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Reverse trends.

Sabato 3 Febbraio 2007, 09:35 in Current Affairs di

Scrive Antonello in un commento al post su Simmons:

Questo fulmineo interesse dei politici per l'ambiente e l'energia ci dice che ormai siamo alla resa finale dei conti. Le cose stanno accelerando! 

Effettivamente bisogna constatarlo: c'è un improvviso, anzi davvero fulmineo, interesse generale per il problema clima. Non che l'inverno non abbia aiutato, per carità, ma ricordo che al tempo di Katrina la semplice supposizione che il global warming avesse qualche responsabilità destava ondate di feroci critiche. I Forum sull'ambiente sono stati da sempre disertati con supponenza, Kyoto considerato un capriccio inutile per mettere a tacere qualche europeo troppo hippie.

Ed ora ecco un rovesciamento della situazione a 180 gradi. Politici, informazione, scienza, istituzioni globali, in quattro e quattr'otto hanno abbracciato una teoria che avevano dileggiato per anni con una convinzione addirittura acritica. Qualche climatologo pensa addirittura di proibire il negazionismo del global warming, neanche fosse l'Olocausto. Spiazzante.

Naturalmente, applaudiamo a tale ravvedimento generale... che non mi pare però di aver visto sottolineare da nessuna parte. Ma comunque non si può non chiedersi cosa possa averlo causato. Si sono accorti troppo tardi che, come dice Antonello, siamo alla resa dei conti? O hanno finalmente fiutato il business? Oppure, come insinuano altri beninformati (tra i quali probabilmente Simmons, appunto), si è pensato che le iniziative in programma contro il global warming saranno molto utili anche qualora dovesse "capitare" una crisi energetica?

15
15 commenti
15
15 Mar 2007
alle 12:11

Tiziana

Vi dispiace, visto che criticate tanto chi va in controtendenza sull'esagerato allarmismo sui cambiamenti climattici, che ormai viene dipinto dai mezzi di informazione né più e né meno come al cinema, se correggo in diretta qui quanto è stato detto dall'esperto politico italiano alla conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici? Affermava, disinformando tutti i lettori di un grande quotidiano italiano, grazie al giornalista a cui conveniva riportare quelle parole, e rispondendo alla sua domanda "dove sono finiti gli scettici del clima?" "In realtà gli scettici non appartengono alla comunità dei climatologi, sono ricercatori di altre discipline che non hanno mai lavorato in questo settore".Controllate voi stessi al seguente link le balle che raccontano i giornali:http://www.lavoisier.com.au/papers/articles/landsea.htmlChris Landsea è uno di più grandi esperti di Uragani nel mondo. Nel 2005 si è dimesso dall'IPCC!Vi lascio con le parole di James Hansen, il padre del Riscaldamento Globale: "Lo scetticismo così gioca un ruolo essenziale nella ricerca scientifica, e invece di cercare di far tacere gli scettici, la scienza dà il benvenuto ai loro contributi. E così anche il dibattito sul riscaldamento globale beneficia del tradizionale scetticismo scientifico". Per questo ritengo che il Prof. Zichichi, che si è sempre pronunciato a favore dell'ambiente, abbia avuto il coraggio di riportare l'accento su un' etica della ricerca che purtroppo non esiste più. Grazie per l'attenzione.

14
05 Feb 2007
alle 20:33

Piolin626

La colpa è in parte dell'uomo con i suoi malsani sistemi enenergetici...ma c'è anche da dire che esistono i cicli temporali...i maya ad esempio sapevono che alla fine di questi grandi cicli di tempo il pianeta andava in contro a calamità naturali e climatiche...
AD ESEMPIO UN TEMPO LA GROENLANDIA, CHE SIGNIFICA TERRA VERDE, ERA LIBERA DAI GHIACCI...infatti tornerà ad essere come prima...detto questo è giusto che si passi alle rinnovabili, per una questione di salute...CERTO E' CHE AVENDO CAPITO CHE IL BUSINESS DEI COMBUSTIBILI FOSSILI NON E' PIU' ACCETTATO...PASSERANNO A QUELLO NUOVO...

13
05 Feb 2007
alle 08:01

Luca

Sorry Debora ....

Ho appena scoperto che i link che riportavo erano già stati tutti citati.
Troppe fonti da seguire.
Starò più attento.
Ciao!

12
04 Feb 2007
alle 12:44

tap

È tutto vero, ma secondo me non bisogna perdere di vista la forza fondamentale che sta muovendo l’intera macchina capitalista: le sempre maggiori difficoltà per i paesi atlantici di accedere alle risorse petrolifere e di coprire i declini della produzione interna. La bellissima vignetta di qualche post fa riassume perfettamente il can-can ignobile stile Sole24Ore sulle opportunità di profitto e speculative che si stanno presentando. Mi scuso con Debora per la prospettiva riduzionistica, ma al solito prevale l’illusione di poter dare soluzioni di “mercato” ad un problema sistemico come quello energetico. Si tratta di investimenti illusori in attività senza alcuna prospettiva di impiego di lungo termine. Mi viene in mente di aver letto un pezzo in cui si elogiava una fabbrica di automobili perché in grado di produrre (funzionare) senza far uso di una sola goccia di petrolio: solo gas naturale ed elettricità. Certo, e i dipendenti si recano al lavoro tutti in bicicletta? Le materie prime sono state estratte con le picozze e trasportate in Europa su cammelli (i mastodontici camion che lavorano nelle miniere ovviamente vanno tutti ad etanolo od alla peggio potranno essere sostituiti dagli asini)? Quanto petrolio è stato consumato per formare il capitale umano degli ingegneri di quella fabbrica? Quanti aerei prendono i suoi manager ogni giorno? Le stesse domande bisognerebbe porle a chi produce pannelli fotovoltaici, chiedergli se stanno mettendo su un business per importare i pannelli dal Giappone con le barche a vela e per ricorsione fare ai giapponesi domande simili. Si capisce che una centrale biogas trasuda petrolio da tutti i pori. Per noi “occidentali” il secolo del petrolio è finito esattamente nel 2000 e la (magra?) consolazione sarà che ci lasceremo alle spalle anche i vari “business” ed i vari “squali”.

11
04 Feb 2007
alle 11:54

max

Lo so che a furia di ripeterlo mi odierete,ma dovete assolutamente vedere il film Soylen Green del 1973,mica solo fantasia...
Ci mangeremo l'un l'altro senza pietà,diventeremo tofu verde e contribuiremo alla salvezza del genere (dis)umano!!!
Aaaaaarrrrrggggghhhh

10
03 Feb 2007
alle 23:41

Debora/Petrolio

Guarda che qui non ci sfugge niente, Luca:
http://petrolio.blogosfere.it/2006/01/bush_stato_dell.html

...a proposito dello zucchero! ;-)

9
03 Feb 2007
alle 22:48

Luca

Non direi proprio che si tratta di un "lento" aumento dell'interesse mediatico sul tema. nelle ultime settimane l'argomento global warning è letteralmente esploso sui media, per motivi probabilmente variegati, ovvero in molti si sono accorti che è possibile guadagnarci su ....
Non so se qualcuna ha già citato qui http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2007/01/Citigroup-Clima_22gen.shtml?uuid=7e946ae8-aa17-11db-9554-00000e25108c&DocRulesView=Libero
con allegato un interessante sutio di citigroup su "Climatic cansequences. Investment implicatin of a changing climate".
Inoltre "internazionale" ha dedicato la copertina del n° 667 (26/1) al "Business Verde". Su "Repubblica" invece si veda http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/ambiente/ecocapitalisti/ecocapitalisti/ecocapitalisti.html del ben informato Federico Rampini.
Spero di non aver citato articoli già noti, nel caso mi scuso, ma mi sembrano dei segnali estremamente precisi del mutamento di traiettoria.

p.s per non parlare delle tortillas e dei biocombustibili, ma lo sapete che il prezzo dello zucchero in Brasile tra 2005 e 2006 è raddoppiato per lo stesso motivo?

Saluti.

8
03 Feb 2007
alle 16:59

Bernardo Mattiucci

Antonello... ancora una volta il 2012 torna prepotentemente in auge. Ne vedremo delle belle. Ne sono sicuro!

Un consiglio....
....preparatevi al peggio!

7
03 Feb 2007
alle 15:38

Aramcheck

Ci ho scritto un post anch'io. La mia idea è che il problema sia lentamente entrato nell'agenda mediatica per una concomitanza di fattori. Se i media manterranno il punto e non getteranno la questione nel frullatore delle notizie usa e getta ben presto grandi parti dell'elettorato occidentale si accoderanno. Quella a cui assistiamo è il tentativo della politica di anticipare questo previsto mutamento delle priorità elettorali. Ma l'orizzonte di queste classi politiche è il quinquennio, mi preoccupa il lungo termine.

6
03 Feb 2007
alle 15:21

Ugo Bardi

Debbi, non preoccuparti troppo del "cambiamento di rotta". Non ti ricordi più della nostra squadra anticatastrofisti (doomster busters), Battaglia, Stagnaro, Cerofolini, Martino e altri (musichina di ghostbusters.....). Il giorno che li vedo pentiti, o vedo Zichichi pentito, mi mangio il cappello.

5
03 Feb 2007
alle 14:24

Antonello

Le ragioni del "cambio di rotta" possono essere diverse e tutte più o meno valide, certamente da un punto di vista politico la difesa dell'ambiente permette almeno in parte di camuffare il problema energetico.

Ma non è questo l'importante. Il punto focale della situazione è cercare di capire quando arriverà il momento di "abbandonare la nave", visto che non ci sarà un "comandante" che lancerà il fatidico ordine, lo dovremo capire noi (8 settembre docet). Ci saranno dal 2007 in poi leggi speciali che tenteranno di frenare soprattutto la crisi energetica, ed in parte ci riusciranno, ma solo fino ad un certo punto. Ci sono diversi modelli matematici che indicano grosso modo il 2010-2012 dopo tali date ci aspettano tempi "particolari".

4
03 Feb 2007
alle 14:03

Giacomo

A proposito del Prof.Zichichi vi segnalo 2 pagine
http://www.vialattea.net/odifreddi/zichichi.htm#0
http://www.vialattea.net/odifreddi/zichichi2.htm

Certo vederlo pontificare in TV ed (in)direttamente influenzare le opinioni degli italiani molto di più di qualunque blog e/o (vero) scienziato è un qualcosa di molto preoccupante...

3
03 Feb 2007
alle 13:26

Marco Pagani

Perchè, Zichichi ha mai avuto una faccia? :-)
Non credo di aver mai ascoltato qualcuno nella comunità scientifica internazionale che avesse una buona opinione di Zichichi; viene considerato da tutti più o meno un fenomeno da baraccone ben intrallazzato politicamente.
Purtroppo la TV gli dà spazio. Quanto alla teoria astronomica del clima è chiaramente una fesseria. Guardando il grafico segnalato da Bernardo si vede che l'irradianza solare è variata più o meno di 2,5 W/m² al millennio.
La CO2 ha fatto aumentare l'irradianza solare della stessa quantità grosso modo in una cinquantina di anni (ne parlerò lunedì nel blog). Ogni studentello capirebbe che i due fenomeni hanno scale temporali assolutamente non paragonabili.
Per tornare all'argomento del post, vorrei solo fare notare che ogni imprenditore e finanziere un po' lungimirante non si può interessare solo del prossimo bilancio trimestrale ...

2
03 Feb 2007
alle 13:24

Roberto

Direi che hanno fiutato il business , un nuovo modo di tassare i cittadini e far pagare alla gente l'inquinamento , invece di incentivare le nuove tecnologie a bassa emissione.

1
03 Feb 2007
alle 12:39

Bernardo Mattiucci

Ormai lo sapete... io sono la pecora nera del gruppo di fedelissimi che segue ogni giorno questo blog.

Il 20 gennaio Antonino Zichichi, per come la vedo io, si e' giocato la Luarea, la carriera e, fosse per me, anche e soprattutto la faccia.

Intervenendo alla trasmissione "mattina in famiglia" su Rai2, oltre ad aver ripreso l'articolo comparso su MeteoLive redatto dal Giuseppe Tito sulle cause astronomiche del cambiamento climatico, sostenendo quindi che l'intervento dell'uomo non conti quasi nulla sul clima, ha soprattutto criticato la commissione dell'IPCC.

Qualcuno dei nostri grandi scienziati, in Italia, si accorgera' che, forse, e' inutile negare l'evidenza?

boh.
Io auspico un forte cambio di vedute da parte di zichichi con, magari, un intervento pubblico dove spiega di aver sbagliato valutazione. sarebbe sicurametne piu' professionale che continuare a sbattere la testa contro il muro. inutilmente poi...

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