blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Maldive, il sole che va oltre la tintarella.

Mercoledì 29 Novembre 2006, 17:30 in Risorse di

 Il Ministro dell'Ambiente maldiviano ha annunciato che un impianto per produrre energia solare è stato inaugurato nell'atollo Alifu Dhaalu Meedhoo. Si tratta del primo impianto fotovoltaico delle isole Maldive, in grado di fornire energia solare dall 6 di mattina alle 6 del pomeriggio ed evitare l'uso dei generatori diesel per tutta la giornata.

Sembra che i maldiviani si siano insomma accorti che il loro è "il Paese del sole" e quindi possono cominciare a liberarsi della dipendenza dal petrolio, ricorrendo alla risorsa che ha fatto già la loro fortuna col turismo.

Altri "Paesi del sole" da menzionare non mi vengono in mente al momento. 

8
8 commenti
8
30 Nov 2006
alle 14:13

Bernardo Mattiucci

purtroppo non accetto questo modo di vedere l'uso delle rinnovabili. Il futuro non potra' e non dovra' mai essere gestito a livello "collettivo", perche' questo significherebbe tornare al monopolio della distribuzione energetica.

Le rinnovabili DEVONO funzionare da sole. Altrimenti non servono a niente!
Il fatto che impianti fotovoltaici possano funzionare senza accumulatori, fornendo cioe' energia elettrica in modo diretto solo durante le ore di perfetta illuminazione, e' un modo di investire che a mio avviso non andrebbe neanche reclamizzato.

Se io, singolo privato, devo spendere 15.000 euro per far vedere che sul mio tetto c'e' il pannello fotovoltaico e quando c'e' brutto tempo comunque resto al buio o comunque devo consumare l'energia eleettrica prodotta dagli altri... allora che siano i gestori a PAGARMI l'impianto fotovoltaico.

Non e' accettabile far spendere 15.000 euro (se ci bastano) ai privati e farsi pagare anche l'eventuale consumo extra si andrebbe a creare... o l'allacciamento o altre cose simili.

Non so se mi sono spiegato.... ma comunque... i grandi problemi energetici in Italia li abbiamo perche' per decine di anni e' stata ostacolata la produzione locale di energia elettrica. In altre nazioni questo concetto e' stato invece sponsorizzato ed ora si ritrovano con una dipendenza dalle fonti fossili estremamente basso.

E per ultimo... continuare ad avere impianti per la distribuzione di energia elettrica significa continuare a soffrire di eventuali blackout durante l'anno... sia in estate che in inverno.
E se permetti... avendo speso 15.000 euro per un impianto fotovoltaico... non mi va proprio che per dei "pirla" (senza offesa per nessuno) di una citta' a caso che accendono i condizionatori a manetta... io debba restare al buio.

Nei blackout che ci sono stati, l'italia e' rimasta al buio perche' il sistema automatico di gestione della rete di distribuzione ha dovuto salvaguardare la rete stessa. Questo accadrebbe a maggior ragione con una produzione "piccola" e capillare... ma comunque connessa in rete.

Se 10.000 persone, in Italia, devono spendere 15.000 euro per trovarsi comunque con gli stessi problemi di oggi, ovvero energia elettrica limitata e dipendente dal consumo totale, beh... allora quei 150.000.000 di euro sarebbe meglio spenderli in una centrale elettrica grossa, magare ad energia solare termodinamica (quella di Rubbia). si avrebbero benefici maggiori per tutti!

7
30 Nov 2006
alle 11:21

fausto

A dire il vero, gli inverter (li installa il padre di una mia amica, anche modelli grossi per grandi generatori industriali di emergenza; è una tecnologia ormai MOLTO matura) sono stati introdotti nel campo delle energie rinnovabili proprio per non dover utilizzare costosi ed inquinanti accumulatori chimici (le famigerate batterie).
Se osserviamo un piccolo impianto isolato, è ovvio pensare che fornirà energia solo per poco tempo nell'arco dell'anno o della giornata; ma se colleghiamo in rete tanti generatori insieme, è altrettanto ovvio che quando è nuvolo a Bologna il sole probabilmente splenderà a Perugia! E se ce n'è poco dappertutto di sole, probabilmente vorrà dire che il maltempo sta facendo viaggiare spediti i generatori eolici.
Spesso, le energie alternative vengono presentate (da molti malintenzionati) come un ente antagonista rispetto alle energie tradizionali, e soprattutto come un qualcosa di incompatibile con le linee di trasmissione dell'energia elettrica; questa retorica, oltre che superflua e tecnologicamente non supportata dai fatti, è ingannevole.
La verità è che, laddove funzionano davvero, le energie rinnovabili sono state introdotte proprio con allacciamenti alle rete elettrica esistente, beneficiando quindi della possibilità di far incontrare al meglio domanda ed offerta di energia su grandi estensioni territoriali.
Pensare ad un impiantino FV isolato con le batterie mi va bene sulle Isole Tremiti; sul continente, dobbiamo pensare a creare una rete di produttori (sia piccoli che grandi) strettamente integrata con la rete elettrica esistente: sembrerebbe l’unico modo per far decollare il sistema a costi accettabili, almeno con le tecnologie di oggi. Una scelta simile non ci permetterà certo di sostituire le fonti tradizionali al 100%, ma comunque ridurrà i consumi di combustibili fossili; e questo sarebbe già un buon inizio.

Queste tecnologie esistono; nell’Europa del nord le usano parecchio, e non mi pare che si siano ridotti in rovina in questi ultimi anni.

PS: in Italia, prima di parlare di cose futuristiche, potremmo cominciare a parlare del riscaldamento (solare termico) degli edifici; una tecnologia semplicissima, realizzabile anche per via parzialmente artigianale (come fece anni fa un mio vicino di casa) e che permetterebbe, nel nord Italia e nelle aree montane, notevoli risparmi. Come al solito, siamo in ritardo di decenni anche sulle cose più elementari.

PPS: naturalmente, la conversione da corrente continua a corrente alterna (sui nostri 50 Hz di rete) è indispensabile per potere eseguire le elevazioni e riduzioni di tensione (tramite trasformatore) lungo il percorso dal produttore al consumatore. E' un dispendio, certo, ma le tecniche di oggi lo hanno ridimensionato.

6
30 Nov 2006
alle 10:55

Paolo

Se i nostri insulsi governi un po' di anni fa avessero inaugurato e perseguito delle vere politiche di risparmio energetico e sulle rinnovabili, adesso non staremmo in questo blog a parlare di aria fritta.
Mentre noi discorriamo, chi ha le leve del comando in mano, con le tasche piene di mazzette generosamente elargitegli dalle lobbies dei combustibili fossili(e non solo), non fa ovviamente nulla in direzione delle politiche succitate, mentre oltre alle parole servirebbero disperatamente i fatti, fatti che a mio avviso si possono fare solo a livello politico.
Ma di novità interessanti nella corrotta politica italiana non c'è niente all'orizzonte...calma piatta!

5
30 Nov 2006
alle 10:07

Bernardo Mattiucci

penso che bisognerebbe essere un tantino realisti e guardare in faccia alla realta'.
Con il governo attuale che non fa altro che aumentare le tasse... e lo stipendio, per chi lo ha ancora, che comunque non arriva a fine mene (ma questo gia' da alcuni anni!!!), i rincari di tutto e la tanta incompetenza delle persone preposte all'implementazione di nuove tecnologie... chi e' quel pirla che decide di spendere 25.000 euro per un tetto fotovoltaico che comunque non gli garantisce energia gratis a vita?
Il fotovoltaico, come ho gia' detto atre volte, puo' funzionare solo se si attua una profonda rivisitazione degli impianti elettrici tradizionali... perche' in un impianto FV non ci sono solo i pannelli fotovoltaici, ma anche le batterie di accumulazione e gli invertet, indispensabili per trasormare l'energia elttrica da "continua" ad "alternata". E sono proprio questi ultimi 2 componenti che, maggiormente, fanno lievitare il costo dell'impianto. L'inverter deve avere una potenza adeguata a supportare l'assorbimento e questo signfica spendere di piu' se vuoi poter usare la lavatrice e il forno contemporaneamente....
E le batterie, tante... troppe.... , oltre a costare un bel po... si deteriorano e vanno sostituite ogni tot. mesi... (credo 2 o 3 anni al massimo).

E quelle usate? Ce le mangiamo?
No... basta che paghi e arrivera' qualcuno che "teoricamente" dovrebbe smaltirle senza inquinare!

4
30 Nov 2006
alle 09:46

bridge

l'italia è un altro paese del sole. peccato che facciamo meno energia solare della germania....

3
30 Nov 2006
alle 08:24

Paolo

A fondo o no, sarebbe meglio prenderli ad esempio...

2
29 Nov 2006
alle 20:11

Debora/Petrolio

Non nego che mi ero posta lo stesso quesito. Che dire? Saranno pessimisti sul petrolio e ottimisti sul global warming... mica tutti sono catastrofisti a tutto tondo, come noi!! ;)

debbi

1
29 Nov 2006
alle 19:14

Ugo Bardi

Debbi, questi vanno a fondo con il riscaldamento globale. Che se ne fanno del FV? A meno che non galleggi....


UB

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere