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Buste "ecologiche": nuovo business, e solita fregatura.

Giovedì 21 Dicembre 2006, 14:07 in Scenari di

 A caccia di regali natalizi, finisco in una di quelle catene di profumerie sedicenti "naturali", nel senso che vendono bagnoschiuma che puzzano di pesca chimica, limone chimico, mandorla chimica e così via.

Alla cassa, niente buste disponibili. Il negozio propone solo "buste ecologiche" al costo di 50 cent cadauna, con tanto di grandi cartelli pubblicitari che recitano "Una busta si usa per 20 minuti, ma ci mette 400 anni per degradarsi, inquinando mari e fiumi".

Lodevole iniziativa, considerando anche che le buste sono fatte col petrolio e non vorrei mai vedere, in un più o meno remoto futuro, un'ambulanza fermarsi perché abbiamo usato tutto il petrolio per fare buste

La commessa mi offre la busta... ed è di plastica. Di plastica. Esattamente uguale alle solite, solo che ci sono disegnati tanti bei fiorellini sopra anziché essere bianca. Si presume quindi sia "riciclabile".

Inutile dire che ho lasciato lì busta ecologica e bagnoschiuma chimico. 

15
15 commenti
15
19 Set 2010
alle 17:47

chimicionline.it

Eventi di questo tipo sono incommentabili senza contare che screditano quelle che davvero hanno un fondamento

14
29 Nov 2008
alle 18:50

sandro

Per le buste biodegradabili segnalo www.quibio.it

13
28 Mag 2007
alle 16:57

Verdiana

Ciao ragazzi sono una vecchia lettrice del forum di nuoro, Vi segnalo che in Sardegna sono decine e decine i Comuni cui sono state fornite per la raccolta differenziata dell'umido, dei sacchetti che vengono spacciati per biodegradabili ma che pare non lo siano (non nel mio comune per fortuna noi usiamo il biodegradabile)..
vengono in sostanza spacciati per biodegradabili, invece è volgarissima plastica quindi l'umido viene messo dentro la plastica che poi parte per il compostaggio oppure direttamente per gli inceneritori..
La nostra povera Sardegna.. uno scempio!
I comuni non sanno ancora la differenza fra ciò che è biodegradabile e ciò che non lo è..
Questa volta sono partite delle denunce penali di aziende concorrenti e so che sta indagando la procura di nuoro e sassari..
Ho visto che molti di voi sono molto informati su questi temi.. vi lascio l'indirizzo del forum in cui sono presenti gli articoli e qualche commento su questo tema del falso degradabile.. passateci, se volete registratevi cosi lasciate il vostro pensiero e portate la vostra esperienza!!!! questa gente deve iniziare ad essere sensibilizzata in merito.. Ce n'è tanto bisogno..!!!!
Ciao Verdy
http://fonni.puntoforum.it/fonni-about492.html

12
13 Feb 2007
alle 12:35

rob

non vedo l'ora che sia tutto riciclabile e che il petrolio sia solo un fottuto ricordo ....................combattiamo per il suriscaldamento ambientale!!!!!non va' trascurato !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

volevo salutare ha debora

11
31 Gen 2007
alle 18:57

vaitus

ben detto earl, bel commento molto professionale!
dovrebbero fornire gratuitamente questi sacchetti per la raccolta dell'ogranico!

le normali buste di plastica dovrebbero bandirle!

per la spesa normale dovrebbero fornire buste di tela resistenti al costo simbolico di 5 euro a busta.. così tutti le porteremmo da casa invece di buttarle! oppure se le hai dimenticate a casa, puoi sempre prenderne altre pagandole 5 euro... poi un giorno prendi tutte le buste che hai in casa, le riporti al supermercato e ti rimborsano 5 euro per ogni busta... se la busta si rompe la porti rotta e te la sostituiscono... alcuni grossi supermercati offrono già un servizio simile, ma dovrebbe diventare la prassi comune!

10
31 Gen 2007
alle 12:04

Earl

Il Mater-Bi è una famiglia di materiali termoplastici biodegradabili. Si tratta di una nuova generazione di bio-plastica derivata da materie prime naturali, che durante l’uso ha le stesse caratteristiche fisico-chimiche della plastica, ma è completamente biodegradabile una volta abbandonata nell’ambiente. Le molecole di questo materiale sono anch'esse dei polimeri (lunghe catene di atomi di carbonio con appesi atomi di idrogeno) come nel caso di plastiche di derivazione petrolifera (es.il polietilene )ma con una struttura e una composizione diversa, che consente agli agenti naturali di aggredire le lunghe catene di atomi spezzandole e riducendole a componenti che possono essere assorbiti dall'ambiente senza effetti tossici, e che addirittura possono sostenere la vita di organismi, dai batteri alle piante.
Il Mater-Bi è costituito da amido di mais, di patate o di grano allo stato naturale, opportunamente trattato e mischiato con una piccolissima parte di polimeri sintetici, derivati essenzialmente dal petrolio, ma con procedimenti che ne rendono le molecole biodegradabili . Il Mater Bi è quindi un materiale completamente biodegradabile, adatto ad essere utilizzato con i rifiuti organici per produrre compost, ed è certificato dal marchio "OK compost" che garantisce la conformità alle norme europee per il packaging biodegradabile emanate nel 2001 (la direttiva EN 13432).
Per sfruttare correttamente queste qualità è però necessario che il prodotto in Mater-Bi biodegradabile finisca il suo ciclo di vita nel modo giusto. Usare ad esempio sacchetti o altri contenitori biodegradabili per poi incenerirli assieme a tutti gli altri rifiuti sarebbe poco conveniente. Per un buon utilizzo di questi materiali è quindi essenziale che si diffonda la pratica della raccolta differenziata. Nel caso dello shopper in Mater-Bi , esso può essere riutilizzato per raccogliere l'umido, sostituendo i sacchetti appositi, che non sempre sono distribuiti gratuitamente e che nei supermercati costano circa 10 centesimi. L'alternativa alla plastica sembra dunque disponibile. Il problema che maggiormente ostacola la sua diffusione è per ora il prezzo, decisamente maggiore rispetto ai prodotti convenzionali. Ma se nel prezzo di questi ultimi venisse conteggiato anche il loro effettivo costo di smaltimento la differenza non sarebbe poi così significativa.
Certo che è uguale alla plastica anch'esso è un polimero di carbonio!

9
31 Gen 2007
alle 12:01

Earl

Il Mater-Bi è la famiglia di materiali termoplastici biodegradabili sviluppati e commercializzati da Novamont S.p.A, si tratta di una nuova generazione di bio-plastica derivata da materie prime naturali, che durante l’uso ha le stesse caratteristiche fisico-chimiche della plastica, ma è completamente biodegradabile una volta abbandonata nell’ambiente. Le molecole di questo materiale sono anch'esse dei polimeri (lunghe catene di atomi di carbonio con appesi atomi di idrogeno) come nel caso di plastiche di derivazione petrolifera (es.il polietilene )ma con una struttura e una composizione diversa, che consente agli agenti naturali di aggredire le lunghe catene di atomi spezzandole e riducendole a componenti che possono essere assorbiti dall'ambiente senza effetti tossici, e che addirittura possono sostenere la vita di organismi, dai batteri alle piante.
Il Mater-Bi è costituito da amido di mais, di patate o di grano allo stato naturale, opportunamente trattato e mischiato con una piccolissima parte di polimeri sintetici, derivati essenzialmente dal petrolio, ma con procedimenti che ne rendono le molecole biodegradabili . Il Mater Bi è quindi un materiale completamente biodegradabile, adatto ad essere utilizzato con i rifiuti organici per produrre compost, ed è certificato dal marchio "OK compost" che garantisce la conformità alle norme europee per il packaging biodegradabile emanate nel 2001 (la direttiva EN 13432).
Per sfruttare correttamente queste qualità è però necessario che il prodotto in Mater-Bi biodegradabile finisca il suo ciclo di vita nel modo giusto. Usare ad esempio sacchetti o altri contenitori biodegradabili per poi incenerirli assieme a tutti gli altri rifiuti sarebbe poco conveniente. Per un buon utilizzo di questi materiali è quindi essenziale che si diffonda la pratica della raccolta differenziata. Nel caso dello shopper in Mater-Bi , esso può essere riutilizzato per raccogliere l'umido, sostituendo i sacchetti appositi, che non sempre sono distribuiti gratuitamente e che nei supermercati costano circa 10 centesimi. L'alternativa alla plastica sembra dunque disponibile. Il problema che maggiormente ostacola la sua diffusione è per ora il prezzo, decisamente maggiore rispetto ai prodotti convenzionali. Ma se nel prezzo di questi ultimi venisse conteggiato anche il loro effettivo costo di smaltimento la differenza non sarebbe poi così significativa.

8
23 Dic 2006
alle 08:43

Pietro Cambi

Assolutamente sacrosanto!
Il petrolio è prezioso, è una specie di tartufo "geologico", un frutto di milioni e milioni di anni di evoluzione geologica, di scontro di placche, di mari che si chiudono, di montagne che si sollevano etc.etc.etc.
Un distillato terrestre invecchiato in Barriques per decine ed a volte cnetinaia di milioni di anni ( mediamente il petrolio che consumiamo deriva da formazioni di un centinaio di milioni di anni fa').
Il Whisky brucia, lo sappiamo.
Ma voi mandereste la vostra macchina a whisky?
No?
Ed allora perchè continuiamo a bruciare il petrolio?
Certo, costa poco;
ma il motivo è ovvio: siamo nella posizione di un esercito di unni che stanno saccheggiando la distilleria di qualcun'altro e quindi approfittano a costo zero del lavoro altrui.
Costo zero magari no: anche gli archi a doppia curvatura e le scuri bipenni hanno il loro costo.
Non che non si possa far partire la chimica organica anche dal carbone: solo che costerebbe il doppio ed inquinerebbe il triplo.
Dovremmo, insomma, voler un po' piu' bene a questo vischioso e misterioso nerastro lubrificante dell'economia globale.
Rispettando il petrolio rispetteremmo anche l'ambiente.
Buffo, no?

Pietro Cambi

7
22 Dic 2006
alle 14:43

Debora/Petrolio

Beh Dke, hai scelto il post sbagliato per la tua osservazione: qui si parla di petrolio per fare buste!!!

Comunque è vero: parlo molto di trasporto perché se smettessimo tutti di usare l'auto avremmo petrolio per le flebo per altri cento anni ancora.

6
22 Dic 2006
alle 13:11

DKe

Ma sbaglio o su questo blog si parla sempre del petrolio come se servisse per il trasporto?
Si è vero, oggi serve soprattutto a quello e più nello specifico serve come fonte di energia.
Io però lo vedo come una materia prima, una risorsa limitata. Il petrolio, in un futuro ipotetico in cui per l'energia ci saranno le fonti rinnovabili che non inquineranno e tutto il mondo sarà più pulito, servirà per produrre oggetti o sostanze che non possono essere prodotte altrimenti. Non chiedetemi di preciso cosa ma ne propongo una a caso che magari non è l'esempio più corretto: i tubicini per le flebo in uso medico.

Ecco l'ho detto... credo che il petrolio ci mancherà non come fonte di energia ma come materia prima per fare "oggetti utili".

Beh... visto il periodo colgo l'occasione per fare gli auguri di buon natale a tutti coloro che leggono!

Ciao

5
21 Dic 2006
alle 22:52

Gianluca

La cosa migliore sarebbe portare da casa o una busta di plastica (visto che dura 400 anni la si potrebbe usare per tutta la vita) o una di tela. Sarebbe ora che facessero le buste con la canapa. Prima con questo vegetale si faceva tutto.

4
21 Dic 2006
alle 18:30

Debora/Petrolio

Uhmmm... grazie della segnalazione.
Non mi sembra però una cosa strana. Il Mare del Nord ha appena passato il picco e sta mostrando una depletion piuttosto preoccupante, intorno al 18% annuo se non sbaglio. Le compagnie si fondono perché in questo modo invece di veder calare inesorabilmente il proprio valore sul mercato lo aumentano, anche se artificialmente e solo di facciata.

Se qualcuno ne sa di più, ben venga!

deb

3
21 Dic 2006
alle 18:06

ale

Ciao Debora un tuo commento su questa notizia:
http://www.rinascita.info/cogit_content/rq_economia/Petrolio_Statoil_si_fonde_.shtml

ma sono pazzi?

2
21 Dic 2006
alle 16:29

Enrico

Ustia!
perchè, tanto per sapersi regolare, non ci dici come si chiama sta catena di profumerie?
E poi mi chiedo se la cosa possa essere denunciata, o almeno portata alla conoscenza di associazioni dei consumatori ed ambientaliste.
Io con sti falsi non voglio averci nulla a che fare...dai...dicci chi sono!!!

Ciao e buone feste a tutti
:i:

1
21 Dic 2006
alle 15:54

Paolo

Si parla da tempo di introdurre per decreto legge i sacchetti e imballaggi industriali di plastica biodegradabile a base di mais(materB).
Se per i secondi non c'è una data certa, per i primi finalmente il Governo prodiano-mortadelliano ha partorito una data "quasi" certa, ovvero il 2010, giusto per "dare il tempo" alle lobbies della plastica derivata dal petrolio di convertirsi al biodegradabile.
Un Governo politico che "impone" qualcosa a delle potenti corporazioni economiche???
Sarà ma sento puzza di ennesima presa per i fondelli...

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