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L'ENEL campione di eolico... in USA e Canada.

Lunedì 8 Gennaio 2007, 17:00 in Energia, Italia di

Sono brave le nostre multinazionali dell'energia a fare business. C'è la crisi energetica? Servono fonti alternative? Che diamine, siamo gli assi dell'eolico!

E così, ecco che ENEL vince gare di appalto nel Kansas (USA) e nel Newfoundland (Canada) per costruire centrali eoliche con una capacità combinata di ben 277 megawatt e un investimento di 4 miliardi di euro.

In Italia, naturalmente di tutto ciò non si fa menzione. L'ENEL è troppo occupata a convincere il governo dell'indispensabilità delle centrali a carbone

9
9 commenti
9
09 Gen 2007
alle 16:03

linda cima

L'Ing. Vittorio Vagliasindi responsabile dell'area energie rinnovabili dell'Enel lo aveva dichiarato in un articolo sul Corriere della Sera del 30 5 2005..." Se contunua cosi saremo costretti a valutare alternative di sviluppo all'estero degli impianti solari , eolici, a biomasse eccetera: realizzarli in Italia è diventato un percorso a ostacoli"...

8
09 Gen 2007
alle 16:02

linda cima

L'Ing. Vittorio Vagliasindi responsabile dell'area energie rinnovabili dell'Enel lo aveva dichiarato in un articolo sul Corriere della Sera del 30 5 2005..." Se contunua cosi saremo costretti a valutare alternative di sviluppo all'estero degli impianti solari , eolici, a biomasse eccetera: realizzarli in Italia è diventato un percorso a ostacoli"...

7
09 Gen 2007
alle 12:16

fausto

Allego materiale sull'eolico. Se vi va.

Wikipedia in italiano

Qui ci sono delucidazioni riguardo le caratteristiche di velocità, solidity e portanza dei vari rotori e profili di pale: Energoclub . Tutto da sfogliare.

E sul sito Anev ci sono notizie su normative e questioni istituzionali.

Infine, non può mancare la trattazione fisico-matematica alla base degli impianti: è la Teoria di Betz , ben presentata anche qui .

Per me sono letture interessanti.

PS: ho visto il link alla pagina ufficiale per il Kite, grazie.

6
09 Gen 2007
alle 11:36

Debora/Petrolio

Anche i francesi hanno la TotalFinaELF come noi l'ENI. Quindi sono proprio i loro governanti ad essere più preparati e più legati al Paese che alle lobbies economiche. Noi abbiamo un disastro sia da una parte che dall'altra.

5
09 Gen 2007
alle 09:45

Paolo

I problemi di tipo paesaggistico, di ventilazione insufficiente e di inquinamento acustico sarebbero superabili, magari con l'eolico di alta quota di cui si parla molto.
Il problema vero ed insuperabile attualmente, è quello di una classe politica italiana con la vocazione ambientale prossima allo zero assoluto, e soprattutto troppo asservita alle lobbies economiche, dell'energia comprese, per cui non credo che l'ENEL avrà troppe difficoltà a "convincere" dell'indispensabilità delle centrali a carbone quel manipolo di imbecilli che metà dei cittadini italiani ha votato(non che col centrodestra sarebbe stato diverso...).
A proposito dei biocarburanti, in Francia il Governo ha autorizzato la messa in commercio del biodiesel e del bioetanolo(in percentuali intorno all'85% rispetto a benzina e gasolio al litro).
Siamo così vicini ai nostri cugini transalpini eppure così diversi nella mentalità...

4
09 Gen 2007
alle 08:26

Gaetano

Non ho mai visto da vicino dei generatori eolici e pertanto non sono in grado di giudicare l'entità del rumore da essi emesso. Di una cosa però sono abbastanza sicuro: i nuovi genereatori eolici, proprio perchè hanno una notevole portanza, girano a velocità molto più basse di prima (contrariamente a quanto afferma Fausto). Purtroppo il problema è legato alla costanza del vento, cosa che spesso è difficile da trovare in Italia , se si escludono alcune zone, e ciò porta a scegliere siti poco indicati da un punto di vista paesaggistico (i crinali appunto...). Comunque, accettando investimenti iniziali molto più alti, potrebbeo essere possibili grosse insatllazioni off shore...

3
08 Gen 2007
alle 23:50

Bernardo Mattiucci

il problema della generazione eolica e' complesso.
se posizioni il rotore troppo in alto rischi di dover scegliere una zona totalmente disabitata. Se malauguratamente si dovesse inceppare e/o rompere... candendo al suolo farebbe tanto di quel casino che la meta' basta e avanza!

Le installazioni in zona montane poi sfruttano per lo piu' il vento di "dinamica", ovvero quello che si crea con la differenza di pressione tra la "cima" e la "valle" e che rilase il costone delle montagne.

Le installazioni sono comunque dannose al manorama per diversi motivi.
1) il ronzio di fondo, molto poco udibile da parte nostra, disturba in modo dannoso gli animali, tutti, nessuno escluso, e finisce per farli allontanare definitivamente dal loro habitat naturale.
2) il movimento rotatorio e le turbolenze create, finiscono col modificare, anche se leggermente, il clima della zona.
3) il paesaggio sicuramente viene deturpato da un punto di vista "visivo". Ma il problema principale deriva, maggiormente, dall'inquinamento ACUSTICO emesso dai rotori e dalle relative pale durante il funzionamento!

In Italia il problema energetico esiste. Ma non vuole essere affrontato!

2
08 Gen 2007
alle 19:04

Pinnettu

http://www.kitewindgenerator.com/

Dovrebbe essere il sito ufficiale del progetto...

Ciao

1
08 Gen 2007
alle 18:18

fausto

Beh, almeno questo significa che qualcosa lo sappiamo fare pure noi.

Per l'eolico, devo dire che l'enel farebbe fatica a fare installazioni serie dalle nostre parti: in varie regioni operano delle moratorie contro i generatori eolici, che sono ritenuti responsabili di deturpare il paesaggio (una tesi che mi lascia perplesso). Inoltre, gli impianti oggi diffusi sono dotati di forte portanza alare e sviluppano velocità di rotazione elevate, col risultato di fare a pezzi qualsiasi cosa capiti loro a tiro. La cosa non è piacuta granché agli attivisti della LIPU. Il problema esiste, ed è stato studiato anche in molte nazioni del Nord Europa.

La mia impressione è che, in Italia, faremmo meglio a pensare gli impianti con la nostra testa, disegnandoli specificamente attorno al clima delle nostre zone; e forse dovremmo smettere di incaponirci a voler piazzare queste macchine sui crinali dei parchi nazionali: le opposizioni politiche sono troppo forti, ed alla fine non otteniamo niente. Se piazzi il mozzo della macchina a 80 metri da terra, il vento lo trovi anche a Vigevano: non c'è bisogno di salire sul Monte Bianco. E sarebbe interessante quantificare quanto si perda in termini di efficienza, conteggiando però i minori costi dovuti al fatto di installare le macchine in siti di facile accessibilità.

Personalmente, queste macchine mi hanno sempre affascinato; e con esse la teoria di Betz, che spiega il loro comportamento.

Qualcuno ha notizie recenti su eventuali sviluppi del progetto Kite Wind Generator?

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