Uno sguardo dal picco
Titola proprio così la CNN : "La resistenza attacca gli impianti petroliferi, causando un gigantesco inferno". Gli attacchi sono stati condotti a colpi di mortaio, verso un impianto di distribuzione nel nord iracheno e bombardando un oleodotto a sud di Baghdad. L'incendio, visibile a distanza di miglia, è stato tale da bloccare il flusso di greggio verso la più grande raffineria irachena, a Kirkuk, che fornisce 20 milioni di litri al giorno di prodotti petroliferi.
Anche per spegnere il fuoco dell'oleodotto ci sono volute diverse ore.
Ma in Iraq il petrolio è anche oggetto di continui furti, che non si sa più come fermare. Addirittura ci sono interi porti clandestini, nei dintorni di Bassora, dove avviene tranquillamente smercio e commercio (nessuno li vede, coi satelliti? Mah). Il traffico avviene, oltre che con i furti, anche con l'acquisto di benzina a prezzi calmierati per rivenderla a Paesi esteri.
Inutile dire che il governo lamenta la situazione, lancia la "guerra al contrabbando" (giusto ci voleva, una guerra in Iraq) eccetera eccetera.
alle 22:59
Antonello
Intanto il petrolio ha già superato quota 62 $/b...
http://www.trend-online.com/?stran=izbira&p=irs&id=137185