blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Le luci della notte e il Prodotto Interno Lordo.

Giovedì 25 Gennaio 2007, 12:16 in Energia di

Guardate queste due foto. La prima riproduce il Prodotto Interno Lordo mondiale in densità per chilometro quadrato. (Incredibilmente, o forse no, l'Italia è ai primi posti con Germania e Giappone per densità di PIL).

La seconda è una foto celebre, mostrata anche da Al Gore su Una Verità Scomoda: è l'immagine della Terra con tutte le luci accese (deve essere un fotomontaggio, visto che quando da una parte è notte dall'altra è giorno...)

Comnque, secondo Power&Energy , che ha realizzato il confronto, le immagini parlano chiaro: "Il potere politico (ed economico) è una funzione dell'energia".

Commenta Ran Prieur : Non ho mai visto un'illustrazione migliore sulla correlazione tra l'economia moderna e il consumo energetico. E mi chiedo quale  tipo di attività economica si eserciti nelle aree buie che non viene calcolata nel PIL, e che tipo di economia noi avremmo, o potremmo avere, senza tutta questa energia a basso prezzo.

Ce lo chiediamo un po' tutti... 

16
16 commenti
16
27 Gen 2007
alle 12:50

Aramcheck

Sulla riorganizzazione della teoria economica per flussi energetici invece che per flussi economico/finanziari ricordo "Entropia" di Jeremy Rifkin. Ormai un po' datato, ma interessante. Ti linko.

15
26 Gen 2007
alle 12:55

Bernardo Mattiucci

Max, la tua citazione e' apparsa in una vignetta de "Il Giornale" proprio questa mattina... :) ....ed io apprezzo il tuo commento.

Paolo,
il problema lo sappiamo anche noi che non sara' la carenza o meno di energia... ma c'e' una cosa che non ci riesce proprio di fare... a quanto sembra: considerare tutti i problemi contemporaneamente e non singolarmente!

E' evidente che se venisse a mancare il petrolio potrei ricorrere al carbone. Come e' anche evidente che venendo a mancare il gasolio per i trasporti potrei ricorrere a mezzi elettrici o ai cavalli (i quadrupeti) col carretto!
Ma e' anche evidente che se il clima continua a cambiare, sconvolgendo le produzioni alimentari dei singoli paesi e provocando seri danni alle infrastrutture... e se contemporaneamente venissero a mancare l'elettricita', il petrolio e suoi derivati, la sicurezza nelle nostre citta', la sanita', i rifornimenti dai paesi esteri, le materie prime e i soldi con i quali acquistare quel poco di prodotti che ancora potremmo trovare... beh... sicuramente tornare a vivere come i nostri nonni e' gia' una cosa positiva!

14
26 Gen 2007
alle 12:18

Paolo

Forse ci stiamo "illudendo" che dopo il petrolio ci saranno ristrettezze per tutti, ma vi invito a riflettere su come si stanno organizzando le Nazioni che hanno disponibili enormi giacimenti di carbone, e cioè USA, Russia e Cina(sta costruendo centrali a carbone a iosa).
E' ben noto che trasportare questo combustibile fossile è molto costoso, per cui, considerando che ne abbiamo disponibilità per almeno 200 anni è logico supporre che chi ce l'ha in casa teoricamente avrebbe risolto i suoi problemi energetici per decenni e decenni e chi non ce l'ha sarebbe condannato a comprarlo(semmai chi ce l'ha vorrà venderlo) a prezzi molto alti.
In più c'è l'opzione del nucleare basata sui reattori
autofertilizzanti(che utilizzano plutonio) e sui reattori al torio(con intrinseca sicurezza e scorie non "millenarie"), alla quale molti paesi, tra cui l'Italia, stanno pensando.
Tra l'altro si sta ipotizzando di ottenere benzina sintetica dal carbone rispolverando un noto procedimento chimico tedesco.
Tutto ciò ha costi elevati ma considerando che il petrolio facile è alla fine, è probabile che il futuro dell'energia potrebbe essere un mix tra le fonti suddette e le rinnovabili.
Credo che il vero dramma non sia se torneremo a vivere come i nostri nonni o bisnonni per penuria di energia, ma QUALE PIANETA si prospetterà per la vita dell'uomo dopo il quasi certo cataclisma climatico, visto che continuiamo a vomitare sempre più nell'atmosfera tonnellate e tonnellate di CO2...

13
26 Gen 2007
alle 11:52

max

Mentre ancora il ddl Mastella-Ruben non è in vigore posso dire ad alta voce BERNARDO MATTIUCCI NON CONDIVIDO IN TOTO LA TUA OPINIONE MA LA RISPETTO E MI BATTERO'FINCHE'TU POSSA ESPRIMERLA LIBERAMENTEEEE

12
26 Gen 2007
alle 09:01

Debora/Petrolio

Aspettare i blackout per vedere le stelle mi ricorda un po' il racconto "Notturno" di Asimov... :-O

11
26 Gen 2007
alle 00:50

antonio

La correlazione luci di notte e PIL c'è, è evidente.

Come è evidente lo spreco di energia che si disperde verso l'alto di notte, a illuminare il nulla.

Le leggi contro l'inquinamento luminoso ci sono, ma non si applicano.

Avete mai letto di vigili che vanno a multare i proprietari delle case che sui pilastri dei cancelli mettono quei vecchi globi luminosi che disperdono la maggior parte della luce verso l'alto, non credo.

Anche perchè sono per primi i comuni, con rare eccezioni, a fare lo stesso.

Visto personalmente con lampioni realizzati pochi mesi fa in un comune limitrofo e anche il mio è pieno di situazioni del genere.

Il risultato è che si spreca energia, si pagano bollette per illuminazione pubblica e privata salate, si inquina inutilmente e dulcis in fundo, ormai di vedere le stelle di notte dalla città non se ne parla più.

L'ultima volta che le ho viste, ed è uno spettacolo bellissimo, era un settembre e c'era il famoso blackout.

10
25 Gen 2007
alle 23:26

Vito Marino

Certo che vedere l'immagine che uso come wallpaper sul mio desktop sul questo uno dei miei Blog preferiti fa un certo effetto....

Se vi interessa potete scaricarla qua:

http://img142.imageshack.us/img142/8937/terradinotte8kd.jpg

9
25 Gen 2007
alle 18:15

Bernardo Mattiucci

Max, aspetta perche' parti da un presupposto "totalmente" errato!

Il concetto che noi Occidentali dobbiamo aiutare l'Africa perche' noi siamo ricchi e loro sono poveri e' stato creato per costringerci a essere liberi di aiutarli in altri modi... e per, cosa ancor piu' grave, per costringere loro a trasformarsi in un popolo consumistico.

Perche', secondo te, la Croce Rossa e tante altre organizzazioni continuano a spendere miliondi di dollari e/o euro per portare il grano dai paesi ricchi ai paesi poveri? Perche' e' il solo modo che esiste per evitare che se lo producano per se.
Fino a quando i paesi poveri continueranno a ricevere aiuti materiali da parte nostra, non investiranno mai neanche un minuto del loro tempo nel crearsi un futuro.

Io ci sono stato in Africa. Diverse volte. Conosco gente che ci vive da 30 anni. E ti posso assicurare che l'Africa, vista dall'interno, vissuta tra la gente e non nei villaggi turistici, conosciuta senza nessun pregiudizio e senza volersi considerare superiore, fa spavento per quanto e' forte, libera e sana.
Cio' che vediamo noi, in TV, e' sempre il lato peggiore di ogni cosa!

Perche' in TV non mostrano con quanta umanita' una famiglia di 4 persone PRETENDE che i propri ospiti occudentali (noi) accettino di buon grato L'UNICO PIATTO DI CIBO CHE HANNO?
Perche' la gente e' convinta che vestire alla moda, avere l'automobile, una casa di cemento armato, un LAVORO REMUNERATIVO e il cibo precotto/preconfezionato/pregustato sono un segno di civilta?

Andateci in Africa... e se non sapete come andarci contattatemi... vi ci porto io. Vi dimostrero' che il vero problema dell'Africa e' tutto occidentale. E' solo ed esclusivamente un modo sporco e orripilante per lucrare sulla buona volonta' della gente.
E' un modo per spillare soldi a chi e' convinto che gli africani vadano aiutati a tutti i costi.

E invece il loro grido silenzioso e': "lasciateci stare... e lasciate a noi le nostre risorse".

Il fatto che milioni di loro intraprendono viaggi assurdi e pericolosi per venire da noi, e' spiegabile col fatto che noi, a loro, abbiamo tolto TUTTO.

In Nigeria e in tante altre zone dell'Africa, i locali non hanno piu' neanche la possibilita' di coltivare la terra, bere l'acqua delle sorgenti, raccogliere la frutta. E questo grazie a noi occidentali... che abbiamo infangato il loro territorio con i rifiuti melmosi dell'estrazione petrolifera abusanto, oltre che sessualmente, anche della loro limitata cultura.

L'Africa viaggia a ritmi totalmente differenti dai nostri. Non hanno fretta perche' seguono il normale evolversi della natura. Non hanno fretta perche' non devono andare in tangenziale a sprecare 3 ore della loro giornata chiusi in scatole di lamiera che consumano quanto una carovana di cavalli da competizione e trasportano 1/10 di cio' che potrebbe portare un solo cavallo!

Loro, quando fa caldo, in estate, si siedono all'ombra e si muovono il meno possibile. E mangiano anche poco. Perche' qualsiasi movimento e qualsiasi sostanza ingerita oltre il minimo indispensabile, li fa sudare e questo li porta a dover bere... e sudare ancora.... e bere!

Sembra impensabile ed impossibile... e giustificabile solo con un retorico "loro ci sono abituati".

E invece non e' questo... perche' a comportarsi cosi' sono anche gli europeri che vivono li' da 50 anni!

Svegliamo ci un'attimo tutti quanti e smettiamola di fare falsi moralismi e di gridare al lupo al lupo!

In Africa, chi ha iniziato a fare guai e a convertire quelle popolazioni ad uno stile di vita puramente consumistico ed occidentale, sono stati prima di tutto i missionari... che in cambio di una conversione al cristianesimo fornivano cibo in scatola e medicinali.

Spesso... nell'aiutare il prossimo... si fa piu' danno di quando lo si lascia solo!

8
25 Gen 2007
alle 17:28

re_probo

Ormai quando mi dicono "dobbiamo aiutarli a casa loro" penso subito "speriamo che qualcuno venga ad aiutarci a casa nostra quando sarà il momento".

7
25 Gen 2007
alle 17:25

Marco Pagani

La correlazione tra PIL e illuminazione notturna è veramente geniale.
Mostra che il PIL dipende dall'energia che i ricchi sono riusciti a "sequestrare" ai poveri.
Troppa energia fa male, però, è una specie di droga!
Non è detto che la gente sia meno felice nelle aree buie, anzi!
Ciò che serve all'Africa non sono i megaprogetti, ma
(1) la trasformazione del debito in attività per l'ambiente e la sanità;
(2) filtri per l'acqua: sono in terracotta, con un serbatoio superiore, un filtro in mezzo e un serbatoio inferiore, di varie dimensioni in base alle famiglie. Sono semplici e sostenibili. Il filtro va cambiato ogni sei mesi.
(3) Cure per l'AIDS. Vedi il programma DREAM, che funziona
(4) L'adozione di un paese povero da parte di uno ricco creerebbe altri uffici e altra burocrazia: meglio le adozioni tra una città ricca e una povera, una scuola ricca e una povera una famiglia ricca e una povera ecc.

6
25 Gen 2007
alle 15:55

max

Allora cosa facciamo,mandiamo un euro l'uno e poi speriamo nella loro buona volontà di costruirsi un futuro?
Evidentemente siamo ancora nell'epoca dei moralismi fini a se stessi.
Da buon estimatore di Ratzel non dovrei nemmeno dirle cere cose troppo filantrope,ma vorrei comunicarvi che la Croce Rossa e altre entità mandano gli aiuti ai bisognosi dell'Africa e di altre zone del globo;le navi cariche di beni primari scaricano e senza che nessuno dica una parola la roba svanisce a causa di quei lestofanti autoctoni che invece di distribuire la merce se la portano tutta a casa loro e quella poveva puerpera lontana 10km nemmeno è consapevole di quello che avviene sulla costa.
O mi sbaglio?
Sperate che il governo locale distribuisca volantini un mese prima per allertare la popolazione?
Magari manda loro una e-mail?
Ripeto:credere che noi occidentali abbiamo il solo compito di far arrivare la merce e poi filarcela è insensato;fare una settimana di volontariato e poi filarcela è crudele e ancora insensato;far arrivare l'acqua nelle bottigliette da 33cl e poi dir loro "da ora in poi cavatevela" non ha sensoooooooooooo

5
25 Gen 2007
alle 15:12

Paolo

Bernardo, disposti o no, saremo costretti a tornare indietro...

4
25 Gen 2007
alle 14:38

Bernardo Mattiucci

Condivido pienamente il punto di vista di Paolo.
Qualcuno lo sta gia' facendo. E lo fa perche' ha capito che e' l'unica soluzione possibile.
Qualsiasi "strategia", simile alla globalizzazione, richiede energia. Non solo elettrica, ma petrolifera e logistica. Le materie prime estratte in Italia vengono inviate in Polonia per una prima lavorazione, poi vanno in Brasile per una seconda e infine finiscono in Cina per l'assemblaggio finale. I prodotti, poi, sono destinati al mercato americano. Questo "discorso", questo modo ottuso di pensare che cosi' facendo si risparmiano soldi, alla fine porta solo poverta'... ovunque.... e crisi economiche!
Se le migliaia di aziende italiane che grazie a qualche governo precedente non avessero spostato la loro produzione in Cina, oggi in Italia non ci sarebbe la disoccupazione. Se sempre queste ditte non avessero lodato gli americani, gli inglese e i giapponesi per le loro ricerche e per i loro brevetti, oggi avremmo un'Italia ai vertici della competitivita'.
Pensando che tutto il mondo e' un paese... pensando che, tanto, impiego solo 24 ore (oggi) per andare da Roma a Tokyo... pensando che cio' che costruisco qua in Italia in Cina (oggi) mi costa 1/20... beh... si finisce male. Perche' se venissero a mancare i trasporti veloci, per andare da Roma a Tokyo ci vorrebbero circa 2 anni... forse 6 mesi se si usa un buon veliero e si sa dove andare!

La soluzione ideale, quindi, e' ricostituire quelle comunita' autosufficienti che fecero crescere l'umanita' qualche secolo fa. Senza, ovviamente, rinunciare alle tecnologie e ai sistemi di comunicazione.

Ma in quanti sarebbero disposti a "tornare" indietro?
(che poi e' evolversi?)

3
25 Gen 2007
alle 13:57

Paolo

Mah, io la vedo alla maniera del film "L'uomo del giorno dopo".
Senza tanta energia, diciamo molto meno di quella che abbiamo oggi disponibile, tipo le zone della foto non illuminate, la gente tenderebbe ad unirsi in gruppi o comunità autosufficienti o quasi(magari con scambi commerciali con le comunità circostanti)dal punto di vista della minima sussistenza.Il contrario dell'economia globalizzata legata alla grande disponibilità energetica.
Un po' come un nuovo feudalesimo...

2
25 Gen 2007
alle 13:20

max

Devo ammettere,nonostante mi occupi di queste cose,che la mappa mi ha messo una certa tristezza dovuta al fatto che mentre noi occidentali diamo l'energia per scontata(quasi un diritto per alcuni cerebroscarsi)laggiù invece darebbero un occhio per qualche oretta di luce,per tre litri di acqua in più,per una tonnellata di libertà in più.
Poi sento lamentele dovute al fatto che sono pronti a risalire il Sahara per invaderci,pagare 5000euro,pregare di farcela,pregare di non finire schiavo in un campo agricolo di Agrigento,pregare e pregare ad infinitum.
Non hanno forse ragione?
Ho io la soluzione!
Si,avete capito bene,nonostante all'Onu ci si debba occupare di queste cose e non debba farlo uno che non è del mestiere:NEOCOLONIALISMO gente!!!
Ogni Stato occidentale adotta uno stato africano,tipo l'Italia adotta il Botswana,lo aiuta economicamente e non a parole a far salire il livello di benessere del popolo,lo istruisce a proprie spese,lo rifornisce di acqua potabile,di depuratori,e tutto ciò renda vivibile il paese.
Se si effettua anche il microcredito meglio ancora.
Francesi,tedeschi,canadesi,finlandesi seguiranno l'esempio e tra vent'anni si tireranno le somme.
Da dove prendere il denaro? Semplice: 5X1000:)

1
25 Gen 2007
alle 13:10

Bernardo Mattiucci

Evvai... questo mi piace....

Dunque... secondo me le immagini vanno analizzate considerando anche lo stile di vita "locale".

L'obiettivo degli abitanti dei paesi dove l'illuminazione e' carente o assente, e' procurarsi il cibo per vivere, mantenere i rapporti con gli altri individui, rafforzare i legami e aiutarsi a vicenda. Ogni problema, del singolo, viene interpretato e considerato come un problema comune. E come tale affrontato!

L'obiettivo dei abitanti dei paesi dove l'illuminazione e' elevata (eccessiva!) o comunque presente, e' "lavorare", ovvero procurarsi quei "soldi" con i quali e' possibile ottenere cio' che, in altre zone del pianeta, ottengono GRATIS!

Certo, la comodita' delle nostre case e delle nostre citta' e' elevata e chiunque, potendo scegliere, sceglierebbe di vivere in una casa comoda, lussuosa e con tutti i confort che la tecnologia ci offre.

Abbiamo perso i nostri valori di umani. Di animali che vivono in branco. Oggi il branco si riunisce... ma ogni membro "paga" dei soldi per potervi accedere... o restare. E se un membro non ha soldi, viene espulso dal branco. E quando il branco ha bisogno di quel membro precedentemente espulso... beh... con i soldi si ottiene tutto!

Ma quanto "costa", in termini di risorse energetiche tutto questo?

Tanto! Troppo!

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere