blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Italia: piccole novità... energetiche.

Martedì 17 Ottobre 2006, 11:21 in Italia di

 Ogni tanto, dobbiamo pur occuparci del nostro piccolo Paese che sembra fare davvero molto poco per i problemi energetici. Ci auguriamo naturalmente di non dovercene occupare per esteso nei prossimi mesi, con il ripetersi dei problemi gas di cui abbiamo già avuto un assaggio doloroso lo scorso anno.

Nel frattempo, diamo qualche buona notizia. La Finanziaria ad esempio ha trovato un angolino per pensare all'efficienza energetica delle abitazioni . Un nuovo decreto (che deve ancora essere approvato, quindi incrociamo le dita), prevede l'obbligo di certificati di efficienza per le nuove abitazioni, nonché impianti solari per la produzione di almeno il 50% dell'acqua calda e persino pannelli fotovoltaici, di cui però ancora non è definita l'entità. Speriamo non siano stati inseriti per bellezza.

Sembra inoltre che si stia lavorando ad un emendamento alla Finanziaria che prevede la messa al bando (finalmente!) dei sacchetti di plastica per la spesa , da sostituire con sacchetti biodegradabili. Mmmm... sarebbe stato più intelligente abolirli del tutto, e cavarcela con sacchetti di stoffa o reticelle riutilizzabili in eterno. Un filino scomodo forse, ma anche produrre sacchetti biodegradabili consuma energia e risorse. Certe volte sembra che chi si occupa di ambiente e chi si occupa di energia vivano su pianeti distanti e parlino lingue incomprensibili l'uno all'altro. Perché, una volta che si mette mano ad un provvedimento, non si deve riuscire a rendere compatibili i due aspetti? E perché in Scandinavia invece ci riescono?

15
15 commenti
15
18 Ott 2006
alle 17:11

pentolaccia

L'altro giorno al supermercato ho chiesto se dopo aver pesato e prezzato il pesce potevano metterlo direttamente in dei contenitori sigillati che mi ero portato da casa.... mi hanno risposto nisbaaa!! peccato.. cmq non mi do' per vinto la prossimavolta riprovo...magari insistendo

14
18 Ott 2006
alle 13:18

Francesco

io faccio spesa alla COOP, utilizzo il sistema 'salvatempo' e uso le pratiche borse di plastica riutilizzabili che mi sono state fornite.
l'unica 'fatica'è ricordarsi di portare con sè le borse quando si va al supermercato..

13
18 Ott 2006
alle 09:20

Wolf

Grazie Valerio dei dati tecnici. Molto interessanti e preoccupanti, si dirada la nebbia e si capisce che l'ipersviluppismo del governo sta cominciando a esigere i suoi tributi.
QUindi sono qui a sperare che dalla sinistra di governo (quella dell'equità sociale, do ya remember?) ci difenda qualche lobby delle agenzie immobiliari. Incredibili le strade che prende la vita...
W

12
18 Ott 2006
alle 00:07

Bernardo Mattiucci

complimenti al commento di Valerio e al commento di Pinnettu al commento di Valerio. Entrambi hanno espresso la loro opiniove e in qualche modo, senza dirlo, hanno tentato di far capire che "la svegliata" agli italiani sta arrivano proprio con queste leggi!
Quasi sicuramente non cambiera' nulla, perche' "fatta la Legge trovato l'inganno".... e questo e' un dato di fatto... ma se obbligassero tutti a rispettarla state pur certi che questa volta una bella rivolta ci scoppia di sicuro.

Per quanto riguarda i sacchetti di plastica, temo che la decisione di incentivare/obblicare i cittadini ad usare quelli di stoffa e/o retine di plastica, derivi dalla "necessita'" di far diminuire in qualche modo la quantita' di plastica presente nei rifiuti cittadini. Quasi sempre avviene che le buste di plastica vengono gettate solo dopo 1 "viaggio". Ed infatti era stato introdotto un costo aggiuntivo per poterli avere (costo che si e' ridotto o e' stato abolito per incentivare la spesa). E se cosi' fosse, si torna al concetto che ho sottolineato io. E cioe' dell'uso dei rifiuti solidi urbani per la produzione di energia elettrica. E, aggiungerei io, anche di calore.
Forse sara' anche inquinante... ma in un mondo malato e agonizzate, con le risorse petrolifere in progressivo e costante esaurimento, preoccuparsi di una particella in piu' e una in meno nell'aria credo sia da sciocchi. Bisogna, cioe', cercare di scegliere il male minore. Altrimenti si finira' per beccarseli entrambi!
E se in tante altre zone del mondo i termovalorizzatori sono stati adottati in pieno centro urbano, allora significa che qualche beneficio lo danno.

E per finire... so che ci sono allo studio dei Termovalorizzatori in "miniatura", che bruciano la spazzatura e producono energia.... adatti a piccoli centri abitati.

11
17 Ott 2006
alle 21:09

Pinnettu

Forse non sanno che ci sono situazioni lontane anni luce dal modo di vivere di città come Milano, Roma, Torino, ecc.. che i nostri cari legislatori prendono come standard di riferimento!
Esistono piccoli paesi di collina come il mio dove buona parte delle abitazioni vengono riscaldate o con normali camini oppure con dei camino-caldaia a legna, che forniscono acqua calda per i sanitari e per qualche radiatore. E se qualcuno sostiene che non sono il massimo dell’efficienza energetica, vorrei far notare come la suddetta legna provenga dalla pulitura dei boschi circostanti e dalle operazioni di potatura di oliveti, frutteti e quant’altro. Buona parte delle famiglie è proprietaria di un appezzamento di terra e la legna da ardere la porta a casa con le proprie mani.(la densità di popolazione della zona e di circa 30/km2 contro una media nazionale di 192/km2 !!!). Sul tetto di casa mia esiste anche un piccolo impianto (prodotto artigianalmente) per la produzione di acqua calda, che nessun tecnico certificherebbe! E che dire dei vecchi muri, spessi 60cm, che nel piano più basso dell’abitazione permettono di affrontare l’estate senza i condizionatori!?……
Quanto ai sacchetti per la spesa, concordo con Debora: sacchetto in stoffa. Non mi pare ci sia molto da discutere! Qui qualche anziana signora non ha perso l’abitudine ad usarlo!!
Ciao a tutti.

10
17 Ott 2006
alle 18:48

Valerio

Aspettiamo a cantare vittoria... Da anni mi occupo di risparmio energetico e di energie alternative limitatamente al settore delle costruzioni e so bene come funzionano queste cose.
Il decreto cui si fa riferimento è il 192 ed è stato emanato durante il precedente governo. Entro la fine dell'anno probabilmente sarà emanata una revisione dello stesso. Ottime le intenzioni, ma la confusione è tanta!
Vi spiego perchè...
Nel disegno approvato dal solo Consiglio dei Ministri (dovrà infatti passare al vaglio delle commissioni parlamentari e della Conferenza Stato-Regioni) vengono gettate le basi per un'applicazione piuttosto diffusa della certificazione energetica degli edifici (già prevista peraltro fin dalla Legge 10 del 1991, ma mai resa operativa). In poche parole nel momento in cui andrò a vendere un'abitazione (nuova o vecchia) dovrò accompagnare il rogito notarile con un certificato energetico pena la nullità dello stesso! Corretto per una nuova abitazione... ma forse inopportuno se trattasi di una vecchia casa. In quest'ultimo caso il venditore dovrà certificare di avere un'abitazione energeticamente "vecchia". Ma questo lo si sa già! Quasi tutte le abitazioni costruite in Italia nel rispetto della legge 10/91 sono energeticamente vecchie e lo erano già fin dai loro primi giorni di vita!!!
Risultato: il venditore dovrà pagare e molto un tecnico per la redazione del certificato energetico. Certificato che servirà solo a rendere palese al mercato i limiti energetici della sua abitazione che probabilmente vedrebbe diminuire il suo valore di mercato. "Poco male" dirà qualcuno. "Si fa l'isolamento a cappotto e il problema è risolto! Vendo una vecchia casa ristrutturata e classificata. Spendo dei soldi ma poi la vendo a 30.000 euro in più... e ci guadagno pure!"
Sbagliato dico io! Se la vostra casa è a 5 metri dal confine (con i lotti che abbiamo tante sono a tale distanza) se la volete isolare la isolate dall'interno altrimenti la distanza tra le abitazioni non sarebbe più di 10 metri. Che intelligenti i nostri politici! Nessuno che abbia pensato a rendere fattibile la ristrutturazione del parco edilizio esistente...
Vi assicuro che in un momento in cui i tassi di interesse salgono il rischio che la bolla immobiliare scoppi ci sono, eccome. Temo che l'applicazione generalizzata della certificazione energetica contribuisca a spingerci verso lo scoppio di questa bolla col risultato che probabilmente non verranno costruite nemmeno le case energeticamente efficienti. Lascio a voi giudicare se ciò possa essere un bene o un male visto che case ne abbiamo già tante!
Considero comunque la certificazione energetica un ottimo strumento posto a tutela della qualità!
Ma veniamo ai pannelli...
Ottima l'idea per quanto riguarda quelli termici, pessima per quanto riguarda quelli fotovoltaici. Se il disegno non verrà modificato il 30% dell'energia assorbita dalle parti comuni degli edifici dovrà essere generata da un impianto fotovoltaico. Vedrete che con la carenza cronica di pannelli fotovoltaici il prezzo di questi, che è già alle stelle, non tarderà ad aumentare...
Il vero problema del fotovoltaico è la mancanza di una tecnologia alternativa al silicio che sappia abbattere i costi ancora improponibili di questi impianti.
Per ultimo vorrei segnalare un aspetto che personalmente considero sconcertante.
Nel nuovo DLgs 192 tutti gli impianti (nella fase transitoria della legge) dovranno avere un rendimento globale medio stagionale superiore a 65+3*log Pn (dove Pn è la potenza nominale della caldaia).
Se vogliamo scaldare casa nostra quindi dovremo utilizzare solo caldaie a gas a condensazione. E fin qui è giusto.
Il problema è che gli impianti a legna non saranno più installabili. Si arriva perciò al paradosso di incentivare impianti a combustibili fossili (a gas) e di vietare quelli ad energia rinnovabile (a legna o pellets).
Complimenti alla lobby delle caldaiette murali... vi assicuro che si stanno muovendo molto bene.
Per par condicio vorrei complimentarmi anche con la lobby del petrolio che preoccupata per la nostra salute si sta prodigando in vari uffici regionali. L'intento è quello di illuminare i nostri cari ed amati politici affinche vietino la combustione della legna in caldaie, stufe e caminetti.
Speriamo almeno venga fatta una deroga in caso di grigliata di carne... :(((

9
17 Ott 2006
alle 18:07

Debora/Petrolio

Sporta di stoffa o retina, eterne!!!!!

(Ma li leggi i commenti, Bernardo???)

8
17 Ott 2006
alle 16:22

Bernardo Mattiucci

tra inceneritori e termovalorizzatori c'e' una differenza enorme.

Poi comunque resta il discorso che puoi sostituire tutte le buste di plastica che vuoi con quelle di carta o similare... ma se non hai un modo per riciclarle quando la gente le butta non serve a molto.

Gran parte della plastica che si usa finisce nel cestino dell'immondizia. E questa finisce per strada, perche' le discariche sono piene e tutta la catena del riciclaggio si interrompe grazie a chi e' riuscito a fare un contratto con lo stato in modo che per ogni kilogrammo di immondizia trattata gli pagano un tot. E pagano un "tot" anche per ogni kilogrammo di materiale portato alla discarica (che, guardacaso, e' dello stesso proprietario dell'impianto di smaltimento). Con la conseguenza che l'immondizia passava attraverso l'impianto e finiva in discarica (vicenda accaduta in prov. di Frosinone).

Poi comunque le buste di plastica costa soprattutto energia. E se questa la produci con un termovalorizzatore ne consegue che ti conviene usare la busta di plastica "a perdere", fatta con plastica riciclata... cosi' una stessa quantita' di energia la riutilizzi decine di volte!

7
17 Ott 2006
alle 16:13

Debora/Petrolio

Gli inceneritori emettono quantità notevoli di nanoparticelle e metalli tossici.
Preferisco andare a piedi e stare a lume di candela piuttosto che risolvere i problemi energetici in questo modo.
Tornando al post, è proprio l'usa e getta che deve essere superato: plastica, carta o bio è perdente in ogni caso. La sporta di stoffa (o la reticella di plastica) che usava mia nonna durava in eterno.

6
17 Ott 2006
alle 14:55

Bernardo Mattiucci

il discorso "raccolta differenziata" va a cozzare pesantemente e prepotentemente contro l'ignoranza di molti cittadini (campani in primis, e senza offesa perche' e' la verita'!) e dei politici che vogliono risolvere il problema ai cittadini di cui sopra.

In questi giorni stiamo assistendo ad un problema drammaticamente sconcertante. I rifiuti urbani di Napoli, provincia e regione vengono inviate in altre regioni (dove ci sono i furbi che li accettano).

E perche' tutto questo?
Perche' qualche patentato ultrapagato ha detto a tutti che i Termovalorizzatori inquinano troppo e i rifiuti e' meglio seppellirli (o come a Cologno Monzese farci il parco giochi per i bambini, cancerogeni ovviamente!)!

Intanto a Barcellona il termovalorizzatore e' posto sotto la piazza centrale!

5
17 Ott 2006
alle 14:38

roberto de falco

io avrei una novita' energetica semplice da suggerire.
chi ha un impiego statale o in grandi aziende deve avere la precedenza nelle graduatorie interne per ottenere la sede di lavoro vicino casa. cosi' si risparmierebbe un po' di benzina.
parlo di scuola ministeri banche ecc.ecc.

4
17 Ott 2006
alle 14:23

Antonello

La nuova ipocrisia dominante dei nostri politici si chiama "rispetto per l'ambiente", invece di dire chiaramente che siamo al picco di Hubbert!!! Si parla tanto di Protocollo di Kyoto con impegni da rispettare entro il 2012 (guarda caso...); ma perché non dicono perché proprio il 2012??

3
17 Ott 2006
alle 14:14

fausto

Interessante dibattito.

Vorrei ricordare ai presenti che il calcestruzzo è, tra i materiali da costruzione usuali, il *peggiore* isolante termico; inoltre, la sua relativa impermeabilità favorisce lo sviluppo di muffe sugli intonaci. Anche l'inserimento di intercapedini isolanti fatica a risolvere il problema.

Oggigiorno, dopo l'abbuffata di cemento anni 60-70, le pareti esterne degli edifici abbiamo ripreso a costruirle con materiali idonei: laterizi.
Come facevano i nostri nonni, un pò più furbi di noi.

E ne consegue che, nella gran parte dei casi, i migliori edifici sono proprio quelli realizzati prima della II guerra mondiale. Il motivo? Ovviamente, all'epoca l'energia disponibile per riscaldarli era poca, e da qui la scelta, allora diffusa, di investire molto sulla qualità delle pareti.

Quanto alle sporte di plastica, sarebbe interessante verificare se conviene davvero abolirle: in genere sono costituite da una quantità di materiale piccolissima; una sporta di carta rappresenta una massa molto più grande. Probabilmente, l'integrazione tra plastiche degradabili e un più marcato ricorso alla raccolta differenziata costituirebbero un valido compromesso su tutti i fronti.

che ne pensate?

ciao

2
17 Ott 2006
alle 12:01

Bernardo Mattiucci

interessante post quello di oggi... che oltre ad riaprire il dibattito sulle nuove energie e la loro reale utilizzabilita' all'interno delle "abitazioni", puo' farci riflettere su "l'obbligo di certificati di efficienza". Chi e' che potra' mai certificare l'efficienza di abitazioni realizzate ai primi del '900?

Il problema, come mi sembra di aver sottolineato in un mio precedente intervento, e' la "cultura" (quasi) tutta Italiana di ristrutturare all'infinito strutture che hanno fatto la storia.
Vi sono palazzi, splendidi per carita', che hanno "visto" la 1a guerra mondiale. Questi potranno essere sicuri e ammodernati quanto ti pare, ma sara' estremamente difficile renderli "efficienti" dal punto di vista energetico.

Io vivo in una casa in cemento armato, con pareti doppie verso l'esterno al cui interno e' stato iniettato un'isolante schiomoso. Ebbene.... vi posso assicurare che nonostante tutto, l'efficienza e' poco piu' alta di una casa normale. E, anzi, alcune case vecchie sono da considerare piu' efficienti di quelle moderne.

Ancora una volta l'efficienza energetica si scontra con la cultura. Obbligare la gente a produrre acqua calda con sistemi solari puo' andar bene per chi ha una casa tutta propria. Ma per chi abita in un condominio insieme ad altre 10, 20 o 30 famiglie, e' praticamente impossibile. E gia' la disparita' tra chi abita in campagna e chi abita "alle case popolari" e' elevata e fin troppo a favore di quest'ultima categoria, figuriamoci se poi a noi che viviamo fuori dai centri abitati ci obbligano a suon di multe e leggi strane a spendere altri soldi per regolarizzare la nostra casa... sono sicuro che si fara' la fila davanti al comune e/o a qualche ministero a PRETENDERE la "casa popolare".

Ancora una volta mi sembra che si voglia trovare piu' un paliativo che una soluzione vera al problema energetico. Come a dire che chi "spreca" e' colui che vive in campagna, nella casetta isolata, magari all'ombra di un bel gruppo di grossi alberi sempre-verdi e non l'inquilino di un anonimo palazzone NON COIBENTATO che tiene l'aria condizionata accesa 25 ore su 24 per riuscire a sopportare la calura estiva all'interno delle "sue" 4 mura roventi!

1
17 Ott 2006
alle 11:52

Wolf

Certo, questi qui del governo dopo aver consentito un boom edilizio senza precedenti (regione traino del booM: ER, dove governano da sempre) all'insegna del cemento a tutti i costi e del "pannelli? l'è un quel che s'mangia?" (pannelli? è un tipo di lasagna?), introducono l'obbligo del solare A BOOM FINITO (per fortuna, ma questa è un'altra storia); e costringono quelli come me che hanno case vecchie di secoli (anche letteralmente - la mia circa 300 anni), se le vendono dal 2009, a fare l'ennesimo documento che costerà quello che la lobby dei geometri deciderà. Cosa ci scriveranno? "buon materiale isolante, sembra sasso naturale, sarà un nuovo derivato della vecchia melma nera?" Sarebbero patetici, se non fossero in grado di fare danni. Si punisce chi vive modestamente (casa e macchina vecchia, ad esempio) e - quel che è scandaloso - lo fanno con lo sciacquo della parola "ambiente" - intanto fioccano i centri commerciali, le varianti di valico, le TAV e i Bersani (è sintetico, suppongo, e va a carbone... o forse nucleare)
Ciao. La grafica, scusa, era meglio prima!
WB

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere