Pensieri da weekend, ovviamente. All'Aspoconvegno ci si chiedeva cosa avessimo in comune, noi accaniti consumatori di teorie petrolifere, energetiche, economiche, climatiche propense al catastrofismo. Il gruppo sanguigno? Il segno zodiacale? Mistero.
Ripensandoci, forse ho capito: è tutta colpa della fantascienza. Io leggevo Asimov in terza elementare e ne porto ancora i segni.
A riprova, ecco alcune definizioni della fantascienza offerte da illustri esponenti. Il primo è proprio Asimov:
La missione sociale della fantascienza consiste nell'abituare la mente degli esseri umani all'inevitabilità dei cambiamenti tecnologici.
E poi Arthur Clarke:
La fantascienza è in grado di mettere sul chi vive la gente nei confronti dei pericoli che ci sono in serbo per tutti, e può farlo con molta più efficacia di quanto ci si riesca con le congetture utopistiche. La definirei un sistema di preallarme relativo alle catastrofi che ci aspettano.
Joe Haldeman:
La fantascienza può avvertirci in anticipo di quelli che possono essere i tranelli che ci riserva il futuro e offrire delle soluzioni possibili ai problemi d'oggi.
Frederik Pohl:
La missione sociale della fantascienza è quella di permetterci di esaminare le possibili conseguenze di ogni genere di cambiamenti tecnologici, sociali e culturali, cosicché possiamo decidere meglio, adesso, quali vogliamo che diventino realtà.
Non è che abbiamo letto troppa fantascienza: fortunatamente, ne abbiamo letta abbastanza.
(L'immagine è la copertina di un Urania del 1976...)






1. Peak, Domenica 18 Marzo 2007 ore 09:48
Questo aspetto "fantascientifico" delle teorie petrolifere, energetiche, economiche e climatiche è sicuramente un aspetto interessante; il problema, secondo me, è l'uso strumentale che si potrebbe fare dell'aspetto "catastrofistico" delle stesse teorie.
Mi spiego... prepararci psicologicamente al cambiamento sarebbe sicuramente una cosa positiva... ma se si parla di fine del petrolio, di inquinamento e di crisi economica al fine di farci risparmiare risorse che servono alle future e meno "fantascientifiche" ma ben più "catastrofiche" guerre allora il discorso cambia. Non vorrei che il comportamento virtuoso di molti diventi inconsapevolmente complice di quello iperconsumistico di pochi altri... e non vorrei che la benzina che risparmiamo oggi vada nei serbatoi dei caccia da guerra domani... o anche questa è fantascienza?! Ai posteri l'ardua sentenza...
2. Antonello, Domenica 18 Marzo 2007 ore 10:52
Io non parlerei in questo caso di fantascienza, ma semmai di futurologia scientifica.
http://it.wikipedia.org/wiki/Futurologo
3. Peak, Domenica 18 Marzo 2007 ore 11:53
Molto interessante...va anche detto che, in tutta sincerità, la percentuale di eventi previsti dai c.d. futurologi moderni ed effettivamente verificatisi è probabilmente pari a quella dei santoni indiani sotto l' effetto degli allucinogeni, senza nulla voler togliere alla buona fede di entrambi! Il problema è la speculazione "futurologica" di quei pochi che sono, invece, in cattiva fede...
4. Gianni, Domenica 18 Marzo 2007 ore 12:39
Ciao Debora! Iperstramegacomplimenti ancora per tutte le info che ci dai ! Sabato scorso, dopo che gli Are Krishna ci avevano simbolicamnete portati al bicchiere di bioetanolo frizzante,, si aveva discusso dei vari elementi che univano i Peak Oilers, e in effetti....
Devo aggiungere all'elenco Octavia E. Butler, "La parabola del seminatore", uno dei romanzi post civilisation più tipici. Non a lvello di Clarke o Dick, ma comunque leggibile.
Salutoni
Gianni e Daniela
5. Velenux, Domenica 18 Marzo 2007 ore 12:56
Forse tanti scrittori di fantascienza "ci hanno preso" perché potevano scrivere i risultati dei loro ragionamenti senza pressioni più o meno dirette o censure di sorta: tanto "è solo fantascienza"... :)
6. Francesco, Domenica 18 Marzo 2007 ore 15:46
Debora, hai le visioni perché hai mangiato troppo soylent verde.
:-) ;-) :-$
7. Dylan, Domenica 18 Marzo 2007 ore 19:09
Visto il post e l'immagine che lo accompagna, consiglio la lettura di "Mai più umani" di Nancy Kress, guarda caso proprio nella collana Urania dello scorso mese di febbraio. Dovrebbe potersi ancora trovare in qualsiasi edicola. Ai frequentatori di questo blog e alla sua tenutaria piacerà di sicuro. Saluti. :-)
8. Giacomo, Domenica 18 Marzo 2007 ore 20:28
Stavo giusto per prendere la tastiera e consigliare 'Mai più umani' ma noto con piacere che sono stato preceduto e allora mi aggiungo a quanto scritto da Dylan....buona lettura:)
9. Marco Pagani, Domenica 18 Marzo 2007 ore 20:35
Non posso che concordare: forse la fantascienza ci sta portando a preoccuparci del futuro più di tanti altri. Anch'io ne ho lette vagonate sia negli anni'70 che negli anni '90 ed anche ora ne leggo ogni tanto.
La SF ha colto in anticipo diverse tendenze della società attuale; se ha sbagliato alcune previsioni (in un celebre racconto di Asimov si parla di poter vedere nel passato, ma non si prevede la miniaturizzazione dell'elettronica!) nell'insieme ci abitua a guardare al futuro e a tutti i possibili sviluppi della realtà attuale.
Ottima la copertina!
10. fra, Domenica 18 Marzo 2007 ore 21:01
La fantascienza è spesso avvincente, tuttavia niente è più stupefacente della conoscenza e della storia. Buona lettura del link. Saluti, fra. http://www.martines.org/articolo_manning_petrolio_che_mangiamo.html
11. Ugo Bardi, Domenica 18 Marzo 2007 ore 22:48
Sai, Debora, che hai avuto un'intuizione interessante? Non ci avevo mai pensato, ma la fantascienza degli anni 60 e 70 è esattamente basata sul principio che è venuto poi di moda del "ventaglio di scenari". Ovvero, è venuto di moda ultimamente prevedere il futuro costruendo una serie di scenari, nessuno dei quali è una vera previsione, ma almeno uno dei quali dovrebbe rivelarsi quello vero. Così funziona, incidentalmente, lo strategic planning dei militari.
Fino a oggi pensavo che l'idea del ventaglio di scenari fosse nata con il mitico "I Limiti dello Sviluppo" del 1972, invece, ripensandoci, la fantascienza è stata tutto un ventaglio di scenari che abbiamo sviluppato collettivamente per prepararci al futuro. Probabilmente, quelli di noi che leggevano fantascienza sono i più preparati a raccogliere il concetto. (Incidentalmente, anch'io ero un avido fan di Isaac Asimov). Quelli di noi che hanno in mente il concetto, sono quelli che sono in grado di vagliare anche scenari spiacevoli senza lasciarsi prendere dall'emotività e rifiutarli in blocco.
Quindi, i peak oiler sarebbero oggi quelli che leggevano fantascienza qualche anno fa. Ci può stare. Grande scoperta, Debora!!! Sei mitica!
12. Un Passante, Domenica 18 Marzo 2007 ore 23:21
:-O
Credo proprio che tu ci abbia azzeccato!!
13. Mario, Lunedì 19 Marzo 2007 ore 00:32
Vero
Il tipo umano curioso del futuro ma alieno da cabale, oroscopi e stregoni e fiducioso nella scienza, finisce inesorabilmente cyberpunk e peak-oiler...
14. la lavandaia di borgunto, Lunedì 19 Marzo 2007 ore 08:24
yuk, Debora ci hai azzeccato, mi sa !
Il Pianetà Tschai, ad esempio l'ho letto almeno tre volte.
Ed anche quell'Urania con Benedetto ( forse era XV, uh?) mi ricordo benissimo di averlo letto ( avevo 11 anni..).
Anche Ugo ha ragione, i militari fanno cosi ( i famosi wargames sono qualcosa del genere).
E' per questo che i militari " professionisti" sono contrari all'intervento in Iran.
Ed è per questo ( ed altri motivi) che il lavoro sozzo lo faranno gli israeliani.
Assolutamente ovvio che i " wargames", in questo caso, prevedano effetti locali ed anche abbastanza limitati.
Al contrario di un intervento diretto degli Usa.
15. Fabrizio Argonauta, Lunedì 19 Marzo 2007 ore 09:01
Cara Debbi,
nella bibliografia fantascientifica non mancherei di citare Haldous Huxley con “Brave New World” e “Brave New World Revisited”.
Un abbraccio
16. riccardo, Lunedì 19 Marzo 2007 ore 09:16
se la padrona di casa diventa "tenutaria" noi cosa siamo, "frequentatori"? non mi piace mica...
grande grandissimo asimov, ci ha insegnato che si può pensare al futuro, immaginarlo, abbozzarlo, e sempre tenendo conto del rispetto di alcune leggi (vere come le leggi della fisica o inventate da lui stesso, come le tre leggi della robotica), ed oggi ci ritroviamo tutti qui a ipotizzare un mondo senza petrolio a buon mercato
non conosco bene gli altri autori di fantascienza, ma asimov era un ottimo divulgatore oltre che futurologo!
17. astro, Lunedì 19 Marzo 2007 ore 14:23
@Dylan e Giacomo
Perché non segnalare pure la collezione Urania di marzo 2007, di Harry Harrison "Largo! Largo!".
Da questo libro è stato tratto il film "2022: i sopravvissuti".
18. max, Lunedì 19 Marzo 2007 ore 16:57
Dylan e Giacomo ditemi immediatamente dove posso trovare Largo! Largo! perchè lo cerco da decenni...il film lo conosco a meomoria,battuta per battuta,ma il libro mi aprirà ulteriormente la mente.
Aiuta meeeeee
19. max, Lunedì 19 Marzo 2007 ore 17:01
astro aiuta meeee, dove posso trovare Largo Largo?
E il dvd di 2022?
20. astro, Lunedì 19 Marzo 2007 ore 17:46
Max il libro lo trovi in qualunque edicola ben fornita. Per il dvd penso che lo puoi comprare anche tramite internet.
21. jinnw, Domenica 20 Maggio 2007 ore 16:41
Una cosa è certa, che chi ha un certo gusto nel caso di letture o cinematografia, non può non manifestare interesse in un browser-game , dal titolo SOLAREMPIRE , che conosco da circa un anno.
Si tratta di un gioco di ruolo come comandante di una flotta di navi e pianeti e tutto si sviluppa tra 4 razze , alcune super-razze e degli alieni, questi, gli unici ad essere guidati dal programma.
Siamo arrivati in questi giorni a 2500 iscritti, e circa 70-80 sono online durante il giorno sempre….
La cosa simpatica è che spesso si formano alleanze per giocare contro altre e usiamo chattare tra noi
Ecc. …a volte anche ci troviamo per una pizza…una volta a Firenze, un altra a Bologna
La prossima sfrutteremo il raduno STICCAR di Rimini , Stratrek per capirci
Comunque entrate nel gioco….vi divertirete , e ditelo a Ric (ADMIN) che vi manda Jinnw
Ah….dimenticavo, è gratis , allora venite a vedere voi stessi….www.solarempire.it
Divertitevi