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USA: importazioni in spaventosa crescita.

Sabato 25 Novembre 2006, 09:22 in Geopolitica di

Si sente da più parti dire che si fanno guerre per il petrolio. Altri smentiscono, sostenendo che il petrolio non è un problema, che si tratta di questioni strategiche, la Cina, Putin, Israele, i terroristi, le armi, i finanzieri, e dare la colpa al petrolio è da ingenui incapaci di serie analisi geopolitiche.

Voglio aiutare chi fa invece queste serie analisi, fornendo un'illuminante tabellina EIA che mostra il costante calo della produzione di petrolio interna USA e il conseguente drammatico aumento delle importazioni da tutto il mondo. Alla fine del 2005 gli Stati Uniti sono arrivati ad importare oltre il 66% del loro fabbisogno petrolifero... che è pari, tanto per chiarire, ad oltre 20 milioni di barili al giorno.

 Produzione Interna USA (Migliaia di barili) Totale importazioni USA (Migliaia di barili)
Anno Percentuale Importata
1990 2684687 2151387 44.49%
1991 2707039 2110532 43.81%
1992 2624632 2226341 45.89%
1993 2499033 2477230 49.78%
1994 2431476 2578072 51.46%
1995 2394268 2638810 52.43%
1996 2366017 2747839 53.73%
1997 2354831 3002299 56.04%
1998 2281919 3177584 58.20%
1999 2146732 3186663 59.75%
2000 2130707 3319816 60.91%
2001 2117511 3404894 61.66%
2002 2097124 3336175 61.40%
2003 2073453 3527696 62.98%
2004 1983302 3692063 65.05%
2005 1890106 3695971 66.16%
11
11 commenti
11
08 Gen 2012
alle 17:15

gianni

si gli americani pagano il petrolio dando in cambio valuta che stampano a piacimento....

10
26 Mag 2010
alle 20:30

Ciccia

Ciao

9
01 Mag 2009
alle 17:12

giusy

ma ciaooo

 

8
06 Mag 2007
alle 18:02

DOTT.BESHARA

SALVE:

Siamo intermediario di petrolio

7
27 Nov 2006
alle 18:26

Antonello

Adesso anche l'ERG si dedica alle fonti rinnovabili... Mi sembra che la situazione stia precipitando in modo estremamente veloce:

"ERG Power & Gas: acquista 5 centrali idroelettriche per 4 mln"

http://finanza.espressonline.it/scripts/cligipsw.dll?app=KWF&tpl=kwfinanza%5Cdettaglio_news.tpl&del=20061127&fonte=TLB&codnews=691

6
27 Nov 2006
alle 09:58

Paolo

Prima o poi i paesi produttori di petrolio saranno costretti a tenerselo unicamente per i loro mercati interni.
A quel punto i paesi importatori dovranno farsi un po' di conti in tasca, e cioè vedere se è più conveniente fare le guerre a chi ha l'oro nero per rubarglielo o investire nelle energie rinnovabili e nel risparmio energetico, come è già successo in seguito allo shock petrolifero del 1973.
Propendo più per la seconda ipotesi, anche perchè non avrebbe senso guerreggiare per spartirsi le ultime gocce di petrolio facile prima della fine della nostra civiltà così come la conosciamo oggi.
Il futuro della società umana è legato alle energie rinnovabili e ad una nuova impostazione in senso sostenibile dell'economia mondiale.
Al di fuori di questa impostazione cesseremmo di esistere, e prima i caporioni nelle stanze del potere se lo ficcano in testa, maggiori saranno le probabilità di minimizzare i devastanti effetti del cambiamento climatico e minori saranno i sacrifici da affrontare nel passaggio dall'economia del petrolio a quella senza.

5
26 Nov 2006
alle 14:29

vincenzo

Incredibile questa tabella. Ma se non basta neanche questo per far capire alla gente che il petrolio scatena guerre... Mi auguro che tutti i tuoi sforzi siano ricompensati prima o poi. Caio e buona domenica.

4
26 Nov 2006
alle 12:05

Bricke

Nel 1990 la somma era di 4836074 e nel 2005 5586077, un aumento del 15%.

A quando l'implosione?

3
25 Nov 2006
alle 19:53

tap

E' semplicemente spaventoso: pensate alla quantità di petrolio che USA ed altri paesi come UK (messi anche peggio) ogni anno devono andarsi a cercare nel mondo per coprire i cali interni della produzione... gli stati uniti saranno disposti a giocarsi veramente tutto, ne vedremo delle belle!

2
25 Nov 2006
alle 12:29

Gabriele Barni

il deficit dell’America, già grandissimo (e che si sta aprendo anche in Europa), aumenterà a tal punto che si correrà il rischio che in America manchino perfino i soldi per acquistare la merce e petrolio estero ... Creative Desctruction UN CORNO!

al giorno d’oggi il petrolio nel Creative Destruction gioca un ruolo fondamentale, perché il suo prezzo continua ad aumentare e deve essere pagato in dollari, allora succede che gli americani stampano la valuta che a sua volta vola all'estero per acquistare petrolio di altri paesi e merce varia..
Arricchendo tutti quelli che controllano il mercato dei carburanti..
(Cosa se ne fanno di tutti questi soldi?) In gran parte vengono riversati nel mercato azionario, che è in forte rialzo, ma solo "sulla carta". Ora chi compra aziende appartiene ai paesi arabi, alle compagnie petrolifere e per ultimo(ma non meno importante) anche alla Cina.
E su queste basi nasce il cinese/arabo che pian piano inizia a impossessarsi della politica americana;
ma gli americani riescono ancora ad aggirarli grazie al petrolio (il prezzo alto del petrolio è contro i cinesi).
Ma non è una soluzione eterna.. come si evince da questo articolo il deficit sale sale sale sale sale sale!
E prima poi un equilibrio bisogna raggiungerlo.. probabilmente dopo una guerra? spero di no

1
25 Nov 2006
alle 11:29

Mirco

Quante di queste sono dal Medio Oriente e quante dal Sud America o dall'Africa?
D'altro canto, gli USA hanno l'infrastruttura per raffinare una grande quantità di petrolio, mentre altri paesi che esportano petrolio non hanno l'infrastruttura per farlo.
Non hanno le raffinerie o non sono in grado di mantenerle senza il supporto degli occidentali.
E senza raffinerie, del petrolio non sai che farci.

Certo che si fanno guerre per il petrlio:
perché credi che al-Qaeda, la Siria e l'Iran facciano arrivare uomini e mezzi in Iraq?
Prenderne il controllo significherebbe prendere il controllo di una grande quantità di petrolio che, una volta venduto, servirebbe a finanziare la jihad dell'uno o degli altri.

Per ora, mi pare che gli USA paghino il petrolio a prezzo di mercato e non se lo prendano semplicemente a forza dai paesi che lo producono; e se volessero potrebbero farlo con meno problemi di quelli che hanno adesso. Basterebbe loro svuotare le zone dei campi petroliferi e delle infrastrutture necssarie dalla popolazione e importare lavoratori stranieri non problematici (non mussulmani). Non che nella maggior parte dei paesi arabi serva importarne, dato che sono gli unici che lavorano veramente.

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