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Mar 0712

Convegno Aspo. Bakhtiari: "Il picco del petrolio nel 2006".

Pubblicato da Debora Billi alle 10:22 in Esperti, Peak Oil


Ali Bakhtiari ha parlato per primo, ha parlato chiaro e ha segnato tutto il convegno con il suo intervento. Ciò che ha detto, con la sua signorilità e pacatezza, ha continuato ad aleggiare durante la giornata, come se ogni speech non potesse più essere compreso se non alla luce del suo discorso... In cui le parole di Dante Alighieri, omaggio al nostro Paese, hanno fatto da guida. Nella selva oscura, la diritta via è smarrita.

Il picco è già avvenuto, ha esordito Ali, e precisamente nell'estate 2006. Non ce ne accorgiamo ancora (o forse sì, pensavo io, mai state tante pubblicità di automobili come in questo periodo di irripetibile abbondanza), ma lo sapremo tutti molto presto: forse entro due o tre anni, in un momento di choc collettivo, quando nell'era di quella che lui definisce "la prima transizione" sarà la produzione a decidere la domanda. Stiamo usando mille barili al secondo, e come li usiamo? Il fondatore dell'OPEC sosteneva che il petrolio fosse il prodotto del diavolo, ha ricordato Ali, e in questo senso ne abbiamo la prova ogni giorno.
La situazione dei grandi giacimenti è preoccupante, ma anche i fields più promettenti sembrano mantenere poco rispetto alle premesse. South Pars, in Iran, potrà produrre solo la metà di quanto inizialmente previsto, il Mare di Barends ha enormi problemi, e a Kashagan l'ENI sta sviluppando il giacimento più difficile del mondo che produrrà 1,5 milioni di barili al giorno "forse" nel 2010. Da romantica qual sono, mi ha personalmente molto colpito l'immagine descritta da Ali degli uomini dell'ENI che lavorano con le maschere antigas indosso, a temperature che arrivano a -40°, in un mar Caspio che è ghiacciato per 5 mesi l'anno. Petrolio: cosa non si fa per te.
Bakhtiari ha esposto anche la sua visione per il 21o secolo: sarà il secolo delle "radici". Del ritorno alle radici, per l'esattezza. Della riscoperta delle conoscenze umane che ci hanno guidato nei secoli precedenti all'era petrolifera. Ma dobbiamo cominciare a cambiare, a cambiare il nostro atteggiamento e i nostri consumi su base individuale, a partire da oggi, da subito. L'acqua sarà una risorsa critica, che farà sentire il suo peso nel già difficile momento di transizione che ci attende. Che possiamo fare? "Piantare alberi" ha suggerito Ali. Non so se scherzasse o se fosse una piccola esagerazione, ma non è un cattivo consiglio.

(Nella foto, da sinistra: Ali Samsam Bakhtiari, Luca Pardi, Ugo Bardi nella sala dei Cinquecento a Palazzo Vecchio. Foto di Pietro Cambi) 

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Questo video è un primo assaggio del convegno ASPO di Firenze di sabato 10 marzo. il video, della durata di circa 4 minuti riporta alcuni passaggi dell'intervento di Ali Morteza Samsam Bakhtiari, esperto petrolifero iraniano.Nel suo interven... [continua]

Commenti

1. Antonello, Lunedì 12 Marzo 2007 ore 11:28

"Che possiamo fare?..."

Informare la gente, che bisogna cambiare prima di tutto la mentalità e il modo di concepire la vita (tu Debora lo stai già facendo!). Io faccio quel che posso, ma noto che alla gente non importa assolutamente nulla. Loro vogliono solo spendere e spandere, a volte drogarsi, schiantarsi in autostrada, ubriacarsi e bestemmiare... Sono insomma disposti a tutto, anche a morire pur di non prendere coscienza del loro modo sbagliato di vivere. Siamo solo voci che gridano nel deserto?

Francamente io penso che questa società maledetta si meriti in pieno la sua punizione.

2. Frank Galvagno, Lunedì 12 Marzo 2007 ore 12:00

Antonello, sono d'accordissimo nell'informare la gente.

Come te anch'io cerco di farlo.

E' difficile con chiunque:

- familiari : troppo abituati alla "crescita infinita" post anni '80

- fidanzata: un giorno sì l'altro anche mi vuole lasciare perchè sono "pessimista" (non realista, NB) , non condivide il concetto di "sovrapopolazione"

- amici: atteggiamento tra l'indifferente e l'impaurito.

Pensate che è tutta gente poco consumistica, di cultura medio-alta.... (!!!!) 

Immaginiamoci gli altri.

Purtroppo la persona media è molto lontana dal capire le dinamiche di cui si parla qui.

Ci vorrà tempo... l'unico supporto potrà venire dall'evidenza di alcuni effetti post picco. Se non saranno devastanti, ma solo "assaggi" saranno il monito, le prove che fungeranno da booster per il grande salto lungo il picco.

Sì in fondo ogni punizione che arriva sarà meritata... 

Credo tuttavia che i maggiori colpevoli siano le persone ad alto potere (banchieri, industriali,...) che hanno sfruttano gli istinti e le debolezze psicologiche dell'uomo medio per creare profitti. L'uomo medio non ha vision. Partecipa e basta.

Ma questa è una magra consolazione, a rimetterci saranno ancora gli stessi. Quelli che pagano sempre. Come dice Grillo, gli sfigati.

 

3. Paolo, Lunedì 12 Marzo 2007 ore 12:21

Quando provo a spiegare ai miei conoscenti, che siano parenti, amici o no, che tra non molto l'abbondanza sarà un ricordo per tutti a causa della fine del petrolio facile, mi guardano come se fossi un visionario o nella migliore delle ipotesi ironizzano dicendo che si tornerà a vivere come i nostri nonni.

Siamo davvero una goccia nel mare di ignoranza che ci circonda noi che non ci facciamo travisare dai media ufficiali.

Così non si va da nessuna parte...

Tanto vale attrezzarsi ognuno per conto proprio ed è proprio quello che sto facendo riducendo di mio il consumo energetico(uso ridotto dell'auto, lampade a basso consumo, elettrodomestici in classe A, rompigetto d'acqua, ecc) soprattutto mettendo in programma l'isolamento termico delle pareti perimetrali di casa mia semmai riuscirò a trovare una ditta affidabile.

Almeno io ho una "pallida" idea di quello che ci attende, ma come si fa a spiegarlo a tutto quel gran gregge di pecore che pende dai TG e dalla stampa di regime?

Eppure ieri sera alla trasmissione "Che tempo che fa" su RAI3, il climatologo Luca Mercalli ha parlato esaurientemente di peak oil e di tutto quello che c'è da fare per ridurre i consumi energetici. Anche questo tipo di informazione-verità purtroppo è una goccia nel mare della disinformazione...

 

4. mackinder, Lunedì 12 Marzo 2007 ore 12:28

Piantate un albero, comprate una pistola.

5. Rolando Giovanni, Lunedì 12 Marzo 2007 ore 12:58

Secondo me bisogna fare attenzione a diffondere il messaggio, che apparentemente sembra giustissimo, di eliminare gli sprechi e consumare di meno. Infatti la nostra società per come è strutturata vive grazie al consumismo. Se da un giorno all'altro non acquistassimo più automobili dove pensate vadano a finire gli operai? Si rischia di entrare in un circolo vizioso.

La cosa da fare sarebbe cambiare radicalmente la base dell'econimia, cioè riprogettare   le fondamenta della società.

Ovviamente è una cosa fantascientifica e pernso non avverà fino a quando: o quelche nuova scoperta ci permetterà di continuare a mantenere il nostro stile di vita(improbabile) o ci sarà la più grande crisi economica mondiale tale da riazzerare completamente il sistema.

Facendo un paragone infelice, quando in una colonia batterica  si riducono drasticamente i metaboliti, la maggior parte dei batteri muore e i superstiti "riprogrammano" il loro bisgno metabolico a regimi più bassi.  La riduzione della popolazione è purtroppo inevitabile.

6. Francesco, Lunedì 12 Marzo 2007 ore 13:22

molto carbone +un po' di energia rinnovabile + poca riduzione dei consumi + il poco petrolio orientale che resta + tanti abitanti del terzo mondo che vanno al creatore per mancanza di risorse..penso sia questa la ricetta con cui i governi intendono salvare il mondo..o sbaglio?

7. Bernardo Mattiucci, Lunedì 12 Marzo 2007 ore 13:35

Personalmente cerco di parlare di questi problemi solo con chi mi sembra propenso ad accettare cio' che ho da dirgli. In famiglia ho sempre tanti problemi e non posso certo tirare la corda piu' di tanto.
Ma al contrario di qualcuno, non sto investendo sulla casa dei miei genitori e non mi sto limitando piu' di tanto. Il motivo?
Semplice... non cambia nulla e quello che dovrei investire per "migliorare" la mia condizione di vita senza petrolio, cerco di trovare il modo di trasferirmi in un posto piu' ottimale.

Torneremo alle nostre radici... e in queste parole dobbiamo considerare anche la possibilita' di emigrare.

L'esaurimento del petrolio riportera' la civilta' indietro di almeno 50/60 anni... ma la mentalita' della gente sara' comunque quella di oggi e non puo' essere cambiata. Questo portera' ad una vera e propria "emergenza" criminalita'... ormai ne sono certo... e condizionera' la vita di tutti nelle grandi citta'. La violenza e i furti aumenteranno perche' sara' difficile accettare il fatto che non si avra' di che sfamarsi o di che curarsi... la gente cerchera' di continuare a vivere la vita attuale a discapito dei piu' deboli. Ed anche se cio' non fosse propriamente vero, comunque i NON TRASPORTI garantiranno fame e carestie varie. Bisognera' trovare un posto dove produrre il cibo, procurarsi la legna (o quello che sara') per il riscaldamento e la cucina, l'acqua potabile e dove, soprattutto, si potra' stare sufficientemente tranquilli. 

In questo senso, credo, l'individuazione di una zona del nostro pianeta con un clima mite, terra coltivabile e abbondanza di acqua potabile, sia una priorita' da perseguire. Ed io sto gia' cercando da tempo!

Per quanto riguarda l'inutilita' degli altri... secondo me non sono propriamente inutili. La storia ci insegna che sono sopravvissuti sempre i "migliori" e "piu' forti" di ogni razza... e non che sono esistiti solo quelli... quindi anche per noi umani ci sara' una selezione naturale (o parzialmente artificiale) che sfoltira' di molto il nostro numero. Sta a noi cercare di sopravvivere al meglio delle nostre possibilita'.... e sta a noi individuare i nostri "simili" o comunque quelle persone, che piu' di tutte, meritano un futuro. E insieme organizzarlo e perseguirlo! 

8. Frank Galvagno, Lunedì 12 Marzo 2007 ore 14:13

Francesco, la tua visione è cinica e contemporaneamente molto realistica...

che dici alla ricetta potremmo aggiungere un po' di "guerre giuste ai terroristi" ?  mediorientali ad oggi, non escluderei estremorientali domani ...

9. Pinnettu, Lunedì 12 Marzo 2007 ore 14:16

Mi complimento con tutti quanti voi per la tenacia.
Io ho smesso di parlare con la gente di queste cose già da un pezzo!
E’ davvero tempo perso.
Delle volte sembrava che qualcuno recepisse la gravità della situazione..
..ma durava giusto il tempo di parlarne! L’indomani riprendevano come prima!

Ciao a tutti

10. Valerio, Lunedì 12 Marzo 2007 ore 15:03

I governanti degli antichi Romani facevano in modo che la gente avesse pane e giochi. Oggi la situazione è identica: l'importante è avere da mangiare, avere la macchina, andare in ferie, ecc. A tribolare si fa sempre in tempo (pensano in molti).

Le persone cambieranno solo quando dovranno rinunciare a qualcosa che hanno sempre avuto. In quel momento si accorgeranno di essere finite nelle sabbie mobili... e chissà cosa capiterà! Sicuramente vi sarà la caccia al colpevole. "I politici avrebbero dovuto..." diranno i più. La verità è che colpevoli lo siamo un po' tutti...

Abbiamo mangiato e bevuto continuamente senza nessuna preoccupazione, anche le portate dei nostri figli. Ora l'oste ci sta portando il conto.

La nosta più grave colpa è stata quella di pensare di avere ereditato la Terra dai nostri padri, mentre l'abbiamo solo presa in prestito dai nostri figli.

 

11. Marco, Lunedì 12 Marzo 2007 ore 15:20

salve...mi introduco per avere una info...qualcuno sa dirmi se e sistono testate specializzate su petrolchimico....petrolio...combustibili...piattaforme...ecc?

12. Paolo, Lunedì 12 Marzo 2007 ore 16:07

Debora, quindi ieri era presente anche Luca mercalli al convegno ASPO...

Cosa ne pensi del suo intervento sul cambiamento climatico e che opinione hai di lui come climatologo? 

13. bridge, Lunedì 12 Marzo 2007 ore 16:20

ciao,

ho trovato questo poster sul picco di petrolio in internet. a parte che il picco è posticipato al 2011 sembra ricco di informazioni.

http://www.oilposter.org/ 

14. Paolo, Lunedì 12 Marzo 2007 ore 16:22

Francesco, mi duole ammetterlo ma la tua sintetica visione è abbastanza realistica.

E' difficile che non si ricorra al carbone quando ce ne sono riserve sul pianeta per almeno 3 secoli, ma questa strategia mi sembra un tentativo sicuro di suicidio di questa malsana società neoliberista.

Ma l'homo sapiens sapiens è davvero il detentore dell'intelligenza su questo pianeta?

15. Antonello, Lunedì 12 Marzo 2007 ore 17:32

Anchio quoto Francesco. C'è chi dice (ma sarà vero?) che le riserve di carbone bastano per altri 200 anni (senza tenere conto naturalmente dell'eroei...) all'attuale ritmo di consumo. Se teniamo conto che attualmente circa il 20% dell'energia che si consuma nel mondo proviene dal carbone, allora è facile immaginare che se il carico lo dovesse sopportare solo il carbone ne avremo solo per 40 anni, e tutto questo senza tenere conto della "crescita".

16. tap, Lunedì 12 Marzo 2007 ore 19:59

già, il carbone, peccato che i veicoli a carbone siano irrealizzabili. La mobilità nella nostra società è tutta sulle ruote, dal primo al terzo mondo. Impensabile mettere tutto sull'elettrico, troppo costoso l'idrogeno (se lo potranno permettere al massimo una ristrettissima elite). E neppure quelli, probabilmente, pensate poi a tutte le miriadi di prodotti derivati del petrolio, le plastiche, i fertilizzanti... sarà il collasso, è tutto già scritto. Piantare alberi sarebbe una scelta davvero più sensata, poichè il carbone che esiste non saremmo neanche in grado di estrarlo.

Neanche le pistole, ovviamente, non serviranno a nulla. Personalmente sto pensando ad un programmino niente male, giusto per tenermi occupato nell'era post-energetica e non impazzire: pellegrinaggio a Roma, io, un foglietto di carta con qualche nome scritto sopra, e la mia katana... 

17. tap, Lunedì 12 Marzo 2007 ore 21:26

Francesco, la tua visione è davvero rosea. "poca riduzione dei consumi" (!). Un po' di ottimismo non fa mai male, spero tanto che tu abbia ragione. Ma ne dubito fortemente.

18. Paolo, Martedì 13 Marzo 2007 ore 08:07

tap, mai sentito parlare di carburanti sintetici prodotti dal petrolio? Costosi, certo, ma in mancanza di meglio almeno i ricchi potranno continuare a guidare l'automobile...

19. Paolo, Martedì 13 Marzo 2007 ore 08:08

piccola rettifica: volevo dire " carburanti sintetici prodotti dal carbone"...

20. Bernardo Mattiucci, Martedì 13 Marzo 2007 ore 08:48

Forse a qualcuno di chi ci legge non e' chiara una cosa: ai politici non interessa affatto il benessere del nostro pianeta... e, temo, neanche quello del singolo cittadino. L'importante, per loro, e' riuscire a mantenere un buon equilibrio tra le tasse, lo stipendio del cittadino e i soldi che esso spende ogni anno. E il risultato di questa "equazione" deve essere sempre tendente a zero... ovvero... Stipendio - Spese - Tasse -->ZERO

Solo cosi' riuscira' a governare tutti e a far fare al popolo cio' che vuole!

 

E al cittadino medio interessa molto poco VIVERE... perche', per come la vedo io, lavorare e spaccarsi la schiena (o gli occhi) tutti i giorni e ricevere uno stipendio di 5-600 euro (quando lo prendono) e vedere il proprietario della azienda girare con un Mercedes 5600 o con una Aston Martin e non pagare gli stipendi da 3 mesi non e' lavorare.... e' essere schiavi. E non penso che alla gente media piace essere schiavi!

21. Paolo, Martedì 13 Marzo 2007 ore 09:35

Per come la vedo io le scelte delle oligarchie finanziarie sono state già fatte.

Ricorso maggioritario al carbone e ai carburanti sintetici(e forse al nucleare basato sul torio), minoritario alle rinnovabili, accettazione con riserva  degli inevitabili cambiamenti climatici( nel senso che di volta in volta si decideranno a tavolino le soluzioni palliative), politiche di risparmio energetico contenuto e di facciata.

L'importante è non far crollare il business dei soliti noti salvaguardando nei limiti il potere di acquisto delle solite vacche da sfruttare, ovvero gli ottusi e manipolabili consumatori occidentali. Il terzo mondo non conta, anzi se muoiono a milioni(meglio a miliardi) a causa dei mutamenti climatici( e per qualche virus creato in laboratorio), meglio ancora.

 Pensate ad esempio a come si stanno leccando i baffi le multinazionali petrolifere in vista degli enormi profitti che faranno sulla vendita dell'ultimo greggio di facile estrazione a prezzi stellari.

Hanno previsto tutto tranne un fattore che non si può controllare in alcun modo, progetto Haarp o no: l'incognita clima e i suoi effetti su questa società di predatori e consumatori. E' tutto qui che si gioca il (non) futuro che ci attende.

 

22. Valerio, Martedì 13 Marzo 2007 ore 09:53

Qualcuno mi può dire con certezza se al convegno Aspo c'era il Ministro Pecoraro Scanio?

Grazie.

23. Lopo, Martedì 13 Marzo 2007 ore 10:04

No, non c'era, ha dato forfait causa concomitanza della manifestazione pro-Dico a Roma.

Lopo (che era all'ASPOItalia-1, ha ripreso tutti gli interventi della mattinata, è uscito da Palazzo Vecchio per il pranzo, e ha scoperto che uno scagnozzo della Exxon gli aveva fregato la bici, parcheggiata nel luogo più sorvegliato d'Italia. A quel punto, tanta era la rabbia che sono montato sul primo treno per tornare a casa, non avevo più la testa per seguire il resto del convegno...)

24. riccardo, Martedì 13 Marzo 2007 ore 10:10

interessante la domanda sul ministro dell'ambiente

la risposta ci aiuta forse a capire le priorità dell'agenda politica italiana 

25. max, Martedì 13 Marzo 2007 ore 10:52

No la pistola non serve mica tanto,alzare i muri delle città impedendo l'entrata dei forestieri assetati di energia servirebbe di più...a mò di Med Max o Soylent Green!!!

Ho letto tutti i vostri commenti e devo ammettere che sono tutti interessanti e allo stesso tempo catastrofici:il picco del 2006 potrebbe essere anche vero,ma i nostri politicanti cosa stanno facendo per garantire un degno futuro alla popolazione?

Parlo di politicanti dall'Alaska all'isola di Samoa...mica citavo in giudizio Pekoraro Skanio l'anti-tuttologo eletto chissà come e chissà con quali archibugi elettorali.

Chissenefrega avrà pensato il ministro ambientalista,l'importante che abbia la poltroncina sempre comoda e un microfono per straparlare di tutto e di niente:no al nucleare,no ai pannelli,no al petrolio,no alle centrali idroelettriche,no alle candele profumate,no all'eolico,no ai rigassificatori,no agli spaghetti,no alla cotoletta.

Così s'è guadagnato lo stipendio per un altro mese (ca.15000 eurosss)e noi parliamo di picco, perchè del resto a noi tutti interessano solo Canale5 e le veline...panem et circenses.

Profundus taedium...o tempore! o mores!

 

26. Francesco, Martedì 13 Marzo 2007 ore 10:55

x Tap.secondo me il problema verrà affrontato così dalla classe dirigente attuale..Penso che si preferirà usare fino all'ultimo grammo di carbone, piuttosto che diminuire i consumi.Non che io sia d'accordo con questo sistema, anzi!

27. fausto, Martedì 13 Marzo 2007 ore 12:20

si scrive Mad Max.....

28. tap, Martedì 13 Marzo 2007 ore 18:55

Sicuro che il carbone verrà usato, che i combustibili sintetici verranno impiegati senza alcun ritegno ecologico, ma durerà pochissimo, 2 o 3 anni o poco più, perchè il petrolio è un input insistituibile in una miriade di altri prodotti. Te lo spiega Debora qui:

http://petrolio.blogosfere.it/2006/03/tutto-e-petroli.html

Quanto bisognerà aspettare perchè i componenti elettronici comincino a saltare, le plastiche a rompersi, le scorte di farmaci e di fertilizzanti ad esaurirsi? puf! Come per magia non riusciremo più a combinare nulla. Si chiama collasso, le popolazioni delle specie animali il più delle volte collassano.

29. Valerio, Martedì 13 Marzo 2007 ore 22:11

Mi dispiace per la tua bici Lopo...

Riguardo l'assenza del Ministro penso non serva commentare...

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