Uno sguardo dal picco
Ci sono molti luoghi comuni riguardo all'Iran. La foto, ad esempio, non ritrae ragazze italiane durante lo shopping del sabato, ma due ragazze di Teheran durante lo shopping... del giovedì. I giovani iraniani sono tra i più attivi del mondo su Internet, praticamente tutti hanno un blog e comunicano furiosamente online via chat, email e commentandosi a vicenda.
Ma c'è un altro luogo comune che ora tocca smentire (ci avevamo provato anche qualche tempo fa, in questo post e in questo ) ed è quello delle infinite risorse petrolifere dello Stato persiano. Secondo Business Week , l'industria petrolifera iraniana sta mostrando seri segni di difficoltà. Non che le risorse, seconde solo a quelle saudite, siano carenti: è che il consumo interno di petrolio è arrivato a livelli che mettono a repentaglio le esportazioni. I pozzi più antichi, che risalgono addirittura al 1920, sono in declino, e c'è necessità di investimenti stranieri per migliorare la tecnologia produttiva.
E qui cade un altro luogo comune: ovvero che l'ENI, in Iran dai tempi di Mattei, faccia la parte del leone. Invece, la compagnia italiana produce la miseria di 35.000 barili al giorno in Iran perché, come sostiene Scaroni, i contratti sono poco convenienti.
Ma il vero problema sono i consumi interni. Con la benzina praticamente regalata, ogni iraniano ha l'automobile e ne fa uso smodato. Il Paese è già oggi costretto addirittura ad importare benzina, e anche costruendo nuove raffinerie si otterrà soltanto un ulteriore crescita dei consumi. E' ovvio che le potenze straniere non vedono di buon occhio tutto questo "spreco di petrolio" dei cittadini iraniani quando gli occidentali ne hanno disperato bisogno.
L'unica soluzione sarebbe quella di aumentare il prezzo alla pompa: ma Ahmadinejad non è Putin. Potrà politicamente permetterselo?
Acc. pensavo di aver fatto uno scoop!!
Sono belle notizie (o brutte, secondo come le vedi), volevo essere sicuro che non sfuggisse al tuo blog.
Si Maurizio, lo sapevo e volevo mettere la notizia in questo stesso post... poi ho evitato il calderone! ;-)
il 17 novembre, il presidente Hugo Chávez ha lanciato la Misión Revolución Energètica, un piano la cui direzione e' affidata al Ministero dell'Energia, per investire i proventi del petrolio nello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili.
Che ne dici?
Cultura diversa a parte, come esseri umani siamo tutti uguali davanti all'abbondanza, ovvero consumiamo smodatamente.
Vai a farglielo capire che, essendo risorse finite e quindi esauribili, bisogna usarle con moderazione anche quando sono abbondanti.
La politica energetica mondiale ha seguito sempre la moda della cicala.
Ora siamo obbligati senza alcuna possibilità di scelta a seguire quella della formica.
Sperando che non sia troppo tardi...
Il luogo comune e' che gli arabi/musulmani (ma anche gli ebrei, gli zingari, gli albanesi, i rumeni, i cowboy, gli indiani, etc. etc.) sono gente diversa da noi.
La differenza semmai sta nella cultura.
Grazie allo sforzo della tolleranza pero' culture differenti possono coesistere, senza dover puntare il dito l'una sull'altra: questo pero' sembra averlo capito solo una piccola parte dell'umanita'.
Nel primo post linkato viene sfatato il mito che dipinge l'IRAN con un grosso produttore ed esportatore di Petrolio. Debora, nel suo post, ha dimostrato che anche l'IRAN importa petrolio!
Nel secondo si sfata il mito del Nucleare come una minaccia seria da combattere ad ogni costo.
Vorrei sottolineare il fatto che, allo stato attuale, il bue sta dicendo "cornuto" all'asino.
Un paese sprecone come gli USA non ha il diritto di dire come consumare il proprio petrolio ad uno stato come l'IRAN. In USA sappiamo bene che si sprecano gran parte delle risorse petrolifere per mantenere un tenore di vota alto... e questo solo per evitare rivolte interne... beh... in IRAN sta accadendo la stessa cosa. Ma una guerra... o quello che sara', non cambiera' la situazione. Sono entrambi degli stati spreconi!
Non che in altre zone le cose siano molto differenti....
...vi ricordo che in Libia con 10 euro ho acquistato 105 litri di benzina!!!!!!
non ho capito: quali sarebbero i luoghi comuni che sono stati sfatati nel post?
alle 22:01
Mirco
Il consumo interno è elevato, perché il prezzo alla pompa è tenuto artificialmente basso dai sussidi governativi. Tanto che l'Iran importa benzina (non petrolio) perché non ha le raffinerie adatte a trattare il suo petrolio.
Per ridurre i consumi basterebbe che la benzina e il petrolio fossero messi in vendita a prezzi di mercato.
Certo, il regime ne soffrirebbe, ma la situazione economica attuale è pessima e non da segni di miglioramento.