Uno sguardo dal picco
E' uscito un nuovo lungo articolo di Richard Heinberg sul suo Museletter, "Bridging Peak Oil and Climate Change Activism", che è considerato fondamentale dagli esperti del settore energia e clima. Heinberg cerca infatti di analizzare la relazione tra questi due fondamentali problemi, per vedere se è possibile conciliare le soluzioni.
A prima vista, infatti, le proposte per rispondere al problema del riscaldamento globale sembrano cozzare con quelle che solitamente si offrono per l'energia: continuare a mantenere lo stato di consumi attuali limitando solo le emissioni è considerata strada sbagliatissima da chi si occupa di risorse, e viceversa tante risposte alla crisi petrolifera e del gas (carbone, nucleare) destano orrore negli attivisti del clima. Richard cerca di dare una risposta, vi consiglio di leggere l'articolo se sapete l'inglese.
Anch'io, proprio un paio di giorni fa, mi ponevo un dubbio analogo. Mentre infilavo i sacchetti del supermercato in macchina pensavo a Hubbert (ebbene sì), e a come il fattore global warming si sia inserito a mò di variabile impazzita nella curva del picco. Certo, la curva è fatta per tenere conto di tutte le variabili: guerre, problemi politici, economici, qualsiasi evento determini interruzioni nella produzione e sia in grado di spostare in avanti il punto di clou. Ma il global warming si inserisce proprio in quella fase di plateau che Hubbert ha definito come il lungo momento del picco mondiale. Come interpretare infatti una forza contraria che abbassa i consumi proprio nel momento in cui una maggiore richiesta renderebbe evidente l'impasse produttiva?
Un esempio: la Francia ha appena annunciato di essere riuscita nel piccolo miracolo di abbassare i propri consumi elettrici dell'1% nel 2006. Caso più unico che raro, in un Paese occidentale. Ma il motivo non è una vocazione al risparmio, bensì le alte temperature invernali che hanno consentito di contenere i consumi.
Il riscaldamento globale sta spostando in avanti la data del picco, o più precisamente sta allungando il plateau? Non lo so, ovviamente. Sono ragionamenti da supermercato. Ma visto che lo scorso giugno l'Italia ha stabilito il record di consumi elettrici, a oltre 55Mw di picco, viene da pensare che forse le estati saranno più indicative degli inverni.
Non credo che il riscaldamento globale possa abbassare i consumi, può solo spostarli a livello temporale.
Si ridurranno i consumi di combustibile per il riscaldamento degli edifici in inverno e si consumerà un pò meno per l'acqua sanitaria, visto che probabilmente sarà di base un pò più calda ma poi...
D'estate aumenteranno i consumi per la climatizzazione degli ambienti, visto che i condizionatori sovranno essere accesi prima e più a lungo.
Aumenterà anche l'uso del climatizzatore nelle auto nei periodi estivi e questo aumenta di molto il consumo delle vetture.
Servirà più acqua per colture ecase, e essendo più scarsa si dovranno scavare pozzi usare idrovore per per incanalarla dove serve più di adesso, altra energia consumata in più.
Alla fine i conti tornano, anzi è più facile che i risparmi siano inferiori ai maggiori consumi.
L'unica maniera per invertire la tendenza, o meglio rallentarla visto che ormai è assodato come l'aumento delle concentrazioni di C02 e gas serra sia inevitabile (di sicuro cina e india e gli altri paesi emergenti non smetteranno di produrre e motorizzarsi) e cominciare noi nei paesi industrializzati a usare in modo più razionale l'energia.
Non credo che il riscaldamento globale possa abbassare i consumi, può solo spostarli a livello temporale.
Si ridurranno i consumi di combustibile per il riscaldamento degli edifici in inverno e si consumerà un pò meno per l'acqua sanitaria, visto che probabilmente sarà di base un pò più calda ma poi...
D'estate aumenteranno i consumi per la climatizzazione degli ambienti, visto che i condizionatori sovranno essere accesi prima e più a lungo.
Aumenterà anche l'uso del climatizzatore nelle auto nei periodi estivi e questo aumenta di molto il consumo delle vetture.
Servirà più acqua per colture ecase, e essendo più scarsa si dovranno scavare pozzi usare idrovore per per incanalarla dove serve più di adesso, altra energia consumata in più.
Alla fine i conti tornano, anzi è più facile che i risparmi siano inferiori ai maggiori consumi.
L'unica maniera per invertire la tendenza, o meglio rallentarla visto che ormai è assodato come l'aumento delle concentrazioni di C02 e gas serra sia inevitabile (di sicuro cina e india e gli altri paesi emergenti non smetteranno di produrre e motorizzarsi) e cominciare noi nei paesi industrializzati a usare in modo più razionale l'energia.
Concordo in gran parte con l'articolo di Richard Heinberg (grazie per averlo segnalato!). Non ha senso affrontare i due problemi separatamente, perchè è la stessa energia non rinnovabile che passa dal serbatoio (pozzo petrolifero) al bidone dei rifiuti (atmosfera).
La domanda interessante potrebbe essere: quale dei due ci colpirà prima?
I due problemi sono asimmetrici, perchè se il riscaldamento globale colpirà soprattutto i paesi poveri, l'esaurimento del petrolio colpirà soprattutto i paesi ricchi che ne sono più dipendenti. Senza energia, noi non sappiamo nemmeno più come fare ad aevre l'acqua ...
Se si ridurranno effettivamente le emissioni di CO2, si ridurranno anche i consumi fossili, per cui l'esaurimento del petrolio dovrebbe in teoria allontanarsi ...
Amo andare in bicicletta anch'io, ma non amo pedalare in mezzo al rumore ed alla puzza delle auto. E rispetto la scelta del monachesimo interiore, ma esistono situazioni in cui ribellarsi è legittimo. I tecno-palazzi dei Lapo non possono essere ignorati, non sono come i palazzi alla Don Rodrigo. I secondi non mettono in pericolo la specie umana, i primi si. Esiste tutta una classe da sradicare dai gangli del potere, è quella classe che in Italia, per intenderci, ha come rappresentanti di punta i giornalisti del Corriere (e i media in generale). La “grande borghesia”, gli eredi consapevoli dei grandi mercanti e banchieri. Questo gruppo di individui, collaborazionista degli anglo-americani, esiste ed è potente ma va resettato perchè dettano una legge sbagliata. Le religioni combattono contro questa classe, certo, perché diventava più potente a spese del clero. Ma c’è solo questo? Leggete qualche passo del Syllabum, scritto praticamente ieri, poco prima che la Chiesa cattolica venisse cooptata da questi individui. Con un minimo di onestà intellettuale, chi creda nel prossimo collasso energetico-economico, in quel testo non legge altro che delle sacrosante parole. Con questo non dico che Chiesa dovrebbe tornare a prendere il potere. La storia non si ripete. Dico solo che questi individui devono sentire il “reset” che incombe loro sul collo. Altro che incentivi della concorrenza!
p.s. una precisazione al commento al post: la crescita economica, parallela alla crescita delle emissioni, comporta un più veloce esaurimento delle risorse. I due problemi tendono a presentarsi simultaneamente, ma simultaneità non significa un paio di anni! E’ quindi molto probabile che c’è stata una manipolazione.
Ciao, io sono arcisicuro che il lanciato allarme del Global warming altro non è che l'effetto del raggiungimento del picco.
Inoltre secondo me non avrà molto effetto sull'allungamento del plateau perchè i governi che hanno lanciato l'allarme globale predicano bene e razzolano male, in realtà vogliono far consumare meno petrolio agli altri per scroccarne più loro, ahahah
saluti
p.s. beato chi ha i soldi per comprarsi i pannelli solari FV e TMC (e chi me li regalerà)
D’accordo con Luca V quando dice che dobbiamo “marcare la nostra estraneità a questo andazzo”.
E questo indipendentemente dall’approssimarsi o meno di qualsivoglia crisi. Occorre ripensare la nostra organizzazione sociale, sempre più contraddistinta dall’arroganza e dalla prepotenza. Sempre più disinteressata al bene comune ed al rispetto verso il prossimo.
E allora, perché non iniziare smantellando il “mito” del lavoro? Inteso non più come mezzo per vivere, ma come fine ultimo della vita, punto di partenza della competizione sfrenata e del “arrivare a tutti i costi”. Indispensabile per continuare ad apparire e poter dimostrare di essere qualcuno.
Il guaio, però, è che se ad estraniarsi dall’attuale stile di vita sono solo i frequentatori di qualche blog.......!!!!
Saluti a tutti.
Scusa, Tap. Io, da 17 anni, estate e inverno, uso SOLO la bicicletta e i mezzi pubblici se piove o... nevica (ma quando mai piu?) .
Ti rivelerò un segreto: andare in bicicletta è bello, e fa anche bene.
E se i manager vanno in BMW, beh, cavolacci loro!
Comunque l'articolo del Beppe è grandioso! Grazie riccioli naturali (tuo charlie)
x tap
Da quello che vedo in giro e dal tenore dei consumi che non accenna a diminuire, malgrado alcune associazioni dei consumatori strombazzino a destra e a sinistra che gli Italiani non arrivano a fine mese, mi sembra che il problema energetico prossimo venturo sia solo un argomento d'elite.
Ergo, se non costringi la gente a risparmiare per mezzo di apposite leggi emanate dai governanti che si merita(utopia)...
Tap, io oscillo tra speranza e paura. Certi giorni penso che questo paese ha miniere di buon senso e buona volontà e, ancora una volta, si rimboccherà le maniche e in qualche modo ne uscirà. Altri giorni mi convinco che gli ultimi cinquant'anni hanno creato un deserto morale infinito.
Secondo me la strada è quella dell'esilio interiore: dobbiamo marcare la nostra estraneità a questo andazzo e pensare che il nostro benessere dipende solo da noi e dalla sobrietà delle nostre scelte. Sarà il nuovo monachesimo, non più nei conventi ma per le strade, nelle case, sul lavoro.
Se poi Lapo e i suoi si blinderanno nei tecno-castelli, bhe, ce ne faremo una ragione...
In risposta a Luca V: hai perfettamente ragione. Le nostre elites, espressione di quelle anglo-americane, si preparano a trasformare l'Italia in un paese sud-americano stile secondo '900 (pensate ai quartieri ricchi protetti dalla polizia privata, rende bene l'idea).
Soprattutto per questo bisogna avere sempre ben presente il partito trasversale dei politici e degli economisti malintenzionati: sono quelli che gridano alle virtù del mercato, alle privatizzazioni ed alle liberalizzazioni dei settori strategici, che l'Italia ha già dimostrato, quando vuole, di saper benissimo gestire in modo pubblico (vd. Eni. Le inefficienze tanto sbandierate sono tutte causate da ragioni politiche, non economiche.).
Se manca la benzina e la maggior parte della gente s'impoverisce (come già è adesso), io voglio un governo che vieti la circolazione dei SUV, semplicemente perchè esistono dei veicoli meno esosi nei consumi e più rispettosi nei confronti dei poveracci che ti stanno attorno. Non voglio sentir parlare di prezzi che tagliano la domanda e di efficienza economica perchè m'inc?%$o come una bestia!!... Guai ai ricchi che nella miseria generale esibiscono la loro ricchezza. Mi auguro che gli italiani si sveglino prima di arrivare a questo punto, vedremo di che pasta sono fatti realmente.
A mio parere non c'è molto da dire. Il cambiamento climatico è in atto da decenni ed è perfettamente possibile che vi sia stato un rapido deterioraramento negli ultimi 10/15 anni. D'altra parte, altrettanto rapido è stato lo sviluppo dei paesi del Terzo Mondo negli ultimi 30 anni, che ha aumentato esponenzialmente la qtà dei gas emessi.
Certo, vedere i leader dei paesi sviluppati gridare all'esaurimento delle risorse ed alla necessità di stravolgere le nostre abitudini, quando di fatto hanno bella e pronta dagli anni '70 la "causa" del cambiamento climatico, perfettamente funzionale ai loro scopi, mi sembra piuttosto irrealistico.
Siamo tutti convinti (a cominciare da me) che un po' di sobrietà nei consumi farebbe bene a questo mondo. E forse se ne sono convinte anche le nostre elites che pensano che un po' di dieta (nostra) faccia benissimo (a loro).
Qui il discorso diventa interessantissimo dal punto di vista sociologico: il gregge potrà anche accettare di prendere la bicicletta per andare al lavoro ma accetterà che i boss arrivino in BMW? Vero che era questo che succedeva in URSS ma qui in Italia il ceto medio esce da 50 anni di profumi e balocchi.
Continuo a pensare che questa classe politica e imprenditoriale stia giocando col fuoco: un soffio e si troveranno a penzolare da un lampione...(leggete Emmanuel Todd: le classi medie europee sono ormai in secessione dal ceto politico che pretende di rappresentarle)
Il riscaldamento globale è stato argomento largamente usato fino ad oggi dalle associazioni ecologiste e da una esigua minoranza di scienziati non sul libro paga delle compagnie petrolifere, però ora c'è da chiedersi come mai se ne sente parlare, con toni altamente drammatici, anche da uomini di stato, economisti, media ufficiali, associazioni di lobbies economiche( vedi quella denominata Unione Europea),ecc,ecc.
Che il riscaldamento globale sia una realtà credo non ci sia dubbio; pensare che possa venir usato per comprimere opportunamente i consumi mondiali di petrolio e gas in modo da non smascherare il loro stallo produttivo, sarebbe un'utile speculazione mentale.
Il post di Debora però ha insinuato un bel sospetto...
L'unica cosa certa è che stiamo andando incontro ad una pesante crisi energetica.
alle 20:10
buc
ciao