Uno sguardo dal picco
Esce sul blog Aspo un personale commento del professore a chiusura del Convegno Aspo Italia. Vi invito a leggerlo; qui qualche significativo estratto:
Nella maggior parte dei casi, quando si parla in pubblico di energia e di clima, se ne parla come di problemi marginali. Per quasi tutti i politici, che sono quelli che organizzano la maggior parte dei convegni, l'energia e le risorse sono questioni di cui si chiacchera per dare un contentino agli ambientalisti.
Ma in Italia, che cosa abbiamo? C'è qualcuno che si è sentito di parlare seriamente in pubblico di picco del petrolio? C'è qualcuno che ha avuto la coerenza di dire che non basta qualche lampadina a basso consumo per risolvere tutto? Delle figure di divulgatori scientifici di una certa notorietà in Italia, solo Luca Mercalli ha detto pubblicamente le cose come stanno. Dagli altri, niente o al massimo qualche accenno, ma solo per rassicurare.
Delle soluzioni possibili, efficaci e non controproducenti, la migliore per i problemi planetari sarebbe una gestione globale delle risorse che ci aiutasse a rientrare gradualmente e dolcemente a livelli di consumo delle risorse e di produzione di rifiuti che siano sostenibili per l'ecosistema.
L'altra possibile soluzione ai problemi planetari è quella di sviluppare e incoraggiare tecnologie sostenibili che permettano di sostituire gradualmente i combustibili fossili arrivando a una condizione di sfruttamento delle risorse planetarie compatibile con il loro rinnovamento.
io infatti non sto difendendo nessuno... semplicemente affermo che, spesso, si sottovaluta la mole dei "bisonti della strada".
Ho viaggiato sulle autostrade del centro e nord italia per 5 anni di fila... quasi tutti i giorni, e ti posso assicurare che spesso e volentieri sono gli automobilisti "prudenti" a causare gli incidenti.... e se vengono coinvolti dei camion la responsabilita' ricade automaticamente su questi ultimi... sempre e solo perche' sono grossi.
Ma tra un camion che viaggia a 100 km/h su per il tratto appenninico ed una Smart che ha sorpassato la Porsche che guidavo io (a 150 km/h), considero molto piu' pericolosa la Smart... perche' un barattolo pensato solo per la citta' non ha la "mole" necessaria a tenere la strada in caso di brusche frenate e cambi repentini di corsia o, magari, sopportare la "ventata" che si riceve quando si sorpassa un mezzo pesante.
A guidare una macchina siamo tutti piu' o meno bravi... ma in quanti sappiamo anche quali sono i limiti della macchina che guidiamo?
Se con una Porsche viaggio a 150 km/h posso stare tranquillo che se devo frenare bruscamente o evitare un ostacolo improvviso... ci riesco. Stessa cosa non si puo' dire per una Smart, appunto, o una Fiat 600 o un grosso fuoristrada. Sono cose diverse....
....ogni macchina ha un proprio limite....
E COMUNQUE SULLE STRADE NON VIAGGIAMO MAI SOLI PERCHE' CI SONO ALTRE MACCHINE. E QUESTO LA GENTE NON LO VUOLE CAPIRE.
Parecchio tempo fa Striscia la notizia credo, mandò in onda un servizio sull'allegro e spericolato modo di guidare di molti camionisti.
Roba da pelle d'oca...
Quello che dite e' vero... la colpa e' da imputare alla classe dirigente (a qualsiasi livello)... ma non per questo le cose non possono essere migliorate.
I TIR in Italia sono semplicemente l'unico sistema di trasporto efficiente e "veloce" per trasportare le merci. Il fatto che questi bisonti vengano frequentemente coinvolti in disastrosi incidenti stradali e' da imputare anche al fatto che, quasi sempre, viene sottovalutata la loro mole. E questo avviene sia da parte degli autisti degli stessi camion, sia dai semplici cittadini che amano tagliare loro la strada e sfrecciare come delle saette a destra e a manca con le automobili normali. C'e', insomma, una elevata ignoranza, irresponsabilita' e relativa mancanza di rispetto.
A dire il vero a me può anche andar bene il discorso dei corridoi ferroviari, o marittimi, volti a levare dai piedi un pò del mostruoso traffico stradale italiano.
Restano comunque lampanti alcune questioni essenziali riguardo le ferrovie:
_le nostre linee sono platealmente sottoutilizzate; uno studio condotto sulla Brennero anni fa (e passato anche sui telegiornali) dimostrava chiaramente la possibilità di piazzare un convoglio ogni DUE minuti (120 s), visto che in molte nazioni europee la cosa è considerata normale. Mettetevi a guardare la tratta più pazza d'Italia (Milano Bologna) e ditemi quando mai vi capiterà di veder passare treni a meno di 10 minuti uno dall'altro. E' esperienza diretta. Per non parlare della serata, del sabato o della notte: un deserto.
_le inefficienze della divisione merci potrebbero essere mitigate dall'arrivo dei privati; ho cominciato a veder circolare anche costoro, con mezzi nuovi nuovi, e potrebbe essere cosa utile.
_attualmente, il nostro modello è centrato sulla gomma. Sono pochissime le fabbriche che hanno accesso al binario. Negli ultimi trent'anni i nostri amministratori hanno permesso (irresponsabilmente) la creazione di una miriade di aree artigianali/industriali che non potranno mai accedere alla ferrovia, se non tramite un breve e dispendioso tragitto aggiuntivo in camion fino al più vicino interporto. E' stata una scelta suicida, e la pagheremo cara. In tal maniera, se anche gli spagnoli potranno andare in Russia senza cambiar treno, gran parte dei nostri problemi resterà comunque senza soluzione.
_l'attività sciagurata di dismissione di ferrovie "poco convenienti" è continuata anche nell'ultimo decennio; un altro suicidio. Nel modenese e nel bolognese è stata una strage, sono più i chilometri di linee distrutti (specie negli anni 70 - 80) che quelli rimasti, e adesso piangiamo per la perdita di assi che avrebbero facilmente consentito l'aggiramento dei nodi ferroviari più intasati senza spendere nulla di più della manutenzione. Sic.
Bella roba.
Sarebbe bastata la volontà politica dal secondo dopoguerra in poi per impostare diversamente il trasporto merci in Italia, e oggi avremmo avuto ferrovie efficienti anche per il trasporto passeggeri, autostrade e strade senza TIR, autostrade marine e porti efficienti.
Oggi invece la densità dei TIR è impressionante così come il numero degli incidenti causati dai camionisti e l'inquinamento conseguente e le ferrovie sono da terzo mondo.
Però si pensa all'inutile e faraonico ponte sullo stretto quando ci sono le infrastrutture stradali(autostrada Salerno-Reggio Calabria docet!) e ferroviarie del sud(dall'Adriatico al Tirreno un solo binario!) che fanno piangere, e alla TAV la cui utilità è tutta da discutere ma dall'impatto ambientale devastante.
Bernardo, la tua posizione su questo argomento mi è sempre più incomprensibile...
Secondo me volete tutti la botte piena, la moglie ubriaca e l'uva nella vigna. State parlando di argomenti terribilmente scollegati tra loro senza pensare al vero e reale problema che assilla l'Italia. E continuate a farlo pensando sempre che il precedente governo, "autore" o "fautore" (o quello che volete) di entrambi i progetti, abbia agito solo per interessi economici.
A me fa venire il voltastomaco questo modo di pensare e agire e posso consigliarvi solo di andare a vedere la data di realizzazione del 90% dei binari "storici", come li chiama Fausto, del sistema ferroviario italiano. Binari che al 90%, appunto, non consentono il transito IN SICUREZZA delle merci.
L'idea di mettere piu' treni sulle stesse tratte e' semplicemente ridicola. Invito chiunque ad inserire piu' treni sulla tratta Roma-Milano... dove ne passa 1 ogni 5 minuti... e quei 5 minuti sono il limite di sicurezza... sotto i quali potrebbero accadere disastri inimmaginabili.
Poi l'idea di trasportare via mare le merci e' alquando ridicola anch'essa... perche' non tiene conto degli enormi costi di esercizio.
Se da un paesino x della spagna dovessi trasportare le merci ad un paesino y della Russia, dovrei caricare e scaricare, secondo il vostro modo di pensare, le merci dai camion e/o treni e/o navi talmente tante volte che il loro costo, alla fine, sarebbe alquanto proibitivo. E non e' assolutamente economico aggirare le alpi via mare. Lo si fa per necessita'... ma non per convenienza.
Il discorso poi della felice discolazione della nostra penisola vale solo fino ad un certo punto... ovvero... dovendo collegare la sardegna alla sicilia o alla terra ferma. Ma il trasporto su nave, al momento, come minimo raddoppia i tempi di percorrenza. E non tutte le merci possono permetterselo!
se poi pensiamo che spesso e volentieri il trasporto merci su rotaia richiede settimane e non giorni per spostare un carico dal sud italia al nord italia, vi rendete conto di quanto sia notevolmente piu' conveniente il trasporto su gomma.
Idem con patate il discorso tra francia e austria via italia.
Dovrei avere un porto super-mega-efficiente in francia ed uno identico in italia... con navi sempre disponibili e mare sempre e solo piatto. Solo in questo modo, riuscendo a sincronizzare bene i carichi e gli scarichi, potrei scegliere il transito via mare. altrimenti mi conviene caricare i container sui camion e spedirli via autostrada... che in 24 ore mi arrivano a destinazione!
TAV e ponte sullo stretto, emblema degli inutili e potenziali buchi neri in cui finirebbe il denaro dei contribuenti.
D'accordissimo con Fausto sul potenziamento delle strutture già esistenti, sull'aumento dei treni sulle tratte ferroviarie e, aggiungo io, sul trasporto merci via acqua data la felice disposizione della nostra penisola quasi interamente circondata dal mare.
Sarebbe bello se le nostre strade extraurbane e autostrade fossero quasi sgombre di TIR...
La TAV in Val di Susa non è una priorità così forte; è oggettivamente più semplice (ed energeticamente meno costoso) aggirare le Alpi caricando le merci su imbarcazioni e transitando sui porti della Francia meridionale, cosa che peraltro si fa da tempo. Se a questo aggiungiamo il fatto che la ferrovia storica, discretamente ben fatta, è del tutto sottoutilizzata, il quadro è completo. Indubbiamente, sarebbe più utile obbligare quelli di FS a lavorare meglio, prima di parlare di binari.
Io credo che sarebbe meglio concentrare gli sforzi sul completamento delle linee veloci già iniziate, le quali coprono assi ben più importanti per il nostro Paese, e terribilmente intasati. E poi, fatte le linee, metterci i treni: le due cose non sono consequenziali come si potrebbe credere. Anzi, prima cominciamo a mettere i treni selle linee che già abbiamo, cosa che non abbiamo mai fatto. E poi parliamo del resto.
Ad ogni modo, nessuno dovrebbe dimenticare che la TAV in Val di Susa è primariamente un bellissimo bluff voluto dal ministro Lunardi (quel signore di Parma che assegnava le opere in sotterraneo alla RockSoil SPA, l’azienda intestata formalmente a sua moglie); quasi nessuno si è reso conto del fatto che la precipitosa campagna di sondaggi realizzata laggiù serviva solo a strappare un finanziamento europeo all’opera, operazione poi rivelatasi inutile. All’orizzonte, e questi signori lo sanno bene, non c’è nessun serio avvio di cantieri; semplicemente mancano i soldi. E lo sapevano tutti, fin dall’inizio.
E' probabile che tutta l'operazione non sia altro che la copia dell'affaire "ponte sullo stretto", nato solamente per regalare soldi alla Girgenti, allora in difficoltà; o ancora il famigerato CIP6, voluto per salvare la Montedison. E chissà quanti altri casi ancora. Tutte operazioni progettate deliberatamente, fin dall'inizio, per andare incontro al fallimento, col solo scopo di regalare soldi ai soliti noti.
E noi stiamo a chiacchierare convinti del fatto che simili truffe possano rappresentare davvero piani industriali seri per l'Italia.
Buona polemica a tutti
Se in Italia questi problemi sono marginali, da altre parti sono IL PROBLEMA. Sul satellitare ho visto un servizio della BBC (o simili) su Cameron e Gordon Brown; entrambi hanno scelto il problema ambientale come caposaldo della loro campagna politica per le prossime elezioni. Al di là dei contenuti (beh non è che abbia afferrato molto dei vari concetti) il paragone con la nostra classe politica (e probabilmente la nzzione tutta) è avvilente (per noi intendo)
Come ho gia' detto in altre circostanze e in altri miei commenti, continuare a NON VOLERE la Torino-Lione equivale ad incentivare all'inquinamento causato dal trasporto su gomma.
In Italia il sistema dei trasporti ferroviari per quanto riguarda le merci e' pressoche' indecente. I trasportatori fanno fatica ad affidarsi al trasporto su rotaia per via dei tempi lunghi e dell'impossibilita' di garanzia intrinseco al sistema Trenitalia. Migliorare questo sistema permettera' una riduzione del trasporto su gomma a tutto vantaggio della viabilita', della sicurezza, dell'economia e dell'ambiente.
Se chi si ribella a questa "politica", continuando a manifestare contro la TAV Torino-Lione queste cose non entrano in testa.... allora e' tutto inutile parlare di salvaguardia dell'ambiente.
La coperta e' corta e qualcosa deve restare allo scoperto!
Cerchiamo di scegliere il male minore!
E' forse proprio il concetto di "marginalità" del problema energetico e delle sue conseguenze, che permette certe scelte politiche ed economiche nel nostro paese. L'ultimo esempio è la bocciatura da parte della Regione Molise al progetto del parco eolico offshore di Termoli per motivi quantomeno "misteriosi", ai quali si è "piegato" anche il ministro Di Pietro (... il quale purtroppo continua anche a promuovere la Torino-Lione).
Forse proprio solo una gestione globale delle risorse, da parte di un organo indipendente ed "illuminato" potrebbe permettere il superamento di tali mentalità, ma il compito sembra veramente arduo.
alle 09:49
Paolo
Inutile discutere, tanto entro il 2015 il traffico su gomma collasserà per raggiunti limiti "demografici" della rete stradale e autostradale( come disse il ministro dei trasporti del Governo Berlusconi, Lunardi mi pare), ma molto più probabilmente per mancanza di petrolio a buon mercato.
E' vero che fino ad oggi nemmeno la benzina e il gasolio sopra l'euro(e tra poco anche il metano e GPL) hanno scoraggiato i drogati da auto( a parte chi ne ha necessità), però voglio vedere cosa faranno quando fra qualche anno si pagheranno 4-5 euro per un litro di carburante( e forse sono ottimista)...