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Ma l'EIA è un fallimento?

Venerdì 15 Dicembre 2006, 09:07 in Esperti di

L'EIA, l'Energy Information Administration, è un'organizzazione "indipendente" creata dal Congresso degli Stati Uniti per monitorare dati ed analisi sulle risorse energetiche. Fornisce, tra le altre cose, report (come quello di cui abbiamo parlato ieri ) mensili ed annuali sulla produzione di petrolio, la domanda, eccetera, ed è generalmente considerata molto autorevole in tutto il mondo.

E' uscito ieri sul Falls Church News Press un articolo che mette in discussione l'esistenza stessa dell'EIA. Attenzione: perché il Falls Church News, pur essendo un quotidiano piccolo e a noi sconosciuto, copre quell'area di nord Virginia e Washington dove vivono i "pezzi da novanta" del Governo americano.

Ecco cosa sostiene l'articolo:

L'EIA ha il compito di dire all'America quanto a lungo dureranno le nostre ricche e prospere fonti di energia. Se sbagliano, tutto il Paese sarà in grossi guai.

E sbagliano? Secondo il Falls Church News sbagliano di grosso.

La settimana scorsa l'EIA ha rilasciato il Report Annuale 2007 , che per definizione assume come nulla di significativo è destinato ad accadere alle nostre risorse energetiche per i prossimi 25 anni, che somiglieranno molto agli ultimi 25. 

Le proiezioni EIA stabiliscono che il consumo petrolifero in USA crescerà dagli attuali 20 milioni di barili al giorno ai 27 nel 2030, e il prezzo scenderà a meno di 50 dollari nel 2014.

L'analisi centrale del Report Annuale 2007 è così assurda che la pubblicazione stessa è un disservizio al popolo americano. I rifornimenti di petrolio e gas semplicemente non continueranno a crescere allegramente come hanno fatto finora. C'è un punto di rottura, chiaramente prevedibile dalla situazione geologica, geopolitica ed economica. 

L'EIA è impegnata a descrivere gli alberi e sembra non accorgersi che l'intera foresta è in fiamme e un incendio sta per bruciare tutto. 

Tanto per chiarire, i dati EIA sono tra quelli su cui si basa l'intera informazione mondiale, inclusi politici e governi al momento di prendere decisioni riguardo alle questioni energetiche. Non dico che vadano scartati sulle basi di un articolo, ma forse sarebbe ora che che studia l'argomento a livello governativo cominci a prendere in considerazione altre fonti.

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2 commenti
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18 Dic 2006
alle 09:28

silviu

Allora, due conti della serva (come si diceva una volta) sui grafici proposti da Eco:
- aumento del CO2 da 6 a 8 mld quindi + 33%
- linea rosa (prod.) praticamente piatta

Vedo una sola soluzione: sentivo parlare, non ricordo dove, di nuovi trattamenti del CARBONE per renderlo meno inquinante, con CO2 "immagazzinato" chissà dove...

Sarò gomblottista ma mi sa che davvero nel 2040 saremo sott'acqua a fare le bolle! Altro che balle!
Ciao

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17 Dic 2006
alle 11:05

Antonello

Guardando il post del 14/12/06 si dovrebbe concludere semmai che è la IEA a falsificare i dati verso l'alto e non la EIA (il fatto poi che queste due sigle siano quasi uguali è piuttosto strano...). Forse all'EIA è cambiato il direttore (occulto?). Fatto stà (tutto questo guarda caso nel momento "magico" del peak oil!!) che la cosa puzza parecchio di bruciato...

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