Uno sguardo dal picco

L'articolo che voglio segnalare oggi è tratto da From The Wilderness, celebre rivista online da qualche anno, creata e diretta da Mike Ruppert. Mike è un ex detective della Polizia di Los Angeles, che anni fa si trovò ad affrontare alcune "malefatte" della CIA. In seguito a tale esperienza, diventò giornalista fondando la sua rivista che si occupa di informazione ed intelligence. Ruppert è anche l'autore di Crossing The Rubicon, un libro che collega, con centinaia di fonti e documenti, i fatti dell'11 Settembre al problema del picco del petrolio. Merita sicuramente la lettura e per averne un assaggio, se sapete l'inglese, potete legalmente scaricarne un capitolo saliente da qui .
Mike Ruppert ha subito molte minacce nel corso degli anni. L'ultima nello scorso giugno: qualcuno, nottetempo, ha devastato gli uffici della sua rivista distruggendo alcuni computer e portandone via gli hard disk. In seguito, ha ricevuto altre pesanti minacce di morte. Così, una notte di luglio, Mike ha preso 8000 dollari, il suo portatile e una borsa di vestiti ed è fuggito dagli Stati Uniti . Ora si trova a Caracas, dove spera di non essere raggiunto da chi desidera la sua morte.
Nell'articolo di From The Wilderness, "I mercati reagiscono al picco del petrolio" , Mike Ruppert e Michael Kane ripercorrono la teoria del plateau con illuminanti grafici che aiutano ad inquadrare la situazione odierna. Quello che succede durante il plateau, il momento più o meno durevole di raggiungimento del picco, è stato così descritto da Colin Campbell dell'ASPO:
- Rialzo dei prezzi;
- Recessione economica e diminuzione della domanda;
- Ribasso dei prezzi;
- Aumento della domanda;
- Nuovo rialzo ecc.
Potrebbe sembrare una normale regola di mercato, ma non lo è: perché il prodotto a disposizione progressivamente comunque diminuisce, determinando alti e bassi sempre più ravvicinati e choccanti. Insomma, una drammatica volatilità, che ovviamente conduce a instabilità politica ed economica. Se a questo aggiungiamo le imminenti elezioni, e l'aiuto che la Goldman Sachs ha recentemente dato al prezzo della benzina, possiamo concludere che il picco è tutt'altro che lontano e il prezzo destinato a risalire.
La crucca di cui parlavo vagheggiava un politico di professione senza partito, un "Neutrale", come Bernardo pensava ad un "Buono" o ad un "Piu' Buono Degli Altri".
Entrambi nella ricerca mentale di una soluzione si affidano nei loro pensieri ad un papa', ad un capobranco, ad uno che dice loro cosa fare, immaginando che faccia le cose nel loro interesse.
La realta' pero' dimostra il contrario, a tutti i livelli.
Nessuno difendera' i nostri interessi, se non noi stessi.
Dunque o pensiamo a meccanismi che ci permettono di controllare chi nella Democrazia Rappresentativa ci rappresenta (i politici di professione), oppure ancora piu' utopisticamente facciamo a meno tout court di quei bastardi e diamo il potere di prendere le decisioni ai cittadini stessi (la Democrazia) che sono quelli che producono e che pagano le conseguenze del parassitismo.
Il grossissimo problema e' che i cittadini mi sembrano, in questo ambito e per una quota superiore al 50%, dei rincoglioniti mentali. Se fossero il 49% mi andrebbe benissimo. Ma siccome sono piu' del 50% le cose girano da decenni come girano e oggi, piu' che in passato, ne paghiamo le conseguenze .
La sciocchezza è pensare che "il politico di professione" sia il problema, quando invece egli è solo vassallo di "neutrali" molto ma molto peggiori di lui. Mandarci direttamente loro significherebbe scavarci la fossa da soli.
Comunque mi diverte sempre vedere che coloro che sanno del picco petrolifero ragionano tutti, politicamente, allo stesso modo: come se la consapevolezza di ciò che ci attende ci facesse apparire i triti derby destra-sinistra come le sciocchezze che effettivamente sono.
La sciocchezza è pensare che "il politico di professione" sia il problema, quando invece egli è solo vassallo di "neutrali" molto ma molto peggiori di lui. Mandarci direttamente loro significherebbe scavarci la fossa da soli.
Comunque mi diverte sempre a vedere che coloro che sanno del picco petrolifero ragionano tutti, politicamente, allo stesso modo: come se la consapevolezza di ciò che ci attende ci facesse apparire i triti derby destra-sinistra come le sciocchezze che effettivamente sono.
Le forme di governo non sembrano incidere granché sulla fisica dei giacimenti.
Tanto per tornare al tema (petrolio) segnalo il seguente *articolo su Panorama*; se il link non è raggingibile, è possibile cercare tra le notizie relative al petrolio su Google.
Invito i lettori a stanare i macroscopici errori numerici (soprattutto produzioni) e di previsione in esso contenuti.
Giusto per non tralasciare mai l'importanza dell'aritmetica.
Unica nota positiva: l'articolo contiene una stima delle riserve che è pressoché realistica (se ho letto bene!).
ciao
Non aver paura: non sei il solo.
Sabato sera una crucca vagheggiava su un Neutrale, a sostituzione degli attuali politici di professione.
Chissa' perche' l'immaginazione va sempre ad un personaggio che risolva la situazione.
Sara' forse scritto nei geni: il capobranco pensa (e tromba) per noi ?
il Buono potrebbe anche essere il "Cattivo minore". So bene che il Buono non c'e'... (forse) ma resta il fatto che il futuro nostro, come razza (e non solo come popolo italico) verra' gia' messo a dura prova con gli eventi climatici.... figuriamoci con quelli economici!
Bisogna svegliarsi.... uscire dal "sonno" che ci tiene in letargo. Farci rispettare e PRETENDERE le scelte giuste, per il bene nostro e dei nostri figli. Anche a costo di dover imbracciare piccozze, pale e forconi!
Trovo molto interessante quanto hai scritto sulla Democrazia Rappresentativa e mi permetto due commenti:
1. in Democrazia Rappresentativa i rappresentanti non fanno per niente il bene di tutti, ma il loro e quello dei loro amici. Prova ne sono i risultati di 50 anni di Democrazia Rappresentativa: i debiti pubblici degli Stati, la malgestione dello Stato, il malgoverno, le mancanze nella Giustizia etc. (in Italia e altrove)
2. aleggia nella tua ultima frase l'illusione di un Buono che faccia il bene comune: mi sembra che tu qui stia partendo con un passo falso verso il futuro. Il passato ed il presente insegnano che un tal Buono non esiste. Inutile ineggiarlo, dunque,
meglio pensare ad una soluzione diversa.
Mi rendo conto di essere sempre fuori dalle righe e di vedere le cose in un modo, per cosi' dire, diverso.
Non volevo replicare a questo post, almeno per ora, ma le parole di luca v, Deserteur e Antonello, mi spingono a farlo.
La Democrazia, nella REALTA' che viviamo tutti, non esiste. Cio' che noi consideriamo Democrazia non e' altro che una forma "soft" di dittatura.... dove chi comanda si trova in un parlamento e le regole sono quelle imposte dall'economia del paese. L'unica differenza tra Democrazia e Monarchia, nella realta' delle cose, e' che in Democrazia si pensa al bene di tutti. Nella Monarchia si pensa al bene di pochi!
Il futuro non potra' mai essere Democratico... ma non perche' questa non esiste.... ma perche' il popol, si sa, non ha mai fatto scelte volte alla propria salvaguardia. Con 6.5 miliardi di persone bisognera' prendere delle decisioni drastiche come fare una guerra (contro il nucleare "miliatare" ad esempio) o non intervenire in un conflitto interno (Darfur) perche' provocherebbero solo ritardi, perdite di tempo, di risorse e di uomini, senza giovare in alcun modo al benessere TOTALE dell'intero pianeta.
Ma il futuro lo dobbiamo ancora creare e bisognera' capire quale possa essere la forma di governo migliore.
Certo.... sono poche le persone al mondo che hanno le capacita' intellettuali, umanitarie e sociali per governare in modo Democratico, ma qualcosa di buono lo possiamo ancora sperare!
ondra, 10:25
PETROLIO: PRESIDENTE OPEC CHIEDE TAGLIO IMMEDIATO QUOTE
Il presidente dell'Opec, il nigeriano Edmund Daukouru ha avanzato la proposta ai paesi membri del cartello di tagliare le quote produttive di un milione di barili al giorno, portandole a 27 milioni di barili. Secondo il Financial Times Daukouru ha scritto una lettera ai paesi Opec invitandoli a implementare subito questa misura ma, secondo un portavoce dell'organizzazione, non tutti sono d'accordo. Iran, Venezuela e arabia Saudita chiedono che si tenga un vertice a Vienna per decidere il taglio. Il meeting dovrebbe tenersi il 18-19 ottobre. Altri paesi, inclusa la Nigeria, ritengono che per varare il taglio basterebbe un semplice comunicato. Il taglio delle quote servira' a far salire i discendenti prezzi del petrolio.
La gente pensa ingenuamente che la democrazia sia la forma "migliore" di governo (o la meno peggio) in assoluto, ma la storia ci insegna che la forma migliore di governo che un popolo si dà dipende molto dalle circostanze, dalle preoccupazioni e soprattutto dalle paure e dal caos. Le dittature non nascono per caso, ma per scelta. E per fronteggiare una futura crisi energetica senza precedenti con 6.5 miliardi di abitanti, non credo che vincerà la "democrazia".
Condivido in pieno l'osservazione di Luca, e anch'io vedo nel nostro futuro forme di fascismo più o meno drastiche.
In realtà ne abbiamo avvisaglie anche noi. I fatti di Genova ad esempio, dove è stata affossata a colpi di manganello l'unica seria protesta nei confronti del modello di sviluppo "occidentale".
Diciamolo chiaramente: il nostro concetto di democrazia è nato dalla disponibilità enegetica del XX secolo. Col picco del petrolio stiamo scavallando anche il picco della libertà individuale. Ruppert lo sta vivendo tra i primi, a noi resta da sperare che il futuro comporti solo un moderato autoritarismo ("alla Putin" per capirci) e non forme di governo molto più drastiche.
alle 14:29
Geppetto
A chi puo' interessare:
http://www.youtube.com/watch?v=k3T2lQ-D7ZY&eurl=