Uno sguardo dal picco
Sta facendo chiacchierare tutta le Rete petrolifera il nuovo comunicato del CERA , Cambridge Energy Research Association, diretto dall'ormai famoso Daniel Yergin, dove in sostanza si afferma
Niente paura! La produzione petrolifera è perfettamente in grado di stare al passo con la domanda! Anzi, sarà addirittura superiore entro il 2015, passando dagli attuali 85 milioni di barili al giorno a ben 155.
Il che suona un po' azzardato, visto che ormai da dodici mesi non si riesce a superare quello che sembra un tetto invalicabile, appunto gli 85 milioni di barili.
Il prof.Ugo Bardi, presidente di AspoItalia , ci invia una sua breve analisi delle affermazioni di Yergin.
Una brutta CERA. di Ugo Bardi
Arriva un bel comuncato da CERA (Cambridge Energy Research Association),la think tank di Daniel Yergin, che ci ripete che non c'è niente da preoccuparsi, che il petrolio è abbondante, non c'è nessun picco in vista. L'approccio di Yergin è l'apoteosi del contare barile dopo barile come fossero soldatini, tirare fuori un numero sufficientemente gigantesco e poi guardarti con aria bovina chiedendoti "Ma che problema c'è?"
A un esame appena un po' dettagliato, si vede che le conclusioni di Yergin sono basate su ipotesi quantomeno discutibili, come quella che l'Arabia Saudita riuscira ad aumentare la produzione da i presenti 9.5 Mb/giorno a 12.5 Mb. Possibile? Io non ci scommetterei una ciabatta vecchia e se succede, come molti ritengono, che invece la produzione Saudita comincerà a declinare a breve scadenza, tutta la costruzione di CERA si squaglia come messa sotto la fiamma di una candela.
D'altra parte, notate come loro stessi mettono le mani avanti: "Se la produzione crolla, sarà per instabilità politiche, guerre, rivoluzioni, eccetera". Sembrerebbe un avvertimento, un piccolo messaggio cifrato. Probabilmente, sanno qualcosa che noi non sappiamo; ce lo possiamo comunque immaginare (purtroppo).
Segnalo questa ANSA del mese scorso (non so se ne avete parlato su questo blog):
http://www.ansa.it/ambiente/notizie/notiziari/natura/20060714160733991462.html
E' più o meno quanto mi spiegava un amico ingegnere che vive (a volte letteralmente) immerso in melmose pozzanghere di greggio (è progettista di impianti). Lui non è stato altrettanto preciso, anche perché essendo un tecnico e non un geologo nè un finanziere non è tenuto a sapere né quanto né dove ce n'è, però sui 100 dollari è stato inequivocabile, fra l'altro, anche su un punto: "Devono andare a prenderlo in posti impossibili e il personale va strapagato". Del resto, poveraccio, lui stesso tiene moglie e prole e ogni tanto lo spediscono nelle sabbie infuocate del Golfo per sei mesi. Ma, come dice lui ridacchiando: "E' uno sporco lavoro, ma qualcuno doveva pur farlo" ... ;-)
Oggi, oltre al un matrimonio di una mia amica (dal quale sono reduce), ho avuto una piacevole chiacchierata con un mio conoscente... un, diciamo, mister-x "italo-americano", operante nell'ambito dei "progetti speciali" (un po come me... ma molto piu' in alto).
Abbiamo affrontato vari temi e quello del petrolio e' stato a dir poco interessante.
Di giacimenti teoricamente sfruttabili nel mondo ce ne sono ancora diverse decine. Il problema e' che sono solo TEORICI e non pratici. Ovvero... analizzando il tipo di terreno e la distribuzione dei giacimenti conosciuti, e basandosi su una ricostruzione del mondo retrodatata di diversi milioni di anni, si puo' ipotizzare la presenza di ingenti quantitativi di petrolio in alcune (4 se non erro) aree del pianeta. In queste aree, effettuando studi di tipo sismografico (o qualcosa del genere), e' emersa la presenza di "anomalie" all'interno della crosta terrestre. Teoricamente si tratta di petrolio. Praticamente non si sa..... perche' scavare pozzi in quelle zone e' a dir poco impossibile (si parla di alcune aree del pacifico, altre del polo sud, altre ancora fin troppo densamente popolate).
Se quei presunti pozzi, solo teorici, si rivelassero "veri" e quindi sfruttabili, allora l'umanita' puo' contare su altri 10-15 anni di petrolio. Ma scordiamoci i prezzi bassi!
Il petrolio, a detta di questo mister-x, DEVE SUPERARE I 100$, perche' cosi' e' stato deciso... in quanto la conversione degli impianti al fine di sfruttare anche il petrolio pesante (o come si chiama), sta iniziando ed il costo andra' recuperato con almeno 30-40 $ al barile sul prezzo attuale (quindi 105-115$).
Ci si puo' credere?
Non lo so. Ma mi ha detto che sono stati commissionati, anche ad aziende italiane, progetti molto grossi di pozzi e impianti di raffinazione per un tipo di petrolio mai considerato "utile" fino ad oggi. E quei progetti hanno tempi di realizzazione relativamente stretti.
Staremo a vedere... :)
alle 15:39
Debora/Petrolio
Bernardo,
molto interessante questo Mister X.
Non è che ha una mail e acconsentirebbe a farsi intervistare?
Professionalmente sono obbligata a garantirgli l'anonimato, se così desidera...