Uno sguardo dal picco
Dopo aver letto i risultati del sondaggio di cui sotto, la Commissione Europea deve aver pensato che visto che i cittadini sono così ignoranti ("ottimisti", si dice in gergo economico) bisogna farli ulteriormente contenti.
Così, ecco pubblicare uno studio del World energy technology outlook della Commissione, in cui si sostiene che il prezzo del petrolio scenderà a 40$ nel 2010 per poi risalire, udite udite, a 60$ nel 2030 e addirittura a 110$ nel 2050.
L'articolo di Milano Finanza che riporta la notizia prosegue con un contorto e davvero allucinante ragionamento. Tale aumento dei prezzi (con date francamente irreali ed ottimistiche, dal nostro punto di vista) è dovuto alla scarsa capacità produttiva OPEC (nel 2050??), e quindi, in conseguenza di ciò, diventerà economico e conveniente perseguire la strada... del carbone!
Non ho parole. Speriamo che nessuno legga il rapporto e soprattutto che non se ne lasci convincere.
(ANSA) - ROMA, 9 gen - All' incontro fra le autorità di Borsa di diversi Paesi avrebbero preso parte anche rappresentanti delle maggiori banche d' affari, da Goldman Sachs a Morgan Stanley, Bear Stearns, Merrill Lynch, Lehman Brothers, Citigroup, JPMorgan Chase, UBS, Deutsche Bank e Credit Suisse.
La necessità di maggiori controlli sui fondi a componente speculativa è particolarmente sentita negli Usa, dove alla fine dello scorso mese di settembre alla Fed di New York si sono incontrati le autorità finanziarie ed i maggiori traders sui prodotti derivati. Poco prima di questo vertice l' ex presidente della Fed di New York, William McDonough, aveva invitato la banca centrale statunitense a fare in modo che gli hedge fund fossero sottoposti a maggiore regolamentazione. McDonough nel 1998 si era occupato in prima persona del salvataggio del LTCM ed attualmente è vicepresidente di Merrill Lynch.
La stessa Sec - l' organo di vigilanza sulla Borsa statunitense - ha messo a punto alcune proposte finalizzate fra l' altro ad alzare il requisito minimo dei fondi speculativi, attualmente pari ad un milione di dollari.
Nel settembre scorso i due principali hedge fund che facevano capo al gruppo Amaranth persero oltre 6,5 miliardi di dollari dopo aver fallito la scommessa fatta su un rialzo del prezzo del gas naturale. Si calcola che i fondi speculativi rischino più di mille miliardi di dollari al giorno e che la recente, brusca flessione del prezzo del petrolio sia dovuta anche all'allontanamento di questa tipologia di investitori dai futures sull' oro nero, amplificando così i ribassi.
(ANSA).
Nessuno sospetta che questo artificioso calmieramento del prezzo del petrolio potrebbe essere una manovra OPEC per contrastare il ricorso alle energie rinnovabili da parte dei paesi sviluppati?
Insomma, non vogliono rinunciare ai lauti guadagni pur con le ultime gocce di petrolio disponibile...
Quello che dice Antonello è vero. Però non potrebbe essere che quel petrolio, scadente quanto vogliamo, ma pur sempre raffinabile non tenda comunque a salire ? In fondo se avremmo solo quello....
Rimane comunque il fatto che se nessuno lo vorrà, perché la sua qualità è scadente, il mercato non sarà approvvigionato. E quindi se nessuno aprirà il “cassetto magico”, siamo punto e a capo.
Saluti
Quoto Bernardo. Decisamente l’andamento del prezzo del greggio non segue nessuna logica (forse solo quella della speculazione). Dai dati EIA aggiornati a Ottobre risulta che la produzione per il 2006 (dato stimato in base ai primi dieci mesi) sarà praticamente uguale a quella del 2005. Ma per l’anno appena trascorso si è parlato di un aumento della domanda rispetto al 2005 di circa 1 mln b/g. Questo vorrebbe dire che buona parte dell’eccesso di capacità produttiva non esiste più. Se a questo aggiungiamo l’ulteriore taglio dell’OPEC…… altro che inverno mite negli states!!! Ce ne sarebbe a sufficienza per vedere il greggio alle stelle ; sopratutto se pensiamo che fino a qualche mese fa bastava una leggera brezza nel golfo del Messico per far partire al rialzo le quotazioni.
Sono sempre più convinto che il prezzo sia totalmente slegato dalla situazione reale e che i primi veri scossoni si verificheranno quando la produzione non riuscirà più a star dietro alla domanda.
Solo allora sapremo quale è il vero prezzo del petrolio. Da quel momento in poi potrà solo salire.
E questo potrebbe succedere anche prima del raggiungimento del picco. Non è detto infatti che la produzione per qualche tempo non continui a salire anche dopo che è stata superata dalla domanda. Solo che quest’ultima salirebbe più velocemente. E comunque già da quel momento qualcuno dovrà iniziare a razionare. Ma chi inizierà !?
Ancora comunque non riesco a realizzare la situazione. Eppure se al momento del picco qualcuno non aprirà un “cassetto magico” con la soluzione, sarà per forza il caos. E logico che sia così. Domanda superiore all’offerta vuol dire che inizieranno ad esserci difficoltà di approvvigionamento… e senza andare molto lontano, pensate solamente ai trasporti. Immaginate semplicemente le file ai distributori…… brrrr!!!! …..no non è possibile!!!
Il prezzo del petrolio potrebbe benissimo scendere a 40$/b nel 2010 (e diminuire sempre più), ma non per le ragioni che la "commissione" vorrebbe insinuare: cioè peak oil lontano.
Mi dispiace sfatare un "mito" ma il prezzo del petrolio dipende solo in piccola parte dal "peak oil". Il prezzo scenderà sicuramente se la qualità del petrolio estratto sarà sempre più scadente, con buona pace della domanda e dell'offerta. Scenderà ancora di più se ci sarà uno spostamento strutturale verso altre fonti energetiche (per esempio carbone e rinnovabili). Insomma la qualità sempre più scadente determinerà una maggiore spesa per la raffinazione, con conseguente aumento dell'inflazione e del prezzo della benzina. Quindi se volete un indicatore un pò più "sicuro" (anche se non perfetto) riferitevi al prezzo della benzina negli USA.
Penso che Debora abbia centrato il bersaglio in questo ottimo post:
http://petrolio.blogosfere.it/2006/12/usa-dopo-le-elezioni-benzina-in-risalita.html#comments
....si... ma la diminuzione del prezzo del petrolio non e' "normale".
Cioe'... la domanda aumenta. L'offerta diminuisce. Le riserve scarseggiano. E il prezzo scende?
Qui c'e' qualcosa che non quadra!
Chi e' che sta facendo scendere il prezzo del petrolio?
E perche'?
E' privo di ogni logica.... sempre che... non si stia preparando una di quelle stangate micidiali. Come?
Cio' che colpisce maggiormente le economie come quella italiana non sono i prezzi "stabilmente" alti. Ma gli aumenti repentini!
Se il prezzo del greggio schizza in alto di 30$ al barile, arrivano quindi sugli 80$, l'aumento dei prezzi di tutto il resto e' tale da far bloccare "temporaneamente" l'economia di un paese. Anche se quel livello e' stato gia' raggiunto in passato... :)
A quanto pare il petrolio a 55 dollari non deve essere piaciuto molto ai membri OPEC: hanno deciso di anticipare i tagli di produzione.
Ci incontriamo anche qui Corrado!
In merito al post, è scandaloso che la commissione europea pubblichi un rapporto così vistosamente fasullo; nessuno ha avuto il sospetto che anche i risultati del sondaggio possano essere stati "leggermente" taroccati?
E se tale sondaggio non fosse mai stato effettuato?
Insomma, è giusto aspettarsi dell'informazione trasparente e veritiera nel portale di un' Unione Europea "libera" espressione delle lobbies economiche e non dei cittadini e della politica?
Penso che la risposta sia scontata...
No, vedo che questo è stato pubblicato subito. Con il precedente era apparso un messaggio che diceva che il post doveva essere approvato dal moderatore. Misteri...
E comunque noi italiani stiamo anche peggio: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=62503
[a proposito, che fine ha fatto il mio commento la post precedente: era tanto brutto da non pubblicarlo? -:( ]
alle 20:52
Ciro
Quoto Paolo, aggiungo inoltre, che la legge della domanda e della offerta, nel mercato globale attuale governato dalla finanza (e dalla speculazione ad essa legata), non vale più neanche per la ricotta!!! O meglio, vale ma in percentuale sempre minore nella formazione del prezzo finale; il petrolio è l'esempio principe di questa mia affermazione, non sono un esperto ma ad occhio potrei dire che il rapporto fra la domanda e l'offerta incide solo per il 15-30% sulla quotazione del petrolio, e che se il prezzo lo facesse solo questo rapporto il prezzo sarebbe molto meno ballerino e soprattutto molto più basso!!! Se il prezzo dei tulipani fosse stato determinato soltanto dalla legge della domanda e dell'offerta tanti olandesi non sarebbero finiti in mezzo ad una strada !!!