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Meglio un podere, che un loft a Manhattan.

Sabato 24 Febbraio 2007, 16:36 in Risorse di

"E così saremmo andati in Iraq per niente..."

Questa potrebbe essere una buona notizia per tutti i previdenti che hanno comprato la casetta in campagna, un po' meno buona per chi deve ancora comprarla.

Un articolo Bloomberg, infatti, riporta un record: per la prima volta da trent'anni, il valore dei terreni agricoli in tutto il continente americano è cresciuto più di un appartamento a Manhattan o nel centro di Londra. Aumenti tra il 16 e il 35%, mentre prestigiosi loft ed attici si sono apprezzati solo del 12%.

La ragione? Non i previdenti che comprano la casetta, ovviamente: ma grandi compagnie che si sono accorte di come la terra sia di nuovo un ottimo investimento. Per due motivi. Uno, l'esplosiva richiesta cinese di cibo per umani e bovini; due, l'enorme incremento della coltivazione di mais per la produzione di etanolo da autotrazione.

Non resta che sperare che prima o poi qualcuno si accorga che non possiamo mettere in competizione il cibo per gli umani con quello per le macchine... 

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5 commenti
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27 Feb 2007
alle 12:22

fausto

per pro rinnovabili:

l'acqua da utilizzare nell'elettrolisi sarebbe comunque pochissima, se confrontata con quella richiesta per altri usi; l'acqua che estraiamo dal sottosuolo nella sola Emilia Romagna è stimata essere qualcosa come 800 milioni di metri cubi annui (ed è una stima per difetto di qualche anno fa per le sole acque sotterranee!). Considera poi che per l’elettrolisi occorre rendere conduttiva l’acqua, e quindi quella salata andrebbe più che bene anche così com’è. O comunque non avrebbe molto significato dissalarla.
Il problema vero resta il solito: occorre energia per generare questo fantomatico idrogeno, che è solo un vettore energetico (tecnicamente problematico), e non una fonte.

Copincollo anche un’altra cosa, che c’entra poco. Pian piano, l'inasprirsi della situazione sul fronte dei combustibili induce dei cambiamenti di rotta; senza tanti clamori, in Italia si riaprono le miniere di carbone a cui ci eravamo attaccati per disperazione, e con scarsi esiti, durante l'ultima guerra. Anziché cercare un ipotetico futuro, ci rintaniamo in un passato che sembrava perduto nell’oblio.

La questione è ben rappresentata da alcuni articoli usciti su “La Repubblica” questa domenica; provo a mettere il http://www.repubblica.it/domenica/index.html?ref=hpsbsx
">link alla pagina ed ai testi in pdf, purtoppo piuttosto pesanti (circa 3 MB).

A colpirmi molto, è la naturalezza con cui sembra essere stato accettato quello che a me sembra un enorme balzo all’indietro, nonché un inequivocabile segnale di cedimento; e ci sono pure voci che osano rallegrarsi di un simile evento. Anche in Inghilterra si pensa di riaprire vecchie miniere abbandonate.

4
26 Feb 2007
alle 14:32

pro rinnovabili

"Non resta che sperare che prima o poi qualcuno si accorga che non possiamo mettere in competizione il cibo per gli umani con quello per le macchine..."

Sono d'accordo...un'altro dubbio che mi viene e quello sulla emergente tecnologia...l'idrogeno...
Geremy Rifkyn spiega che con le energie rinnovabili potremmo produrre energia per impiegarla nell'elettrolisi in modo da scindere l'idrogeno dall'acqua...fino a qui tutto bene...e poi con l'idrogeno far funzionare la società come ora faccia col petrolio...Ma se nel mondo oggi già scarseggia acqua, anche nel mondo occidentale potremmo avere dei problemi di mancanza di acqua, come faremo a impiegare
milioni di litri di acqua per produrre idrogeno per autoveicoli e non? Il problema non è quello di riuscire a cambiare sistema energetico, con la volontà si riuscirà di sicuro...il problema e far si che il nuovo sistema energitico, sia un sistema di pace...perchè mentre ora facciamo guerre per il petrolio, non vorrei che in futuro lo facessimo per l'acqua...potrebbe essere una soluzione quella di prelevare l'acua dai mari,desalinizzarla, e usarla per produrre idrogeno?
detto questo sono convinto che l'era dei combustibili fossili stia per finire...sono favorevole all'idrogeno e alle rinnovabili, a patto che diventi un sistema di equa ridistribuzione della ricchezza e non una lobby...

3
24 Feb 2007
alle 21:49

Gaetano

"L'affare" biocarburanti sta già contagiando molte persone anche in Italia: ho letto che persino il marchese Nicolò Incisa della Rocchetta, produttore del Sassicaia (almeno 100 euro a bottiglia) abbia deciso di destinare parte dei suoi terreni alla coltivazione di colza e girasole per produrre biocarburanti...

2
24 Feb 2007
alle 20:03

Antonello

Sono piuttosto scettico verso questi biocarburanti. Intanto domenica ci sarà il blocco del traffico in sette regioni; naturalmente per lo smog...

http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo350522.shtml

1
24 Feb 2007
alle 17:06

Bernardo Mattiucci

Se questo apprezzamento sta avvenendo negli USA e' sicuro che avverra' anche in altre zone del Mondo.
Ne saranno felici i nostri Benetton, proprietari di una buona parte della Patagonia!

Ma di terra da acquistare, da quelle parti, ce ne sta ancora molta... al costo di circa 6-10 Euro l'ettaro!

Chi vuol venire?

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