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Set 0630

La stufa... a candela.

Pubblicato da Debora Billi alle 10:20 in Energia


Non si può dire che gli americani non le studino tutte. Con l'arrivo dell'inverno, della stagione fredda, e delle terribili bollette del gas, ecco un'idea che se non si può definire "bella" è sicuramente buona. Certo, andrebbe provata.

Chi ha bisogno di riscaldare solo un piccolo spazio, ad esempio uno studio dove si lavora per molte ore, vede come uno spreco il dover riscaldare tutta la casa. Ecco così il "Candle Heater" venire in aiuto. Con solo il calore prodotto da una candela si può riscaldare un ambiente di dimensioni modeste.

Come? Attraverso questa ingegnosa costruzione, fatta con tre vasi di terracotta di dimensioni crescenti e un perno di acciao interno che le tiene insieme. La candela (obbligatoriamente in un vaso di vetro o ceramica) scalda l'acciaio, che a sua volta scalda la terracotta che irraggia calore tutto intorno. Il Candle Holder è venduto su un sito americano a 25 dollari (dove trovate anche dettagliate spiegazioni su costruzione ed uso), ma sospetto che ordinarne uno da oltremare costi come la bolletta del gas nel bimestre Gennaio/Febbraio!

Così, vi posto il disegno: se qualcuno ha gusti frugali, buona manualità e vuole cimentarsi, non manchi poi di farci sapere il risultato... 

 

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Commenti

1. mip, Domenica 1 Ottobre 2006 ore 01:46

questo post non è degno del blog petrolio, ne sminuisce l'autorevolezza.

tali vasi+candela per riscaldamento sono una solenne boiata.

consiglio di eliminarlo

Nei letti contadini con baldacchino vi era il posto per la candela all'interno. Una candela era utilizzate per scaldare il vano se ben chiuso da spessi drappi.
Ma non cera bisogno dei vasi rovesciati.

è la stesso errore di valutazione che viene comunemete fatto da chi compra un radiatore elettrico ad olio, o pensa che i termosifoni pesanti in ghisa scaldino di più.

2. Antonello, Domenica 1 Ottobre 2006 ore 08:59

Concordo con mip.

3. Debora/Petrolio, Domenica 1 Ottobre 2006 ore 14:20

Vi prego di considerare che anche la "tenutaria" del blog Petrolio il weekend riposa e quindi posta curiosità e... cavolate!!! ;)

4. Bernardo Mattiucci, Domenica 1 Ottobre 2006 ore 15:14

Secondo me invece e' molto interessante. Chi, come mip, giudica a priori una possibile "alternativa" secondo me e' convinto che queste "alternative" non serviranno mai. Ma sappiamo tutti che non e' cosi'. Tra un decennio, circa, bisognera' trovare una soluzione semplice ad ogni cosa..... prima si comincia e meglio e'!

5. Ugo Bardi, Lunedì 2 Ottobre 2006 ore 00:03


Beh, la candela nel vaso è carina, ricorda gli eschimesi che riscaldavano (per cosi' dire) gli igloo con una lampada a grasso di foca.

Da piccolo mi ricordo che ci si scaldava con gli "scaldini", ovvero si prendeva un vaso di dimensioni equivalenti a un vaso da notte, si riempiva di brace dal caminetto, lo si metteva sotto la sedia e si avvolgeva il tutto, sedia, scaldino e persona, con una coperta. Era una meraviglia, anche se ti venivano i geloni. Vista la situazione, credo che ci dovremmo ripensare.

In giappone si usa il "kotatsu" che è un tavolino basso con la "gonna." All'interno del tavolino si mette l'equivalente dello scaldino (oggi una stufetta elettrica). L'idea è che ci si siede per terra con le gambe sotto il kotatsu. Il risultato sono gambe caldissime, schiena e spalle congelate. Peraltro, al kotatsu si può giocare a carte, mangiare salatini, bere il saké o la birra, e - all'occasione - fare piedino alle signore.
:-)

6. Bernardo Mattiucci, Lunedì 2 Ottobre 2006 ore 12:17

la lampada a grasso di foca scalda veramente gli igloo perche' questi sono fatti interamente di ghiaccio, con una zona del pavimento "scavata" cosi' da "raccogliere" tutta l'aria fredda.
Il ghiaccio e' un ottimo isolante termico e con la temperatura estera a -50°C, all'interno ci sono -5° e stai in maglietta... :)

7. fausto, Giovedì 5 Ottobre 2006 ore 13:19

non dimentichiamoci mai il primo ed il secondo principio della termodinamica: una candela scalda per una candela; per scaldare una stanza occorrono masse di combustibile più grandi.

ciao

8. Flavio, Venerdì 26 Ottobre 2007 ore 12:41

Secondo me però c'è un fatto: il "cappello" tende ad accumulare il calore nella zona della candela, concentrandolo, quindi può essere che tenendola vicina a sé la sensazione di tepore possa essere sufficiente a sentirsi "riscaldati". 

9. riccardo, Venerdì 26 Ottobre 2007 ore 14:44

il vaso di coccio sopra la candela ha credo due funzioni:  trattiene almeno in parte la fuliggine (nerofumo) e poi la terracotta scaldandosi converte parte del calore di tipo convettivo emesso dalla candela in calore irraggiato, il che rispettando perfettamente i sacrosanti principi della termodinamica può comunque condurre ad una resa "apparente" maggiore.

infatti la nostra condizione di benessere in un dato ambiente dipende da molte variabili (secondo la teoria di ole fanger) tra cui: abbigliamento - attività fisica - velocità dell'aria - temperatuta operativa. quest'ultima risulta dalla combinazione della temperatura dell'aria nell'ambiente e quella media radiante... e quindi una piccola fonte di calore irradiato può dare un'elavata sensazioen di benessere. 

10. Maurizio, Lunedì 19 Novembre 2007 ore 15:31

Ho costruito la stufa a candela. Avevo delle idee precise sul suo funzionamento e sul comportamento dei combustibili, ma prima di esprimere un commento (o meglio, una constatazione), ho sperimentato il progetto. La costruzione, sia del radiatore, sia della base, comporta un'oretta circa di piacevole e facile bricolage, con una spesa di appena una decina di euro.
Ho sistemato una candela gel, con bicchiere di vetro, (acquistato per poco meno di un euro) sul piano del piedistallo e ho acceso.
Dopo circa un minuto esatto dall'accensione, la testa del bullone centrale era intoccabile, mentre il vaso esterno era appena tiepido.
A cinque minuti dall'accensione, il vaso esterno era piacevolmente caldo.
A dieci minuti dall'accensione, non era possibile toccare con mano il vaso esterno (appoggiando un dito appena inumidito di acqua sul cono del vaso, questo inizia immediatamente a sfrigolare).
A un quarto d'ora dall'accensione, a mezzo metro di altezza dalla stufetta è possibile percepire un flusso di aria calda, forse leggermente superiore a quello prodotto da un ferro da stiro in posizione verticale.

La candela è durata continuamente accesa dalle 9 del mattino fino alle 23 (circa 14 ore).

Sono rimasto modestamente sorpreso della sua potenzialità, considerando i minimi termini di materiale, costruzione e combustibile utilizzato.

Ho successivamente provato altri combustibili:
ho utilizzato al posto della candela del comune alcohol rosa. Un vasetto in vetro, da succo di frutta, riempito di lana vetro fino all'imboccatura e poi riempito di alcohol. La resa è stata superiore fin dall'accensione con una maggiore quantità di calore prodotto. Unico inconveniente, un decilitro di alcohol si è esaurito in poco meno di un quarto d'ora. Causa, il calore riflesso dal radiatore, che ha fatto bollire ed evaporare il combustibile, creando una fiamma molto potente, ma poco duratura.

Ogni combustibile liquido volatile, per questo motivo è da evitare assolutamente.

Ho provato con un fornelletto a stoppino con petrolio raffinato: buona resa, ma consumo veloce e odore di aromatici (compreso prezzo alto). Dopo ho provato con olio di semi e un batuffolo di cotone arrotolato, schiacciato e galleggiante a mò di stoppino: buona resa, consumo lento, ma fuliggine e odore forte.

Per il momento, le candele in gel, hanno avuto il maggior successo in termini di prezzo, durata e prestazione (è possibile usare anche candele profumate).

Considerazioni finali:
E' un progetto curioso, sia per forma che per prestazioni. Il calore irradiato è sufficiente ad intiepidire lentamente zone molto ristrette come il sotto scrivania e se fa freddo, non tanto per riscaldare, ma per evitare che piedi e gambe congelino. In definitiva è un progetto da non sottovalutare, in quanto con modifiche o miglioramenti, può promettere molto più di quello che rappresenta. Ma per il momento, considerate la potenza di una fiammella di candela: ci vuole tempo ad accumulare calore, ma un secondo per perderlo, con una folata di aria fredda o un ambiente gelido. Poi naturalmente l'efficacia di questa stufetta è proporzionale  alla temperatura dell'ambiente in cui viene posta. 

Saluti.

11. riccardo, Lunedì 19 Novembre 2007 ore 16:57

grande grande maurizio

davvero complimenti

12. gino, Venerdì 4 Gennaio 2008 ore 19:47

Il sistema funziona scaldo una stanza di 18.60 metri cubi con sei candele accese sotto il vaso....prova.prova

13. riccardo, Domenica 6 Gennaio 2008 ore 22:21

l'esperienza è madre della scienza!

davvero l'umanità ha ancora un futuro davanti a se! 

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