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"Cheney, cosa diavolo fai per l'America?"

Giovedì 8 Febbraio 2007, 10:30 in Geopolitica di

 Sarà anche un pettegolezzo, ma l'ho trovato irresistibile.

Il gentiluomo che gestisce gli investimenti di Dick Cheney (circa 6 milioni di $), Jeremy Grantham, che ha una compagnia che si occupa di private banking per i più importanti imprenditori americani, ha scritto una lettera a tutti i suoi clienti. Questo il succo:

"Le amministrazioni americane hanno prestato pochissimo interesse alla sostituzione del petrolio o nei problemi climatici, e l'attuale sembra addirittura negare il problema. Gli USA sono l'unico Paese in cui i dati ambientali sono attaccati in una campagna di disinformazione pagata dalla Exxon Mobil."  

Grantham sottolinea la convenienza di investire nel miglioramento del sistema energetico. E cita ad esempio... l'Italia, che ha un PIL superiore del 50% per unità di energia rispetto agli USA. Non solo: Graham si chiede, "perché scandalizzarsi all'idea di imporre tasse sulla benzina agli americani, mentre gli italiani e gli europei le pagano?"

Poi continua sostenendo che le alternative al petrolio saranno la più grande occasione di investimento nei prossimi anni, e che una diversa politica in questo senso avrebbe potuto rendere gli USA indipendenti dal petrolio mediorientale già da molti anni (sottinteso: niente guerre). Si mostra propenso al nucleare, ma dichiara anche apertamente che l'etanolo da mais è un fallimento in partenza, e viene propugnato solo per accontentare la lobby degli agricoltori che chiede altri fondi. Conclude rimpiangendo le politiche energetiche del Presidente Ford... il cui capo dello staff, per inciso, era proprio Dick Cheney.

18
18 commenti
18
10 Feb 2007
alle 18:44

tap

Il generale Jean? Ahahah!!, sento odore di sud America... siamo proprio una Repubblica delle Banane! Incuriosito, ho trovato due parole sulle idee del nostro generale (http://www.italiasociale.org/Geopolitica_articoli/Carlo_Jean.htm). Atlantismo puro al 100%. E' patetico come cerchi di far passare gli USA come un Impero. Gli Stati Uniti non sanno neanche cosa sia un Impero, sanno solo che se usano bene le loro portaerei possono sfruttare una bella fetta del mondo. Meno geopolitica e più letteratura, max, se questa è la geopolitica che leggi. Energocrazia? MAGARI!! Perchè vuol dire che almeno qualche idrocarburo arriverà in Italia! Se arriva Putin (e gli Usa non nuclearizzano il Nord Italia) non ce ne accorgeremo neanche, forse solo il generale Jean sentirà qualcosa, ahahha!

La letteratura russa è uno zuccherino. Se dobbiamo cambiare padrone, tanto vale trovarci il lato positivo.

17
10 Feb 2007
alle 15:14

max

Sorry tap,non ho una preparazione elevata in letteratura russa,ma se desidero comprendere la geopolitica putiniana,energocrazia ad infinitum,leggo gli articoli di Margherita Paolini su Limes o in alternativa gli scritti del generale Carlo Jean.
Tolstoj,nel mio programma,non trova spazio purtroppo.Più azione e meno cuore quindi.

Sorry:-O

16
09 Feb 2007
alle 21:20

tap

Cosa vuol dire "essere democratico"? Questionare se Putin "è democratico" o meno non ha alcun senso. Riformuliamo, dunque. Puoi intenderla in due modi:
1) Putin fa l'interesse della Russia come nazione (se mi dici che i russi non sono un popolo allora non saprei proprio dire a cosa serva la parola "popolo").
2) Putin favorisce la creazione in Russia delle istituzioni tipiche delle "democrazie" occidentali.
Forse non ti è chiara la semplicissima storia russa degli ultimi 15 anni. La strada del punto 2 è stata seguita dal radicale Eltsin, che ha incluso nel pacchetto "democratico" la privatizzazione in massa delle imprese energetiche nazionali. Arrivarono i nostri, cioè le multinazionali angloamericane, che con contratti scandalosi hanno letteralmente rapinato le risorse del paese in combutta con i famigerati oligarchi locali, i Benetton russi. L'orgia raggiunse il culmine con la crisi del '98 e da allora, con l'arrivo di Putin, la Russia è tornata velocemente nella ristretta cerchia delle nazioni sovrane. Putin ha un consenso enorme fra la sua gente, un consenso che noi, con tutta le nostre istituzioni democratiche, ci sognamo. Metti che Prodi sia al 50, per essere buoni. Putin è all'80 e oltre. Siamo sicuri poi che la democrazia-yankee sia un bene per la Russia? Le ONG in Russia sono infiltrate dai servizi americani ed il loro unico scopo è compiere sabotaggi e propaganda. Se Putin ne smorza la capacità di far danni fa benissimo e chi ne denuncia la scarsa democraticità deve solo tacere. Gli hanno ammazzato il VICE-BANCHIERE CENTRALE e da noi appena ne parlano, muore una giornalista (probabilmente un'infiltrata, possibilmente una covert-operation della CIA) ed i media qui si scatenano, un bel po' oltre la solidarietà professionale. Gli americani tendenzialmente sono una collettività di sfruttatori, ciò che hanno fatto all'America Latina è di gran lunga peggio del comunismo sovietico. Il boom di schizzofrenia della politica e dei media in Italia non è altro che il sintomo dello sfruttamento americano. Ci stanno martoriando e la gente non se ne rende conto, si trastulla con i film di Hollywood. Secondo me un po' d'Impero in Italia non farebbe altro che bene, perchè i russi hanno tendenze imperiali, è innegabile. Al di là del gas, secondo me ci andrebbe benissimo con i russi... mai letto la loro letteratura? :-)

15
09 Feb 2007
alle 16:19

re_probo

Evidentemente, max, per te ci sono oligarchi buoni e oligarchi cattivi. I nostri oligarchi (Benetton, Tronchetti, Padoa Schioppa, potrei continuare per pagine) sono meravigliosamente democratici e quindi buonissimi ed abbondanti.
Ci fosse un Putin nostrano che ne mettesse qualcuno all'Asinara, ahhhh che sogno...

14
09 Feb 2007
alle 15:41

max

Gli oligarchi russi dormirebbero volentieri con te sonni tranquilli,re_probo.
Con me no.
Ne potrebbero comprarsi il Chelsea,battelli da miliardi di dollari(tolti dalle casse di Mosca),far cantare nel proprio salotto George Micheal la notte di capodanno a mò di cicciobello,polonizzare i rivali,e via discorrendo con altre disumanità made in Russia!!!
No,Vladimir non è mai stato campione di democraticità nel suo paese,chiedetelo agli ex-sovietici ceceni o georgiani.
Chiedetelo al magnate della Yucos Khorodovsky,oligarca senza beneplacito dello zar,adesso siberiano non per scelta!!!
Chiedetelo alla famiglia Eltsin,ammutolita con la minaccia della deportazione del mite Boris!!!
Chiedetelo alle badanti russe che imperversano nel nostro paese,costrette alla fuga per quattro spiccioli!!!
Kissinger definì,a ragione,Cheney l'uomo più cattivo del mondo.
Non mi pare che Gorbaciov abbia tutta questa libertà dialettale,no?

13
09 Feb 2007
alle 11:27

re_probo

Non amore ma rispetto per lo zar Putin.
Autoritario sì ma in difesa della sua patria, svenduta agli stranieri per quattro soldi: Putin vuole passare alla storia come il decolonizzatore della Russia, non come esempio di leader democratico. Se per farlo dovrà calpestare il debosciato stile di vita occidentale, pazienza.

E comunque:
dittatura = repressione del dissenso, manipolazione scoperta della masse
democrazia = indifferenza per il dissenso, manipolazione sottile delle stesse

12
09 Feb 2007
alle 11:10

max

Evidentemente se ritenete la Federazione Russa un'amore di nazione non avete colto la vera essenza del suo Czar Putin.
Debora,ok che non ci costringono ad usare i cannoni per prendere la loro energia ma avere il monopolio energetico specie del gas equivale a mille cannoni laser puntati incessantemente verso noi italiani,tedeschi,polacchi,slovacchi,bulgari,eccetera.
Per non parlare degli oligarchi russi arricchitisi grazie alle sbronze di Eltsin...Ergo mi sento di dissentire quanto affermato da Tap che reputa i russi "un popolo"!!!
Si,un popolo demograficamente e economicamente morente consapevole che la propria esistenza dipende dalle strategie del suo Czar-padrone.Totale sottomissione al Capo quindi,nello stile del Ventennio fascista o,se volete,del periodo gulag staliniano.
Memento:di tutti gli introiti derivati dal settore energetico il popolo russo non vede mezzo rublo,il che mi ricorda certe "democrazie" africane tipo Nigeria o Angola,"democrazie" che noi occidentali tolleriamo e sosteniamo a causa del loro petrolio.

11
08 Feb 2007
alle 17:24

Debora/Petrolio

:D

10
08 Feb 2007
alle 17:01

re_probo

Bernardo, gli inglesi hanno deindustrializzato ma avevano il petrolio del mare del Nord e la più grande piazza finanziaria del pianeta. Gli americano hanno deindustrializzato ma hanno il più grande esercito del pianeta.
Gli italiani deindustrializzano e hanno giacimenti di...? riso amaro? pecorino e fave? gondolieri e pulcinella?
Magari mi sbaglio: può darsi che basti nu core e na chitara

9
08 Feb 2007
alle 15:16

Paolo

Che discorsi da eterni colonizzati, ieri come oggi...

8
08 Feb 2007
alle 15:14

Deserteur

Comunque direi che questo Grantham è quello che gestisce gli spiccioli di Cheney. Con tutti gli intrallazzi che fa, con Halliburton & C, altro che 6 milioni di dollari...

7
08 Feb 2007
alle 14:59

Debora/Petrolio

Condivido, tap. Anche perché, per essere opportunisti, i russi hanno l'energia e non ci costringono ad andarcela a prendere coi cannoni!!!

6
08 Feb 2007
alle 14:44

tap

Bernardo, ieri, nel dopoguera, i nostri "politici" lo hanno regalato agli americani. Domani forse lo regaleranno ai russi a me la cosa non dispiace affatto, lo vedo come un netto miglioramento. Almeno i russi sono un popolo.

5
08 Feb 2007
alle 14:32

Bernardo Mattiucci

Il motivo del "perche'" vogliano acquistare i nostri gioielli e' semplice... anche se non ne hanno bisogno, comunque li controllano. Ed in qualsiasi momento possono usarli come arma nei nostri confronti.
Il trasformarci da paese manifatturiero in paese di servizi non e' semplice e richiede un cambio di mentalita' non indifferente. In Gran Bretagna ci stanno riuscendo, ma sono buoni 60 anni che ci stanno "lavorando". Noi in Italia siamo ancora convinti che il posto fisso, anche se traballante, e' sempre meglio di uno da libero-professionista.
E il problema principale, in Italia, e' la pressoche' totale mancanza di rispetto nei confronti degli altri e del loro operato.

Vedrai, presto o tardi saremo costretti ad emigrare in Africa, in sud America (dove pero' non ci vogliono) e in altre parti del mondo.

Proprio questa mattina in TV hanno parlato del "colonno" INDIA. Hanno detto che, se continua cosi', nel 2050 l'INDIA avra' un'economia molto piu' forte di quella americana!

E noi, come "polli", ci andiamo a nozze. Prevedo altri stabilimenti chiusi e gente italiana a spasso per permettere agli imprenditori di turno di trasferire la loro produzione all'estero!

4
08 Feb 2007
alle 13:23

re_probo

Me lo diceva un imprenditore qualche giorno fa: "in Italia ormai si può fare solo servizi e energia" sottointendendo che la deindustrializzazione del paese è ormai compiuta. Cosa faremo a questo punto, visto che eravamo un paese essenzialmente manifatturiero, è un mistero: probabilmente diventeremo camerieri e ciceroni per i turisti cinesi
Più che il fatto che i nostri pezzi migliori siano in vendita stupisce che qualcuno all'estero voglia comprarli. Ma l'eccesso di liquidità di cui soffrono i paesi produttori di petrolio è come il colesterolo alto, occlude le arterie.

3
08 Feb 2007
alle 12:41

Bernardo Mattiucci

Interessantissimo articolo, Silviu'... effettivamente fa riflettere non poco e l'idea che mi sono fatto e' che i nostri cari politici non stanno solo danneggiando il nostro paese... ma lo stanno proprio regalando alla Russia!

Complimenti a tutti i fautori di questa geniale trovata. Ci vorrebbe un premio di riconoscimento speciale: un vocabolario italiano-russo tutto d'oro!

2
08 Feb 2007
alle 11:58

silviu'

A proposito di italia, diciamo così, esemplare. Questa riflessione
http://www.altrenotizie.org/alt/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=14650&mode=thread&order=0&thold=0
a me m'ha fatto riflettere. e non poco, anche perché l'AEM mi fattura gas e luce.

1
08 Feb 2007
alle 11:36

Bernardo Mattiucci

"Lunga vita e prosperita' a Jeremy Grantham".

E' questo che mi sendo di augurargli!

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