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Esclusivo. Bakhtiari: "La Russia non ha più gas".

Lunedì 26 Marzo 2007, 10:00 in Esperti, Gas di

Il dott. Ali Samsam Bakhtiari, dirigente dell'iraniana NIOC ed esperto mondiale di petrolio, mi ha cortesemente concesso un'intervista esclusiva durante l'Aspoconvegno. Finalmente sono in grado di offrirvene una parte (vi prego di perdonare eventuali imprecisioni di traduzione), quella relativa alla situazione del gas russo, mentre la parte concernente la situazione iraniana andrà presto in onda su Radio Radicale all'interno della rubrica Il Vicino Oriente.

Le analisi del dott. Bakhtiari sulla Russia non sono meno interessanti di quelle riguardanti l'Iran... anzi, forse lo sono anche di più. La situazione che dipinge è molto grigia per il nostro futuro, e conferma ciò che spesso sosteniamo qui: illudersi sulla reale situazione delle risorse energetiche tradizionali è una mossa quantomeno imprudente.

D: Dott. Bakhtiari, mi aveva accennato in precedenza ad alcuni suoi studi sul gas russo, che aprono scenari inquietanti.

R: Si, vedo enormi problemi per quanto riguarda il gas russo. Secondo i miei studi, basati su un vasto numero di fonti diverse, il gas russo ha raggiunto il picco nel 2006, e non ci sono nuovi giacimenti pronti ad entrare in produzione. Hanno ad esempio un giacimento nella penisola di Yamal, ma ci vuole molto coraggio per implementarlo: ci vorranno 10 milioni di dollari, e almeno sei o sette anni. Nessuno sa come tirar fuori gas nella penisola di Yamal, si trova sotto il permafrost.
C'è un altro giacimento promettente, Shtokman, nel mezzo del mare di Berings, a seicento chilometri da Murmansk, e situato a seicento metri sotto il livello del mare, con icebergs che passano alla velocità di un metro al secondo. E' probabilmente il più difficile giacimento di gas del mondo. E la Gazprom vuole svilupparlo completamente da sola, senza avere nessuna esperienza di offshore!
Ci vorranno almeno vent'anni... almeno. E costerà cinquanta miliardi dollari: chi pagherà questa immensa somma? Poi, ammesso che estraggano il gas, devono riuscire a portarlo a seicento chilometri di distanza, e poi ancora costruire gasdotti che lo portino in Europa: costeranno almeno dodici miliardi di dollari. Nessuna compagnia al mondo ha mai lavorato in simili estreme condizioni. Io non credo che avranno mai neppure il coraggio di provarci.
Il gas c'è, ma per produrlo hai bisogno di esperti, delle migliori tecnologie del mondo e di molti soldi. E nello scorso autunno, la Gazprom ha annunciato che procederà completamente da sola: senza inglesi, francesi, americani. Ho già detto che mi sembra assolutamente impossibile.

D: In questo contesto, qual è uno scenario realistico per le forniture di gas all'Europa?

R: L'Europa quest'anno ha avuto una grande fortuna: non c'è stato praticamente inverno. Per il prossimo anno, beh, non è un  problema russo: se la domanda supererà l'offerta, semplicemente alzeranno il prezzo. E anche per i russi, come per l'Iran, si sta manifestando il problema del consumo interno. Ma a differenza dell'Iran, in Russia il gas deve essere obbligatoriamente venduto a prezzi irrisoria o la popolazione morirà di freddo. La stessa cosa vale per le industrie, che senza gas si fermerebbero. Così, escludendo la vendita di gas a prezzo di mercato all'interno, hanno altre due opzioni: i Paesi limitrofi, e l'Europa. Ed è a quest'ultima che non soltanto alzeranno i prezzi, ma porranno anche una condizione: che la Gazprom venda il gas direttamente sui mercati nazionali, senza intermediari. Ed addirittura per trent'anni: non c'è alcuna garanzia su una durata di questa entità.
Gli europei avranno enormi problemi non appena si verificherà un inverno rigido.

D: Ma esistono altri fornitori di gas affidabili, oltre alla Russia? E il GPL?

R: State costruendo, in Italia, rigassificatori a Brindisi ed in altre città. Ma non ci sarà abbastanza gas liquido nel futuro. Tutti lo vogliono. Gli americani, i messicani, gli europei, i cinesi. Non ce ne sarà abbastanza, perché ci sarà un declino di produzione di gas a partire dal 2008 o 2009 e il prezzo salirà.  I produttori adegueranno i prezzi.

D: E il gas tuttora bruciato in fiamma? Sarà sfruttabile?

R: L'Algeria, la Russia, la Nigeria bruciano il gas in fiamma, ma questo gas è difficilissimo da recuperare e liquefare, ed anche molto costoso. E' anche troppo tardi per portare il gas dall'Iran. Il risultato è che tutti cercano di importare GPL dal Qatar. Ci saranno enormi problemi sia sul fronte del petrolio che su quello del gas. E' un grave errore pensare che se il petrolio è in declino possiamo sostituirlo con il gas. I Russi non ne hanno abbastanza, il Mare del Nord è in declino, e l'Algeria non ha più gas, hanno aperto i loro ultimi due giacimenti che producono cinquanta milioni di metri cubi al giorno. Prima del 2010-11 non ci saranno nuovi giacimenti in produzione.
Sono enormi problemi che il mondo affronterà, e non sembra importare nulla a nessuno. In Europa è stato fatto un sondaggio: solo il 3% degli europei è preoccupato per il futuro energetico. Immaginiamo lo choc a cui sono destinati il prossimo inverno, o quello successivo.

(Nell'immagine: la penisola di Yamal. Baracche dei lavoratori del gas costruite con vecchi tank.)
 

45
45 commenti
45
09 Gen 2009
alle 12:30

Giovanni

siamo nel 2009 petrolio 40 dollari!

non dico altro......................

44
16 Nov 2007
alle 13:53

Marcello

E' tutto vero: la domanda di petrolio e di gas cresce e i produttori non sono in grado di aumentare la produzione. Tra non poco saremo nei guai. In Italia siamo molto vulnerabili: rassegnamoci, torniamo presto al nucleare, serve davvero.

E prepariamoci anche a respirare la zozza aria che trangugiavano i nostri avi nell'800. avanti carbone. In Cina lo hanno già capito e i 4/5 dell'energia deriva dal carbone. Se la Cina avesse usato solo petrolio e gas il suo sviluppo economico non sarebbe stato possibile. Infatti pechino è inquinata come la Londra del XIX sec.!

43
12 Nov 2007
alle 15:34

Stefano

up.

come volevasi dimostrare...

42
16 Lug 2007
alle 01:35

nickwest

Seguo il problema ormai da anni e mi annovero nel cercare di trovare una soluzione, o del conforto.Il prezzo della benzina è ormai a livelli stratosferici 1.350 euro.

E se domani finisse il petrolio? cosa succederebbe veramente? Tutti i veicoli a benzina verrebbero convertiti a metano o gpl nel giro di pochi mesi, tutte le officine si attrezzerebbero a farlo, ci sarebbe chi lo fa bene chi male, chi artigianalmente, qualcuno ci si esploderebbe...

Dopo poco il prezzo di gas gpl metano aumenterebbero a dismisura, si arriverebbe all'esaurimento dello stesso in un paio d'anni o giù di li.

Tutti i governi varerebbero il piano di emergenza che "ovviamente" avevano già pronto da anni, istituirerbbero la nazionalizzazione delle fabbriche di pannelli solari da per la produzione di massa, l'industria automobilistica in un anno sfornerebbe decine di modelli di auto elettriche con prestazioni di poco inferiori alle attuali. Vi sarebbe la liberalizzazione della produzione energetica, anche con la cyclette attaccata ad un generatore.... 

Verrebbero emanate leggi che impongono di installare minimo 1 metro quadro di pannelli solari ad abitante, liberalizzazione dell' eolico in qualsiasi luogo. 

Siamo già nell'emergenza solo che ancora il mondo non se ne è reso conto.

 

41
31 Mar 2007
alle 02:06

Joey

Ciao ragazzi,

leggendo i vostri messagi vorrei dare anche io il mio contributo. Studio ambiente e sviluppo e conoscendo come spirano i venti nell´emisfero australe vi posso garantire che una guerra nucleare nel mondo spinge le particelle radioattive nella parte nord. Basti pensare alle tracce di polveri di uranio impoverito provenienti dall´Iraq che nel 2003 ,quando avvenne il massimo bombardamento, investirono tutta l´Europa. A mio parere in caso di "esodo" e´il Sud America la miglior scelta. Non per niente militari israeliani stanno comprando terre in Paraguay e BUsh ha ammesso che si trasferirá in Uruguay finito il mandato.

Bush e Israele la sanno lunga....

E poi tante cose strane avvengono in Sud America come la continua apparizione di UFO...in pieno giorno...in certe cittadine in Messico gli abitanti non ci fanno piú caso. Un motivo in piú per scoprire cose nuove:). Ma da noi in Europa mai una notizia su questo!

Comunque ...le comunita a misura d´uomo e fondate sullo sviluppo sostenibile sono necessarie.

40
30 Mar 2007
alle 12:03

riccardo

@gabriele

non c'è più www.kylotron.it

ma c'è http://www.kylotron.com/

;) 

39
29 Mar 2007
alle 21:54

Andreij

segnalo questa notizia: http://englishrussia.com/?p=797

This happened 10 days ago, 19th of March, 2007 in Siberian city Noviy Urengoy. The gas pipeline 5 feet in diameter exploded. No mention of this event was shown on Russian mass media. Some say that’s because of prohibition from GAZPROM, Russian gas monopolist.

38
28 Mar 2007
alle 15:56

GN

Non rispondo volentieri a coloro che pensano ad una società diversa come il Sig. Mattiucci e non desidero entrare nel merito delle sue argomentazioni in quanto sono un realista e non un ideologo ecc.

Rispondo invece volentieri alla Sig.ra Debora la quale ha letto bene quanto ho scritto.-

Le fonti alternative che oggi conosciamo sono diverse ed ognuna ha un suo campo di applicazione non come il petrolio che riesce a coprire  quasi tutti i nostri fabbisogni.-

Quindi, è sottinteso, che le fonti alternative oggi conosciute, non possono sostituire in "toto" il petrolio, però ne possono abbassare notevolmente la sua percentuale di utilizzo.-

Basterebbe ridurre il fabbisogno petrolifero del 50% ed avremmo un risultato stratosferico!

Ma come fare a compensare le minori entrate fiscali che comporterebbe questa riduzione petrolifera?

Faccio presente che nessuna fonte alternativa potrebbe essere tassata con certezza come avviene per il petrolio e chi si intende di questa materia sa benissimo che ciò è sensato;nel contesto, non si può pensare di caricare su ciasun cittadino una tassa che andrebbe a compensare la mancanza delle accise petrolifere in quanto sarebbe  fuori di qualsiasi logica.-

Quindi, occorre rivedere la tassazione in essere, sopratutto rivedere le imposte che riguardano fonti necessarie e di carattere generale che usiamo quotidianamente le quali, ripeto, sprechiamo in abbondanza, ed in modo demenziale.-

Non voglio entrare nello specifico nel citare quali sono queste fonti, in quanto solleverei polemiche a non finire e dato che noi Italiani amiamo troppo spesso la polemica gratuita,  prima o poi saremmo costretti ad affrontare il problema energetico forse, in un clima diverso dalla pacatezza e della razionalità.-

Quindi, dobbiamo convincerci che non possiamo continuare a vivere in astratto, sottovalutando questo problema e non dobbiamo scandalizzarci quando ci accorgiamo che un Paese come L'Ucraina!! Impedisce il flusso del Gas metano al nostro Paese.-

Saluti GN

37
28 Mar 2007
alle 11:09

Gabriele

http://pub9.bravenet.com/forum/733774408/fetch/420560/

http://www.forumastronautico.it/viewtopic.php?p=13767

Da tempo aspettavo, sulla riva del fiume, che la mitomania lo tradisse anche qua..
Zaino dietro la porta e conoscenze tali da attraversare il globo e trovar una sistemazione in poco tempo.. più in viaggio che a casa..
Oppure un elettrotecnico che cerca di vender siti web?

www.kylotron.it

Basta un po', facciamo discorsi seri per favore

36
27 Mar 2007
alle 12:10

pablo

@Bernardo

> Vi sono, nel mondo, siti archeologici che raccontano la storia passata. Uno fra tutti e' "Mohenjo Daro".
> Quello che la storia ufficiale non vuole ammettere di questa antica cittadina, e' il fatto che l'ultima
> volta venne distrutta da esplosioni nucleari.
[...]
> Se nell'eta' del bronzo l'uomo ha potuto distruggersi
> con armi nucleari, oggi puo' farlo con maggior impeto.

Chiaramente la distruzione della città non fu opera dell'uomo ma di forze extraterrestri impegnate in una feroce battaglia aerea nei cieli del sito in questione.
E questa è la sconvolgente verità vera che gli scienziati malvagi al soldo degli Illuminati ci stanno nascondendo!

35
27 Mar 2007
alle 09:57

Paolo

Un ottimo spunto per scrivere romanzi sulla società USA(ma anche europea) post petrolifera prossima ventura è questo articolo, scritto dal famoso saggista James Howard Kunstler, molto illuminante su un sito che ho scoperto per caso http://eddyburg.it/article/articleview/8111/0/203/ .

Come esperto di scienze sociali non si smentisce affatto in questo suo scritto...

 

34
27 Mar 2007
alle 09:53

Bernardo Mattiucci

Val Ter, concordo con quello che dici, ma c'e' da considerare una cosa....

Le mie sono solo ipotesi, e' vero, ma io guardo (e studio) la storia umana... non tanto i piccoli particolari in essa contenuti, ma i grandi eventi. L'uomo sta affrontando per l'ennesima volta un passaggio di Era fondamentale... passaggio che nei millenni scorsi ha portato sempre notevoli cambiamenti e riduzioni drastiche della popolazione mondiale, anche di altre razze animali. Non sara' certo questa la volta in cui un mutamento drastico non causera' danni.
Bisogna accettarlo per quello che e'... e bisogna essere consapevoli che buona parte dei 6.7 miliardi di individui non vedra' il 2013... o l'anno che sara'!

Chi sopravvivera' al cambiamento epocale dovra' farsi carico di una responsabilita' sovrumana....: ricreare la civilta' umana!

Io, semplicemente, voglio giocarmi le carte in anticipo e provare ad arrivare al quell'evento gia' preparato. Ognuno e' libero di vedere le cose a colori o in scala di grigio. Ma una cosa e' certa: illudersi che tutto continuera' ad andare bene e' da ignoranti... ma ignoranti consapevoli di volerlo essere!

Vi sono, nel mondo, siti archeologici che raccontano la storia passata. Uno fra tutti e' "Mohenjo Daro". Quello che la storia ufficiale non vuole ammettere di questa antica cittadina, e' il fatto che l'ultima volta venne distrutta da esplosioni nucleari. La zona infatti e' totalmente radioattiva... di una radioattivita' "antica" e quindi non imputabile ad eventuali esperimenti nucleari moderni. Se nell'eta' del bronzo l'uomo ha potuto distruggersi con armi nucleari, oggi puo' farlo con maggior impeto. Ce ne rendiamo conto tutti quanti di quanto sia fragile l'equilibrio del mondo. Equilibrio che, per come la vediamo noi, e' basato sul costo e sulla disponibilita' di energia elettrica.

E questa, in futuro, sara' destinata a diminuire drasticamente. E la sua diminuzione portera' all'aumento drastico del costo di produzione di qualsiasi bene materiale che richieda un processo produttivo ATTIVO!

33
27 Mar 2007
alle 09:44

Paolo

L'unica certezza riguarda l'abbandono del nostro attuale e sprecone stile di vita in favore di uno molto più parco in seguito alla inevitabile pesante contrazione dei consumi energetici ed in generale.

Tutto gli altri scenari riguardo alla trasformazione della nostra società sono pure ipotesi, oggetto di forum e infinite discussioni, soprattutto quando avverrà e con che modalità.

Su questa materia potremmo scrivere decine di romanzi di fantascienza e fantapolitica, io però qualche idea personale su come potrebbe essere il mondo che verrà ce l'ho già...

 

32
27 Mar 2007
alle 08:13

Val Ter

Bernardo, occhio a non emigrare proprio nel posto dove dovrebbe cadere l'asteroide Apophis...:-D

A parte le battute -ma l'asteroide non l'hai considerato, ammettilo- c'e' gente che si sta chiedendo che fare del bunker nucleare che s'e' costruita in cantina negli anni della guerra fredda.

Forse potrebbe farci un po' di soldi affittandolo agli immigati, che poi sono l'unica vera "emergenza" che i progettisti del bunker non avevano previsto.

C'e' stata gente in passato che e' salita sulla cima di un monte ad aspettare la fine del mondo: la mattina dopo sono scesi tutti, tranne quelli che si erano suicidati.

Questo per dire che ogni epoca ha avuto i suoi spauracchi.

Ci sono delle certezze e ci sono delle ipotesi.

Che petrolio e gas si esauriranno e' una certezza, cosi' come lo e' il cambiamento del clima.

I tuoi scenari invece sono ipotesi: potrebbe andare cosi' ma potrebbe anche andare diversamente.

Se dormire con lo zaino dietro la porta e progettare la tua piccola comunita' agli antipodi ti fa sentire bene e' un tuo diritto farlo, e nessuno pensa di negartelo.

Pero' le tue sono ipotesi, e non certezze.

Le cose potrebbero andare in modo molto diverso, e gli scenari possibili sono tra loro molto differenti: decidere di vedere solo i peggiori e' una scelta personale.

Scelta che -l'avrai capito- non mi sento di condividere.

31
27 Mar 2007
alle 07:41

Antonello

Già si parla di smantellare la Banca d'Italia:

http://www.brundisium.net/notizie/shownotiziaonline.asp?id=13923

N. B.
Per fare i pannelli solari occorre estrarre Silicio di una certa qualità, che bisogna lavorare parecchio (occorre cioè molta energia). Inoltre dopo un certo numero di anni bisogna cambiarlo (a maggior ragione se non è di buona qualità). Il Problema del Silicio non stà tanto nella quantità, ma nella qualità.

30
27 Mar 2007
alle 03:17

vil

no. il punto è che il cittadino medio è abituato allo stress della pubblicità, della vita di cacca, del martello dei media e questa cosa è solo un trafiletto di giornale o l'ennesima notizia scientifica , tanto il sole è sempre sorto e ora cominceranno a preoccuparli con il clima. in italia la gente funziona come il palinsesto, o almeno quella che si trova ai posti che contano. quando in un incrocio muore qualcuno mettono le bande, prima mai.

29
27 Mar 2007
alle 01:55

bruscolo

ma i politici pensano solo alle foto,al grande fratello oppure a tirare a campare,tanto per loro un posto al sole cè sempre......

28
27 Mar 2007
alle 00:30

vil

Siamo tutti nelle mani di Dio.  E come dice Lindo Ferretti "Dio corazza i forti"

27
27 Mar 2007
alle 00:29

vil

La cumulatività dei problemi crea un ulteriore impennata nella domanda di energia, che non c'è. siamo 6,7 miliardi di anime, non so quanto senso avete delle cifre ma il pianeta non è poi così enorme. In italia non ce ne rendiamo conto ma è pieno di città sopra i 10 milioni di abitanti e i vicini bussano alla porta. x quanto poi riguarda l'attaccamento territoriale posso anche capirlo x chi è nato dove vive ma la scelta di fare il capitano che affonda con la nave non è per me. La disoccupazione poi crea un sacco di malumori e aizza il partito della guerra. [che non vedo poi così di malocchio visto che accellererebbe un po le cose, sopprattutto quella nucleare che raffredderebbe per bene il pianeta e permetterebbe ai pochi superstiti di realizzare l'ottava era dei maya.]

26
27 Mar 2007
alle 00:15

Ugo Bardi

Perché mai il costo del processo produttivo del silicio solar grade dovrebbe aumentare? Anzi, sta diminuendo via via che si sviluppano nuovi processi più efficienti. Il silicio non è come il petrolio, che gradualmente si esaurisce.

25
26 Mar 2007
alle 23:55

Bernardo Mattiucci

non condivido la tua visione pachir58, perche' e' quella dei nostri padri... ed e' proprio quella che ci ha portati ad avere le nostre citta' piene zeppe di automobili, polveri sottili e immondizia.

Ed e' quella che ci ha impedito, fino ad oggi, di realizzare impianti per le energie rinnovabili.

Concordo nel non creare facili allarmismi e mi scuso per la mia visione troppo pessimistica, ma il guaio e' che qui non si vuole vedere il problema per quello che realmente e'... e cioe'...  una sovrapposizione di diversi problemi "tutti singolarmente risolvibili". Non e' il singolo problema a preoccuparmi... ma gli effetti di tutti e 6 (o quanti ne sono) messi insieme!

Per quanto riguarda il silicio... si... effettivamente e' abbondante... ma resta il fatto che sul mercato ce ne sta poco e il costo del processo produttivo e' destinato ad aumentare!

24
26 Mar 2007
alle 23:31

pachir58

non è giusto creare allarmismi eccessivi. ragione e senso hanno sempre aiutato il genere umano a progredire. ed il progresso ha sempre subito accelerazioni fantastiche quando sono apparsi problemi apparentemente insormontabili. la speranza di vita migliore discende dalla base di democrazia che sembra prevalente anche in questo nuovo millennio. l'informazione globale e la voglia di confrontarsi senza frontiere su questioni parecchio distanti sono basilari per prevenire gli sfaceli che sembrano minare la nostra stessa esistenza. senza sprecare il tempo, con fiducia, ognuno cerchi di fare il proprio dovere, senza fatalismo e drammi: domani continuerà a splendere il sole e potremo ancora sperare in meglio.

23
26 Mar 2007
alle 22:55

Bernardo Mattiucci

Dai, su... evitiamo di vedere solo cio' che ci fa comodo.

Per l'ennesima volta vi esorto ad analizzare tutti i problemi contemporaneamente e non uno per volta singolarmente.

Quando petrolio e gas finiranno non ci sara' nessun incentivo al fotovoltaico e/o rinnovabile, perche' non ci saranno soldi con i quali incentivare la gente, che non avra' soldi, ad acquistare qualcosa che non si potra' costruire per mancanza di materie prime... e che comunque non puoi trasportare per mancanza di carburante.

E quando tutto cio' sara' una realta', comunque vada l'uomo avra' una priorita' cui trovare rimedio: il cibo!

Vi ripeto che il problema non e' il singolo aspetto che la crisi petrolifera creera'... L'energia, da sola, non e' un problema. Come non lo e' il clima, da solo, o il cibo, da solo, o i medicinali, da soli, o l'acqua potabile... da sola.

Ma diventeranno un problema serio al quale dobbiamo porvi rimedio, quando si manifesteranno tutti contemporaneamente...

...ovvero quando le aziende dovranno chiudere e licenziare i lavoratori per mancanza di materie prime e/o per i costi troppo elevati dei trasporti. E contemporaneamente la gente vorra' il condizionatore d'aria per sopportare 6/7 mesi di caldo con temperature in Italia di 40° C di media. E quando tutti vorranno il cibo, che pero' non arrivera' a tutti per mancanza di carburante e per i costi elevatissimi dei trasporti.... e quando l'enegia iniziera' a scarseggiare e prendersi una semplice aspirina equivarra' a "sperperare" 3 lunghi mesi di "lavoro". Lavoro che pero' iniziera' a mancare sempre piu' spesso... intendendo ovviamente il lavoro retribuito... perche' quello agricolo ci sara' sempre! E tutto questo dovete immaginarlo in un clima di perenne tormento sociale... con tasse sempre piu' alte e poveri sempre piu' numerosi. Con guerre di ogni tipo che scoppieranno in ogni dove e tanti bei migranti che verranno in italia/europa convinti che comunque stare qui e rischiare di morire di fame e' sempre meglio che stare nelle loro terre a rischiare di sopravvivere!

Io non incito nessuno ad abbandonare la propria terra... non me la sento e non sono io quello che deve dirvi cosa fare. Ma semplicemente, analizzando tutti i parametri e tutti i possibili scenari che riesco ad inquadrare, penso che tra 25-50 anni sara' una cosa assolutamente comunque decidere di emigrare in zone del pianeta piu' vivibili.

30 anni fa, nella periferia di Sebha, in Libia (al centro), vi erano grandi distese erbose... e vi si potevano trovare tanti animali. oggi c'e' solo il deserto e la popolazione ivi residente sta comunque diminuendo... anche se Sebha e' una cittadina di discrete dimensioni.

Ma in questi 30 anni, quanti abitanti del Nord Africa hanno scelto di emigrare verso l'Europa?

E se pensate che nel 5000 a.C. il Sahara era una savana ancora lussureggiante con grandi foreste lungo la costa e centinaia di fiumi e laghi che lo attraversavano... vedendolo ora un'unica grande distesa di sabbia... beh... non e' confortante. Specialmente per il fatto che l'aspetto della regione e' cambiato radicalmente in meno di un millennio.

Cio' che spero e' che anche da noi possa accadere qualcosa di simili... ma sappiamo che agli effetti del clima, bisognera' aggiungere quelli della cattiva gestione del territorio, della societa' sovraffollata e della carenza cronica dell'energia... ovvero dell'elemento a noi INDISPENSABILE!

Noi possiamo anche decidere di restarcene qui dove siamo... e di vivere al meglio la nostra esistenza... tanto in fin dei conti i problemi VERI li dovranno affrontare i nostri figli e maggiormente i nostri nipoti. A noi potrebbe anche non importare nulla.

Ma purtroppo questo ragionamento e' tipico dei nostri genitori e dei nostri nonni. Ed e' per questo che oggi ci ritroviamo qui a parlare di crisi petrolifera. Chi oggi ha tra i 20 e i 40 anni ha un dovere morale da perseguire... ovvero il ricreare un futuro ai nostri figli e nipoti... perche', attualmente, non lo hanno!

22
26 Mar 2007
alle 22:35

Ugo Bardi

Scusate, ma il silicio monocristallino non è una risorsa che si esaurisce e non è nemmeno il materiale con il quale si fanno necessariamente le celle solari, vanno benissimo anche con il policristallino. Semmai, c'è il discorso che la produzione di silicio "solar grade" (questo è il termine corretto) non ce la fa a tener dietro all'aumento della domanda, per cui oggi abbiamo una scarsità di silicio sul mercato. Ma questa è una cosa completamente diversa; se abbiamo voglia di investire in fabbriche di silicio invece che in ferrovie ad alta velocità, possiamo fare tanto silicio da pavimentare tutto il pianeta - anche troppo. Il silicio è uno degli elementi più abbondanti su questo pianeta, prima di finirlo facciamo in tempo a vedere il sole andare in supernova.

 

 

21
26 Mar 2007
alle 22:20

dominax

Siete, siamo tutti ormai consci che questo modo di vivere consumistico-usa e getta, oltre che a divorare in maniera demenziale energia e ambiente, ci fa anche vivere male (stress, malattie, tensioni, guerre), però allo stesso tempo siamo tutti preoccupati che con l'esaurirsi del petrolio-gas non potremmo più concederci certi lussi, non c'è una contraddizione in tutto questo? Se tornassimo indietro di 30/40 anni non staremmo paradossalmente meglio, oppure no? Fatemi capire. Ciao

20
26 Mar 2007
alle 22:11

max

Ma perchè emigrare? Così lasciamo il Bel Paese e i suoi due mila anni di storia ai magrebini che non sono nemmeno capaci di andare a votare? Dovrei lasciare la mia Sicilia per darla in sposa a qualcuno che di democrazia e rispeto non vuol sentirne parlare? In mani statunitensi magari? O cinesi?

Nemmeno per sogno signori miei,lo devo ai Vespri duecenteschi in funzione anti-francese!!!

Se qualcuno di voi vuol abdicare prego,che deambuli in territori malsani in cerca di una patria che non avrà, ma il sottoscrito non se moveee...

La Russia è a secco? Evviva! Ne dubito come al solito ma almeno la finiranno con sta storia degli idrocarburi e ognuno di noi avrà l'incentivo per energie alternative,tipo quel paesello danese che è autonomo e anzi riesce a rivendere l'energia in più al resto della Danimarca.

Potrei benissimo vivere senza il gas siberiano Gazprom e il petrolio algerino/kazako dell'Eni,appiccico i pannelli lassù e mi godo la mia esistenza...qui il sole non manca mai:365 su 365 giorno l'anno.

E poi c'è quella della cyclette collegata a un generatore,vedi il film 2022:i sopravvissuti.

19
26 Mar 2007
alle 20:04

vil

Il solare sta giungendo concretamente alla terza generazione: benchè ancora non si vede sugli scaffali le fabbriche ed impianti sono in costruzione e prevedono di iniziare la produzioine quest'anno. la tecnologia a film sottile sembra interessante ma torniamo al punto di partenza quando dobbiamo vedere i dati: la capacità produttiva annua di tutte le fabbriche insieme sono una goccia nel mare [suppongo, non ho dati alla mano ma da quel che ho letto così mi pare]. sicuramente saranno di aiuto anche se non risolutivi.

ripongo le mie maggiori speranze nel vento. 

18
26 Mar 2007
alle 19:55

Bernardo Mattiucci

beh... Debora, sappiamo tutti che alcune fonti rinnovabili nascondono in realta' degli "scheletri" morti da tempo.

Il Solare fotovoltaico, se sfruttato in massa, porterebbe in breve tempo all'esaurimento del silicio monocristallino... questo perche' le alternative possibili non sono ancora "teconologie mature".

L'idroelettrico e' sfruttabile solo dove effettivamente c'e' presenza di acqua. E sappiamo che in futuro, nella fascia -40° +45° sara' un bene eccessivamente prezioso e fluttuante.

Il geotermico c'e' in abbondanza... ma forse viene snobbato, al pari del mareale e di quello che sfrutta le correnti sottomarine.

Il nucleare e' perdente in partenza e ha tempi di realizzazione lunghi.

L'eolico e' un probabile buon investimento, ma bisogna rinunciare all'ecosistema... almeno dal punto di vista faunistico!

Biomasse? Termovalorizzazione? Boh... io sarei per la termovalorizzazione, ma in tanti mi dite che inquina.... e bisogna rispettare l'ambiente... che ci uccidera' tutti... pian piano!

 

Insomma... le alternative possibili sono racchiudibili in 5 sezioni:

1) correnti mareali e sottomarine

2) eolico

3) biomasse e termovalorizzazione

4) geotermico

5) fusione nucleare fredda (ma qui mi sbranerete vivo... e' da eretici affermare che la fusione fredda possa portare a qualche risultato!) 

17
26 Mar 2007
alle 18:36

Debora/Petrolio

Scusate, ma secondo me g.nanni si riferisce semplicemente alle già conosciute fonti alternative (che lui sostiene non vengano perseguite perché non redditizie dal punto di vista fiscale).

Niente motore ad acqua nel cassetto, insomma... ;-) 

16
26 Mar 2007
alle 18:20

Frank Galvagno

Per G. Nanni:

il Tuo discorso delle implicazioni su tasse, accise, sistema giuridico e pubblico mi sembra ben centrato.

Un po' eccessivo mi sembra il Tuo ottimismo sul fatto che ci siano grandi alternative agli idrocarburi fossili negli "sgabuzzini".

Non sono il massimo esperto, ma sia io che gli altri blogger siamo molto ben documentati...

Ad esempio, io faccio riferimento a molte fonti, sia universitarie che dell'Industria, in più lingue, per capire lo stato dell'arte delle Nuove Tecnologie Energetiche nel Mondo.

Forse potresti chiarirci un attimo il Tuo ruolo nell'Industria petrolifera, e farci qualche esempio a supporto di quanto scrivi circa i nuovi combustibili.

Come "picchista" non mi interessa la catastrofe ad ogni costo, la sventura e l'autocommiserazione, ma l'analisi razionale dei fatti per preparare al meglio il futuro ai nostri figli e nipoti.

Cercando di rimediare, se sarà possibile, ad alcuni errori.

 

 

15
26 Mar 2007
alle 18:12

Pinnettu

Una domanda per G.nanni.
Vista la tua premessa.. “Sono nel campo petrolifero da quasi 45 anni e sineramente tutti gli scenari previsionali sentiti in questi anni, nessuno è riuscito a cogliere nel segno.- ..
Il fatto che poi parli comunque di sostituzione del petrolio, è legato a una necessità di carattere ambientale, oppure ritieni che stavolta ci troviamo davvero vicini a una situazione di difficoltà di approvvigionamento!?

ciao

14
26 Mar 2007
alle 18:08

Bernardo Mattiucci

Migrazione di massa? E chi e' che intende attuarla?
Io mi riferisco ad una piccola porzione della popolazione... diciamo i piu' sensibili... che decidono di propria spontanea volonta' di "isolarsi" e attuare uno sviluppo socio-tecnologico tale da garantire una sorta di sopravvivenza al resto della popolazione.

Bisogna rendersi conto che basare uno sviluppo futuro su una diversa tassazione, come suggerisce  G.Nanni, non servirebbe assolutamente a nulla e denoterebbe una certa incoscienza, oltre che, oserei dire, ottusita'... perche' se viene a mancare l'energia elettrica verranno a mancare i presupposti alla base del pagamento delle tasse.

Oggi in Italia sempre meno persone arrivano a fine mese. Il debito familiare sta aumentando notevolmente perche' si continua imperterriti a sponsorizzare e incentivare il consumismo. E la gente, ottusa e ignorante, continua a spendere e a fare debiti.  E sempre piu' spesso ricorre ai finanziamenti per andare a fare la spesa!

Qui bisogna rifondare lo stato, certo, ma basandolo su un concetto di vita, societa', crescita e sviluppo radicalmente differenti da quelli attuali.

Al momento per "societa' sviluppata" si intende quella che puo' permettersi di avere qualsiasi cosa... basta avere soldi e la societa', oggi, compra cio' che vuole. In futuro le societa' potranno permettersi solo ed esclusivamente cio' che riusciranno a produrre al loro interno e saranno pochi i commerci. Sara' inevitabile e prepararsi sin da subito a ricreare la societa' in tal senso non e' che un buon primo passo verso la salvezza.

A cosa servirebbe togliere le tasse dal petrolio, che non c'e' piu', e metterle, diciamo, sull'acqua del mini-idroelettrico se anche quest'ultima non c'e'?

Forse non vi e' chiaro  qual'e' il problema.

Qui non si sta parlando di risolvere il problema clima o il problema energia o il problema sovrappopolazione o il problema sicurezza o il problema alimentazione+acqua. Qui bisogna risolvere tutti e 5 questi problemi contemporaneamente e simultaneamente. Altrimenti per la nostra civilta' sara' la fine inevitabile e certa!

clima + energia + sovrappopolazioe + sicurezza + cibo + acqua sono un cocktel micidiale di problemi con risvolti e complicazioni forse inimmaginabili. 

Provate a pensare a cio' che e' successo nelle ore successive allo tsunami del dicembre 2005 e provate ad immaginare se una situazione simile accadesse contemporaneamente in tutto il mondo. Mancanza totale di cibo, acqua potabile, energia elettrica, riscaldamento, igiene, medicinali, trasporti, viabilita', case, ospedali ecc... ecc... ecc....

Non si tratta di una esagerazione ma di cio' che potrebbe accadere.

La meta' dell'europa diventera' desertica nel giro di 100 anni... ma questo significa che gia' nel 2017 molte zone della spagna e dell'italia non riceveranno piu' acqua piovana.

Contemporaneamente si avranno stagioni sempre piu' sballate ed estati piu' torride. E questo causera' un'incremento dell'uso dei condizionatori, che manderanno in tilt il sistema energetico europeo. Parallelamente si avra' una diminuzione del gas e del petrolio  e questo significa che molte aziende saranno costrette a chiudere per mancanza di energia e materie prime o per l'eccessivo costo delle stesse. Alla fine metteteci anche il fatto che sempre piu' gente viene in europa convinta di trovarvi il paradiso. Secondo me stiamo sottovalutando una bomba ad orologeria di incredibile potenza!

13
26 Mar 2007
alle 17:41

fausto

Comunque, secondo me, ci sono fonti alternative per fare ciò, e per attuarle, basta tassare quelle risorse che attualmente vengono sprecate in modo demenziale.

Condivido e sottoscrivo.

Ma negli ultimi anni ogni provvedimento "intelligenete ed impopolare" volto a far tirare la cinghia a coloro i quali sperperano combustibili fossili in fesserie è purtroppo fallito.

Ed è un guaio. 

12
26 Mar 2007
alle 17:33

G.nanni

Sono nel campo petrolifero da quasi 45 anni e sineramente  tutti gli scenari previsionali sentiti in questi anni, nessuno è riuscito a cogliere nel segno.-

La  verità è,che i paesi produttori hanno sempre cercato di costruire un clima di paura e di ansia ed i paesi consumatori, pur avendo trovato diverse fonti alternative al petrolio, non vogliono o non se la sentono di diversificare questa fonte energetica.-

Tutto ciò perchè? perchè gli interessi sopratutto degli Stati  consumatori, sono potenzialmente enormi e maggiori di quelli che producono petrolio, in quanto i medesimi, vivono sulle rendite fiscali che il petrolio produce.-

Immaginate un paese come l'Italia il quale, per l'80% circa, attinge le sue risorse finanziare dalle accise petrolifere .-

Se il petrolio dovesse essere sostituito con altre fonti energetiche si aprirebbero scenari quanto mai apocalittici.-

Quindi nessuno Stato si impegnerà a diversificare e se ciò dovesse succedere, diminuirebbero inesorabilmente delle risorse che non possono essere sostitute con nessuna altra risorsa finanziaria e con nessun  tipo di incremento del PIL.-

Per prendere la decisione di sostituire il petrolio anche in parte,  ci vuole coraggio ma sopratutto un piano economico preciso e dettagliato nonchè, bisogna preparare il popolo a notevoli sacrifici e a cambiamenti di vita notevoli.-

In sintesi bisogna trovare o per meglio dire, altre fonti da tassare, per sostituire il petrolio.-

Per fare ciò bisogna ridisegnare e studiare tutta la tassazione vigente in poche parole bisogna rifondare uno Stato:-

Comunque, secondo me, ci sono fonti alternative per fare ciò, e per attuarle, basta tassare quelle risorse che attualmente vengono sprecate in modo demenziale.-

E' un problema enorme non facilmente risolvibile con gli attuali ordinamenti vigenti, ma prima o poi bisogna offrontarlo! Qualche piccolo segnale viene dal Giappone!

Saluti

GN 

 

      

   

11
26 Mar 2007
alle 16:59

Antonello

Ragazzi, mi fate ricordare la canzone "Poster" di Claudio Baglioni (una delle mie preferite). L'idea di andare lontaaaanoooo è bellissima, ma non credo che sia necessaria, e comunque non credo che risolverebbe i nostri problemi, e tanto meno quelli della popolazione mondiale.

Comunità autosufficienti o quasi? In Europa nel medioevo si chiamavano "Comuni". Infatti con il rafforzamento di nuovi ceti di artigiani, e dei proprietari fondiari verso la seconda metà del XI secolo (leggi XXI secolo) comparvero i primi nuovi organismi politici, dapprima provvisori e costituiti da pochi membri, ma che con il tempo divennero capaci di imporsi come centro di potere e come unica forma di governo...

10
26 Mar 2007
alle 16:14

vil

Paolo e altri... so che emigrare e isolarsi può sembrare un idea estremista e poco rassicurante ma come vorresti razionalizzare il tutto? se andiamo a fondo di qualunque proposta vedrete che non vi sono soluzioni: la popolazione và ridotta e subito. prendi il piemonte dove vivo: a testa ci sono 0,6 ettari a cui devi sottrarre i terreni incoltivabili, edificati, specchi d'acqua, montagne etc. anche se avessimo abb terreno x coltivare serve acqua, energia etc e non ve ne saranno. ogni soluzione va pensata su scala mondiale altrimenti sono solo dei placebo per non farci preoccupare nell'immediato. Ai problemi citati aggiungi il fattore sicurezza e psicologico.

9
26 Mar 2007
alle 14:54

Paolo

Ci risiamo con le migrazioni di massa! Dovrebbero essere l' ultima soluzione e comunque, se avvenissero anche nei paesi sviluppati, vorrebbe dire che saremmo proprio all'ultima spiaggia.

Preferisco pensare piuttosto che i vari governi occidentali imbocchino finalmente la strada giusta per il risparmio energetico e per le rinnovabili abbinata alla decrescita economica necessaria. Non c'è altra scelta e i politici, brillanti o scadenti(la maggioranza purtroppo) che siano, lo sanno molto bene.

Tolti gas e petrolio non mi pare che il carbone e il nucleare possano garantire la sopravvivenza della società globale così come è costruita.

Il "ritorno alle radici", come dice Bakhtiari, lo sviluppo delle economie agricole locali(con l'industria essenziale) dico io, è inevitabile...

8
26 Mar 2007
alle 13:57

Frank Galvagno

Ciao Bernardo e a tutti, capisco che ci possa anche essere l'optione/necessità di emigrare, con o senza zaino "rapido" ... però io non me la sento di pianificarla oggi!

Più che tutto... siamo sicuri che al sud del mondo avremo grandi garanziei? I luoghi a stagioni "livellate" e a bassissima escursione termica tra il giorno e la notte non sono tanti! Non possiamo prescindere dalla necessità di scaldarci...

A mio avviso il pianeta va razionalizzato, coordinata per coordinata, nei consumi e attività varie ... evitando migrazioni di massa che sposterebbero altri equilibri...

 

7
26 Mar 2007
alle 13:56

Bernardo Mattiucci

Vil, a me servono altri 8 mesi per avere soldi a sufficienza per andarmene dove voglio. Spero di riuscire ad effettuare un sopralluogo da qualche parte e individuare un buon posto dove insediare una sorta di comunita'.  Le scelte ricadono tra la Patagonia e la Nuova Zelanda. Ma temo che per la seconda ci siano reali problemi di visto!

6
26 Mar 2007
alle 13:27

Val Ter

Io speriamo che me la cavo.

5
26 Mar 2007
alle 13:03

fabiomas

"Hanno ad esempio un giacimento nella penisola di Yamal, ma ci vuole molto coraggio per implementarlo: ci vorranno 10 milioni di dollari, e almeno sei o sette anni."

Forse al posto di milioni era miliardi?

4
26 Mar 2007
alle 12:56

vil

Io sono + lento e ci metto almeno un oretta a farlo. senza conoscenze penso di riuscire ad arrivare a sud nel tempo di un mesetto. maaa dobbiamo aspettare proprio l'ultimo minuto? Ricordo che ci vogliono diversi anni prima che la terra cominci a dare dei raccolti abbondanti.

3
26 Mar 2007
alle 12:42

Bernardo Mattiucci

Frank, Paolo, preparate le valigie. Male che vada ci trasferiamo tutti nel sud del mondo. Io ho uno zaino sempre pronto dietro la porta della mia camera. Tra il prepararlo e partire ci impiego meno di 20 minuti. E con qualche centinaio di euro potrei arrivare nel sud del mondo nel giro di 24-48 ore.

Direi che dalle parole si debba iniziare a passare ai fatti. Creerei a tal proposito una sorta di club... o lista... di persone che sono pronte e disponibili ad un trasferimento in massa da qualche altra parte. Troviamo il posto... mettiamo un po di soldi a testa.... e ce ne andiamo a creare una comunita' autosufficiente.

Credo che sia l'unica soluzione rimasta!

2
26 Mar 2007
alle 11:01

Paolo

Per mia natura ho molta più resistenza al caldo che al freddo...sono un freddoloso per intenderci.

E questa intervista bomba a Bakhtiari mi mette addosso una pesante inquietudine, ma non tanto per la notizia della fine del gas quanto per l'assoluta inattività della nostra classe politica che sicuramente è al corrente della situazione.

Solare fotovoltaico e termodinamico, eolico(kitegen), geotermico(un tesoro di energia sotto l'Europa), tutte rinnovabili che potrebbero assicurarci un sufficiente tenore energetico se fossero sfruttate coerentemente, eppure in Italia non si muove quasi foglia.

Si pensa piuttosto ai DICO o alle sterili campagne militari in medioriente, o agli scandali delle foto dei vip, tanto se in Europa solo il 3% degli abitanti è preoccupato per l'energia, figuriamoci in questa repubblica delle banane quanti sono gli Italiani a preoccuparsene.

Questa classe politica è da mandare assolutamente a casa e tanto prima ci andrà tanto prima il paese cambierà registro energetico...

1
26 Mar 2007
alle 10:44

Frank Galvagno

Questi scenari mi mettono molto in apprensione.

Tutto lascia pensare che siamo con l'acqua alla gola, in queste condizioni le nostre capacità di reazione saranno tutto fuorchè razionali.

Mi chiedo spesso perchè i governi non rendano partecipi tutti delle reali condizioni mondiali... e sempre più spesso mi rispondo che così sarà più facile continuare a manipolare... e in casi estremi a innescare guerre, religiose e non, contro nazioni dipinte come "cattive".

Non sono per nulla ottimista in questo periodo ... qualcuno mi dica qualche parola di conforto .... !!!  :-)

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