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Ancora su case, ristrutturazioni e risparmio energetico.

Sabato 4 Novembre 2006, 10:18 in Italia di

Torniamo a parlare di case e risparmio energetico, dopo il post di qualche giorno fa .

Mi scrive l'ing. Luca Volpi, da Barcellona: 

Cara Debora,
il tuo amico interlocutore architetto ha ragione: le persone sognano le centraline, gli aggeggi automatizzati, la comodità, il caldo d’inverno e il fresco d’estate. Per questo troviamo sul mercato dei prodotti dallo standard di comodità medio-alto, ma da un comportamento energetico inefficiente e del tutto insostenibile.
Io sono il primo a pensare che ci voglia un forte intervento legislativo: l’aria e l’acqua che vengono inquinate appartengono a tutti, o meglio, a nessuno. Sono in prestito e noi non possiamo rovinarle. Quindi le misure da prendere devono essere violente. Ma nel passaggio dalla teoria alla pratica cominciano a spuntare comparse e attori che hanno interessi e poteri al di là di ogni immaginazione.
Per cercare ad ogni modo di stringere il cerchio intorno all’oggetto casa, voglio farti notare che nessuno ha un interesse ecologico immediato; né il proprietario, né l’architetto, né i tecnici e i muratori. Nemmeno lo stato. Ogni scelta viene fatta in base alla convenienza economica.

L’iniziativa del wwf insieme ad enea e al ministero dell’ambiente mi sembra una buffonata. Un corso online di un mese per artigiani dovrebbe formare dei tecnici esperti in ambiente e efficienza energetica. Quindi avremo degli installatori che convinceranno proprietari a cambiare le vecchie finestre con finestre efficienti che faranno risparmiare sui costi di bolletta. Semplice. Ma purtroppo non funziona.
Questo non è ecologico, non è economico. Farebbe, come al solito, l’interesse di alcuni.

Ma è proprio sul piano dell’economia che la “ecologia” è più credibile. Non dobbiamo fermarci a fare discorsi sulla bellezza del mondo e la brutalità delle azioni umane per poi cambiare due finestre e montare una caldaia a condensazione. Dobbiamo pretendere da noi stessi una precisione intransigente nel trovare nuove strade e recuperare antiche conoscenze. Niente pannelli nel Sahara (nuove dipendenze energetiche, portare il pesce a che non sa pescare…), niente discorsi retorici ( a proposito: le case a impatto zero non esistono e non esisteranno mai. Ogni costruzione ha un impatto, ecologica o no, e, generalmente, molto elevato). Dobbiamo imparare a utilizzare termini che in altri paesi sono già di uso comune, che indicano esattamente la forma, la quantità e la sostanza dell’energia: come l’energia primaria, ad esempio. Dobbiamo definire esattamente la redditività di ogni intervento umano, in relazione alle risorse disponibili e ai costi energetici e ambientali. Solo così si convince chi non vuole rinunciare a starsene al caldo e a spendere il minimo possibile.

E bisogna formare, seriamente, figure professionali che abbiano le conoscenze tecniche e la sensibilità di sviluppare concetti ecologici. Secondo me dovrebbero essere architetti e ingegneri. E non solo spazzacamini. Una volta che la casa è costruita, le possibilità di aggiustare le cose sono minime. Bisogna costruirle bene, fin dall’inizio.

8
8 commenti
8
06 Nov 2006
alle 16:12

luca volpi

caro corrado truffi: io non ho affermato che non valga la pena di ristrutturare. penso che delle case costruite bene fin da principio funzionino meglio di case costruite male e poi ristrutturate. ciò non toglie che l'italia sia già edificata ed è quindi essenziale intervenire sulle case esistenti, come tu giustamente ricordi. evidentemente, sono anche d'accordo sulla questione del bilancio energetico in caso di demolizione e ricostruzione (tranne rari casi).
gli spazzacamini: certo! benvengano! gli interventi vengano però effettuati in armonia fra di loro, secondo un preciso concetto energetico (questa è la mia preoccupazione!).
ad ogni modo, non era certo mia intenzione scatenare una disputa fra progettisti e installatori. tutti si alternano nel proporre ai clienti nuove tecnologie, utili o meno. i capaci e gli incapaci si trovano dappertutto, spero che questo sia fuor di discussione.

7
06 Nov 2006
alle 13:42

Corrado Truffi

L'Italia è piena di case già costruite, magari da ben più di 50 anni... Mi sembra quindi essenziale pensare a migliorarle dal punto di vista energetico, piuttosto che vagheggiare solo case nuove a impatto zero. Quindi, non concordo affatto sull'assunto secondo cui non vale la pena ristrutturare. Tra l'altro, anche se fosse possibile distruggere e ricostruire, il bilancio energetico sarebbe ben peggiore di una buona ristrutturazione. Quindi, ben vengano gli spazzacamini:-).
****
Quanto alla qualità dell'acqua delle tubazioni, a parte gli scandali di certe parti del sud, non mi sembra che la situazione sia così tragica. Comunque, sono in commercio ottimi filtri per levare il saporaccio di cloro.
Io personalmente, essendo un privilegiato romano, alterno l'ottima acqua dell'acquedotto (filtrata contro il cloro), che uso d'inverno, con quella prelevata direttamente alla fonte minerale (Egeria, ma a Roma ce ne sono molte altre) riutilizzando ogni volta le stesse bottiglie, che uso d'estate.
****
Pablo, io invece penso che bisogna regolare la materia per legge, con un meccanismo doppio: incentivi e obblighi. Certo, se parti dal presupposto che politici e popolo sono entrambi tutti rapaci e ignoranti, ne consegue solo che non si può fare niente. Ma allora, non ti resta che emigrare (su Marte, probabilmente:-)

6
06 Nov 2006
alle 13:33

pablo

E' interessante sentire che esistono alcuni progettisti illuminati e dal cuore verde, che vogliono addirittura imporre per legge la ristrutturazione "sostenibile"

Noi non vogliamo pensare male, ma mi viene spontaneo pensare che questa bella leggina, con la bellissima scusa del "sostenibile" creerà nuove fonti di reddito per i professionisti (e di debito per noi tutti :-) ma non solo:
a parte l'ovvia fase di progettazione infatti, chi garantirà che la casa sia effettivamente "sostenibile"?

Ecco che spunteranno tutta una serie di nuove certificazioni: per i materiali e per le aziende
e poi occorreranno gli enti certificatori e ancora gli organi di controllo e naturalmente verranno creati uffici pubblici e privati per ricevere e archiviare tutta questa nuova trafila di carta (che nessuno mai vedrà)
E naturalmente nuove imposizioni fiscali e burocrazia e poltrone e poltroncine da spartire.
E poi l'indotto, corsi di formazione e di aggiornamento finanziati con soldi pubblici (diciamo che più che corsi saranno pretesti per ottenere il contributo pubblico) nuovi prodotti bio-energeticamente-sostenibili (ma ovviamente dai prezzi INsostenibili) insomma, un gran progresso che invece di farci risparmiare energia genererà nuovi costi per finanziare nuove cadreghe e nuove speculazioni.
Chi ha molti soldi ne potrà guadagnare altri da questa nuova speculazione e potrà quindi rinnovare il proprio SUV con uno più potente e farci lo sberleffo, anzi, lampeggiarci minacciosamente in autostrada, mentre noi arranchiamo con la nostra utilitaria di seconda mano a GPL...

Io credo che di leggi e di imposizioni ne abbiamo giò abbastanza, quello che non abbiamo è il rispetto per gli altri, la coscienza civica, il rigore morale.
Queste cose purtroppo non si creano per legge.

5
06 Nov 2006
alle 12:46

Bernardo Mattiucci

Quello che dici riguardo l'acqua minerale e' vero... la nostra acqua minerale viene bevuta a centinaia di km di distanza... ma mi preme specificare che l'uso smodato dell'acqua inbottigliata, e' dovuto al pessimo stato delle tubature dell'acqua, per cosi' dire "potabile".
Quando vivevo a milano c'era tanto di quel calcare nelle tubature, che bere quell'acqua significava farsi venire i calcoli ai reni in meno di una settimana.
E il calcio non era in soluzione... non dava solo quel colore "biancastro" tipico dell'acqua piena di calcio... c'erano proprio dei pezzi di calcio di diversi millimimetri di diametro... simili a delle piccole pietre che se ne andavano in giro per le condotte...
E qui a casa mia la differenza e' minima. Io me ne accorgo poco perche' ho un serbadoio di accumulo... ma cio' che entra in quel serbadioio e si deposita sul fondo di sicuro non e' potabile!
E l'acqua, comunque, e' piena di sostanze purificanti che la rendono poco gradevole al palato.

Insomma... i romani prendevano e trasportavano l'acqua per centinaia di km, dalla sorgente fino a Roma centro. E la utilizzavano senza problemi!
Oggi per fare la stessa cosa abbiamo bisogno di pompe e impianti di sollevamento che consumano quantita' industriali di energia elettrica.

4
06 Nov 2006
alle 10:58

pablo

Sono i progettisti e non gli utilizzatori finali o gli installatori che vogliono riempire le case di inutili orpelli elettronici.
Sono i progettisti che fanno installare una pompa di calore (30Kw di preziosa energia elettrica) per scaldare un negozietto quando bastava una caldaia murale.
Sono i progettisti che creano edifici sempre più enormi, fatti di vetro, acciaio e cemento armato che d'estate sono dei forni e necessitano di impianti di condizionamento giganteschi.

Riguardo all'imporre per legge la "casa sostenibile", pregherò perchè ciò non avvenga.
Le intenzioni sono condivisibili, ma ricordiamoci che fine fanno le buone intenzioni dei tecnici e degli scienziati quando vengono cavalcate dai nostri vergognosamente ignoranti, rapaci e insaziabili politicanti.

Cmq, mi viene un po da sorridere pensando che con tutte queste buone intenzioni, da bravi italiani, a tavola non ci facciamo mai mancare la nostra quotidiana bottiglia di acqua minerale.
Milioni di bottiglie di plastica piene d'acqua che a bordo di TIR pestilenziali viaggiano quotidianamente su e giù per la nostra penisola, macinando migliaia di chilometri (e tonnellate di gasolio)
In Sicilia si beve l'acqua del Trentino, e in Piemonte si beve l'acqua della Campania.
Ovviamente una volta bevuta l'acqua, la bottiglia si butta.
Ma che fine hanno fatto le bottiglie di vetro "a rendere" ?
E se qualcuno ricorda, poco tempo fa c'è stato chi voleva vietare per legge il bicchiere d'acqua di rubinetto al bar, in favore della più moderna bottiglietta da 25 o 33cl.

Evidentemente i nostri politici, come del resto la gran parte dei nostri connazionali di cui essi sono lo specchio fedele (rapaci e ignoranti l'ho gia detto? :-) non hanno la minima idea di cosa significhi ottimizzare l'uso delle risorse (e scusate se non faccio distinzioni di colore) per cui, speriamo che non si occupino mai di case "sostenibili" .

3
05 Nov 2006
alle 08:08

Antonello

A proposito di risparmio energetico; questa è una notizia che stà facendo il giro del mondo:

"ENERGIA: SFIORATO BLACKOUT TOTALE IN EUROPA"

http://www.ansa.it/opencms/export/main/visualizza_fdg.html_2024287971.html

2
04 Nov 2006
alle 12:29

Luca M

Io invece nn disprezzerei così il lavoro degli "spazzacamini", voglio dire, per carità, è vero che la casa va costruita bene sin dalle origini, ma come saprai una casa ha una durata di 50 anni e la tecnologia in 50 anni troppa strada fa, quindi ci vogliono gli "spazzacamini" che spesso e volentieri ne sanno di più di ingegneri su come sono costruite le case di 50 anni fa.
Anche perchè poi la gente generalmente va a chiedere consiglio a figure di "minore profilo" perché sono loro ad eseguire i lavori e quindi sono loro i primi che possono indirizzarti verso scelte risparmiose. Un po' come il medico di base ti indirizza verso la figura ad alta professionalità se lui non è in grado, così è giusto formare gli addetti che poi possono indirizzare verso esperti del settore.

Ovviamente un corso non basta a fare di un ignorante un esperto, aiuta però a raggiungere consapevolezza della complessità del sistema e dei propri limiti nell'esecuzione dell'opera.
Senza questi corsi uno che non ne sa mezza continuerà a non saperne mezza. Se invece qualcosina sà (altrimenti non si cimenterebbe nemmeno) avrà un quadro più chiaro.

Credo e spero che il corso non abbia troppe pretese se non quelle di introduzione a problematiche complesse, insomma, il "so di non sapere" è già un passo avanti.

Saluti

1
04 Nov 2006
alle 12:05

Gio

d'accordo su quasi tutto quello che dici, ma non liquiderei con una battuta il solare nel deserto: trattando così questi problemi non si fa altro che favorire quelli che vogliono presentare queste idee come barzellette.
forse l'unico vero inconveniente nel mettere in cantiere una tale soluzione oggi è che potrebbe essere troppo tardi per sentirne i benefici (un impianto del genere avrebbe dei tempi di realizzazione lunghissimi forse non compatibili con la situazione attuale che richiede misure immediate o quasi).
magari se avessimo dato più ascolto a scienziati realmente interessati al futuro del pianeta alcune opere potrebbero essere già in corso di realizzazione in nord africa. io personalmente ricordo di aver sentito parlare per la prima volta della possibilità di realizzare un impianto del genere a una conferenza anni fa. uno dei relatori riportava alcune considerazioni di rubbia che ipotizzava dei progetti test nel sud europa per poi partire con impianti di dimensioni decisamente maggiori nel nord africa.

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