Uno sguardo dal picco
E' il primo, il più celebre film sul picco del petrolio. The End of Suburbia ha già qualche anno di vita, ma conserva intatta la sua forza comunicativa. Centrato principalmente sul fenomeno degli enormi sobborghi americani, che vivono solo grazie al petrolio a basso prezzo, ne esamina il preoccupante futuro attraverso documenti storici, interviste, opinioni.
Davvero da non perdere, specialmente ora che YouTube ne mette a disposizione una versione gratuita di 52 minuti. Buona visione!
Debora,ti ripeto la domanda:
comporterà più danni all'economia globale il peak oil oppure il problema ambientale?
la flessione dell'economia globale,dipenderà dal peak oil oppure dal problema ambientale?
inoltre perché il Ceo della total, solo ora diffonde la notizia che il peakoil verrà raggiunto tra il 2010 ed il 2020? proprio in relazione all'allarmante rapporto sullo stato dell'ambiente.
ancora:ci si accorge solo ora dei problemi ambientali?proprio quando il peak oil è stato raggiunto?
che senso ha preoccuparsi ora dell'ambiente,se il consumo petrolifero calerà nel futuro e quindi le emissioni fletteranno di conseguenza?
voglio dire,se non hai ben compreso,questo "allarme" ambiente non serve piuttosto a corpire a celare presso l'opinione pubblica globale il vero problema:
il petrolio nel volgere di 20anni(a questi ritmi di domanda e consumo)sarà esaurito,ed il mondo è impreparato a dover affrontare mutamenti epici.
petrolio non significa solo "combustione" ma una seria di applicazioni che arrivano fino ai medicinali e pure i tasti di questa tastiera.
sono io che sono troppo "dietrologo" o tu che fai la gnorri?
ciao....
Giovanni,
di lavoro faccio la giornalista. :)
Quanto alla tua domanda, se ho ben capito, credo si tratti di una deformazione del nostro tempo. Tutto viene rapportato all'economia, e soprattutto si considera scontato che il nostro modello economico sia a durata infinita. Quindi, qualunque catastrofe si prospetti, si rilegge in funzione delle ricadute sull'economia e di come si possa provvedere fermo restando tale modello.
Grazie ai (dis)servizi telecom ed al monopolio sull'ultimo miglio(Nella mia zona di residenza ci sono 2 centraline con 2 serie di numeri.su una c'è l'adsl,sull'altra no....ed è proprio quella che mi riguarda...che .ulo!!!) sono costretto a connettermi in gprs,per cui scaricare file e filmati "pesanti" è impensabile.Quindi Debora quando consigli film,filmati documentari io ci rimango come un pirla "invidioso"(bonariamente parlando,è ovvio)
Comunque volevo fare una domanda a Debora.
Finora i grandi capataz delle compagnie petrolifere hanno fatto gli gnorri sulla questione del peak-oil.
Anzi molte compagnie,per questioni di mercati borsistici sovrastimano le loro riserve.
Due giorni fa,però, il gran capo della total(quarta "consorella" globale del petrolio)ha ammesso che il peak-oil si avrà fra il 2010 ed il 2020,a seconda della crescita della domanda.
(e questa è una notizia bomba,più di qualsiasi 11-9)
Riguardo ai problemi ambientali,non occorrono gli studi degli scienziati per rendersi conto che qualcosa negli ultimi 30 anni è cambiato,e che se ciò sia dovuto al progresso e quindi all'inquinamento oppure ad altri fattori ciclici,questo è da provare.
Infatti il protocollo di kyoto non è altro che un bussiness,un "mercanteggiare" sulle quote ed un ulteriore fattore di corruzione per i paesi del terzo mondo,le cui leadership possono lucrare vendendo ciò che non possiedono:la possibilità di produrre e quindi di "inquinare".
Certo è che le città sono diventate "irrespirabili" e che molti fiumi e soprattutto le falde acquifere sono inquinate,e questo dovrebbe allarmare molto più del peak oil.
Ma la domanda per Debora è questa:
Non trovi strano che se da un lato si discute del peak oil,e arrivano anche conferme importanti(la total non è mica l'eni)dall'altro si da in pasto ai media un rapporto allarmante sullo stato dell'ambiente che è oramai vecchio e desunto?(da decenni se ne discute).
Un allarme volto ad amplificare soprattutto i rischi di una decrescita dell'economia globale tale da comportare gravi crisi sociali e politiche.
E non i pericoli e i rischi di "invivibilità".
Si badi bene.I media parlano di problemi per la crescita dell'economia,che fletterebbe del 2%.Con tutte le ripercussioni immaginabili,come instabilità politiche,tensioni e conflitti sociali guerre etc.(come sta succedendo...o no!)
Ma non si parla dell'innalzamento del livello degli oceani,degli sconvolgimenti atmosferici dell'aria iqnuinata,dell'acqua sempre più destinata a divenire un bene prezioso e per pochi.
Ovvero, queste crisi che si prospettano per il futuro invece non potrebbero dipendere dalla mancanza sempre più latente del fattore trainante,del cuore pulsante che ha contraddistinto gli ultimi 150 anni di storia e guerre ed economia e politica globale e cioè il petrolio?
Non voglio dire che il rapporto sullo stato del pianeta sia una bufala.Anzi è arrivato il momento(ammesso che non sia tardi)di cominciare a rispettare l'ambiente,perchè da esso e solo da esso dipende la nostra vita ed il nostro futuro.
Ma trovo alquanto "sospetto" che questo allarme venga divulgato insieme alle conferme sulle previsioni riguardo il peak-oil che si raggiungerebbe tra qualche anno,se già non è stato raggiunto.
Grazie per la eventuale risposta.
ps.scusa,Debora ma di lavoro fai il broker per aziende petrolifere e di raffinazione?
Sembra che il "clima impazzito" (causato dall'inquinamento dell'uomo) cominci a prendersela con le piattaforme petrolifere:
alle 10:39
Petrolio
Giovanni,
Non capisco perchè usi quattro post in fila per accusarmi di fare la gnorri... su cosa, poi?
Sul fatto che secondo te trascuro il picco del petrolio, in un blog che ho chiamato "uno sguardo dal picco" e che praticamente non parla d'altro da quasi un anno?
Forse se avessi letto un po' i vecchi post avresti capito che è proprio quel che penso, che il problema ambientale, pur reale, è una copertura per l'imminente crisi energetica, almeno nei confronti dell'ignara opinione pubblica. Una foglia di fico, insomma.
Spero stavolta di aver compreso quello che volevi dire. Ti pregherei di non fare sciocche insinuazioni comunque.