signori miei, dico IO, voi avete cercato di togliermi un diritto inalienabile, quello di una informazione piena e corretta sugli ingredienti presenti negli alimenti. Come potete pretendere che ora io mi fidi di voi che mi dite tutte queste belle cose, dopo che avete tentato di ingannarmi omettendo importanti informazioni ?? No, ora vi dovete meritare la mia fiducia, per cui prima fate vedere i risultati e poi, nel caso, se ne discute.
arnaldof, stai commettendo il classico errore di chi sente le notizie alla televisione e se le beve come fossero acqua calda. E quando, raramente, decide di verificarne la fondatezza, non fa altro che "verificare che cio' che ha sentito E' VERO".
Prova a pensare se cio' che hai detto puo' essere realta' o meno.
Tu parli dell'uso dell'olio di colza come sostituto del petrolio per l'autotrazione.
Ok. Ci sto.... ma dove e come la produci la colza necessaria per sostituire tutti i milioni di barili di petrolio utilizzati solo per l'autotrazione al giorno d'oggi?
E con cosa ne estrai l'olio?
E con cosa lo raffini?
E con cosa lo trasporti?
Non vedi che questa soluzione e' molto poco praticabile?
in Brasile stanno disboscando ettari di foresta amazzonica per ricavarne terreno "fertile" per la produzione di colza e, conseguentemente, del tanto rinomato olio... che a detta di molti presto sostituira' il petrolio.
A parte il fatto che disboscando l'amazzonia non si fa altro che peggiorare la situazione climatica mondiale... ma pochi sanno, o vogliono "sapere", che il terreno di una foresta tropicale e' si' molto ricco e fertile... ma si inaridisce irreparabilmente in un tempo estremamente breve e la conseguenza inevitabile e' la desertificazione.
Stesso identico problema per l'altra soluzione... l'etanolo!
Credimi... fino ad oggi sono stati presentati all'opinione pubblica solo dei PALIATIVI...
Ah... quasi dimenticavo.... l'idrogeno non e' un PALIATIVO... ma una BUFALA!
Caspita che discussioni. Dopo aver letto tuttii post mi sembra di aver capito che pervade un senso di pessimismo e impotenza, come darvi torto...
Anche io tendo a immaginarmi scenari apocalittici ma
vorrei farvi notare che nessuno può prevedere con certezza il futuro.
Ricordiamoci che quando si parla di esaurimento(a parte il petrolio) non significa che sul pianeta ad esempio è terminato il ferro, significa che con le tecniche attuali non se ne può estrarre di più.
I fondali marini sono pieni di materie prime ma occorrerebbe un dispendio enorme di energia.
Il problema è che il petrolio ci dà una energia facile da immagazzinare e poco costosa.
Se si riuscisse a ricreare la fusione e mettiamo che fosse competitiva potremmo benissimo sfruttare nuovi giacimenti(minerali) ritenuti attualmente proibitivi.
In sintesi vorrei affermare che, attualmete e nei prossimi 50 anni dobbiamo "tirare la cinghia" e sperare che non scoppino guerre nucleari per la conquista degli ultimi giacimenti.
Dico approssimativamente 50 anni perchè confido in nuove scoperte scientifiche (fusione o altro) che possano ridare vita alla nostra società industriale.
Non posso pensare, anzi mi rifiuto di pensare, che la avventura umana sia finita qui, attaccati ad un barile di petrolio. Ci saranno tempi difficili(guerre carestie) ma prima o poi riusciremo a risollevarci usando nuove fonti di energia.
A quelli che pensano che si possa vivere nel rispetto della natura e consumando poco dico che è possibile ma mi permetto di sottolineare che 6.5 miliardi di persone vivono grazie al nostro spreco industriale. Dovremmo ridurci a 2 miliardi.
Ora io non vorrei accollarmi il peso di 4.5 miliardi di morti, non so voi...
X Geppetto
La risposta è semplice; nel cibo che mangiamo la percentuale di OGM aumenta sempre di più con il tempo, quindi se un campo agricolo prima forniva una certa quantità di prodotto adesso con gli OGM ne fornisce di più. Se prima però per avere una certa quantità di vitamine, proteine, sali minerali, zuccheri, ecc. mi bastava mangiare per esempio 2 pomodori, adesso per avere la stessa quantità ne devo mangiare 3. La gente naturalmente il trucco non lo sa (di certo non viene sbandierato al telegiornale...), và al mercato e trova il pomidoro con il prezzo ridotto del 30% ed è contenta e gabbata! Se questo è il modo nel quale la nostra società super-tecnologica risolve i problemi siamo messi bene! Il medioevo è alle porte e stà bussando...
“Per chi ancora non l'abbia capito, il fatto di pensare in termini egoistici va a tutto interesse dei gruppi multinazionali, che tutto hanno da guadagnare da questo atteggiamento, anzi, fanno di tutto per incoraggiarlo. (Gianluca)
Hai ragione. Lo stare fuori dal paradigma consumare-lavorare-consumare che ha trasformato le persone in stupide marionette, dovrebbe bastare per non abbandonare i propri valori.
Questo a prescindere dal problema delle risorse.
L’idea stessa di confondermi (lo dico senza presunzione) nel marasma quotidiano, dove ciò che conta e solo “lo shopping”, “il calcio” e quant’altro, mi fa star male.
Ci vuole però una buona dose di coraggio per star fuori da tutto questo. Si rischia davvero di diventare antipatici, perché vi assicuro, è davvero difficile incontrare persone che riescano anche solo in parte a star fuori dal sistema. Pensare di “illuminarli” poi non è proprio il caso. Magari ti danno anche ragione, ma 5 minuti dopo hanno già dimenticato. A volte è davvero deprimente, ritrovarsi fra persone adulte mediamente istruite che parlano dell’ultimo modello di cellulare o perché no, anche delle ultime vicende di chissà quale “reality”. Ma non importa. Ho deciso che porterò la macchina almeno fino alla prossima revisione (17 anni !!!!) e continuerò a spegnere la luce quando non serve. Forse non servirà a nulla e forse non sarà necessario, ma almeno non farò la marionetta.
Ciao a tutti
ma cosa sperate di tornare ad arare con i buoi finito il petrolio i trattori andranno ad olio di colza gli ogm risolveranno i problemi della produzione come gia ampiamente sperimentato in alcuni terreni della pianura padana sveglia indietro non si torna
Mi sembra che arnaldof dica una cosa interssante:
nonostante tra fine 2001 e oggi, il prezzo del petrolio sia aumentato da circa 25 a circa 75 (+ 300%) il prezzo dei cereali (in Italia?) e' sceso (- 30%).
Come lo spieghiamo ora questo fenomeno ora?
non si tratta di demagogia. l'attuale agricoltura intensiva,grazie alla quale ci sfamano a buon mercato, è assolutamete dipendente da petrolio; esso muove i trattori, scalda le serre, produce pesticidi e concimi, ecc. Il petrolio non finirà di colpo ma è certo che il prezzo diventerà sempre più alto. Un giorno sarà necessario fare agricoltura senza petrolio. I sistemi esistono, ad esempio le comunità Hamish, inoltre la tecnologia può in parte trovare soluzioni alternative. Di sicuro però qualsiasi scenario futuro ipotizzabile è peggiore dell'attuale. Ne consegue aumento dei costi di produzione e penuria alimentare sui mercati.
il petrolio è quadruplicato in questi ultimi quattro anni mentre i cereali hanno perso un buon trenta percento quindi non esiste la correlazione da voi auspicata molte delle produzioni europee agricole le stiamo smantellando perchè poco redditizi (che senso avrebbe eliminarle con i scenari da voi evocati) non è che la vostra è solo demagogia
arnaldof, l'essere catastrofici per alcuni versi e' un male, non ti fa vivere nella spensieratezza come invece fanno la stragrande maggioranza della popolazione mondiale. Per altri invece e' un bene, perche' ti fa preparare, quando ci riesci, a cio' che avverra' in futuro.
In Italia siamo abituati ad alcuni prezzi che, come dici tu, sono ridicoli, e' vero... ma cosa succedera' se un giorno quei prezzi "ridicoli" dovessero aumentare del 500% o anche del 1000%?
Poi, comunque, pensare solo all'Italia come una realta' a se stante non e' buona cosa. L'Europa non e' autosufficiente dal punto di vista alimentare e neanche, se non erro, da quello minerale. Cosa succedera' quando le emergenze, da singole preoccupazioni di pochi esseri umani inizieranno ad accavallarsi?
Pensaci...
+ il petrolio che scarseggia ed il costo dei carburanti elevatissimo... (e tutto cio' che ne consegue)
+ l'acqua potabile che scarseggia perche' non i potabilizzatori non funzionano e gli impianti di pompaggio che non vanno piu'... (e tutto cio' che ne consegue)
+ medicinali che scarseggiano... (e tutto cio' che ne consegue)
+ trasporti nazionali e internazionali inesistenti... (e tutto cio' che ne consegue)
+ ordine pubblico inesistente... (e tutto cio' che ne consegue)
+ carestie e pestilenze dovute alla mancanza di cibo, medicinali, acqua potabile ecc... (e tutto cio' che ne consegue)
= ????
E non sto parlando del 3° mondo perche' li' ci sono abituati a fronteggiare queste emergenze... anche se molte di loro vengono enfatizzate dai Mass Media. Sto parlando delle citta' europee....
...in quanti sopravviverebbero?
E a tutto questo, considera, che bisognera' affiancare tutto cio' che verra' provocato dal colosso Cina con le sue azioni di geopolitica e geo-economia. E ricordiamoci che Cina+India = 60% circa del genere umano!
la mia mail è gianluca.urbanelli@gmail.com.
Non è che siete un po troppo catastrofici non conosco la realta agricola mondiale ma in Italia i cereali hanno prezzi talmente ridicoli che coprono a malapena i costi di produzione c'è qualcosa che non quadra con le vostre preoccupazioni ?
avevo pensato ad un dominio tipo "emergenzaterra.com" ma e' gia' stato registrato... :( chissa' cosa sar'...
se chi e' interessato a questa proposta mi contatta in privato con una mail ne parliamo in una sede piu' opportuna!
:)
Beh, non sono proprio laureato in Chimica o CTF ma me ne occupo a livello di hobby. Comunque conosco la materia molto bene.
La proposta sembra interessante. Per me andrebbe bene.
Ho una proposta da farvi...
....vi andrebbe di realizzare un sito web di comunicazione nel quale riportare tutte queste emergenze ed eventualmente anche qualche proprosta di soluzione?
io inizio col registrare il dominio... tanto non mi costa nulla e di spazio web ne ho da vendere!
Gianluca... sei mica un biochimico tu? chissa' perche' ho questa sensazione.....
comunque e' inquietante e illuminante cio' che dici.
Tempo fa, quando mi occupavo di astronautica, proposi ai clienti di avviare un programma di colonizzazione dei fondali marini, perche' saranno gli unici nei quali, con le dovute tecnologie, si potra' vivere senza eccessivi problemi. Mi risposero che la superficie terrestre e' talmente vasta che ci sara' posto per tutti... anche per i 10 miliardi di individui previsti per il 2050!
10 miliardi... ma tanto non ci arriviamo al 2050!
:)
Geppetto, la tua ingenuità è commovente.
Non capisco come tu possa disgiungere il benessere del corpo da quello della mente. Tu dici che mentalmente vivi meglio. Ma non ha senso. Il cervello non comanda il corpo, non può dire alle cellule tumorali (qualora ve ne fossero) "voi siete cellule neoplastiche, ora con la forza del mio pensiero vi tolgo di mezzo". Caso mai può ignorare alcuni fenomeni silenti e/o appena emergenti, è tutto qui quello che può fare la mente rispetto al corpo. Ma ignorare deliberatamente l'esistenza di un problema non vuol dire che esso non esista più. Questo ancora non lo si vuola capire, e la comprensione di questa semplice regola della realtà chimico-fisica la si comprenderà con dolore. Quello di cui parli è un benessere psicologico fittizio. Quando gli equilibri biochimici del corpo soccomberanno sotto le crescenti pressioni tecnogeniche, il cervello sarà solo per registrare il dolore inferto dal non-sentire (allorchè si saerbbe potuto prevenire agendo con sobrietà e moderazione) gli sconvolgimenti genetici, DNA-replicativi, lipidici, protidici ed enzimatici di fegato, reni, midollo osseo e chissà quant'altro.
Qualunque posto isolato e immerso nelle vastità oceaniche (isole del Pacifico) è già ora contaminato da sostanze inquinanti ubiquitarie come metalli pesanti (piombo in primis), pesticidi, metaboliti dei pesticidi, metilmercurio (che verrà mobilizzato in soluzione acquosa dai sedimenti marini, per secoli e secoli, anche se venisse magicamente oggi interrotta la spirale biocida e neurotossica indotta dal mercurio volatile, specialmente quando la società si farà prendere dal panico per il petrolio scarseggiante e comincerà a bruciare carbone e scisti bituminosi, la cui conbustione libera mercurio volatile). Il solo Mare del Nord riceve ogni anno decine di quintali di questo metallo così duttile e liquido a temperatura ambiente. Il piombo lo si è rilevato perfino nei ghiacci dell'Antartide. Il fatto che in determinati posti la concentrazione di queste sostanze sia minore di due o tre ordini di grandezza, non cambia la situazione ma rende solo più cronica la sofferenza del vivente.
Pensare che rimangano sparute isole di ordine in un oceano troposferico di entropia crescente appare non tanto un ragionamento quanto una vana speranza. Il mondo è un sistema energeticamente aperto ma materialmente chiuso (insiginificante è l'apporto di polveri cosmiche e meteoriti dallo spazio interstellare). Qualunque sostanza si immetta nell'ambiente, specialmente se è lesiva degli equilibri genetici ed enzimatici (come i pesticidi, i ritardanti di fiamma, ovvero i polibromurati, i policlorobifenili etc...) prima o poi ritornerà al mittente (ad esempio nel pesce che mangiamo). E se non si conosce la biochimica di una sostanza (com'è successo con i PCB) ecco la catastrofe ormonale, l'effetto distruttivo degli equilibri endocrini, la sterilità crescente, la biomagnificazione che porta l'uomo moderno a tesaurizzare nelle sue ossa e nel midollo piombo a iosa, nelle sue riserve lipidiche PCB, PB, DDT, DDE, o cadmio esavalente nella prostata, tanto per fare un esempio.
Il non voler pensare a determinate emergenze forse renderà più facile l'esistenza ma non annulla la realtà, non rende l'emergenza meno pericolosa (anzi, l'ignorare volutamente i sintomi di quella che sembra una malattia ha sempre condotto all'estendersi di essa) nè il relegarla nell'ambito del probabile la rende meno reale di quanto essa non sia veramente.
Il governo e il mondo istituzionale non fanno nulla perchè i loro componenti sono stakeholders di quelle multinazionali che col loro operato diffondono entropia e inquinamento, non avrebbero nessun interesse a fermare il processo, che crea malati, li cura e li fa stare in vita il più possibile per accaparrarsi così i loro soldi, spesi tra terapie e farmaci sempre più costosi.
Ma la strategia del guadagnare tempo è una mossa da perdenti.
Non vi saranno isole felici dove l'ordine è rimasto immutato. La marea crescente dell'entropia travolgerà tutti, ma comunque, prima di disegnare questi scenari da incubo dovremo fare i conti con la prima biforcazione: l'acquisto, nei lustri prossimi (ritengo che possa avvenire tra il 2008 e il 2010, quindi fra 3-4 anni al massimo) da parte della Cina di un 8-10% delle riserve mondiali di cereali, tale che farà innalzare l'inflazione a livelli stratosferici. Se gli Stati Uniti si opporranno, ne vedremo delle belle, con la Cina che esigerà in sede WTO, forte del suo immenso potere commerciale, l'estinzione del debito USA, cosa che porterà o ad una guerra o ad una recessione economica mondiale (dato che la Cina sostiene l'economia americana comprando i suoi Buoni del Tesoro), che ci precipiterà a tempi ben peggiori rispetto alla crisi del 1929. Dobbiamo ancora entrare in questa prima forbice, che taglierà il nostro potere di acquisto (come se non fosse già ridimensionato) di una cifra spaventosa.
Quelli che dicono adesso "ah, il petrolio può aumentare quanto vuole, tanto io devo per forza usare il mio SUV se no mi sento male e vado in crisi di astinenza", beh, che si comprino un metadone-benzina, e tutti coloro che adorano lo spreco perchè lo ritengono un valore sociale positivo si preparino alla mazzata, perchè non avranno oggettivamente più soldi per fare quello che fino ad oggi hanno sempre fatto. Voglio proprio vedere come faranno quando la scelta sarà mangiare una minestra di verdure (in quanto la carne sarà arivata a livelli inarrivabili) o comprare benzina.
«Da quando so del picco vivo peggio, ed oggi che prendo coscienza della ineluttabilita' delle cose (globali) non sara' certo la giornata piu' allegra dell'anno, ma forse questo mi risparmiera' sforzi in direzioni sbagliate nel futuro.» (by Geppetto)
Ragioniamo.... anche io vivo peggio... da circa 20 anni... da quando cioe' so che l'umanita' si sta tagliando le vene... e' solo che, cieca com'e', ancora non le ha trovate! Ma intanto continua a tagliuzzare qua e la... :(
Vivo peggio. Vivi peggio. Certo... ma a livello di coscienza... come vivi?
Io decisamente meglio!
Non faccio parte di quella marmaglia di gente che spende solo per far vedere che spende.
Ho 2 carte di credito vuote... e devo estinguerne il debito. Cio' mi costringe a lavorare, ma contemporaneamente non rinuncio ai miei sogni... che sono il lavoro che ho scelto qualche anno fa... ovvero... esplorare il mondo e viverlo! Viaggio spesso e viaggero' sempre piu' spesso... e quando avro' trovato il posto giusto dove fermarmi, faro' di tutto per connettermi per 5 minuti ad internet, venire su questo blog e fornire a tutti voi le coordinate per potermi raggiungere.
Il posto giusto, dove ricominciare e dove "guardare il treno che deraglia", dovra' essere inevitabilmente isolato, o quasi, disporre di acqua, vegetazione, animali e terra buona. Ho un'elenco di 12 locations in giro per il mondo. 5 le scarto per motivi geopolitici. Le altri 7 sono da visitare... esplorare... valutare... ma in parte le conosco gia'... e 2, forse, sono quelle perfette!
Ricominciare da zero, come nel film "The beach" e vivere cercando di NON DIPENDERE dalla societa' mondiale... ma solo da se stessi e dal proprio piccolo gruppo. Non e' difficile... molta gente gia' lo fa... ed un mio amico italo-brasiliano si e' unito a loro. Si chiamano Ecovillaggi, ed in futuro potrebbero essere gli unici paradisi terrestri... sulla terra!
Noto come ben volentieri sia stato accolto il mio messaggio. :-))
Anche se la situazione resta difficile da risolvere e per certi aspetti irreversibile, questo non ci consente di abbandonarci a fatalismi che ora più che mai sono e diventeranno ulteriori fattori di rischio.
Chi pensa che tanto vale accodarsi alle già ben nutrite schiere di consumatori sperperatori, dimostra solamente di non avere capacità critica e di essere vittima di un fatalismo che non ha nessuna ragion di essere.
Il fatalismo e il pessimismo ci consegnano alla disperazione e all'apatia. Chi invece pensa - e a ragione - che non sia il destino ma solo noi ad essere determinante delle nostre vite, della qualità delle nostre vite, suppongo abbia nel sangue la voglia di portare il proprio contributo. Che poi esso non sia rappresentativo o non significativo in termini di consumo globale, non cambia nulla, perchè va abbracciata un ottica globale. La pioggia che spegne un incendio è fatta di miliardi di gocce d'acqua, ognuna delle quali apporta il proprio contributo. Il meccanismo distorcente che va abbattuto è quello che ci porta a pensare che tanto non vale la pena di fare nulla, ovvero l'atteggiamento del disimpegno, tipico delle nostre società moderne.
Per chi ancora non l'abbia capito, il fatto di pensare in termini egoistici va a tutto interesse dei gruppi multinazionali, che tutto hanno da guadagnare da questo atteggiamento, anzi, fanno di tutto per incoraggiarlo.
Gandhi disse che "siate il cambiamento che vorreste vedere nel mondo". Ralph Waldo Emerson disse "nessuno commise errore più grande nel pensare che quel che avrebbe potuto fare sarebbe stato troppo poco".
Ci sono, ovviamente, persone ignoranti che dicono "ah, guarda questo qui che tirchio che compra le lampade a risparmio emergetico, mangia verdure e fa questo e quell'altro".
Fatevi solo questa domanda: la saldezza dei miei valori può essere così debole di fronte a tali ignoranti la cui opinione dovrebbe importarmi meno di zero ??
La mia volontà di creare un cambiamento positivo adottando tali accorgimenti (lampade ad alta efficienza etc...) vale così poco ??? Se basta una piccola nota di sarcasmo a mettermi in crisi e a farmi ritenere che sia tutto vano, ma allora, ora capisco tutto, la soluzione non è abbandonare i miei buoni propositi ma essere più forte nelle mie convinzioni.
Chi ha pure soldi da buttare, ah, per me, che lo faccia. Poi se ne pentirà amaramente, quando le società di credito al consumo lo spenneranno vivo fino all'ultima piuma (se, ovviamente, non sarà morto prima per un cancro devastante derivato da cotanta esposizione ai campi elettromagnetici di 4 TV, 2 lettori DVD, 3 telefonini etc...).
Parto dalla mia opinione che se sussiste una data situazione critica, qualunque ne sia stata la causa principale, noi ce la meritiamo. Sì, è così, ce la meritiamo. Ce lo meritiamo sia per diretta contribuzione sia per atti di omissione (sia perchè abbiamo fatto sia perchè non abbiamo fatto). E parto dalla premessa che non c'è un destino superiore, nè un fato che pende sulle nostre teste, ma solo noi stessi, che decidiamo in ogni momento. Solo partendo da questo dato di fatto potremo costruire la volontà di cambiare lo stato delle cose.
Se non lo si vuole, bene, almeno si sia coerenti e si accettino le conseguenze delle proprie scelte.
Cari amici,
anche grazie al vostro contributo, sono stato travolto un po' anch'io dalle mie stesse riflessioni.
Partivo dall'idea che la risposta era il "vivere sostenibile" e mi sono reso conto di due ultra-banalita'.
1. la risposta giusta e' "vivere sostenibile tutti"
2. la presa di coscienza e lo sforzo di volonta' di pochi o pochissimi individui sensibili, purtroppo, non serve allo scopo.
Allo scopo contano solo i modi di indirizzare il comportamento di milioni, miliardi di persone.
E qui, per ora, mi viene in mente: in primis le cosidette "leggi del mercato" e poi "i governi che governano" (non so nemmeno se esistono, forse la Cina, oltreoceano mi sembra che non abbiamo capito una sega).
A livello individuale, possiamo vivere da asceti, possiamo fare i profeti, possiamo lambiccarci il cervello, possiamo cercare soluzioni individuali per pararci al meglio o possiamo fare il contrario di tutto questo: in tutti casi non assicureremo ne' a noi, ne' ai nostri figli nemmeno un decilitro di nafta (di comfort, di vita media, etc.) in piu'.
Non e' questione di rassegnazione. E' questione di conoscere il nemico.
"La pagheremo tutti": e' vero, purtroppo, e fa ben paura, ma questo non cambia nulla alle nostre possibilita' di influire sul corso degli eventi globali.
Fino a prova contraria, pare, rimangono solo le soluzioni individuali. Fare debiti o investire in teconologie alternative, comprarsi un podere e diventare autosufficienti (non si puo', in realta') o sciallarsela, rifugiarsi nel deserto o ai poli, spararsi o non spararsi e quant'altro.
Da quando so del picco vivo peggio, ed oggi che prendo coscienza della ineluttabilita' delle cose (globali) non sara' certo la giornata piu' allegra dell'anno, ma forse questo mi risparmiera' sforzi in direzioni sbagliate nel futuro.
Grazie a tutti e cari saluti,
Geppetto
Dice bene Geppetto: “ma chi ce lo fa fare?”
Ormai mi domando se non sia il caso di rimanere sul treno e cercare di comprare un biglietto di prima classe. Visto che comunque il treno deraglierà, almeno il viaggio sarà stato comodo.
O dobbiamo forse continuare ad essere gli unici a vivere in maniera “sostenibile”? E poi magari sentirci dare del “tirchio” perché non contribuiamo adeguatamente allo sperpero collettivo!?
Beh mi sa proprio che cambierò la mia piccola utilitaria ( 15 anni di vita ma fa ancora 14km/l) con un gigantesco fuoristrada; comprerò 3 o 4 televisori da disseminare in tutta la casa (di cui almeno 2 dovranno restare accesi h24 anche se nessuno li guarda); regolerò il riscaldamento domestico per avere 30° in inverno (al diavolo la felpa) e 15° in estate (ops ..la felpa); riempirò la casa di ogni gingillo elettronico (con lo stand by sempre attivo naturalmente); smetterò di spegnere le luci quando esco da una stanza anche se non sono a casa mia; e perché no: un bel telefonino ultima generazione da almeno 200 € (ma che tirchio; facciamo almeno 300 €).
E i soldi dirette voi…!? Non c’è problema. Per essere un vero passeggero di prima classe occorre anche avere un po’ di debiti…..e che diammine!!
State of the World, diverse annate, dal 1990 al 2002. E sempre dello stesso Worldwatch Institute, Vital Signs, anni 1999-2000-2001. Poi solo edizioni americane perchè Edizioni Ambiente, a causa di problemi economici, non aveva abbastanza soldi per i diritti di copyright e il servizio di traduzione.
Ma anche FAOSTAT, diverse annate, Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti.
C'è una descrizione molto accurata del pericolo acqua cinese in "Bilancio terra", a cura di Lester R. Brown, proprio in un paragrafo dedicato alla carenza d'acqua nel mondo.
Vi dico che non sarà tra 20 nè tra 40 anni, ma da qui a pochi lustri. Quando i Cinesi compreranno cereali per sostituire l'acqua di falda da loro sperperata, ne vedremo gli effetti sul nostro portafoglio. I menefreghisti sono avvisati.
Se non vogliamo cambiare non ci sarà nessuna via di scampo.
Vedremo ben altro che la crisi della quarta settimana.
Quelli che la leucemia non avrà colpito (allorchè l'inquinamento da idrocarburi arriverà a livelli stratosferici e gli equilibri biochimici della sfera vivente soccomberanno alla proliferazione neoplastica) se li porterà via la fame.
Quella della Cina è una bomba destinata a scoppiare, nessuno potrà fermarla, perchè avverrà tra pochi anni. Sarà quello un punto di biforcazione, che forse potrebbe portare a una diminuzione dell'uso di petrolio. Non vi sarà semplicemente denaro sufficiente per continuare come ora perchè le granaglie e i derivati costeranno un occhio della testa. Se un bovino si mangia tonnellate di granaglie per dare 100 o poco più di misere fette di carne, queste arriveranno forse sulla tavola degli ultraricchi ma saranno inarrivabili per la gente comune.
La macchina sarà un lusso per molti.
Con tutta probabilità vi saranno guerre, e la Cina combatterà contro molte nazioni per accapparrarsi fette di risorse naturali.
Gianluca, dove trovi i dati circa i cereali stoccati nei silos?
Voglio rispondere alla sensazione di impotenza che sta pervadendo la maggioranza delle persone.
Kant diceva "coloro che affermano che il mondo è come è sempre stato e continuerà ad esserlo, proprio pensando ciò, non fanno nulla per attuare un cambiamento e generano essi stessi ciò che affermano". E' una profezia che si autoadempie.
Se ci si riflette, è così. Se io penso che non c'è niente da fare, logicamente nel concreto non farò nulla, e così non facendo contribuisco a far sì che quello che affermo sia vero.
E' il circolo vizioso (ovvero, scientificamente parlando, un anello a feedback positivo) tipico delle realtà allo stato terminale, il cui esito può prendere due biforcazioni: o avviene una presa di coscienza (vale a dire una buona percentuale di popolazione comincerà ad attuare i necessari cambiamenti comportamentali), quindi una soluzione endogena, o l'unica soluzione esogena che spezzerà l'anello retroattivo sarà una reazione a catena di catastrofi ambientali e sanitarie, l'una peggiore dell'altra.
Rispondo al menefreghismo di coloro che dicono "ma tanto a me che me ne fotte, tanto io ho 80 anni, mi manca poco da vivere". A meno che uno non si voglia suicidare la durata di vita sta aumentando e la speranza di vita nei paesi occidentali, di cui l'Italia, assieme al Giappone, è in prima fila, vanta già adesso 74 anni di vita potenziale per i maschi e 78-80 per le femmine. Potenziale che può arrivare ben oltre gli 80. Ragion per cui moltissimi capiteranno nel bel mezzo della catastrofe, ovviamente chi se ne frega di tutto immagino che piuttosto che crepare di fame e di freddo o attuare i necessari cambiamenti deciderà di togliersi la vita. Beh, complimenti. Il vostro menefreghismo ha come unica soluzione il suicidio.
Comunque vi saranno ben altre cause. Già oggi la Cina ha un disperato bisogno di acqua oltre che di petrolio. Non pensiate di sfuggire alla catastrofe petrolifera, perchè tanto questa verrà tra 20-30 anni, perlomeno voi pensate . C'è chi afferma che vi stiamo già dentro e che manca poco tempo. Ce n'è una silenziosa che quando emergerà ci manderà tutti in mutande. Sto parlando dell'enorme attivo commerciale che la Cina ha nei confronti degli Stati Uniti. Quando fra pochi anni la Cina si accorgerà che l'acqua nelle sue falde non basterà, comprerà col suo enorme potere di acquisto una buona percentuale di cereali dai silos del pianeta, che, per chi monitora il volume edibile di cereali depositati, in diminuzione costante da qualche anno a questa parte, non è sufficiente per tutti. Allora i prezzi di pane e alimentari aumenteranno dell'ordine di due zeri. Nessuno sfuggirà a questa mannaia. I cosìdetti menefreghisti farebbero bene a pensarci due volte prima di dire "nonmenefreganiente" perchè quando avremo questa valanga addosso allora vedremo gli effetti della nostra cecità, li vedremo sul nostro portafogli. Poi voglio vedere ome reagiranno quando i loro interessi verranno minati alla radice. La Cina per adesso ha fatto da calmiere dell'inflazione e dell'effetto Euro, ma proprio in questo semestre ha incominciato ad aumentare i salari dei suoi operai. I beni a basso prezzo che tanto ci fanno comodo in questo periodo in cui tutto è sempre più costoso, tenderanno ad aumentare di prezzo, inoltre la minaccia di ritorsioni nell'area mediorientale non fa che alzare il prezzo del greggio.
Nel mese di Agosto, sulla rivista "Quark" Piero Angela riportava una intervista ai cittadini italiani sul prezzo del petrolio e sui consumi di benzina. Ebbene, il 42% e passa afferma che non può fare proprio a meno della macchina (come se fosse un tossicodipendente) e che pertanto la benzina può aumentare quanto vuole, "ma io ne ho assolutamente bisogno". Un altro 12% circa afferma che incomincerà a riflettere sul risparmio di benzina solo quando toccherà i 2 euro al litro.
Con questa mentalità dove vogliamo arrivare ?? Stiamo già alle strette e nessuno se ne rende conto. Come spiegare altrimenti che la domanda di credito al consumo è aumentata di diverse decine di punti percentuali ma il consumo è rimasto costante o quasi ?? Ma la risposta è semplice: se prima con 2 milioni al mese ce la facevi egregiamente, adesso, gli italiani, per non rinunciare ai loro stili di vita sono disposti a indebitarsi. E' una trappola delle parole, come direbbe Beppe Grillo. Credito al consumo vuol dire che il credito ce l'hanno le società (tipo Forus, FinanziaQuello, CreditQuesto etc...), ma tu ti indebiti e se sei insolvente finisci nella merda.
Basta una rata non pagata e ti trovi con una ingiunzione di pagamento con tanto di interessi di mora. Ah, tranquilli, finiremo come l'America se non ci opporremo: basterà chiedere credito ad un altra società affinchè le rate non pagate siano saldate. Ovviamente la società che paga le rate insolventi all'altra società chiederà tassi più elevati, così non avremo più possibilità di uscire dalla morsa del debito.
Per coloro che si domandano come si possa arrivare a devastare in modo irreparabile la stessa terra che si ha sotto i piedi, avvelenare le acque, uccidere flora e fauna e infine condannarsi a una vita di stenti se non alla morte, suggerisco di leggere "Collasso" di Jared Diamond.
Con lucidita' e razionalita', questo autore ha dimostrato che non solo questi eventi sono successi svariate volte nella storia dell'umanita', ma che sono il frutto di scelte non particolarmente stupide o malvage, anzi proprio il contrario.
Il problema e' una questione di percezione del cambiamento e di cooperazione.
Alcune civilta' sono crollate e sono sparite di fronte ai problemi (ambientali, biologici, politici) da esse stesse creati, ma altre sono cambiate, si sono adattate e sono spravvissute.
La nostra situazione e' rappresentata in modo calzante dall'isola di Pasqua: un atollo un tempo fertile e lussureggiante, circondato da oceano per migliaia di km in ogni direzione, come un vero e proprio pianeta nello spazio.
Loro sono finiti con il distruggere l'ecosistema e uccidersi l'un l'altro, fino a ridursi a uno sparuto gruppetto di cannibali.
E Noi?
L'unica differenza e' che noi adesso sappiamo che cosa ci puo' capitare, o almeno lo spero.
Saluti
vivere sostenibile... si, ok, ma dove?
nei grossi agglomerati urbani che ti costringono a degli sprechi enormi in termini di tempo, energia elettrica, altre energie di vario tipo, energia psicologica che poi vai a recuperare con cinema, televisione, medicinali e quant'altro... sempre e soltanto costoso....?
Il problema e' proprio questo. La soluzione c'e'... e non e' estremamente difficile come in molti pensano. In questo blog l'ho espressa gia' diverse volte ed uno di voi mi ha anche contattato in privato per saperne di piu'.
ci penso e ci ripenso da anni. Ma cos'e' che mi costringe a non partire e a non realizzare ancora questa soluzione?
I soldi!
Ma sappiate che non servono soldi per realizzare questa soluzione, ma soltanto tempo, voglia e liberta' di azione.
Ed io, con qualche debito di troppo causato dai clienti che non mi hanno pagato, non ho la liberta' di partire e andarmene per sempre in qualche sperduta valle sud-americana o africana o neo-zelandese... o di qualunque altro posto del mondo.
I Soldi... sempre e soltanto quelli...
sono una droga e con essi il "benessere"... una droga virtuale ch ci attanaglia e ci porta nel baratro. E chi prova a restare sul bordo e a sgattaiolare fuori e' sempre e solo quel pirla mezzo-imbecille che spegne le luci e il condizionatore e lava i piatti e i panni a mano e non con gli elettrodomestici.
Quanti di voi sarebbero disposti a vivere senza "lavorare" per avere in cambio pochi soldi che non ci bastano mai e che ci costringono a lavorare ancora? ....e che, nel farlo, ci autodistruggiamo a medio-lungo termine?
Il lavoro dovrebbe essere inteso come una serie di azioni che ci portano dei benefici. Ergo... che ci fanno vivere. E allora....? perche' non ce ne andiamo da qualche parte, tutti insieme, a vivere a contatto con quella natura che stiamo distruggendo?
vivere nel confort di una valle incontaminata... con tecnologie povere che ci possano permettere di vivere con quel minimo di confort che ci farebbe distinguere dagli "animali"....
...vivere senza dover pensare "oddio il mutuo"... o "oddio devo andare dal cliente"... o cose simili....
...perche' se ci penate bene... i problemi del genere umano sono iniziati quando c'e' stato il grande salto generazionale "dal baratto alla moneta" (dal titolo del capitolo in un vecchio libro di storia).
la moneta... i soldi... la smania di primeggiare fregandosene degli altri... e delle conseguenze delle proprie azioni...
ma verra' il giorno in cui l'umanita' rimpiangera' di aver fatto le scelte che ha fatto!
...e nel farlo piangera' le 4 miliardi di persone che moriranno di fame, freddo, guerre, carestie e pestilenze varie!
4 miliardi di bare... buche nella terra... sacchi di plastica... e calce, tanta calce per limitare e/o evitare malattie...
...e dai 6.4 che siamo scenderemo a 2 circa...
Debora carissima,
ma allora capita anche a te !
I nostri messaggi si sono incrociati, se no ti citavo:
...
Come giustamente dice Debora: e chi ragiona e vuole mettere in pratica oggi, si prende pure dell'imbecille.
...
(Ma chi ce lo fa fare?)
P.S. scusa tanto Gianluca (ti ho citato due volte come Gaetano)
Provo a dare una risposta alla domanda di questa mattina: "cosa si puo' fare?"
Come giustamente dice Gaetano "vivere sostenibilmente".
Come giustamente dico io, da sempre lo fanno volontariamente solo in pochissimi eletti.
Come dice giustamente Bernardo, il motivo e' che da sempre l'uomo e' "egoista".
Come giustamente dice "plastico": forse i nostri figli e nipoti non se la prenderanno nemmeno tanto.
Allora inutile arrabattarsi, l'umanita' ricca proseguira' nella sua strada di sprechi fino a che ce n'e', e poi amen.
Eticamente sbagliatissimo, ma sara' molto probabilmente cosi', vero?
La cosa più triste è quando faccio di tutto per risparmiare energia (anche lavando panni a mano!) e mi sento dare della "tirchia" da amici e parenti.
Come se fosse ormai socialmente deplorevole risparmiare energia...
In genere li azzitto dicendo che spengo luci e aria condizionata anche in albergo. (Dove loro, che davvero sono "tirchi", lasciano tutto acceso perché "tanto paga l'albergo"!!!)
è probabile che la carenza di petrolio, o anche solo il suo costo proibitivo, innescherà crisi alimentari, guerre, povertà e malattie tali da far scendere la popolazione mondiale (nel giro di poche generazioni) al livello dei secoli passati. Una soluzione unica non c'è ma bisognerà cambiare su più fronti, diversificazione degli approvvigionamenti energetici e minori consumi. L'attuale stile di vita, per altro comunque sbagliato, sarà impossibile. Comunque, chissà, un ritorno al passato potrebbe anche avere degli aspetti positivi...
Caro Bernado,
condivido al 100% !!!
Mi sono permesso di allinearmi a quello che vedo intorno a me, io, che nei fatti e nei ragionamenti vivo da anni in modo un po' differente dalla media (ma non da asceta).
Non sono cieco, pero': vedo intorno a me miliardi (99,99% ?) che spreca all'ennesima potenza, in silenzio, e' vero, ma nei FATTI e' come se stessero urlando continuamente "a me dei miei figli e dei miei nipoti non me ne frega niente., non me ne frega, non me ne freaga!!!".
E come giustamente dici tu: lo sta (stiamo?) urlando dagli anni '20, forse da prima. "Non ce ne fotte niente delle generazioni future, non ce ne fotte niente, niente".
Chi come te (e me) spreca la propria materia grigia ed il proprio tempo a ragionare di queste cose e' una porzione piccolissima dell'umanita' occidentale. E chi tra questi mette in pratica seriamente e coerentemente (io a confronto sono un dilettante, ma anche tu credo) deve essere nascostissimo: non ne conosco uno.
E viste queste cose mi sono chiesto: perche' non unirmi al coro silenzioso e scriverlo nero su bianco una buona volta: "non ce ne frega niente, non ce ne frega niente, non ce ne frega niente" ovverosia "ci resta solo da sperare che i venti anni siano quaranta e che a noi ci colpisca di striscio, e che si riversi in tutta la sua potenza sui nostri figli e nipoti." ?
Dirlo e ripeterlo potrebbe anche fare bene: perche' e' cosi' che nei fatti, viviamo, giorno per giorno (anche io, ed anche tu, credo).
io vorrei bacchettare un po tutti... ma non soltanto voi... per tutti intendo tutti quelli che hanno sempre pensato e che continuano a pensare che se l'uomo e' sopravvissuto fino ad oggi e' sicuro che lo fara' anche in futuro.
Quando con gli anziani si parla di progresso e di problemi ad esso legati, loro si stupiscono del fatto che 50 o anche 100 anni fa, tutti questi problemi non c'erano.
certo... e' troppo comodo dire che 100 anni fa non c'erano questi problemi... ma guardando i grafici si capisce che 100 anni fa non c'erano 6.4 miliardi di persone su questo pianeta.
E si capisce anche che 100 anni fa non c'era il problema di dove trovare la terra coltivabile per sfamare, direttamente o indirettamente, i 6.4 miliardi di individui che costituiscono, oggi, la popolazione terrestre.
Questi sono problemi che andavano studiati e affrontati gia' 50 anni fa. Se la gente, in primis gli scienziati, invece di pensare solo al loro portafoglio e alla loro cattedra, si fossero chiesti "ma dove cazzo le prendiamo le risorse per far vivere 6 miliardi di persone su un pianeta che ne sopporterebbe, normalmente, non piu' di 2?"... tutto questo non sarebbe mai successo.
Abbiamo una cavolo di Luna a 384.000 km di distanza... si afferma che ci siamo stati e che ci torneremo anche... e quella Luna e' la soluzione ad almeno il 50% dei nostri problemi.
Qui infatti non bisogna piu' pensare a "come sostituire il petrolio"... ma a "come evitare che muoiano 4.5 miliardi di persone tutte insieme".
E non mi sta neanche bene il discorso di «Ci resta solo da sperare che i venti anni siano quaranta e che a noi ci colpisca di striscio, e che si riversi in tutta la sua potenza sui nostri figli e nipoti.» perche' equivale ad un menefreghismo all'ennesima potenza.
Io di carattere sono egoista... certo... ma il bene degli altri non fa che farmi stare bene. Per cui sperare che i problemi INSORMONTABILI ci si presentino solo tra 40 anni e non tra 10 o 20... e' eticamente sbagliato. Se questi problemi INSORMONTABILI si presenteranno nel nostro futuro o in quello dei nostri figli e nipoti, e' solo colpa nostra. nostra e di chi ci ha preceduti.
Cara Debora,
non mi piace scherzare sulle cose serie e sono serissimo e ultra-convinto di quello che ho scritto.
Vivo gia' come Gaetano, a parte la macchina che e' stato un acquisto sbagliato, dovuto a ragioni contingenti.
Prendi la frase o la parte di frase che ti ha fatto pensare che stavo scherzando e cancellala mentalmente.
Il risulato e': il futuro e' il passato.
Ci resta solo da sperare che i venti anni siano quaranta e che a noi ci colpisca di striscio, e che si riversi in tutta la sua potenza sui nostri figli e nipoti.
Geppetto,
tu ci scherzi: ma tanto fra dieci o vent'anni ci toccherà comunque.
Non resta che stabilire se vogliamo gozzovigliare fino a quel momento oppure cominciare ad abituarci... ;)
Bravo, Gianluca. Bravissimo.
Sei senz'altro promosso e con la lode.
Niente carne (o quasi), niente autovettura (o
quasi), niente riscaldamento (o quasi).
Diciamo anche niente aereo, niente oggettini in plastica, niente computer, niente internet, etc., etc. ... vivere come nel 1850, a occhio e croce.
Quindi anche poche medicine, pochi ospedali, poco di tutto.
Ora non resta che convincere il 99,99% della gente che ci sta intorno.
Ah! dimenticavo. Niente figli.
Secondo un libro, che ora non ho sottomano e che mi sembrava serio e posato, vi e' una fortissima correlazione tra CO2 e temperatura media negli ultimi 130 mila anni. Le conseguenze di questa correlazione, se esiste, sarebbero catastrofiche visto l'attuale livello raggiunto dal CO2.
Durante la ricerca di quella tabella in internet cosa trovo? l'esatto contrario:
http://www.biokurs.de/treibhaus/treibhgl2.htm
nessunissima correlazione.
Veramente sconcertante.
Meno male che qualcuno si prone il problema di chiedersi cosa si può fare.
L'unica soluzione è incominciare da noi stessi a diminuire la nostra dipendenza dal petrolio, ad esempio mangiando meno carne (col petrolio si fanno i fertilizzanti azotati che servono alle terre sovrasfruttate per coltivarci mais, soia e granaglie da dar da mangiare agli animali). Meno carne si mangia minore sarà la richiesta di petrolio perchè ci sarà meno fertilizzante da usare, le leguminose ad esempio non necessitano di apporti azotati perchè nelle loro radici ci sono batteri che prendono l'azoto dall'aria e lo fissano direttamente nella pianta.
Incominciare a usare meno la macchina. Posso capire che uno deve prendere la macchina per andare al lavoro quando non sia possibile usare i mezzi pubblici, ma almeno il Sabato e la Domenica, che uno non lavora e vuole solo divertirsi o riposarsi, si potrebbe benissimo farne a meno.
Io ad esempio (sembrerà impossibile ma vi assicuro che è vero) sono 10 anni che la macchina non l'ho mai usata. Ho la patente ma finora non ho avuto necessità di usarla. Ovviamente il mio stile di vita è diverso da uno che usa la macchina o ha il condizionatore.
Io ho le pale al soffitto, quando fa caldo ho le serrande abbassate e per il resto sopporto stoicamente il caldo. Non ha senso d'inverno avere dentro casa un clima tropicale che si può stare a manica sbracciata in maglietta di cotone. Se fa freddo, invece di mettere a palla il metano, ci si veste come ci si dovrebbe vestire in una giornata invernale: felpa e pantaloni pesanti.
E' tutta una questione di testa. Se prima non cambiamo nella nostra mente, non ci sarà alcuna possibilità di salvezza.
sconcertante
Interessante... Ma i dati veramente affidabili sono quelli dal 1900 in poi, per date posteriori sono solo estrapolazioni.
E cosa si puo' fare per risolvere il probema?
P.S. interessante, purtroppo, e' anche l'andamento della temperatura media globalale in funzione della concentrazione media di CO2 negli ultimi 130 mila anni.
alle 12:55
QUESTO PILONE
QUANTE FREGNACCE SCRIVETE.
POI "GIANLUCA" IN PIENA SINTONIA COL PETROLIO VUOLE "SONDARE" DEBORA....MA COME CI GIRA LARGO: "mandami una mail" ahahahah.
W LA CARNE, W LA PASTA rincarata, TANTO E' COSI', a chi non sta bene, non mangiasse!!!!!!!!!!!!!!