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Cina e Russia, l'asse del petrolio.

Venerdì 29 Settembre 2006, 09:36 in Geopolitica di

Anche Repubblica oggi si decide a raccontare del contenzioso tra Russia e Shell, di cui avevamo parlato qualche giorno fa. "Barbari ambientali", così Putin definisce la compagnia petrolifera, a cui è stata revocata la concessione nell'isola di Sakhalin.

Ma oltre ai "ribelli" che stanno creando maretta nel mondo petrolifero, sembra si stia creando anche un vero e proprio "Asse" che fa da contraltare al solito mercato Golfo-Paesi occidentali. Qualche giorno fa come riferisce l'Asian Times , in un lunch al Cremlino, Putin ha fatto alcune dichiarazioni molto interessanti. Non ha intenzione di andare contro gli interessi degli USA, ha sostenuto, ma comunque persegirà gli interessi del suo Paese. Come? Stringendo ancora di più i rapporti con la Cina, naturalmente. Aumentando le esportazioni di petrolio e gas dal 3 al 15% nei prossimi dieci anni verso il gigantesco vicino, e costruendo un oleodotto dalla Siberia alla Cina che, si vocifera, è interamente pagato dai cinesi.

Simili notizie lasciano comunque solo vagamente intendere quale sia l'immensa sete energetica cinese. Un'idea un po' più completa ce la offre un articolo di Bloomberg , in cui si racconta che i cinesi stiano addirittura trivellando in Birmania, nella speranza di spremere qualche goccia anche in Paesi che petroliferi non sono più da cento anni. "Non c'è modo di metterla giù più semplice: dobbiamo trovare petrolio e di corsa.", sostiene il capo del Dipartimento dell'Energia cinese. In realtà, sembra che tale insaziabile bisogno stia mettendo la Cina in rotta di collisione con gli USA, visto che per necessità il gigante giallo stringe accordi con chiunque: Venezuela, Iran, Sudan, Birmania, persino la Corea del Nord dove i cinesi stanno cercando petrolio offshore. I recenti accordi con l'Iran mostrano inoltre come la Cina sia capace di firmare contratti principeschi, di quelli che nessun Paese potrebbe rifiutare, e molto migliori di quelli offerti dalle compagnie occidentali che devono produrre profitti ad ogni costo. Tutti Paesi non molto graditi all'Occidente, e qualcuno profetizza una guerra per le risorse tra USA e Cina nei prossimi anni.

Il problema è che alla Cina l'energia serve per produrre, agli USA per consumare. Chi ne ha davvero più bisogno? E possono i due, in realtà, fare a meno l'uno dell'altro?  

 

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2 commenti
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01 Ott 2006
alle 21:14

filomeno

delle problematiche energetiche cinesi se ne è occupato anche il nostro sisde(pubblicamente), segnalo questo articolo di GNOSIS:

http://www.sisde.it/Gnosis/Rivista8.nsf/ServNavig/13

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29 Set 2006
alle 13:44

Gianluca

Temo anch'io che Cina e USA si faranno guerra. Resta da vedere chi vincerà. Secondo me la prima avvisaglia sarà che la Cina sfiderà gli USA in un contenzioso commerciale in sede WTO, perchè ha un credito di centinaia di migliaia di dollari. Usando solo l'8% di questo potere creditizio può comprare nei mercati mondiali ben il 10% della produzione globale, mandando il prezzo dei cereali base alle stelle.

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