Uno sguardo dal picco
Sembra una battuta, ma purtroppo secondo quanto riporta un quotidiano australiano è la triste realtà. L'autore del celebre rapporto sul cambiamento climatico , che circa un paio di mesi fa ha fatto il giro del mondo per le apocalittiche previsioni specialmente in campo economico, starebbe per essere licenziato dal Ministero del Tesoro inglese.
Sir Nicholas Stern, a quanto si mormora, avrebbe continue discussioni col Ministro Gordon Brown, che dopo avergli commissionato l'importante rapporto lo avrebbe lasciato lettera morta non prendendo minimamente in considerazione le raccomandazioni in esso contenute per i provvedimenti di legge.
Nicholas Stern, considerato dal Guardian "la prima rockstar del climate change" non rilascia dichiarazioni a proposito del suo licenziamento. Così impara a parlare di cambiamento del clima ed a farsi ascoltare da TV, capi di Stato ed opinione pubblica su un argomento sempre più tabu.
CAro Bernardo,
la gente di una certa età come i giovani (almeno per la mia esperienza) non gliene frega proprio niente del riscaldamento globale. quando faccio notare che novembre è così caldo sono tutti contenti e mi rispondono "almeno si risparmia sul riscaldamento"...
Purtroppo, anche se puo' sembrare brutto a dirlo (o a leggerlo), le persone che hanno piu' di 50 anni dovrebbero, e ripeto DOVREBBERO, accorgersi piu' di chiunque altro dei cambiamenti climatici. A me sembra invece il contrario. E riporto l'esperienza avuta con un noto accademico il quale dichiaro' senza mezzi termini, che a lui interessava solo la "cattedra" (cioe' la poltrona), perche' gli studenti, comunque, restano quello che sono. Questo per dire che se ad un ricercatore gli garantisci uno stipendio ed un laboratorio e la liberta' di fare quello che vuole, lui dira' e fara' tutto stando ben attento a non sputare nel piatto dove mangia!
Ho avuto piu' volte delle discussioni su questo argomento e puntualmente mi e' stato rinfacciato di tutto, primpo fra tutti il fatto che non ho una laurea e non conoscendo l'universita' non dovrei parlare. Rispondo invece che l'universita' la conosco abbastanza bene e che se la gente andasse a confrontare i libri di fisica, chimica ecc... ecc... degli anni '50 con quelli di oggi, troverebbe tante di quelle differenze che la meta' basterebbero per far capitolare gli scienziati che a fronte di stipendi d'oro (o meglio, di stipendi da fame e bazzette d'oro...), continuano ad insistere che il clima non e' affatto mutato e che anzi questa e' la normalita' e che il petrolio non e' affatto una risorsa di cui dobbiamo preoccuparci!
Resto comunque dell'idea che un buon muro, in cemento armato e intonaco plastico, potrebbe smorzare agevolmente tutti i colpi di fucile che riserverei alla gente che si ostina a voler considerare il Pianeta Terra come nostra proprieta' e come tale distruggibile!
Debora l'autore dell'articolo è Emilio Gerelli (77 anni) ed è un membro dell'accademia dei Lincei che và a braccetto con l'istituto B. L. (quando si parla di certe lobby...)
Purtroppo, se leggete in fondo, l'articolo dell'Istituto Bruno Leoni non è loro ma del Sole24ore. Stiamo messi bene...
Sarebbe ora di farla finita con queste lobby massoniche tipo istituto Bruno Leoni, pieni di figli di papà con stipendi da favola. La fine dell'età del petrolio sarà una mazzata soprattutto per chi ha più da perdere, e non aggiungo altro. :|
Una struttura o organizzazione, che con il suo operato, ha la facolta' e/o possibilita' di condizionare il pensiero della gente comune, non dovrebbe MAI e poi MAI accettare compromessi da societa' e/o privati che hanno un qualche interesse nel condizionare le menti umane.
Cio' che viene riportato sul sito dell'istituo Leoni, che ho letto solo in parte, andrebbe usato nei loro confronti e chi ha autorizzato la pubblicazione di quello scritto denunciato per falso e abuso della credulita' popolare. Non si puo' permettere a queste gente di sparare le proprie cazzate, anche motivandole, se sono palesemente dei falsi. Ed anche se a spararle sono scienziati, questo fatto non puo' che aggravare la loro posizione e, fosse in me, gli revocherei anche la Laurea e tutti i titoli di studio e onorifici ricevuti. Chi, con il proprio lavoro, non fa che danneggiare direttamente e/o indirettamente l'Umanita', andrebbe messo al rogo!
Non c'e' scienziato al mondo, dotato di intendere e di volere, che puo' NEGARE l'evidenza... ovvero che a fine novembre in Italia si andava in diro ancora in camicia e/o maglietta a maniche corte. E non si puo' negare il fatto che fenomeni estremi e NON stagionali, si stanno verificando, alle nostre latitudini, con una frequenza crescente dagli ultimi 5 anni circa.
Se qualche scienziato o istituzione NEGA che questi eventi vengono causati dal cambiamento climatico e/o effetto serra, allora sono in MALAFEDE e per prima cosa andrebbero controllati i loro conti in banca perche', quasi certamente, percepiscono soldi in cambio di una loro "opinione" da scienziati!
La penuria di combustibili fossili è nemica giurata della globalizzazione e di coloro che l'hanno voluta e che ce la stanno imponendo.
E' molto probabile che si torni a microeconomie locali nel dopo combustibili fossili, sperando che siano in un contesto di sfruttamento razionale ed ecosostenibile delle risorse e non in uno del tipo "medioevo prossimo venturo"...
A proposito dell'istituto Leoni, un luogo dove non si percepisce come reale una realtà fisica incontrovertibile come la 'finitezza' delle risorse,la validità universale del II° Principio della Termodinamica e dove si sostiene che il Mercato 'creerà' le risorse necessarie al nostro infinito 'sviluppo' a mio modesto parere si commenta da sè....
E pur non essendo un ricercatore del nulla sono dell'idea che il futuro della produzione agricola sarà molto più locale di quanto le previsioni prevedano, in regime di offerta combustibili
Giacomo
Sono combattuto. Un ricercatore recentemente mi ha detto che nel futuro in europa non si coltiverà + e verrà tutto importato da paesi extraeuropei. Non è affatto facile per un profano districarsi nella giungla di teorie, controteorie opinioni etc. Comrare terreni? Non comprare terreni? emigrare in nuova zelanda? Di sicuro siamo arrivati lontani dal paesaggio bucolico medievale dove sussiteva una minima forma di armonia. gradualità vs catastrofismo. o semplice progressività? quando una granata ti strappa via un arto non te ne rendi conto immediatamente..
Tot caput tot sententiae.
Comunque il "periodo caldo medioevale" citato dagli iperottimisti per negare le evidenze di riscaldamento non è mai esistito; e se in tali epoche ha fatto più caldo rispetto alla successiva "piccola età glaciale", cosa ovvia, questo non vuol certo dire che durante parte del medioevo le temperature fossero state molto più alte di quelle odierne...
Allego un bel commento disponibile sul blog di ASPO-Italia:
Ironico e preciso, sufficiente da sè a chiudere la questione della "mazza da hockey rotta".
beh, c'è anche chi mette in discussione quanto scritto da Stern...
http://www.brunoleoni.com/nextpage.aspx?codice=0000001815
Il rapporto Stern delegittima l'uso del carbone e da ulteriore fiato a tutti gli oppositori delle energie ricavate dai combustibili fossili.
Meglio affossarlo insieme al suo autore.
Il suicidio climatico della nostra specie è sempre più probabile...
alle 12:15
fausto
You wrote:
quando faccio notare che novembre è così caldo sono tutti contenti e mi rispondono "almeno si risparmia sul riscaldamento"...
Beh, riguardo alle spese di riscaldamento capisco l’osservazione. Negli anni passati, avevamo avuto inverni molto rigidi nella Pianura Padana; di solito mio padre era costretto a smuovere un discreto quantitativo di legna per scaldarci. Quest’anno, invece, la legna la stiamo usando pochissimo; in gran parte è destinata a restare dov’è. E io che normalmente dovrei spaccare la roba più grossa, per ora non mi sono certo ammazzato di lavoro…
Ieri sera, di ritorno dall'ufficio, mi aggiravo per il cortile di casa con indosso una camicia di cotone, e si stava discretamente (!).
Il principale motivo per cui, per ora, sul fronte petrolio/gas non abbiamo avuto grosse noie è proprio l’inusuale clima di questo inverno; e nonostante i bassissimi (per ora) consumi dovuti al riscaldamento, non è che i prezzi siano scesi seriamente. Stiamo pur sempre attorno alla sessantina di dollari/barile. Staremo a vedere.