Uno sguardo dal picco
Si continua a parlare, in background, della chiusura dell'oleodotto di Prudhoe Bay. Ad esempio, di come lo stop alle spedizioni di petrolio colpisca duramente la California , in particolare gli agricoltori che in previsione del raccolto autunnale si troveranno con un prezzo del gasolio in crescita.
Ma cominciano a saltar fuori anche scheletri nell'armadio. Sembra che la BP sapesse da un pezzo delle perdite dell'oleodotto, che si trova anche in una zona protetta di grande valore ambientale, ma non avesse fatto nulla. Ci sono centinaia di documenti interni della compagnia che comprovano l'allarme, corredati di video e foto, e risalgono addirittura al 1999. Sembra che persino il governo americano fosse stato ripetutamente avvertito, da interni alla BP, di quel che stava accadendo.
Ma pare che BP colpisca ancora, con i suoi oleodotti-groviera: stavolta addirittura in Russia. Secondo l'Independent , è solo questione di tempo prima che la celeberrima pipeline Baku-Ceyhan, che va dall'Azerbajan alla Turchia, sia causa di un nuovo disastro petrolifero-ambientale. Se consideriamo che solo l'anno scorso ci sono state ben 15 vittime in una raffineria BP nel Texas, sembra proprio che il colosso petrolifero, appena ribattezzato Beyond Petroleum ("Oltre il petrolio") mostri una preoccupante trascuratezza verso le proprie infrastrutture.
Chissà come mai?
alle 11:03
Bernardo Mattiucci
Vi segnalo questo articolo....
cose gia' dette... ma c'e' sempre da imparare. Certo... Debora lo sapeva gia'... e forse anche noi....
«Gli Stati Uniti bruciano un quarto delle risorse petrolifere mondiali, sebbene abbiano solo il 3 per cento delle riserve globali.»