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Apocalisse tra 20 anni. A porte chiuse.

Martedì 24 Ottobre 2006, 00:01 in Scenari di

Beppe Caravita è un giornalista del Sole24Ore, con un bellissimo blog che leggo sempre. E che mi basta come garanzia per prendere molto sul serio ciò che riporta, anche se non conosco la faccia dell'autore.

Il post di ieri mi ha fatto "ghiacciare il sangue" , come avrebbe detto mia nonna. Non è la prima volta naturalmente che leggo previsioni disastrose per l'ambiente planetario, e come molti qui avranno capito da un pezzo me ne occupo anche marginalmente, visto che ritengo il problema energetico perfino più pressante.

Ma quando si legge, come nel post di Beppe, di illustrissimi scienziati che si riuniscono per un seminario scientifico, e lo fanno a porte chiuse, con ingresso vietato ai giornalisti, e poi per vie traverse si viene a sapere che tutti i partecipanti hanno convenuto che abbiamo i giorni contati, ebbene diventa obbligatorio preoccuparsene. Direi anzi urgente. Direi addirittura assolutamente pressante.

Alcune notizie trapelate grazie a gole profonde e giornalisti presenti (in corridoio):

- al 2030 quasi tutta l’Australia sarà desertificata. In alcune regioni non piove da sei anni filati e ogni quattro giorni, da quelle parti, si rileva il suicidio di un contadino per fallimento.

-
da Roma in giù, per quanto riguarda l’Italia, sarà un deserto.

-
la maggior parte delle città del pianeta diverranno rapidamente delle megalopoli. Un caso è già stato simulato, a modello. Phoenix, con la desertificazione dell'Arizona, è prevista passare da meno di un milione di abitanti (oggi) a 30 milioni al 2030 e a oltre 50 nel 2050.

-
l’Amazzonia si ridurrà alle dimensioni di una piccola foresta.

- altrettanto diverrà il Borneo, oggi foresta pluviale.

-
Oceani sempre più caldi, e innalzamento del livello dei mari non dovuto tanto allo scioglimento dei ghiacci (che c'è e ci sarà) quanto alla semplice espansione termica delle acque.

Leggetevi tutto il post di Beppe. E' assolutamente illuminante. Ma mantenete il segreto: certe cose, ci sembra di aver capito, non si devono sapere. Molto meglio che l'opinione pubblica rimanga all'oscuro...

37
37 commenti
37
21 Feb 2009
alle 18:56

baki

ma cosa dici ci sara' l' era glaciale tra 20 anni

36
12 Dic 2006
alle 22:43

stefano micelli

Dopo il seminario sui cambiamenti climatici "a porte chiuse", Venice International University ha invitato nuovamente Corrado Clini per un confronto sui destini di Venezia (e di New Orleans). Per chi avesse curiosità a riguardo lascio il link alle slide presentate http://www2.univiu.org/conferences/neworleansandvenice. Oltre a discutere di CO2, Clini ha parlato di politica e ambiente (www.firstdraft.it). Molto interessante.
SM

35
17 Nov 2006
alle 12:38

fausto

Bene, allora posso copincollare un po’ di roba, o no?
Ecco qualcosa da leggere assolutamente (per i neofiti); continuo ad approfittare di wikipedia, dato che ad una prima lettura il loro materiale sembra fatto molto bene. Ma esistono infinite fonti, sia cartacee che informatiche.

Riscaldamento globale

Effetto serra

Mutamenti climatici

Si tratta di una spolverata di cultura generale; chi vuole seguire i collegamenti ed esaminare immagini e grafici troverà una messe di notizie interessanti.
E adesso, inevitabilmente, il materiale in inglese: purtroppo, la roba fatta bene è quasi tutta in lingua inglese, qualitativamente migliore e più completa. Portate pazienza.

Global warming

Greenhouse gas

Eloquente l'immagine che raffigura le variazioni di temperatura più recenti (seconda metà del ’900):

Global Warming Map

Anzi, più che eloquente direi allucinante...
Aggiungo una doverosa precisazione: i nostri dati meteo sono precisissimi per la terraferma, mentre le serie di dati relative alla superficie degli oceani sono TERRIBILMENTE INCOMPLETE: i satelliti hanno permesso di rimediare solo recentemente. Non so quale sia l'affidabilità delle misure riportate nell'immagine per le superfici marine, ma posso assicurare che i dati inerenti alla terraferma sono abbastanza precisi, visto che disponiamo di strumenti a terra da moltissimo tempo (spesso più di due secoli!). E’ quantomeno eclatante la “febbre” che ha colpito recentemente le terre emerse nell’emisfero boreale.

Intendiamoci: non pretendo di tenere un corso base di climatologia e paleoclimatologia incollando qualche link, e comunque occorrerebbe la voce di un esperto per far questo; però il materiale esistente in rete, per quanto terra terra, è già ottimo per farsi un'idea della situazione.

Le temperature riportate sono ottenute nel modo seguente: si fa la misura delle temperature giornaliere, da qui si ottiene la media della giornata, quindi la media dei valori di tutte le giornate dell’anno mi dà il valore di riferimento: l’importantissima TEMPERATURA MEDIA ANNUA MISURATA AL SUOLO, il parametro standard su cui ragionare.

Bene bene: e fin qui le fesserie. Già, perché il riscaldamento globale, lo ribadisco, è una cosa ovvia al punto da essere sciocca: si tratta solamente di una MISURA STRUMENTALE; sono ripetitivo, ma credo che sia un concetto molto importante.
E se anche da qualche parte nel mondo la temperatura è calata, allora questo non vuol certo dire che il nostro pianeta NELLA SUA INTEREZZA soffra i geloni…
Le immagini come quella di wikipedia sono utili, perché fanno capire quanto siano grandi le superfici affette da riscaldamento rispetto a quelle, rare, che hanno riportato temperature medie annue in diminuzione.

Per le correlazioni tra CO2 e temperature, rimando ad un altro post successivo nel quale avevo infilato dei link:

Post

Si tratta di un argomento più complesso e piuttosto controverso; mi fisso sulle misure sperimentali circa gli eventi del passato perché almeno quelle, bontà loro, non sono facilmente contestabili.
Aggiungo anche una immagine molto interessante:

Co2-temperature-plot

che raffigura una correlazione (una delle tante!) osservata tra CO2 atmosferica (bolle d’aria fossile intrappolata nei ghiacci dei ghiacciai) e temperature; di roba così ne trovate ovunque, anche in rete. Se ho visto bene, le paleotemperature a Vostok (e non solo) le hanno derivate dai rapporti isostopici esistenti tra idrogeno comune e deuterio nel ghiaccio; un buon metodo, anche se non l’unico, ma per spiegarlo ci vorrebbe un intero corso universitario. La geochimica isotopica è una bella materia, ne provo nostalgia…

Per ora mi fermo qua, ma forse sarà il caso di tornare sull’argomento in futuro. E rinnovo l’invito a leggere e, per chi non ha abbastanza tempo, ad usare i motori di ricerca: se inserite parole come “effetto serra” o “riscaldamento globale” in un motore di ricerca, potete tirarne fuori un’intera enciclopedia, ve lo assicuro. E cercate di fare le ricerche in inglese, c’è più roba.

ciao

PS: puntualizzo (da scocciatore qual sono) che le correlazioni tra CO2 e temperature del passato sono fondamentali; dato che la relazione tra gas serra e temperatura sembra essere esistita in quasi tutte le epoche del passato (indipendentemente da come possa funzionare un simile meccanismo, davvero molto complesso), è ovvio che la CO2 che noi immettiamo in atmosfera deve essere considerata pericolosa. Se mille persone prima di noi, gettandosi tra le fiamme, si sono ustionate, per quale motivo proprio noi, gettandoci nel fuoco, dovremmo uscirne indenni? E’ il buon senso che ci deve guidare, al di là dei numeri e delle tabelle. Il mio buon senso contadinesco mi suggerisce che la chiave per comprendere il futuro si trova sovente negli eventi del passato; raccogliere dati sul record fossile è forse l’unico modo che abbiamo per farci un’idea, approssimativa, di cosa potrà accaderci, ed anche per verificare l’attendibilità dei nostri modelli di previsione sul clima.

Scusate la lunghezza.

34
16 Nov 2006
alle 18:18

Geppetto

Grazie a fausto per la tua risposta anche se se speravo in lunghe liste di numeri da poter studiare.

A me non sembra per niente di fare confusione tra locale e globale e nemmeno tra trend e dettaglio numerico.

La definizione che vale per me (per quello che ho capito) e':

clima = media delle medie della temperatura in moltissimi posti del mondo (confesso: non so quali) su un periodo lungo di tempo (confesso: non so quale)

Il nocciolo della questione e' la correlazione tra clima e concentrazione (media delle medie bla bla bla) di CO2: alcuni dicono che non c'e'.

33
16 Nov 2006
alle 14:39

fausto

Fonte dei “miei” dati (se proprio vogliamo ricondurre alla sfera personale delle ovvietà scientifiche sciocche come l’incremento delle temperature medie globali): desueti libri di testo ed attività lavorativa "contigua" a queste tematiche. Ogni tanto, alcuni miei colleghi mi rifilano pubblicazioni inerenti al tema. Cose così insomma, ma niente di eccezionale.

Le chiacchiere da bar inerenti il cambiamento climatico fanno parte del bagaglio culturale minimo di un geologo, almeno ai giorni nostri. E la mia curiosità al riguardo mi ha spinto a documentarmi un pò. Le storielle sul Baltico, come su tanti altri casi anomali, si possono trovare su una messe di polverosi, ma sempre attuali, libri di testo. Anche con un comune motore di ricerca si trova tanta roba al riguardo.

Per le incertezze riguardo ai modelli, di cui NON sono un intenditore, consiglio la lettura del Rapporto Stern, specie alla voce "Chapter 1: The science of climate change".

Inutile sottolineare che le previsioni di riscaldamento riportate in tale rapporto in tabella 1.1 (pagina 12) hanno spesso margini di errore di qualcosina come 100 – 200%; per alcuni valori di concentrazione di CO2, la differenza tra riscaldamento minimo e massimo ipotizzati è tale da giungere quasi ad un ordine di grandezza (quasi uno zero di differenza, insomma)!

Questo naturalmente non toglie valore alle attività di modellazione del comportamento atmosferico; serve però a ricordarci che di strada, in questo campo, occorre farne ancora tanta. E' il caso di continuare ad impegnarsi in questi studi, anche se di certo non mi competono.

Saluti.

32
05 Nov 2006
alle 23:59

Francesco Rustichelli

Parlando di incertezza delle previsioni continuiamo a fare confusione tra:
globale - locale
trend - dettaglio numerico

Le incertezze sono sugli scenari locali e sui valori (e riconosco che non è poco), ma sul trend globale ci sono

pochi dubbi.

In molti si dicono disorientati da scenari apparentemente contradditori: "Nell'Europa del nord potrebbe fare

più freddo? Ma allora uno dice bianco e l'altro dice nero".

In realtà si sa che a livello locale (se possiamo parlare così del Baltico o del Mediterraneo) è un bel

guazzabuglio.

Anche sulle soluzioni di lunga prospettiva non ci sono dubbi:
- invertire l'esplosione demografica
- ridurre le emissioni pro-capite in atmosfera
- ridurre il consumo di risorse

I problemi sono sul COME seguire questa direzione e QUANTO investirci, e sono problemi politico-economici

spaventosi.

Ma stare a discutere ancora sul fatto che non sappiamo dove stiamo andando, o che gli scienziati sono in

disaccordo, mi sembra miope o malfidente.

Siamo comunque già in troppi per questa terra.
L'alimentazione mondiale è sull'orlo del rasoio.

Il pianeta sta producendo (e sprecando) cibo per 12 miliardi di persone: vi sembra tanto?
E' un livello di produzione gonfiato dai fertilizzanti chimici (petrolio).

Se non ci credete, leggetevi "Il petrolio che mangiamo" di Richard Manning.
http://www.martines.org/articolo_manning_petrolio_che_mangiamo.html
NB: non è l'unica fonte sull'argomento.

31
02 Nov 2006
alle 14:34

Geppetto

Guarda, guarda,

all'istituto di bioclimatologia per delle ricerche su delle fibre tessili del CNR "non sanno che pesci pigliare", e dicono o caldo, caldo o freddo, freddo.

Ma a meno di non voler introdurre la quantizzazione del clima, se si ammettono i scenari diametralente opposti, bisogna ammettere anche quelli intermedi: "resta tutto uguale" e "cambia, ma di poco". Il tutto non e' altro che la definizione di "non sapere che pesci pigliare" citata sopra.

Non ci trovo nulla di negativo nell'ammettere di non sapere. Molto meglio dei giudizi affrettati, a mio avviso.

Saluti a tutti,
Geppetto

P.S. a fausto, mi interesserebbe ancora conoscere le fonti di riguardo a quello che hai scritto

30
30 Ott 2006
alle 18:54

Antonello

Desidero segnalare l'uscita del seguente libro (edizione aggiornata del famoso libro del 1972):

Donella Meadows, Dennis Meadows, Jorgen Randers

"I Nuovi Limiti dello Sviluppo"

Oscar mondadori - settembre 2006

29
30 Ott 2006
alle 13:53

Emiliano Santi

arriva il freddo?? eccoci..lo sapevo stavo cominciando di vedere qualche tessuto per fare i costumi da bagno come ha consigliato Geppetto anche perchè ci ha visto giusto il livello del mare si alza e molte persone si ritroveranno i piedi a mollo in casa e il resto come me se prima facevamo 100 km per arrivare a casa poi ne basterà pochi km.. ma se arriva il freddo niente costumi invernali :( a parte gli scherzi io collaboro con il CNR l'istituto di bioclimatologia per delle ricerche su delle fibre tessili e parlando tempo fà propio su questo argomento mi hanno detto che anche loro non sanno che pesci prendere ..cioè cosa ci riserva il futuro non riescano a dire niente con certezza..per farla breve mi hanno detto o caldo caldo o freddo freddo, bè.. se tra pochi giorni arriva il freddo da morire ci terremo tutte e due le cose!!

28
29 Ott 2006
alle 10:31

Bernardo Mattiucci

ecco la tanto attesa notizia che tutti i catastrofisti stavano aspettando per affermare con una dolorosa gioia "ve lo avevamo detto"!!!!

Clima 'impazzito', allarme esperti: "Ora è estate, la prossima settimana il gelo"

Prepariamoci al grande freddo... e a non avere gas per riscaldarci. Se in Europa ci sara' il gelo, la Russia di sicuro terra' per se tutto il gas che produce!

27
28 Ott 2006
alle 23:38

Bernardo Mattiucci

avevo scritto un bel post ieri... poi non so perche' mi ha dato problemi e non e' stato pubblicato. boh.

comunque... ho saputo che la Corrente del Golfo si e' fermata per circa 1 settimana... (chi dice 4 giorni, chi dice 10...) e gli scienziati non sanno quali potrebbero essere le conseguenze. Credo che si possa ipotizzare un "comportamento" simile a quello dei motori a scoppio... quando iniziano a singhiozzare... da li' a poco di fermano perche' sono ingolfati!

26
28 Ott 2006
alle 18:13

Antonello

Chissà perché, ma in questo periodo c'è tra i vari blog (anche in blogosfere.it) una "guerra" tra "catastrofisti" (in realtà realisti o quasi) e "babbonatalisti" (La crescita economica sarà infinita...).
Qualcuno finalmente ha capito che il problema non si può più continuare ad ignorare come in passato.

25
27 Ott 2006
alle 19:32

Bernardo Mattiucci

Nell'ambiente dei "catastrofisti" si tiene sempre d'occhio la famosissima "corrente del golfo".

su Le Scienze on-line appaiono, ogni tanto, degli articoli interessanti...
uno e' questo:

17.04.2003
IL DESTINO DELLA CORRENTE DEL GOLFO
Un modello al computer prevede la dinamica del clima intorno alla Groenlandia nei prossimi secoli.

Vi segnalo poi anche quest'altro articolo... dallo stesso sito web:

28.04.2005
UN ANTICO CAMBIAMENTO CLIMATICO
La rottura di un argine di ghiaccio, 8200 anni fa, avrebbe immesso nell'Atlantico grandi quantità di acqua dolce che avrebbero rallentato la Corrente del Golfo

...e ancora....

27.06.2006
COME CAMBIA IL CLIMA AI TROPICI
Mai così caldo da 5000 anni: lo confermano i carotaggi nei ghiacciai tropicali e le piante non fossilizzate venute alla luce in seguito al loro ritiro

...e per finire...

30.06.2006
CORRENTI OCEANICHE SCONVOLTE DALLE ACQUE DOLCI
8200 anni fa le acque dolci dei laghi glaciali cambiarono le correnti, raffreddando alcune regioni dell'emisfero nord.

Da questi articoli si evince che il riscaldamento non e' una buona "evoluzione"... anzi!
E purtroppo, con l'aumento della temperatura, i ghiacci del polo nord si stanno sciogliendo, riversando in mare tanta acqua dolce. E questa, che ci crediate o meno, portera' ad una diminuzione delle temperature!

24
27 Ott 2006
alle 18:46

Geppetto

Emiliano,
la soluzione e' semplicissima: potresti per esempio riconvertirti alla produzione dei costumi da bagno, e se per caso scopri che siamo di fronte ad un'altra bufala, potresti a quel punto produrre sia magliette, sia costumi da bagno, raddoppiando i profitti.
Un'altro problema risolto, mi pare, brillantemente.
A presto,
Geppetto

23
27 Ott 2006
alle 17:11

Emiliano Santi

mamma mia come siete catastrofici ..cerchiamo di vedere il lato positivo delle cose ovvia...!!oggi 27 ottobre sono sceso nell'orto e ho preso di nuovo i pomodori che sono rinati di nuovo dalla stessa pianta piantata mesi fà... il nespolo mi è rifiorito di nuovo ci ronzano le api come in primavera.. le zucche le regalo da quante ne stà facendo in questo periodo..
vediamo se quest'anno ci si fà a non accendere il riscaldemento così si risparmia anche dei soldini e facciamo tutti un bel risparmio energetico e così andiamo un pò più in là con le risorse. ahhh!! dimenticavo.. forse risparmio anche qualche bel maglioncino di lana che avevo in mente di comprarmi.
Sto benissimo ancora con le maniche corte..( peccato che il mio lavoro è produrre maglie e venderle :(

22
27 Ott 2006
alle 13:11

Geppetto

Fausto carissimo,
grazie per le tue informazioni.
Ne faro' tesoro.
Per favore dammi dei numeri o meglio delle fonti internet di quello che hai scritto.

Non credo che, come si diceva negli anni '70, oggi il clima vada incontro ad una nuova glaciazione.
A quanto ne so, sembra vero il contrario.
Sembra anche assodato che l'incremento del CO2 sia dovuto alla generazione del nostro bel benessere.

Il nocciolo del problema e' la correlazione tra le due cose.
E qui, che io sappia, non c'e' altro modo "scientifico" che affidarsi ai modelli.
Se tu non lo fai, credo che tu commetta un errore metodologico e aumenti la probabilita' che il tuo giudizio venga offuscato dai pregiudizi.

C'e' molta gente, a mio avviso seria, che non e' per niente d'accordo con IPCC.
Invito di nuovo tutti a fare lo sforzo di informarsi.

Due mesi fa credevo che il riscaldamento antropogenico fosse assodato. Ora, sincermante, non so piu' cosa pensare.

21
27 Ott 2006
alle 10:03

fausto

Io sono un "consumatore" di dati meteoclimatici; le relazioni che scriviamo ne sono infarcite.

Ribadisco che non mi occupo di modellazione dell'atmosfera; se ti servono montagne di dati sui modelli al computer, puoi rivolgerti a qualche fisico dell'atmosfera: qui a Modena ne abbiamo di bravini.

Da geologo, mi sono dovuto occupare un pò del "record fossile" inerente ovviamente anche le variazioni del clima: i dati che maneggio io riguardano solo il passato. Che incidentalmente spesso si ripete.

Vorrei puntualizzare alcune cose importanti:

_in Italia assistiamo da tempo ad una sorta di "tropicalizzazione" del clima, che porta ad avere eventi meteo intensi e distruttivi, fa aumentare leggermente le precipitazioni estive e le temperature, etc. Tutte cose misurate PER VIA STRUMENTALE.

_l'apporto totale di precipitazioni è rimasto quasi invariato, ma queste sono ripartite in maniera molto più disuniforme rispetto al passato.

_il riscaldamento globale (assieme alle sue conseguenze)non è una teoria, né un modello o uno scenario: è un fatto concreto che conosciamo anche grazie a 2 o 3 SECOLI di misurazioni strumentali, ma non solo.

_sempre qui in Italia, negli ultimi 15 anni abbiamo assistito ad inondazioni paurose: sono eventi che normalmente dovrebbero ripresentarsi ogni 200 - 500 anni o anche più, e che invece ultimamente si verificano con una cadenza mai vista. Questo tanto per chiarire che il mutamento del clima ci colpisce in maniera assai diretta.

ciao

PS le hawaii sono forse uno dei tanti casi in cui i movimenti verticali del terreno compensano l'innalzamento degli oceani. Esistono casi ben più clamorosi, come il citato Mar Baltico, ma capita anche su alcune coste italiane. Ciò non toglie che l'acqua, mediamente, si stia comunque alzando. Si tratta solo di misure strumentali, e non richiedono grandi discussioni.

20
26 Ott 2006
alle 11:47

Geppetto

Fausto carissimo,
la tua risposta non l'ho molto capita.

Scrivi piu' sopra "l’atmosfera è un sistema talmente complesso da non poter essere modellizzato con sicurezza" e poi dici che "non ti occupi di modelli".
Ma allora su che cosa si basano le tue affermazioni ?


Provo a rispondere a me stesso.

Se i modelli (di evoluzione del clima, sui quali si basa IPCC) prevedono un effetto che non e' riscontrabile nella realta', significa che non sono attendibili, e diventa sempre piu' probabile che anche le previsioni degli altri effetti non trovera' riscontro nella realta'.
E qui devo riportare un fatto che ho letto in internet sull' "eccellente IPCC".

Non parlano (piu' ?) di "previsioni" loro, ma di "scenari".
Uno "scenario" per me e' come andare al cinema.
Ad ogni modo mi chiedo: che cosa vogliono dire con "scenario"?
Forse che non sanno neppure loro quello che succedera'?

La bellissima negra che volevo sposare, forte della sua esperienza con immense distese di sabbia, mi ha detto che prima di far figli con me, devo mettere su un allevamento di dromedari in modo da poterci spostare comodamente nel deserto.
Allora ho deciso di tenermi mia moglie e di emigrare in Norvegia, dove fra un po' di anni si stara' come alle Hawaii oggi.

P.S. a proposito delle Hawaii: mi dicono che li', dati alla mano, non e' riscontrabile alcun cambiamento del livello medio del mare.

19
25 Ott 2006
alle 16:10

Beppe Caravita

Grazie per il link, Debora. Ho solo raccontato una giornata di lavoro a Venezia e le notizie che ne ho tratto. Non ambisco a nessuna interpretazione, mi limito a riportare quello che ho visto e sentito di persona.

Sul blog sto collezzionando altre notizie, è ormai un fuoco di fila, impressionante.

18
25 Ott 2006
alle 09:54

Bernardo Mattiucci

Anche il Mar Mediterraneo si sta "ritirando", ma la causa e' da imputare alla maggior concentrazione salina nelle acque. Questo fattore portera' il mare ad una veloce tropicalizzazione e successiva "morte" di tutte le specie viventi, sia animali che vegetali.

Sfogliando "Il Giornale", questa mattina c'era un interessante articolo (che pero' non ho letto) nel quale gli scienziati affermano che le previsioni del WWF relative al 2050 sono errate perche' basate su calcoli e tesi del tutto errate. Non so e non mi interessa leggere cio' che dicono questi "scienziati", ma ho come l'impressione che la verita' non deve saperla nessuno. E il fatto che gli scienziati affermano che tutto andra' bene, penso sia un chiaro segno di quanto sia "condizionato" il mondo accademico.

Sul sito web de "Il Corriere della Sera", invece, c'e' un grafico molto interessante dal titolo Impronta ecologica 2003: i primi 50 paesi.

17
25 Ott 2006
alle 09:39

fausto

Pardon, ho detto una fesseria immane: il tasso medio di innalzamento del livello marino accertato per gli ultimi due secoli è di soli DUE millimetri all'anno; il valore di cinque millimetri è riferibile ad aree in cui la combinazione con movimenti tettonici negativi lo faccia apparire più ampio.
Chiedo scusa.

Per cronaca, in alcune aree del pianeta il mare si ritira, sempre a causa della combinazione con eventi tettonici di sollevamento molto forti; è il caso del Mar Baltico, che ancor oggi si ritira a causa del sollevamento delle coste circostanti.

Comunque i valori medi di 2 mm/anno restano validi.

Non ho notizia di accelerazioni recenti

ciao

16
25 Ott 2006
alle 08:52

Deserteur

Comunque la siccità in Australia c'è già adesso.

15
24 Ott 2006
alle 20:24

Rosario Mastrosimone

Premesso che concordo pienamente sull'urgenza di adottare tutte le possibili misure per attenuare gli effetti delle attività umane sui cambiamenti climatici, e premesso che concordo sul presupposto che siamo messi molto male, tanto male che il fenomeno del surriscaldamento della Terra non puo' piu' essere fermato, ma solo attenuato, devo dire che i dati li' pubblicati sembrano poco credibili.

Certi numeri non stanno in piedi. Nel 2030 Phoenix sarà ben lontana dai 30 milioni e la desertificazione in Australia non sarà ad uno stadio cosi' avanzato, il sud Italia, dove la desertificazione avanza, non sarà totalmente desertico (cmq anche nel nord ci sono aree a rischio desertificazione). Probabilmente occorrerà qualche decennio in piu'.

Il ché non deve né consolarci né farci credere che abbiamo ancora tanto tempo davanti per mettere tutto apposto.

I rapporti della NASA e della CIA negli Stati Uniti, e soprattutto quelli dell'eccellente IPCC, già lo hanno abbondantemente dimostrato, già ci hanno detto che lo scenario che si prospetta, senza un radicale mutamento di rotta, sarà catastrofico.

Attenzione, perché in passato, certi allarmi eccessivi, li abbiamo pagati a caro prezzo (e continuiamo a pagarli). Il club di Roma perse gran parte della sua credibilità proprio per un estemporaneo eccesso di questo tipo, con la conseguenza che si rafforzo' la moda di accusare chi si preoccupa per l'ambiente di "ingiustificato allarmismo". Il Club di Roma aveva ragione nel dire che presto il petrolio sarebbe finito, ma in una dannata pagina del suo rapporto inseri' una data troppo anticipata, con la conseguenza che ancora oggi c'è chi strumentalmente riduce tutto lo strraordinario lavoro del Club a quella previsione errata (una delle poche errate).
Capisco che vi sia la tentazione di lanciare l'allarme peggiore, per stimolare una politica ed un'economia sorde e cieche, che ci stanno spingendo al collasso, ma il sensazionalismo è pericoloso.
Queste previsioni "eccessivamente allarmistiche", rischiano di pregiudicare la credibilità di tutte le istanze che cercano di portare l'attenzione sulla questione ambientale.

14
24 Ott 2006
alle 19:23

Luca M

Molto probabilmente farò la figura dello scemo di turno =D

comunque avevo letto una notizia in merito al livello del mare che dovrebbe essere più alto, e avevo letto che questo accade perchè la crosta terrestre sta assorbendo acqua, e mi sembra di ricordare che questo fosse dovuto alla maggiore pressione dell'acqua.

Ora vi prego di non criticarmi, ricordo solo questo, non chiedetemi il link, posso averlo letto ovunque in rete: dai blog a ok notizie a ai quotidiani online, alle newsletter delle scienze..insomma non lo so!!!! =(

adesso cerco un po', ma non mi sto' ad immattire, non me ne vogliate :-P

saluti

13
24 Ott 2006
alle 17:23

Bernardo Mattiucci

come no? e le zingare?

12
24 Ott 2006
alle 17:15

fausto

you wrote

Fausto: se il livello del mare non sale come previsto dai modelli, forse i modelli sono sbagliati.
Un'ipotesi verosimile anche questa, o no?

Modelli? Non me ne occupo.
Ho solo riportato il fatto che risalite sostenute del livello marino se ne sono verificate tantissime, e che il livello del mare è oggi molto basso.
Questi sono fatti documentati, e non previsioni sul futuro. Sono due cose diverse.

Poi ognuno può trarre le conclusioni che crede, ricordando però che simili cambiamenti sono sempre possibili, se non altro perchè si sono verificati spesso nel passato.
E che nessuno possiede sfere di cristallo in cui osservare il domani prima che arrivi tra noi.

ciao

11
24 Ott 2006
alle 15:44

Bernardo Mattiucci

Giusto per restare in tema: Entro il 2050 ci serve un altro pianeta

riporto solo qualche frase....

«...La presenza dell'uomo sulla Terra è sempre più ingombrante...»
«...Negli oltre trent'anni presi in considerazione, le specie terrestri si sono ridotte del 31%, quelle di acqua dolce del 2 % e quelle marine del 27%...»
«...Il «peso dell' impatto-umano» sulla Terra è più che triplicato nel periodo tra il 1961 e il 2003...»


Ecco.... ora se qualcuno volesse commentare anche questa news... perche' io non so che dire... :(

10
24 Ott 2006
alle 14:56

Geppetto

Non mi sembrano motivi sufficienti per non fare figli.
Infatti, se devono vivere in un deserto, allora mi prendero' una bella negra, nera, nera, come moglie.
Problema risolto.
Vado subito a inoltrare richiesta di divorzio.

Fausto: se il livello del mare non sale come previsto dai modelli, forse i modelli sono sbagliati.
Un'ipotesi verosimile anche questa, o no?

9
24 Ott 2006
alle 13:39

Bernardo Mattiucci

Francesco... la mia personale risposta e': tu stai vivendo... ti piace vivere? Cioe'... sei grato ai tuoi genitori del fatto che ti hanno messo al mondo?
Bene... se hai dei figli, sappi che cio' che stiamo facendo o che dovremmo fare non e' per noi, ma per loro. Per dare la possibilita' ai nostri figli e nipoti di continuare a proliferare in un ambiente abbastanza vivibile. Se ce ne fregassimo tutti, tutta la nostra esistenza non sarebbe servita a nulla e noi risulteremmo essere solo dei parassiti.

Per Fausto... cio' che dici fa riflettere ancor piu' di quanto potrebbe far riflettere cio' che ho scritto io. Dicisuro del nostro futuro sappiamo che NON SARA' COME IL PRESENTE. Nel senso che il cambiamento in atto continuera' e si evolvera'. Di sicuro possiamo pensare che non ci sara' una inversione di tendenza e, altrettanto DI SICURO, possiamo pensare che il clima sara' piu' caldo e quindi piu' "instabile".
Il pianeta in qualche modo sta contrastando gli effetti dannosi prodotti dall'uomo, ma per quanto tempo?
Se per ora le variazioni sono "piccole" grazie a questo "potente buffer termico e chimico", quando questo smettera' di funzionare, le variazioni saranno decisamente piu' violente e le conseguenze devastanti.
Insomma.... e' come un motore ingolfato.. che continua a viaggiare... andra' piano fin quanto sara' ingolfato. Poi prendera' ad accelerare bruscamente!

8
24 Ott 2006
alle 13:30

Giovanni

Debora,perché ci rovini la giornata?

Se si sono riuniti a porte chiuse,un motivo c'è.
Ed è quello di non creare allarmismi o peggio di come c'è già chi si stia preparando a queste evenienze,anche se in maniera ortodossa con la scusa della democrazia.

La terra è un "essere vivente" e quindi anch'esso soggetto alla vita ciclica.
Come le stagioni.
Ora siamo in autunno.
E non occorre essere scienziati per rendersene conto.E' da 30 anni che è in atto un processo di mutamento accentuato e non solo della temperatura.

E mettere sul banco degli imputati l'effetto serra, è solo una scusa, una giustificazione per sviare il vero problema.

Fermo restando,che le emissioni di co2 incidono amplificando i mutamenti,rendendoli più visibili e percettibili.QUESTI MUTAMENTI in OGNI MODO SAREBBERO AVVENUTI LO STESSO.

7
24 Ott 2006
alle 13:11

Debora/Petrolio

Francesco,
ovviamente l'allarme mica è diretto a te o a me, che seppur volenterosi poco possiamo fare per rispondere all'emergenza.
E' diretto ai nostri governanti. Ma dubito che lo resterebbero per molto se, ad esempio, proibissero le automobili o prendessero altre misure draconiane.
Come vedi, non c'è via d'uscita.

6
24 Ott 2006
alle 12:32

Francesco

Mi spiegate una cosa?
Perchè se mi aspetta un futuro di miseria (anzi, per come è descritto qui è meglio la morte) dovrei essere interessato OGGI a fare qualcosa per la salvaguardia dell'ambiente?
Perchè dovrei spendere soldi per montare i pannelli solari, rinunciare alla macchina sportiva, fare la raccolta differenziata se poi andrà tutto in malora?
Intendiamoci, queste cose in parte le ho fatte e in parte le farò, perchè credo siano importanti per EVITARE una catastrofe, ma la maggior parte della gente cosa farà?

5
24 Ott 2006
alle 11:57

fausto

Tutto giusto eccetto i numeri. Soprattutto perché è impossibile scoprirli!

Allo stato attuale sappiamo che la CO2 immessa in atmosfera dall’uomo è tantissima, abbiamo da tempo superato l’incremento del 50% rispetto ai valori preindustriali, e ci avviamo incautamente al raddoppio.

Quello che si tende a dimenticare è che l’atmosfera è un sistema talmente complesso da non poter essere modellizzato con sicurezza. I gas serra sono tanti, e la CO2 è solo uno tra questi; il solo metano è già di per sé pericoloso.

In più, i modelli si complicano a causa di alcuni altri fattori, che provo ad elencare:
_il buco nell’ozono, diminuendo la capacità schermante dell’ozonosfera, permette ad una maggiore quantità di radiazione di raggiungere il suolo;
_gli oceani hanno la tendenza ad espellere quantità addizionali di anidride carbonica man mano che le loro acque si scaldano;
_gli organismi vegetali e molte alghe reagiscono pesantemente alla cosiddetta “concimazione carbonica”, e tendono ad assorbire CO2 alla svelta alterando la situazione;
_la sostituzione di aree verdi con cemento e catrame altera pesantemente il comportamento termico locale di superfici assai ampie: questo importante effetto è poco o niente studiato;
_da ultimo, dovremmo ricordare che le concentrazioni in CO2 non possono aumentare a dismisura, considerato che i suoli e le rocce prenderebbero a disfarsi a causa della accresciuta acidità dell’acqua piovana, assorbendone una quota via via crescente: le interazioni tra atmosfera, terreni e acque superficiali costituiscono un ciclopico buffer che tende a controllare le variazioni da noi prodotte.

Ho tralasciato molte altre considerazioni, e me ne scuso.

Se è vero che sappiamo abbastanza bene cosa abbiamo fatto finora, è altrettanto vero che NON possiamo sapere con certezza cosa succederà nel futuro, per vari motivi; la complessità del sistema climatico ci impedisce di fare previsioni accurate, ed allo stato attuale il potente tampone che regola il clima non è ancora saltato. Tutto sta a vedere se nel futuro prevarranno le azioni destabilizzatici (solo in parte dovute all’uomo) o quelle stabilizzatrici (generosamente donateci dalla natura).

In particolare, vorrei ricordare alcune notizie che vengono dal passato geologico:
_il livello marino attuale è il più basso mai visto nella storia geologica, e durante l’ultima glaciazione (detta “Wurm” nell’ambiente alpino) addirittura si è spinto a -100 o -110 metri rispetto all’attuale.
_le temperature nel passato sono state MOLTO più alte di oggi, anche in epoche a noi vicine in cui i mammiferi erano già quasi completamente evoluti.
_le fasi di risalita del livello marino, frequentemente alternatesi nel tempo geologico, sono ancora abbastanza oscure: di sicuro abbiamo prova del fatto che in alcune epoche si sono avute risalite al ritmo di 3-3,5 cm/anno; dati recenti suggeriscono (sono ricerche ENEA condotte in varie grotte carsiche italiane estinte e oggi sommerse dal mare) che è possibile arrivare anche a ritmi di risalita di 8 (OTTO) cm/anno.

Se consideriamo che, ad oggi, gli oceani si innalzano alla disarmante velocità di soli CINQUE MILLIMETRI all’anno (mediamente, si hanno variazioni da una zona all’altra a causa dell’interferenza di fenomeni tettonici), viene spontanea una considerazione: viviamo sospesi in una calma surreale. Gli incrementi del passato, anche nella più ottimistica delle ipotesi, sarebbero sei o sette volte più rapidi rispetto a ciò che noi misuriamo.

La domanda che mi faccio io è questa: con tutto quello che stiamo combinando, perché l’acqua non prende a salire più in fretta? Forse il potente buffer termico e chimico in cui viviamo si sta ancora opponendo con successo alla nostra incosciente azione. Ma fino a quando?

4
24 Ott 2006
alle 10:59

Bernardo Mattiucci

Commento generale: la prima volta che partecipai ad una conferenza "a porte chiuse" su problemi di questo tipo era l'agosto del 1996, a Roma. Nessuno sapeva cosa fare e quali potevano essere i "progetti" da attuare per salvare il pianeta. Io proposi 3 progetti da realizzare consecutivamente, ovvero:
- trasformazione di alcune miniere profonde in vere e proprie citta' sotterranee
- realizzazione di citta' sottomarine per la produzione ci cibo e l'ossigenazione degli ambienti
- colonizzazione spaziale (di Luna e Marte in primis) per alleviare il problema della sovrappopolazione e per GARANTIRE un nuovo ideale all'umanita' che la faccia SVEGLIARE!
Alcuni non commentarono affatto. Altri affermarono che anche nella peggiore delle ipotesi non si sarebbe mai arrivati alla necessita' di trasferirsi sottoterra!
Nella notte (prima di leggere questo articolo) mi e' arrivata la richiesta di riprendere in mano i miei vecchi progetti!
Qualcosa di "oscuro" si intravede all'orizzonte e sono quasi sicuro che nei prossimi giorni le "goleprofonde" ci faranno sapere qualcosa di nuovo e sconvolgente!

- al 2030 quasi tutta l’Australia sarà desertificata. In alcune regioni non piove da sei anni filati e ogni quattro giorni, da quelle parti, si rileva il suicidio di un contadino per fallimento.

Questo e' un dato di fatto e la stessa sorte colpira' anche altre zone del nostro pianeta. In Kenya, dove sono stato per lavoro tra Febbraio e Marzo, non piove da circa 3 anni e il livello del Lago ivi presente scende rapidamente. La falda acquifera sta scendendo e la popolazione, da pochi decenni stanziatasi in quella zona, inizia a vedere "positivamente" la necessita' di trasferirsi verso sud (Nairobi).
Ma anche la SPAGNA diventera' prevalenemente desertica....

- da Roma in giù, per quanto riguarda l’Italia, sarà un deserto.
Questo si sa gia' da almeno 20 anni. Le previsioni sulla desertificazione vennero fatto gia' negli anni '80. Ovviamente pensare che un paese moderno come l'Italia possa diventare desertico e' fuori da ogni logica. Almeno lo era fino a ieri. Io personalmente sono stato nel deserto diverse volte per lavoro e posso assicurarvi che la "forza" di questo ambiente e' devastante. Ingoia qualsiasi cosa e a nulla servono le strutture progettate per fermarlo. L'unica possibilita' che si puo' sfruttare e' quella di inondarlo di acqua e renderlo "coltivabile". Il deserto, infatti, non e' solo sabbia. Vi sono vaste aree pianeggianti che possono essere coltivate. In Libia ci sono numerose coltivazioni intensive sperimentali.... (i cerchi che vedete... io sono passato tra quelli in basso a sinistra).

- la maggior parte delle città del pianeta diverranno rapidamente delle megalopoli. Un caso è già stato simulato, a modello. Phoenix, con la desertificazione dell'Arizona, è prevista passare da meno di un milione di abitanti (oggi) a 30 milioni al 2030 e a oltre 50 nel 2050.
Molto eclatante e' anche la previsione su una delle piu' grandi megalopoli del mondo: Lagos, in Nigeria.
Sta crescendo a ritmi vertiginosi gia' adesso. E e' destinata a diventare la citta' piu' grande del mondo entro il 2050!

- l’Amazzonia si ridurrà alle dimensioni di una piccola foresta.
Questo e' un problema anche di tipo culturale. La deforestazione, effettuata per procurarsi terreni coltivabili fertili, e' doppiamente dannosa. Il terreno delle foreste equatoriali e pluviali, e' molto "povero" di qualsisi risorsa ed e' anche estremamente "instabile". Le foreste si sviluppano e trovano nutrimento grazie alle immense radici degli alberi e all'humus che viene creato dai rami e dalle foglie che cadono al suolo. Se una zona della foresta viene trasformata in zona coltivabile, questa sara' fertile solo per 2 o 3 anni. Poi diverra' totalmente sterile e si trasformera' in deserto entro una decina di anni. A nulla (o quasi) servono il rimboschimento e l'uso di concimi. Le foreste equatoriali non possono essere riconvertite!

- altrettanto diverrà il Borneo, oggi foresta pluviale.
Quello del Borneo e' un destino macabro perche' subira' danni irreparabili anche dagli uragani. Al momento, una foresta come quella del Borneo, si comporta come la Falange Romana... ovvero, ammassati uno di fianco all'altro, gli alberi si danno man forte e si sorreggono. Se e quando inizieranno a sterci spazi vuoti tra gli alberi, i danni causati dalle tempeste e dagli uragani saranno devastanti!

- Oceani sempre più caldi, e innalzamento del livello dei mari non dovuto tanto allo scioglimento dei ghiacci (che c'è e ci sarà) quanto alla semplice espansione termica delle acque.
Ci sono 2 nuovi progetti in fase di valutazione. Se ne inizia a parlare in ambienti molto particolari....
Il primo prevede la coltivazione della Groenlandia, il secondo la costruzione di una citta' sulle coste del Polo Sud.

Per quanto riguarda il "cosa fare", comunque, e' bene che tutti si rendano conto di una cosa: e' troppo tardi per porvi rimedio. Azioni come quelle decise a Kyoto andavano intraprese almeno 20-25 anni fa. Non oggi!
Oggi abbiamo una sola cosa da fare: prepararci a vivere in un ambiente MOLTO OSTILE!

Condivido, infine, quanto affermato da Caravita: «...Credo dobbiamo darci, un po’ tutti, una seria, serissima regolata...»

Per Marco: i 25 milioni di abitanti li puoi prendere tranquillamente da tutta l'America Centrale, da parte degli stati Occidentali degli USA, dalle numerore isole del Golfo del Messico e da alcune di quelle presenti nel Pacifico. Se l'innalzamento di 1°C. porta ad un'aumento di 72 cm del mare, ne consegue che ogni entro pochi anni molte isole scompariranno. E siccome nel Pacifico questo processo sta gia' avvenendo (la Nuova Zelanda accogliera' parte dei profighi), ecco che molte altre persone si sposteranno nelle uniche citta' che riusciranno, in parte, a fornire il minimo sostentamento a tutti!

Per Antonello: Temo che la fine del petrolio non causera grossi danni, perche' il genere umano sara' concentrato nel trovare una soluzione ad altri problemi. Tolto il consumo per il trasporto e quello per la produzione di energia elettrica (se ne fara' a meno), il restante verra' usato per tentare di mantenere un minimo di ordine pubblico.La produzione intensiva non si potra' avere se non in alcune zone del nostro pianeta e sara' li' che bisognera', sin da subito, concentrare l'attenzione di chi vuole offrire un futuro al mondo!

3
24 Ott 2006
alle 09:53

Antonello

In un futuro senza petrolio non ha senso parlare di megalopoli di decine di milioni di abitanti (che poi sarebbero praticamente senza luce, acqua e gas). Il picco demografico verrà probabilmente prima del 2012; e se a causa dei "prodigi" della tecnologia sarà (per pura sfortuna) dopo questa data si rischierà l'ecatombe entro il 2035.

Per quanto riguarda l'espansione termica del mare si ottengono 72 cm di innalzamento per ogni grado in più (purché la variazione di temperatura sia uniforme).

2
24 Ott 2006
alle 09:14

marco

Concordo sul fatto che il problema del clima sia *molto* serio. Penso però che non si debba gridare al lupo inutilmente, e *a naso* alcuni punti qui elencati mi sembrano esagerati. Non sono un esperto di questioni climatiche, e al momento non ho molto tempo, per cui ho preso una delle previsioni (Phoenix a 30 milioni di abitanti nel 2030) e ho provato a capire *in tre minuti* quanto fosse plausibile.
A me già una città degli USA che aumenta in media di più di un milione di persone all'anno per i prossimi 25 anni fa specie. Secondo wikipedia, l' Arizona ha 5 milioni di abitanti. Quindi, anche se tutto lo stato si trasferisse di botto a Pheonix, mancherebbero ancora *25 milioni* di persone. Perchè Pheonix diventasse di trenta milioni, sarebbe necessario che una popolazione *6 volte superiore a tutto l'Arizona* si spostasse lì. E da dove dovrebbero arrivare ?
Non vi faccio perdere tempo, non fosse altro che ne ho poco anche io, ma se tutte le previsioni riferite da Beppe Caravita sono di questo genere, secondo me sono da prendere molto con le molle.

1
24 Ott 2006
alle 00:38

ale

http://etleboro.blogspot.com e vedrete che da cent'anni il problema petrolio non esisterebbe

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