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Il prossimo petrolio, difficile e sprecone.

Lunedì 26 Febbraio 2007, 11:26 in Risorse di

Un report di una società di consulenza di Edimburgo, rilasciato qualche giorno fa, ha destato l'interesse del Financial Times che si è preso la briga di analizzarlo.

Secondo lo studio, il pianeta ha ancora da offrire 3600 miliardi di barili di "petrolio non-convenzionale". Finora, solo l'8% è stato sviluppato, principamente nell'Orinoco (Venezuela) ed in Canada. La cattiva notizia è che, a quanto risulta, appena il 15% del petrolio non-convenzionale apparterrebbe alla categoria "petrolio pesante-extra pesante" (ricco di zolfo), il restante è greggio di ancora più difficile estrazione.

Lo studio si mostra più ottimista di quanto siamo noi di solito, eppure dipinge ugualmente uno scenario preoccupante per l'industria petrolifera. Afferma infatti che, anche se alcuni dei principali giacimenti vedranno incrementi di produzione fino al 2020 (cosa di cui ci permettiamo di dubitare, qui, qui e qui ) l'industria potrebbe avere una brutta sorpresa, perché non riuscirà a soddisfare la domanda

Al termine dell'articolo, Matthew Simmons infatti sottolinea come la situazione sia molto poco rosea, e come occorrano ingenti quantità di acqua dolce e prezioso gas per trasformare dell'inutile greggio pesante in petrolio utilizzabile.

"In un certo senso, è come trasformare l'oro in piombo", conclude Simmons. 

11
11 commenti
11
26 Feb 2012
alle 13:17

accompagnatrici

si poveri figli, gli lasceremo solo inquinamento.

10
12 Set 2011
alle 21:55

accompagnatrici roma

It cannot succeed in actual fact, that is exactly what I think.

9
27 Feb 2007
alle 22:48

Ale

Povero Bernardo, è troppo facile scaricare la colpa solo sugli americani!! noi europei consumiano più o meno quanto loro ed inquiniamo altrettanto, per non parlare poi delle economie asiatiche!
Invece di fare i soliti radical chic che danno tutte le colpe agli americani iniziate a prendervi la vostra bella parte di responsabilità!! una parte bella grosse, che non si può nascondere semplicemente dando la colpa agli stati uniti! basta con questa storia prendetevi la vostra parte di responsabilità! e che cavolo!

8
26 Feb 2007
alle 22:47

Bernardo Mattiucci

Considerate che non c'e' peggior sordo di chi non vuol sentire. A costo di devastare l'intero pianeta ben oltre il livello attuale... e a costo di bombardare tutti gli stati del mondo, gli americani continueranno a sperperare le NOSTRE risorse, fregandosene altamente delle conseguenze. Questo e' l'inizio della fine. L'Apocalisse, tanto temuta proprio dagli americani... eppure tanto perseguita con le loro politiche del consumo!

Ne vedremo delle belle!!!!

7
26 Feb 2007
alle 22:16

Andrea

Mah... secondo me la situazione è molto più complessa del previsto, soprattutto per quanto riguarda le sabbie bituminose del canada. Ormai gli oleodotti Canada-Stati Uniti hanno invertito il flusso: non più dagli Stati Uniti al Canada, ma viceversa. Immagino gli gli americani stanno guardando con molto interesse alle sabbie dell'Alberta e hanno in serbo molte novità a riguardo. Aspettiamoci sorprese in futuro, il Canada potrebbe diventare la nuova Arabia Saudita, solo molto più ben disposta verso gli Stati Uniti e soprattutto senza gli arabi.

6
26 Feb 2007
alle 16:42

ste

(Pianura padana)E' il 26 FEBBRAIO, in giardino sono sbocciate le viole, ci sono 18.1 gradi alle ore 14.30.
Continuate pure ad estrarre il petrolio....tranquilli.

5
26 Feb 2007
alle 16:28

Antonello

"La cattiva notizia è che, a quanto risulta, appena il 15% del petrolio non-convenzionale apparterrebbe alla categoria "petrolio pesante-extra pesante" (ricco di zolfo)"

Più che una cattiva notizia è una non-notizia. A causa del basso EROEI (circa 1) il petrolio pesante non è conveniente. Poi le varie compagnie sarebbero disposte a investire miliardi di dollari per costruire raffinerie speciali che sfornerebbero un prodotto molto costoso e che sarebbero inutili nel giro di pochissimi anni? Penso proprio di no.

4
26 Feb 2007
alle 13:59

Paolo

Questi discutono ancora di tecniche di estrazione del petrolio "difficile" e non si rendono conto(?) che tra non molto il mercato dei combustibili fossili collasserà su se stesso causa limiti climatici ampiamente raggiunti e sorpassati.
Non so come la pensiate voi, ma non credo minimamente che questa decadente società riuscirà ad evitare il proprio destino, quello di tutte quelle specie viventi riprodottesi in modo eccessivo e che hanno sperperato le risorse disponibili per il proprio sostentamento, ovvero un drastico crollo numerico della popolazione mondiale.
Quello di cui si parla pochissimo è della madre di tutti i problemi che ci affliggono: la sovrappopolazione
Le regole imposte dalla Natura sono semplici e ferree e nemmeno l'essere umano con la sua intelligenza da perfetto idiota può ritenersene al di sopra.
Beato chi vive nell'ignoranza di quello che ci aspetta...

3
26 Feb 2007
alle 12:22

silviu'

ma qual'è il problema?
poi col piombo, e la pietra filosofale, lo ritrasformiamo di nuovo in oro...ché il gioco dell'oca, detto anche dei Sogni Ricorrenti, affascina da sempre e non stanca mai...

2
26 Feb 2007
alle 12:13

Bernardo Mattiucci

Personalmente dubito molto di questi studi basati sul nulla. Com'e' possibile ipotizzare una quantita' cosi' elevata di petrolio a profondita' molto alte se la composizione interna del nostro pianeta e' ancora in parte (nel dettaglio) oggetto di studio?

1
26 Feb 2007
alle 12:10

max

Saranno i nostri figli a sperimentare tecniche di estrazione petrolifera in zone inaccessibili al momento.
Noi accontentiamoci di quello che abbiamo,ma diffidiamo da allarmi infondati e faziosi(vedi Eia).
Ultimissima:Al Gore l'ambientalista vince l'Oscar.
Elezioni Usa 08:Al Gore presidente!!!

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