Uno sguardo dal picco
C'è una corsa al nostro oro nero. La stiamo organizzando come le Olimpiadi: che vinca il migliore.
A parlare è Shukri Ghanem, Presidente della Compagnia Nazionale del Petrolio libica. Dallo sdoganamento di Gheddafi del 2003, le compagnie petrolifere di tutto il mondo si sono avventate sui giacimenti libici per cercare di ottenere concessioni per lo sfruttamento di un territorio estremamente promettente e ancora in parte inesplorato. Stati Uniti, Inghilterra, Italia, Francia, Russia, Cina, Taiwan, India, Algeria, Indonesia, Spagna e Canada hanno inaugurato una sorta di campionato per aggiudicarsi i territori migliori.
Tale competizione sta favorendo grandemente proprio la Libia. Le compagnie, per aggiudicarsi i diritti, continuano a rilanciare al ribasso per quanto riguarda le loro percentuali. Partite al 25%, adesso sono scese fino al 10% proposto dalla Gazprom e addirittura al 7,8% di cui si accontenta la Chinese Petroleum.
Il che, preoccupa. Insinua un anonimo dipendente di una compagnia occidentale:
Tenendo in considerazione i rischi e l'aumento dei costi di investimento, le compagnie che propongono simili accordi non si basano solo su valutazioni economiche.
Insomma, si accusano Cina e Russia di praticare dumping a danno della concorrenza.
Mente si sgomita per aggiudicarsi gli ultimi giacimenti di combustibili fossili, un problema forse più terribile si affaccia all'orizzonte: la carenza di acqua.
Presto si potrebbe assistere ad una simile lotta per sfruttare riserve naturali di "Oro Blu", e, mentre in Italia si corre ai ripari per sopperire alla carenza di acqua nei bacini idroelettrici (oltre alle gravi conseguenze che presto dovrà affrontare l'agricoltura...), c'è chi, come la Russia, sta già pensando a come sfruttare in modo strategico il prorpio immenso potenziale idrico.
Per questo motivo ENI e multinazionali petrolifere fanno in modo(potere dei soldi e dei politici sul loro libro paga, non dimenticando che la stessa ENI è di proprietà del Governo italiano che ci fa dividendi scandalosi), che le politiche che mettono fuori gioco i combustibili fossili rimangano lettera morta.
Mi sto rendendo conto che la società del futuro, semmai ci sarà ancora una società, sarà priva di automobili...
Paolo,a non voler utilizzare le fonti alternative non è mica il cittadino?
Io e te ad esempio le utilizzeremmo volentieri,ma a fine mese il consulente finanziario della Eni si accorgerà che noi due manchiamo nella lista dei cittadini che ingrossano le casse dell'azienda,mancheranno insomma quei mille euro che non andranno più nelle tasche del sig. Scaroni e Co.
Con i pannelli solari dunque ognuno di noi diventerebbe un problema per le corporations tipo Eni. Immagina cosa direbbero se tutta la Sicilia utilizzasse i pannelli solari (tipo Augusta):Scaroni conoscerebbe da vicino l'angina pectoris e il rigor mortis in meno di un nanosecondo!!!
Noi ridiamo,ma i lor signori tremano ogni santo dì...
Paolo wrote:
<b>E poi volendo, tutti gli Stati europei(ma se penso all'Italia mi vien da piangere) potrebbero ridurre fortemente la dipendenza da petrolio, gas e carbone semplicemente attuando l'isolamento termico di tutti gli stabili già esistenti(per quelli nuovi non c'è problema) e l'installazione del fotovoltaico sui tetti con politiche fiscali adatte e invogliando, con le buone e con le cattive, i propri cittadini ad abbandonare l'automobile in favore del trasporto pubblico.
Senza dimenticare di ricorrere alle centrali solari ed eoliche.</b>
Condivido e sottoscrivo.
Vuol dire che si ricorrerà sempre di più al gas di Putin fino al peak gas, col vantaggio per noi(solo simbolico) che le multinazionali, essendo state prese a calci nel didietro dallo Czar russo, non ci guadagneranno un tubo.
E poi volendo, tutti gli Stati europei(ma se penso all'Italia mi vien da piangere) potrebbero ridurre fortemente la dipendenza da petrolio, gas e carbone semplicemente attuando l'isolamento termico di tutti gli stabili già esistenti(per quelli nuovi non c'è problema) e l'installazione del fotovoltaico sui tetti con politiche fiscali adatte e invogliando, con le buone e con le cattive, i propri cittadini ad abbandonare l'automobile in favore del trasporto pubblico.
Senza dimenticare di ricorrere alle centrali solari ed eoliche.
Come ho detto prima, in Italia purtroppo diminuire il fabbisogno petrolifero e da gas è un'impresa disperata con questa classe politica...
credo che assisteremo ad una crisi energetica alternativa...
ci stavo pensando questa mattina al bar, parlandone con un amico....
assisteremo a tanti piccoli aumenti del petrolio e relative diminuzioni...
...ma ad ogni aumento fara' seguito l'aumento inevitabile dei prezzi alla pompa dei carburanti.
Risultato? La benzina e il casolio andranno alle stelle e il prezzo del petrolio restera' invariato. Le compagnie petrolifere ci guadagnano ugualmente e gli investitori non potranno in nessun modo regolare il prezzo del barile... ergo... ce lo mettono nel didietro senza darci la possibilita' di difenderci!
Come a dire che oltre l'orizzonte energetico del petrolio c'è ben poco di ecoalternativo nella volontà dei singoli paesi.
Qui si andrà avanti col greggio fino all'ultima goccia, a dispetto del peak oil e dei sempre più marcati cambiamenti climatici.
Il medioevo è sempre più vicino...
Beh... e' ovvio ormai che le compagnie petrolifere di alcuni paesi non stanno puntando ad accaparrarsi il petrolio... ma ad un piu' realistico "evitare che altri lo prendano per se".
E purtroppo la Cina ci sta riuscendo benissimo!
alle 08:23
Paolo
Beh, con tanto mare che circonda l'Italia, mi sembra che l'unico modo per affrontare la siccità siano batterie di dissalatori disseminati lungo le coste ed alimentati ad energia solare.
Ma Mr. mortadella ci avrà pensato almeno per un microsecondo?