Uno sguardo dal picco
Dalli e dalli, se scassano pure 'e metalli.
Il tabu della mobilità non è messo in discussione da nessuno. Non dalla politica. Non dall'economia. Non dalle persone drogate di pubblicità di automobili.
Nelle prime sedici società del mondo ci sono ben cinque società petrolifere. Con questo gruppo al comando abbiamo la certezza dell'estinzione del pianeta. Finché decidono loro dovremo spostarci in macchina e non in bici.
Il problema si risolve solo eliminando la mobilità ogni volta che non è necessaria. Quindi, quasi sempre.
Bisogna incominciare a odiare le macchine. Sono un feticcio, un tabù del secolo scorso.
E se lo dice lui, caro lei, qualcosa comincia lentamente a muoversi... ma che avete capito? Nelle coscienze, intendo.
Il nodo del problema è proprio questo: non servono a niente nuove strade, autostrade, auto pseudo-ecologiche, ecc se non riduciamo il bisogno di muoversi, che non è limitare la libertà, ma ridare la libertà al cittadino di scegliere. Qui la classe politica non ci sente: più volte ho provato a dirlo a conferenze e incontri pubblici con "decisori" riscontrando reazioni fra il seccato, il disapprovare, il dire che non si può tornare indietro e quant'altro.
Ridicolo vedere un Comune che contemporaneamente annuncia l'adesione a M'illumino meno e poi annuncia quanto segue
COMUNE DI MODENA - Comunicato Stampa
--------------------------------------------------------------------------------
UN NUOVO CENTRO COMMERCIALE A SAN LAZZARO
Sarà di medie dimensioni e non venderà prodotti alimentari. Il Consiglio comunale ha approvato nella seduta di ieri il Piano urbanistico attuativo per il recupero dellarea.
Nella seduta di lunedì 12 febbraio il Consiglio comunale ha approvato con un unico voto contrario (quello del consigliere Ds, William Garagnani) la delibera relativa al Piano Urbanistico Attuativo del Piano di Recupero d'iniziativa privata del comparto Libiola. Si sono astenuti: Lega Nord, Alleanza Nazionale, Forza Italia, Gruppo Indipendente.
La delibera è stata presentata dall'assessore all'Urbanistica Daniele Sitta. Il Piano di recupero prevede la demolizione dell'edificio dismesso che si trova nell'area compresa tra via Divisione Acqui, via Fossamonda e viale dello Sport. Al suo posto, nascerà un fabbricato con un nuovo centro commerciale destinato alla vendita di prodotti non alimentari. La superficie del comparto sarà complessivamente di 7.154 metri quadrati distribuiti su tre piani. Il centro commerciale sarà realizzato al piano terra e occuperà circa 2500 metri quadrati. Allo stesso piano saranno ricavati 82 posti auto accessibili da una rampa ubicata in via Divisione Acqui. Il secondo piano sarà destinato a magazzino e avrà altri 27 posti auto. Infine, altri 142 parcheggi, accessibili da una rampa in viale dello Sport nelle vicinanze della nuova rotatoria che dovrà essere realizzata, saranno ricavati al piano interrato. Complessivamente saranno 293 i posti auto, tra quelli all'interno del fabbricato e quelli pubblici in viale dello Sport. Il centro commerciale sarà attraversato da una galleria coperta collegata pedonalmente alla fermata dell'autobus di viale dello Sport. Per arrivarci è anche prevista l'apertura di un nuovo collegamento stradale che connette la rotatoria a via Fossamonda
Lopo... ti ringrazio tanto perche' non conoscevo questa associazione... ma il mio problema e' che al momento non ho tempo neanche per decidere cosa fare... :(
Uffa!
...e intanto il tempo passa!
Un altro sovraccarico; la rete elettrica comincia a perdere colpi:
"Grosseto 12/02/07: Stasera, verso le ore 20,15 , è mancata l'energia elettrica in buona parte della Provincia di Grosseto e di Livorno. Un guasto alla linea di alta tensione (380.000 V) ha provocato un blackout totale con disagi alla popolazione. Numerose le chiamate ai numeri di soccorso ed alla Protezione Civile Provinciale per la richiesta di informazioni su motivazioni sul guasto e rassicurazioni sui tempi di riattivazione. I Vigili del Fuoco hanno ricevuto anche chiamate di soccorso per cittadini rimasti chiusi negli ascensori. Dopo poco più di venti minuti in alcune zone, e trenta in altre, l'energia elettrica è tornata rassicurando i cittadini."
Per Bernardo e per chi è interessato (io ci sto facendo un pensierino): http://www.wwoof.it
In brevissimo: ci si iscrive all'associazione (meglio, alla filiale italiana), si paga un piccolo contributo per la necessaria polizza assicurativa, si spulcia una lista di fattorie e piccole aziende agricole a vocazione ecologica per contattarne una e concordare la permanenza di una o più settimane: loro ti ospitano gratis, vitto compreso, in cambio tu lavori.
Meglio imparare prima di comprarsi un appezzamento di terreno e non sapere che farci, no?
Ci sono alcuni nella lista che dicono esplicitamente di riduzione dell'uso di combustibili fossili, di permacultura ecc.
A Paolì,nel 2207 atterreranno li ufiii!!!
No,scherzo...
2007+200 anni=2207
Mi sono rifatto alle intuizioni di Malthus,tutto qui.
Perchè sei così pessimista sull'uomo del futuro?
Non credi che verranno i tempi in cui umaneggiare sarà più bello e meno cupo? (:-D)
Mi chiedo se nei paesi del nord Europa ci prendano qualche volta a buon esempio per i vari aspetti della società.
Siccome non penso che sia così allora chi è che definisce l'Italia il "bel paese"?
Mai titolo è stato così immeritato, specie guardando l'Italietta di oggi...
ragà,
a me pare che il problema della mobilità si risolve investendo razionalmente sul trasporto pubblico e disincentivando il trasporto locale. siete mai andati ad amsterdam?? passa un tram ogni due minuti e non c'è segno di ingolfamento di macchine. nelle nostre città è impossibile rendere efficiente il mezzo pubblico se deve competere ad armi pari con le automobili... (vedi vari tram bloccati a milano a causa dei parcheggi in doppia fila...)
Non ci sarà differenza tra il 2107, il 2207, o il 2307; e lo stile di vita sarà pressappoco uguale a quello del 1107, o del 1207, o del 1307 e qui mi fermo.
Perchè, che succede nel 2207?
Comunque tra 200 anni molto probabilmente l'uomo non si troverà a fare i conti con la sovrappopolazione del pianeta...
Perchè, che succede nel 2207?
a max, non ti sei reso conto che anche se ti da l'errore, la trasmissione della tua mail va a buon fine???
Evviva,andiamo tutti quanti in posti dimenticati da Dio!!!
Io mi occuperò della pesca...vi troverò polipi che manco in un cinque stelle avete mangiato.
Vi piace il vitello tonnato?
La terra,per come la conosciamo noi,può ospitare altri miliarducci di umanoidi ma non aspettatevi carote per tutti o mele.
Questo è il dilemma.Malthus lo capii già 200 anni or sono ma nessuno pare gli abbia dato retta.
Appuntamento nel 2207 dunque!
Evviva,andiamo tutti quanti in posti dimenticati da Dio!!!
Io mi occuperò della pesca...vi troverò polipi che manco in un cinque stelle avete mangiato.
Vi piace il vitello tonnato?
La terra,per come la conosciamo noi,può ospitare altri miliarducci di umanoidi ma non aspettatevi carote per tutti o mele.
Questo è il dilemma.Malthus lo capii già 200 anni or sono ma nessuno pare gli abbia dato retta.
Appuntamento nel 2207 dunque!
Evviva,andiamo tutti quanti in posti dimenticati da Dio!!!
Io mi occuperò della pesca...vi troverò polipi che manco in un cinque stelle avete mangiato.
Vi piace il vitello tonnato?
La terra,per come la conosciamo noi,può ospitare altri miliarducci di umanoidi ma non aspettatevi carote per tutti o mele.
Questo è il dilemma.Malthus lo capii già 200 anni or sono ma nessuno pare gli abbia dato retta.
Appuntamento nel 2207 dunque!
Ragazzi, che l'inquinamento non conosce confini lo so benissimo. Nei miei viaggi nel Sahara, che ormai iniziano ad essere la "normalità" per me..., incontro quintalate di rifiuti lasciati qui e la da turisti, lavoratori nell'ambito del petrolio, contrabbandieri e... non ultimo... piccoli aerei di passaggio.
Il "motivo" del perche' me ne andrei nel mio "paradiso" non va individuato solo nella volonta' di ricerca di un luogo incontaminato... perche' su questo pianeta e' impossibile... ma sulla piu' reale ed immediata necessità di ricominciare a vivere a contatto con la natura, in un luogo molto poco frequentato, senza dover sottostare alle ferree leggi del Dio Denaro.
Insomma... in Africa, ad esempio, a differenza di quanto vogliono farci credere con i documentari in TV, vivono con quel poco che la natura puo' offrire. Eppure sono felici... non conoscono la disperazione di chi non viene pagato nonostante consegni il lavoro come da contratto... non conoscono la depressione di chi, pur avendo tutto, non conosce il vero senso della vita. Non conoscono tutti i nostri mali psicologici derivanti dal culto del Dio Denaro... anche considerando, soprattutto, il fatto che stiamo tentando a tutti i costi di imporre il nostro stile di vita SBAGLIATO a chi dovrebbe insegnarci a vivere! Perche' loro vivono... noi no!
Del mio mio "paradiso", ad ogni modo, prevedo di parlarne tra non molto (se ne avro' il tempo), direttamente sul mio sito web (www.kylotron.com), come progetto di villaggio ecologico. Ma prima devo finire di raccogliere le informazioni di cui ho bisogno!
L'umano ha ragione. Dovremmo ricordarci che il problema è di tutti.
E poi, Bernardo, alcuni tra i posti più inquinati al mondo sono nelle remote regioni della Siberia artica o in squisite isolette al centro del Pacifico...
Berna' quando hai trovato il tuo paradiso facci sapere che ci veniamo tutti (noi umani)
Non vorrai mica stare li tutto solo a goderti la bellezza della natura incontaminata!!??
ciao
Caro Bernardo, di quei luoghi come dici tu ce ne sono sicuramente ancora molti, ma il lezzo velenoso delle attività industriali umane, che permea l'atmosfera e l'acqua, non conosce confini.
Ciò che ormai manca assolutamente in quei posti sperduti è il contesto di un pianeta incontaminato.
Anche l'inquinamento è globale...
Bernardo, da mia esperienza, quasi tutti gli Appennini e qualche bella fetta di prealpi sono ancora papabili.
resta un problema: il piano lavoro si abbassa di un bel 90 cm. e, di questo, dovresti discutere prima con la tua schiena. non ho mai coltivato la terra ma ho raccolto quintalate di patate...
Paolo, un posto semi-sperduto c'e' sempre. Puo' essere una piccola isola del pacifico ma anche una zona dell'Africa, dell'Australia e/o Nuova Zelanda, dell'america del sud... o perche' no... della Groenlandia.
Insomma... di luoghi dove ricominciare a vivere a contatto con la natura ce ne sono ancora molti...
Per combattere la mobilità privata occorre innanzitutto ridurla nel campo del lavoro, e questo lo si può fare solo imponendo per legge il telelavoro(o comunque la remotizzazione della propria attività in un posto vicino casa) per tutte le tipologie di lavoro in cui è possibile farlo.
Questo non prima di aver equiparato legalmente e normativamente il telelavoro al lavoro sotto tutti gli aspetti possibili.
Però ci sono tre aspetti importanti che rallentano fortemente la consacrazione del telelavoro:
1) L'ovvia minore usura della propria vettura vuol dire meno acquisti di automobili e quindi minori profitti per le case automobilistiche.
2)Minore uso dell'automobile vuol dire meno consumo di carburanti e quindi minori profitti per le multinazionali dei combustibili fossili.
3)Meno consumo di carburanti vuol dire meno introiti fiscali per i Governi.
Tutti questi attori all'opposizione costituiscono una barriera insormontabile per la riduzione della mobilità privata globale.
Credo comunque che il giorno in cui il telelavoro diventerà obbligo di legge sia sempre più vicino...
@Bernardo:
quando parli del posto semi-sperduto penso a quanto sia sempre più difficile trovarlo in un pianeta affollato e massacrato da 6,5 miliardi di esseri umani in continuo aumento...
Io vorrei solo andarmene per sempre in qualche posto semi-sperduto, magari dotato di internet in banda larga, ma dove imparare a coltivare il terreno (sono figlio di contadini e non ho mai piantato neanche una carota!), a raccattare la legna nel boschetto vicino, a sistemare i muri in pietra della recinzione. Insomma... vorrei andarmene e fondare il mio piccolo paradiso, magari insieme a qualche altro volenteroso che odia la societa' ottusa nella quale viviamo e vuole ricrearsi una Vita, una Vera Vita, da qualche parte su questo, un tempo, splendido pianeta!
E' il mio sogno. E non e' detto che, presto o tardi, non riesca a farlo!
alle 18:55
Bernardo Mattiucci
Beh... non c'e' nulla di strano. Probabilmente nel raggio di 50 km ci sono ancora troppi "piccoli" negozietti troppo difficilmente controllabili... i cui proprietari potrebbero non accettare le decisioni della grande distribuzione.
Insomma... bisogna eliminare ogni possibilita' di scelta!
E intanto a genova hanno trovato un Romeno con oltre 500 auto intestate... :(