Uno sguardo dal picco
E' uno dei luoghi comuni più scontati: "Ma perché non riempiamo il Sahara di pannelli solari?" Confesso che finora l'avevo considerata un'osservazione, diciamo così, un po' ingenua.
Ma ora devo ricredermi. Su SciDev, Science and Development , un articolo prende in seria considerazione proprio l'ipotesi di piazzare pannelli solari nel deserto. Secondo due ricerche tedesche infatti, risulterebbe possibile fornire all'Europa il 15% del fabbisogno energetico occupando lo 0,3% della superficie sahariana con specchi parabolici. Ogni anno il deserto riceve, per km quadrato, l'equivalente energetico di 1,5 milioni di barili di petrolio, e la produzione di energia con questo sistema è la più economica esistente, pari a soli 0,06 dollari per kilowattora.
Naturalmente però, per costruire tali impianti monstre ci vogliono soldi, e tempo. Quanto? Almeno trent'anni, secondo l'articolo. Avremmo dovuto dar retta agli ingenui, e cominciare prima.
per Bernardo Mattiucci: MA te chi sei? Lavori all'enel, per caso? Vedi di essere intellettualmente onesto invece di sparare sentenze. Vatti a calcolare la spesa in termini economici- ecologici e danitari di 200 anni di fonti fossili. La gente morta per tumore grazie alle tue centrali ad olio combustibile o carbone. Per non parlare delle centrali nucleari. Mandaci una cartolina da cernobyl che li e tutti quelli come te devono andare a vivere. viva le rinnovabili. abbasso l'enel ed il merdoso sistema energetico/economico attuale: Fossile!!!!
per Bernardo Mattiucci: MA te chi sei? Lavori all'enel, per caso? Vedi di essere intellettualmente onesto invece di sparare sentenze. Vatti a calcolare la spesa in termini economici- ecologici e danitari di 200 anni di fonti fossili. La gente morta per tumore grazie alle tue centrali ad olio combustibile o carbone. Per non parlare delle centrali nucleari. Mandaci una cartolina da cernobyl che li e tutti quelli come te devono andare a vivere. viva le rinnovabili. abbasso l'enel ed il merdoso sistema energetico/economico attuale: Fossile!!!!
per Bernardo Mattiucci: MA te chi sei? Lavori all'enel, per caso? Vedi di essere intellettualmente onesto invece di sparare sentenze. Vatti a calcolare la spesa in termini economici- ecologici e danitari di 200 anni di fonti fossili. La gente morta per tumore grazie alle tue centrali ad olio combustibile o carbone. Per non parlare delle centrali nucleari. Mandaci una cartolina da cernobyl che li e tutti quelli come te devono andare a vivere. viva le rinnovabili. abbasso l'enel ed il merdoso sistema energetico/economico attuale: Fossile!!!!
per Bernardo Mattiucci: MA te chi sei? Lavori all'enel, per caso? Vedi di essere intellettualmente onesto invece di sparare sentenze. Vatti a calcolare la spesa in termini economici- ecologici e danitari di 200 anni di fonti fossili. La gente morta per tumore grazie alle tue centrali ad olio combustibile o carbone. Per non parlare delle centrali nucleari. Mandaci una cartolina da cernobyl che li e tutti quelli come te devono andare a vivere. viva le rinnovabili. abbasso l'enel ed il merdoso sistema energetico/economico attuale: Fossile!!!!
ci sono anche quelli del club di roma che studiano la faccenda
per approfondimeni vedere qui
purtroppo la religione, per chi vuol fare credere il contrario, c'entra sempre e ha sempre condizionato la vita dell'uomo da millenni.
Non credo sia una grande intuizione costruire impianti così costosi in aree tanto lontane e socialmenti assai instabili, sempre in bilico tra laicismo e fanatismo religioso (libia non esente).
Non bisogna dimenticare che il fanatismo islamico mira a distruggere il nostro stile di vita, considerato immorale, colpendo i simboli del potere economico occidentale (vedi attacco alle torri gemelle).
Riprendo la discussione perchè avete toccato dei punti che mi stanno molto a cuore: perchè tutti parlate di fare in Africa energia per l'Europa? Come dice Marco Pagani, l'energia è un'opportunità anche per i paesi dove viene prodotta. Ci sono aree, non solo a nord del Sahara, ma soprattutto a Sud, dove c'è gran bisogno sia di energia che di sviluppo economico. E dove sarebbe possibile produrne.
Inoltre, e soprattutto: gli impianti solari convertirebbero in elettricità parte delle radiazioni solari che ricevono, anzichè lasciare che riscaldino il terreno e l'atmosfera circostante: l'energia totale non cambia. Quanto sono rilevanti le conseguenze sul clima?
Mi piacerebbe molto saperlo. Penso che nel lungo periodo l'installazione di simili enormi impianti potrebbe avere conseguenze importanti per l'intera umanità, andando a ristabilire (almeno in parte) degli equilibri che l'uomo ha alterato e continua a alterare.
Fatemi sapere se avete delle idee in proposito. Ho anche buttato giù un sito (www.albedo-project.org) per cercare di sviluppare questi concetti e, se il caso, promuovere l'idea.
Il problema maggiore è il l'investimento per portare l'elettricità da li a qui.
Quant'è la dispersione di energia su linee cos' lunghe?
L'Europa è tutta interconnessa, ma non si spostano enormi quantità di energia dalla Polonia alla Spagna.
Dato che gli unici punti sensati dove far passare i cavi sono Gibilterra e l'Italia e Suez (in misura molto minore), questo significa che l'Italia dovrebbe dotarsi di un piano di infrastrutture elettriche pauroso che farebbe impallidire la rete attuale. Chi li sente i Verdi e le amministrazioni locali?
Inoltre, a parte la Tunisia e il Marocco, l'Algeria, la Libia e l'Egitto non sono paesi esattamente stabili e amichevoli. Chi è che investirebbe miliardi di $ o € come bruscolini, in un paese straniero dove sei alla mercé del governo locale e di qualche terrorista.
C'e' un problema, che pochi amano affrontare, quando si parla di energia solare ed energia eolica: le industrie!
Quando e' una bella giornata, gli impianti fotovoltaici e/o solari in generale e quelli eolici, producono il loro MASSIMO... che viene accumulato in COSTOSE ed INQUINANTI BATTERIE e poi redistribuito sulla linea elettrica (con notevoli perdite). Questa energia e' comunque identica a quella prodotte all'estero col nucleare... perche' la corrente continua, prodotta con i sistemi alternativi, e' stata trasformata in corrente alternata grazie all'uso di COSTOSI INVERTER DI POTENZA. Le case e le industrie, ovvero tutti gli utilizzatori finali, possono goderne i benefici e alimentare le loro apparecchiature.
Quando invece le giornate sono nuvolose, quando piove, quando c'e' la neve che blocca tutto e quando, nel caso dell'eolico, il vento non c'e' o non e' costante, la produzione e' MINIMA. Questa viene introdotta nelle linee di distribuzione... ma all'utilizzatore finale potrebbe non bastare!
Se abbiamo una potenza massima richiesta di 10kw, ad esempio, ne dovremmo produrre non meno di 100kw con sistemi alternativi... cosi' da poter far fronte alle giornate in cui, per i motivi sopra esposti, la produzione e' ridotta al 10%.
Ora in Italia, se la giornata e' LIMPIDA ed il sole alto, nella migliore delle ipotesi si riescono a produrre, o meglio a trasferire sulla rete di distribuzione, circa 100W per metroquadro di pannelli fotovoltaici. Servirebbe una superficie a dir poco enorme per produrre l'energia elettrica necessaria al solo uso domestico.
E le aziende?
Qui vicino casa ci sono 3 cartiere di medie dimensioni. 2 di esse acquistano energia, l'altra la produce internamente con turbine a gas. E tutte e 3, comuqnue, hanno linee elettriche supplementarie (di riserva), perche' se viene a mancare la corrente per qualche ora, il danno economico derivante e' enorme!
Ecco, questo e' un buon motivo per non puntare solo sui sistemi fotovoltaici e/o eolici.
Credo di fare parte di quegli ingenui che hanno sempre pensato che l'energia andrebbe sfruttata là dove c'è, quindi perchè non dove c'è tanto sole e tanto spazio? Alcuni conmmenti.
(1) L'approccio di di SciDev è un pochino "colonialistico " dal momento che in sostanza afferma, lì c'è l'energia per l'Europa, prendiamocela, dimenticando che il Sahara non è in Europa ...
(2) L'energia solare è in primo luogo un' opportunità per le popolazioni del Sahara e del Sahel: qualche pannello solare per famiglia significa poter usare la luce alla sera per lo studio, la tv e soprattutto internet, possibilità di pozzi ecc.
(3) Questo tipo di energia è diffusa e a bassa intensità e si usa dove serve, mentre il megaprogetto dei tedeschi vorrebbe produrre GJ da portare altrove ... non ci sarebbe poi da stupirsi se i villaggi vicini alla megacentrale restano senza energia! (così racconta Vandana Shiva è successo in India con le grandi centrali idroelettriche)
(4) Impatto ambientale: l'albedo (potere riflettente) del deserto varia tra 0,2 e 0,4; ciò significa che dal 60% all'80% dell'energia è assorbita dal terreno e in parte reirraggiata nella regione IR dello spettro. Il pannello solare potrebbe avere un albedo più bassa, ma comunque trasforma circa un 15-18% dell'energia ricevuta in elettricità, per cui non è detto che detta necessariamente essere molto più caldo del territorio circostante.
(5)L'Islam africano non è l'Islam arabo; non occrre avere un PhD in sociologia religiosa, ma basta conoscere e parlare con un po' di stranieri per capire che è ben diverso l'attegiamento dell'Islam "nero" da quello arabo e anche all'interno del mondo arabo ci sono notevoli differenze tra Maghreb (Marocco, Tunisia algeria) e Mashreq (Medio Oriente). In ogni caso, non lamentiamoci troppo se altri hanno più sole di noi ... anche noi abbiamo il sole e se sappiamo accontentarci nei consumi, il solare e l'eolico possono fornirci l'energia necessaria. Certo, dobbiamo essere meno spreconi e un po' più risparmiosi, come i nostri bisnonni, ma o si risparmia o si dipende dagli altri ...
L'argomento verrà ripreso tra qualche giorno anche in Ecoalfabeta
In Libia ho potuto ammirare, dall'esterno, alcuni "campi petroliferi". Sono vere e proprie citta' dislocate nel bel mezzo del deserto, raggiunte da una strada molto larga e, qualche volta, da una linea elettrica ad alta tensione.
Queste "città" sono praticametne "autonome". Chi vi lavora ci resta per 2 o 3 mesi di fila... per poi andarsene in aereo partendo dal piccolo aeroporto interno.
Hanno un piccolo ospedale, il supermercato, il cinema e quant'altro. Vivere in questi insediamente e' comunque affascinante... almeno a sentire cio' che raccontano i vari "tecnici" incontrati. Si guadagna uno sproposito di soldi e si torna a casa felici e... in ferie!
La realizzazione di centrali elettriche nel Sahara sara' un dato di fatto tra qualche anno, perche' e' l'unico luogo su questo pianeta dove si puo' avere il massimo irraggiamento con il mimino annuvolamento del cielo. Raramente, nel deserto, vi sono nuvole, perche' l'ambiente e' arido e l'aria e' estremamente secca.
Le installazioni, quando ci saranno, saranno anch'esse "autonome", anche se non "autosufficienti". Vi si lavorera' e vivra' a tempo pieno, un po come si fa nei campi petroliferi e sulle piattaforme petrolifere off-shore.
Le tecnologie esistono e sono gia' implementabili. I progetti per sfruttare le enormi potenzialita' del sahara ci sono da diversi anni.... manca la "naturale" stabilita' politica di quei paesi. O meglio... fino a qualche anno fa non c'era questa stabilita'.
Geddafi, che sembra aver compreso la reale utilita' di essere filo-occidentale, inizia solo adesso ad aprirsi a nuovi e promettenti progetti. La Tunisia e' solo sabbia.... in Algeria ci sono ancora troppi problemi di stabilita' politica e il Marocco e' troppo vicino all'Oceano Atlantico.
L'Egitto non e' da considerare perche' anche li' c'e' solo sabbia e comunque non e' uno stato che puo' fornirci energia... in quanto e' troppo sviluppato!
Resta quindi solo la Libia... con le sue immense distese di sabbia o sassi!
Le difficolta' ci sono e sono diverse... ma si superano. Basta solo la buona volonta' e tutto puo' essere realizzato.
Come ho detto prima... il problema principale e' la sabbia... che sollevata dal vento diventa estremamente abrasiva!
Anche senza essere un’esperto, mi pare che le difficoltà da superare sarebbero enormi.
Suppongo che realizzare strutture di quel tipo in mezzo ad uno degli ambienti più ostili del pianeta, dove immagino siano quasi totalmente assenti le infrastrutture, richieda sforzi non indifferenti, sia in termini finanziari che energetici.
Se poi pensiamo che tutto questo deve essere fatto perché ipotizziamo un futuro con sempre meno petrolio, non possiamo dimenticare che tali opere possono essere realizzate solo con l’ausilio di macchinari totalmente dipendenti dal petrolio stesso. A meno che non si vogliano far muovere ruspe, gru e tutto ciò che serve montandoci sopra qualche motore elettrico!!
Solo il Mago Merlino poteva creare dal nulla un qualcosa di "tangibile". E purtroppo il Mago Merlino e' una "invenzione" letteraria, anche se basata su un personaggio reale.
La Steorn non e' nuova a questo genere di proposte e fino ad oggi non e' arrivata mai a nulla di concreto. Poi, comunque, affermare di avere un rendimento superiore al 100% equivale ad affermare di produrre energia dal nulla. E questo, semplicemente, non e' possibile!
Se tu metti 1 litro d'acqua in una bottiglia, al massimo da quella bottiglia potrai estrarne 1 litro... e non 2! Quindi il rendimento, al massimo, potra' essere del 100%.
Tornando ai progetti energetici nel sahara, vanno dette alcune cose... ovvero, che ci sono diversi progetti che stanno andando in tal senso e se ne occupano anche i vari governi.
Nel sahara, poi, c'e' da considerare l'escursione termica tra giorno e notte (in alcuni periodi dell'anno si puo' passare dai +50° ai -20°) e la sabbia sollevata dal vento... che creerebbe non pochi problemi a questi impianti!
Ho comunque visitato una zona, in Libia, dove dovrebbe nascere qualcosa del genere... e' una vasta pianura (dall'aspetto sembra Marte!) tra l'Akakus (sud-ovest della Libia) e il Morzuk (sud della Libia), dove la sabbia e' quasi totalmente assente!
Caro Paolo,
se non conosci, per tua stessa ammissione, i fatti, perche' senti cosi' bisogno di parlarne ?
Il mio consiglio: conosci i fatti, e poi parlarne.
Ripeto, bonta' tua, che non vedo cosa c'entri la religione in tutto questo e infatti non c'entra niente, anche se persone, evidentemente piu' furbe di te, te lo vogliono far credere.
Ciao,
Geppetto
Forse pochi avranno saputo di una piccola azienda irlandese, la Steorn, che sembra aver realizzato una macchina basata sui campi magnetici per produrre energia con un rendimento superiore al 100%.
Ha chiamato in causa L'Economist per comporre una giuria internazionale di scienziati che dovrebbero valutare tale tecnologia e in caso di parere positivo ne cederebbe il brevetto di costruzione senza fini di lucro.
Voi credete che le lobbies petrolifere se ne staranno solo a guardare?
Caro geppetto, Islam è anche una società civile pesantemente condizionata dai dettami coranici, e io per mia convinzione sono profondamente laico nei miei rapporti col prossimo e nel mio stile di vita.
Comunque, mi dispiace che nel tuo essere prevenuto mi abbia dato dello pseudo antislamico.
Continua a parlarci tu con gli islamici e a farci anche il ramadan se è il caso; io non mi pongo il problema visto che non ne conosco.Semmai capiterà di conoscerne ci parlerò pacificamente.
E poi, dipendere dagli altri per l'approvvigionamento energetico, siano ISLAMICI O MENO(chiaro geppetto???) è una mossa perdente.
Non vedo cosa c'entri la religione in tutto questo.
Paolo, e l'anno prossimo, per esempio, fatti invitare alla festa per la fine del Ramadan. Cosi' per la prima volta in vita tua con un "islamico" ci parli, da uomo a uomo, faccia a faccia. Vedrai che non c'e' nulla per cui farsela sotto.
Pannelli fotoelettrici o specchi parabolici o quant'altro e' irrilevante: bisogna vedere solo la fattibilita' tecnica (diciamo EROEI) e quella economica (ROI, mi pare). Per il Sahara in particolare, saranno rilevanti le perdite e i costi del trasporto.
Se son rose fioriranno, insomma: una volta che la cosa e' tecnicamente fattibile e profittevole, la si realizza.
Non capisco pero' tutte queste preoccupazioni: non c'era il KiteWindGenerator che doveva accendere tutta l'Italia ?
Dai! mettiamolo direttamente nel Sahara, cosi' non ci cascano addosso nemmeno gli acquiloni.
Due problemi risolti in una botta sola: sto migliorando.
scusate... Islamico/africana
si formerebbe una nuova OPEC islmanico/africana...
Ho il sospetto che tappezzare il Sahara di specchi parabolici abbia anche lo scopo non secondario di produrre montagne di idrogeno per via solare e quindi in modo pulito.
Lodevolissima ambizione senonchè continueremmo sempre a dipendere per l'approvvigionamento energetico da altri paesi, per giunta ancora islamici(in quali nazioni si trova il Sahara?).
Figurarsi i canoni di affitto dei terreni sui quali sarebbero impiantati gli specchi...
c'è già in funzione in Francia un impianto a specchi parabolici, ma credo sia ancora troppo piccolo. inoltre Rubbia ne sta realizzando uno sperimentale in Spagna.
Marco Puoi darmi qualche riferimento per la tecnologia degli specchi parabolici? Al momento mi sfugge..
Resto del mondo.. :) Alla domanda dell'ingenuo, io mi sono sempre risposto che installare dei 'corpi neri' in un ecosistema, porta sempre e comunque un impatto ambientale sia su piccola che su grande scala.. Un impianto fotovoltaico di grosse dimensioni diventerebbe una zona di ettari di terreno letteralmente ardenti, con conseguenze che non facilmente si possono prevedere, purtroppo..
Beninteso che io resto un grande sostenitore del fotovoltaico, come mestamente può confermare la mia ragazza che non ne può più della mia passione..
per precisione: non trattasi di "pannelli solari" (ovvero fotoelettrici), ma di specchi parabolici (ovvero di un sistema fotochimico). sono due tecnologie completamente diverse, con costi ed efficienza diverse. il secondo ha anche tempi e modi di realizzazione molto più lunghi ed impatto ambientale non irrilevante. nonostante ciò ritengo l'opzione degli specchi parabolici nel deserto un'ottima idea.
alle 00:32
gia_paolo
Sapete cos’è il Khamsin o il Ghibli; io l’ho visto varie volte; smeriglia le carrozzerie delle macchine che piano piano vengono consumate; arriva ovunque trovavo la fine sabbia nella macchinetta chiusa del caffè al 22° piano del Cairo; non si vede il lato opposto della strada. Se vi capita di essere esposti vi brucia il viso e la pelle; sposta dune; ha seppellito, nell’antichità eserciti. In Egitto tira occasionalmente in una cinquantina di giorni (Khamasin vuol dire 50) aprile- maggio; ma può capitare anche in altri periodi. Avete idee della difficoltà della costruzione; manutenzione; costante pulizia; difesa (dal terrorismo) che comporta un impianto fotovoltaico nel deserto? Nel personale addetto alla conduzione/manutenzione?E uno eolico nel deserto starebbe anche peggio chi protegge dall’erosione le strutture e dall’usura i rotori? Come ci si difende da intense temperature esterne e del materiale esposto a ore d’insolazione; mi ricordo di un paio di mocassini con la suola incollata che si scollavano ed entrava una sabbia bruciante. Temperature che mettono in crisi le guarnizioni, le tenute, le giunture; e i repentini salti termici fra il giorno assolato e la notte fredda?