Uno sguardo dal picco
Segnala Bernardo una cosa da non perdere: la lettera al Presidente Napolitano pubblicata su Le Scienze/Espresso.
Cosa sostiene la lettera in sintesi? Che riconoscere come reale il problema del global warming, tutto da dimostrare, comporta "l'assunzione di impegni ancora più gravosi in sede europea e nazionale relativi alla politica ambientale ed energetica."
Qualora però proprio si voglia perseguire questa politica dissennata, è inutile perdersi dietro roba come il fotovoltaico o l'eolico: non saranno mai sufficienti. Quindi? Quindi "basterà costruire 10 centrali nucleari" et voilà, problema risolto.
Ma quel che è interessante non è la sequenza di banalità, sciocchezze e pressioni evidenti nel'appello: sono i firmatari, che mi hanno stupito.
Qualche esempio di tali illuminate menti? Oltre al solito Franco Battaglia, e al fisico Tullio Regge che evidentemente non ha altro da fare che attaccare continuamente gli ambientalisti, troviamo nientemeno che Umberto Veronesi, ex-ministro della Sanità, e il duo Franco Tirelli/Silvio Garattini, noti per essere sempre in prima fila a difendere gli interessi delle case farmaceutiche e stavolta anche dei nuclearisti.
Tre oncologi. Tre oncologi che firmano un appello contro le energie alternative e a favore del nucleare. Viene da chiedersi: ma dobbiamo ascoltarli, quando parlano di tumori?
Pardon riccardo: tu non c'entri.
"...mentre Chernobyl ha provocato 57 morti..." Estratto dal'articolo linkato oggi da riccardo.
Peccato che le ultime stime sull'ecatombe, inviate recentemente dalle autorità sanitarie ucraine all'OMS, siano state respinte al mittente. Pare che segnalassero un numero di decessi per cancro un tantino alto.
E’ facile giocare con i numeri, in questa faccenda: i morti li vedi dopo molti anni, e questo è normale quando si parla di tumori.
Vorrei anche farvi notare una cosa: se è vero (e secondo articoli di autorevoli agenzie governative statunitensi lo è) che nei soli USA il gas radon causa qualcosina come 20.000 decessi annui, io vorrei sapere come è possibile che una delle più grandiose immissione di radioattività artificiale mai verificatesi non abbia causato nemmeno un decesso per tumore nelle popolazioni esposte (dato che i morti riportati sono semplicemente i tecnici coinvolti nell’incidente).
Vorrei anche sapere quale è stata la sorte dei 20.000 soldati spediti a scavare sotto il reattore. Pare che almeno un 10% di essi riposi già assieme ai propri avi, ma naturalmente da quelle parti non è lecito far domande.
E vorrei sapere per quale motivo chi deve fare certi commenti scrive in calce a post vecchi di mesi.
mi spiace vedere che l' italia , patria delle piu' grandi menti di tutti i tempi , sia infangata da ignoranti
che pensano tutte queste sciocchezze sul nucleare, ha ragione veronesi e voi fareste meglio a evitare certi commenti se
le cose non le sapete, bevete un po' di petrolio visto che vi piace così tanto.
il nucleare e' un' ottima soluzione, lo hanno capito tutti i paesi sviluppati tranne noi, siamo sempre il fanale di coda
dell' intelligenza e del progresso.
Di Tullio Regge è noto il suo odio viscerale per l'ambientalismo e l'amore per la manipolazione tecnica a qualunque costo... ma non pensavo che scendesse così in basso da associarsi a Battaglia!
Mi dispiace anche per Garattini. E pensare che credevo fosse una persona seria...
Per quanto riguarda le scorie, il problema non sarà mai risolto finchè, passate decine di migliaia di anni, i nuclei radioattivi saranno decaduti...
La quarta generazione è solo più moderna, ma non è intrinsecamente diversa dalle altre, perchè si basa sempre sul principio intrinsecamente instabile della fissione da neutroni lenti.
In questo genere di trasmissioni e' estremamente difficile trovare qualcuno che esprime opinioni contrarie. Ricordo di aver assistito ad alcune registrazioni di interviste in strada... a semplici cittadini che avevano assistito a determinati eventi... ebbene... era il giornalista a decidere cosa doveva rispondere il cittadino. E se quest'ultimo osava dire qualcosa di diverso la registrazione veniva rifatta o tagliata!
mi permetto un aggiornamento:
oggi a "la radio ne parla" su radio 1 si discuteva di nucleare...
a quanto pare nel mondo occidentale non si costruiscono da molto nuove centrali nuceari perchè tutti sono in attesa dei reattori di quarta generazione, più sicuri più efficienti, con meno scorie e persino più simpatici. voi cosa ne pensate?
ma la cosa veramente divertente che ho sentito dall' "esperto" è che il problema dei rifiuti nucleari è ormai risolto tecnicamente!!!
per favore, qualcuno mi spieghi come... oppore gli dico io all'esperto dove metterseli, i suoi rifiuti!
p.s.: scusate l'intemperanza verbale, ma mi è dispiaciuto non sentire nessuno che in trasmissione esprimesse opinioni contrarie!
A proposito di sperpero di denaro pubblico. Chissà perchè nessuno dice mai nulla sullo sperpero di denaro pubblico derivante dalla chiusura delle centrali di Caorso e Trino e della riconversione in corso d'opera di Montalto a oliocombustibilecarbonegas che ancora stiamo pagando nelle bollette elettriche. Ah dimenticavo, c'è stato un "reverendum" sulla soppressione dei contributi pubblici all'Enel per la costruzione di centrali nucleari. Non era contemplata la chiusura di quelle funzionanti da decenni. Purtroppo in questo belpaese i referendum, così come le leggi, si interpretano...Tutti sono liberi di raccontare le castronerie che preferiscono e non capisco perchè degli oncologi non possano esprimere la loro opinione sulle centrali nucleari. Cvd: l'Italia è piena di ambientalisti che autoproducono energia elettrica fotovoltaica e acqua calda, abbiamo il maggior numero di pannelli solari (da "sola" e non da sole), gli incentivi statali non servono, ci pensa "la coscienza ambientalista"; infatti continuiamo a importare energia elettronucleare dall Francia. Evviva il pannello solare verbale ! Profeti della decrescita fate qualche proposta concreta. Ad esempio proponete di far decrescere gli stipendi dei pubblici dipendenti...Il "buon esempio" è sempre il modo migliore per diffondere le idee.
A si? 10 centrali nucleari in Italia? E dove le facciamo che fra poco tra case cappannoni strade cementi e bitumi di ogni genere non ci sara + nemmeno un francobollo di spazio libero? Speriamo che il peakoil tagli presto l'erba a tante pecorelle....reset, tabula rasa, tutto daccapo per tutti...
mah, siamo giunti a pensarte che gli oncologi tifano per il nucleare per mantenere il loro pingue (e lucroso...) portafoglio clienti, a pensar male si fa peccato!
per quanto mi riguarda, sono convinto che sia assurdo ripartire oggi (ancor più in italia) col nucleare, per i buoni motivi che avete già elencato, anche se ci ha fatto comodo fino ad oggi avere la corrente elettro-nucleare dei nostri vicini.
nor riusciamo a fare un rigassificatore, protestiamo anche per il PM10 delle caldaie a cippato di legna...
Ossia, per quanto mi riguarda non mi rallegro affatto di avere per Sindaco Letizia Brichetto in Moratti (consorte del Presidente di Saras, Gianmarco Moratti, cioè una petroliera o, riducendo all'osso, una benzinaia di lusso); ma sono lieto che Veronesi abbia rinunciato a candidarsi.
Veronesi dice anche "il traffico non provoca il cancro" (e viene smentito il giorno dopo da una schiera di pneumologi altrettanto ma forse non altrettanto ben sostenuti da una dozzina di sponsor come accade al prestigioso Istituto di Oncologia). Veronesi è quello che non mangerebbe mai la polenta perché è un pastone di aflatossine da cui solo l'Ogm può salvarci: e viene prontamente smentito da una ridda di tecnici probabilmente più competenti di lui in agronomia.
Cito la risposta di Carlo Petrini, al riguardo, dal forum del sito Radicale:
Non sono uno scienziato, e, soprattutto, ci tengo a ribadire che le aflatossine NON sono il problema: dovremmo invece parlare di brevetti, di cautele, e di questo decreto che l'11 di novembre verrà discusso e che altro non chiede che di regolamentare un settore oggi senza regole. Tuttavia, se l'alternativa che ho è di passare per quello che non vuole rispondere, sia: parliamo di aflatossine. Tanto più che chi mi rimprovera di fare affermazioni ad effetto ha affermato in nonchalance che «il pesto è cancerogeno». Se questi sono gli scienziati, io posso parlare di aflatossine. Le micotossine, famiglia di cui le aflatossine non sono che un piccolo clan, sono prodotte da funghi e muffe che sfruttano - per insediarsi sul chicco di mais - fratture operate da cause diverse. Come dice il nome stesso, sono tossiche e cancerogene. Se un insetto rompe la cuticola del mais per depositare le sue uova e nell'ambiente è presente il fungo, con buona probabilità avremo l'insediarsi del fungo nella frattura e la conseguente produzione di micotossine. La stessa cosa capita se le rotture sono causate dalla grandine, piuttosto che da altri agenti (uccelli, pressioni di varia natura, produzione di insilati…). Le microfratture, qualunque ne sia la causa, avvengono molto più frequentemente, come sarà evidente, in fase di post raccolta che in campo.
Il mais transgenico contiene la sostanza che combatte gli insetti, non l'attacco fungino: quindi l'OGM non verrà danneggiato dagli insetti, ma continua a non avere difese contro le micotossine che si producano nelle fratture causate altrimenti. Dire che gli OGM prevengono la presenza di micotossine nella polenta e nel latte è un modo per alzare un polverone senza dare spiegazioni dettagliate ad un consumatore che evidentemente si ritiene incapace di capire. Inoltre si lascia intendere che non ci sia differenza di trattamento tra il mais per l'alimentazione umana (la polenta) e quello l'alimentazione bovina (le aflatossine nel latte), offendendo così migliaia di piccoli produttori di mais per l'alimentazione umana che curano il loro prodotto in modo che sia non solo eccellente dal punto di vista organolettico ma anche sano. Sono queste le posizioni ideologiche ed economiche che io difendo: quelle di chi lavora secondo coscienza e ne ricava il giusto guadagno.
Ma poi: ammesso e non concesso che abbiano ragione quanti in questi ultimi giorni si stanno scaldando tanto a difendere gli OGM, perché non considerare anche vie alternative? Si potrebbero selezionare altre varietà di mais, magari a ciclo più breve, o più resistenti agli insetti; oppure l'analisi e la difesa della biodiversità esistente in questo settore, (in Italia coltiviamo principalmente ibridi di mais americani), potrebbero migliorare la produzione e scongiurare il problema aflatossine. Perché a questi diecimila scienziati non viene in mente che selezionare varietà maggiormente acclimatate ai territori italiani potrebbe essere una soluzione per lo meno di pari dignità rispetto a quella di coltivare un solo mais OGM ovunque?
Ho chiarito prima quali sono le lobbies che io difendo: mi piacerebbe che i sostenitori del transgenico dicessero con altrettanta chiarezza e serenità quali sono le loro.
Serimente certi attacchi mi fanno paura:
-Le fonti energetiche non sono infinite, sono state praticamente viste tutte e non possiamo certo sperare in una nuova tecnologia a momenti. E comunque non nsarebbe utilizzable.
-Il nucleare, se sei una persona di buon senso, sai che fa meno male di una centrale a carbone, sia a livello ambientale che a livello sanitario (anzi un oncologo lo sa molto bene). E non ci si mette 25 anni per una centrale!
-[commento dietrologo] in italia non c'è nuke perchè c'è l'ENI.
-Nonostante tutto ciò, chi difende il nucleare è un pazzo buffone servo delle multinazionali. Boh.
Non mi stupisco di veronesi....E' pure a favore degli ogm!
sti medici qui son ben intrallazzati con le multinazionali petrolchimiche
"Quindi? Quindi "basterà costruire 10 centrali nucleari" et voilà, problema risolto."
Alcuni si domandano quale potrebbe essere la giusta soluzione per la futura crisi. Io sono piuttosto pessimista un pò su tutto, ma ritengo che chi propone delle soluzioni basate sul concetto di "decrescita sostenibile" deve essere senza alcun dubbio incoraggiato. Se cercate su Google con chiave - decrescita blog - troverete migliaia di blog che si occupano di questo tema. Io segnalo questo:
http://altrove-decrescita.blogs.it/
L'idea della decrescita sostenibile è veramente rivoluzionaria per questa società. Questa foto scattata durante uno sciopero a Parigi ritengo sia significativa.
"Parigi, inno alla Decrescita sulla Colonna di Luglio in place de la Bastille (durante lo sciopero generale del 28 marzo 2006)"
tullio sara' pure una brava persona ma e' una persona di parte basta leggere le fesserie che ha scritto sulla rivista le scienze.
quanto a veronesi e' uno showman, conosco un vedovo che gli ha affidato la moglie a milano e con le sue cure l'ha spedita all'altro mondo in un battibaleno per non aver tolto dei linfonodi da lui definiti innocui ma rischiosi da altri medici di roma
quindi non mi meraviglio che difendano a a spadatratta il nuclearesenza neanche chiedersi dove sta l'uranio in italia?
Il problema e' che ora e' tardi per tornare al nucleare.
Spendere quei soldi ora significa non poterli investire in altri modi per i prossimi 20 anni. E non doverlo fare neanche tra 20 anni...
Avremmo dovuto continuare con il Nucleare quando c'e' stato il referendum... allora si' che si poteva e doveva continuare!
A cosa serve ora avere una ferrari se poi non la si puo' guidare?
Per una centrale nucleare serve un deposito per le scorie. Scorie che gia' produciamo con i reattori nucleari funzionanti nei labotarori, centri di ricerca, universita' e ospedali... Scorie che gia' oggi non abbiamo dove stoccarle perche' la gente continua a volere la moglie piena e la botte ubriaca o il contrario... :)
E' questa la verita' che gli scienziati firmatari della lettera non hanno detto. Per loro, che devono solo guadagnarci e garantire lo stipendio a quel manipolo di ricercatori che non hanno lo stipendio d'oro, non interessano le conseguenze di una tale scelta. A loro interessa solo il lavoro e i soldi. Che poi e' lo stesso identico ragionamento alla base del progetto ITER.. che si sa bene che non funzionera'... ma per 30, 40 o 50 anni permettera' a migliaia di persone di lavorare e di riportare a casa uno stipendio di tutto rispetto! Il resto non conta!
Ci sono decine di altri sistemi alternativi per produrre energia elettrica in modo ecologico e/o poco dannoso. Ma, purtroppo, non permettono agli scienziati di turno di guadagnare. E cosi' non vanno neanche lontanamente nominati!
D'accordo sul fatto che facendo il nucleare ci sarebbe una grande spesa economica... e che quindi le altre energie alternative saranno poco sostenibili (che alla fine non è vero)... ma vedete.. se voi avete paura che dopo aver costruito una centrale nucleare ci sia una fusione del nocciolo.... bhe... avete dimenticato chernobyl... che nonostante fosse lontana centinaia di km... in tutta europa e non solo si sono sentite le radiazioni... e lo stesso succederebbe se accadesse lo stesso disastro in francia o in germania o negli altri paesi che utilizzano il nucleare.. quindi xkè gli unici FESSI europei dovremmo essere noi italiani? se non sbaglio il nucleare non è poi cosi' inquinante.. quindi non vedo dove sia il problema...
@Max
@pentolaccia
Il problema è che sono entrato in coma per problemi di età poco prima di firmare l'appello. Ora mi sono un pò ripreso, ma mi sà che non ne ho per molto...
Penso che ci sia rimasto solo Dio.
Ragà qui ci vuole un golpe neurologico!
E vale anche per noi lamentosi: nucleare si,nucleare no,forse,ma,se,chissà...e basta! In questo blog le idee ci sono ma avete l'indirizzo di qualche genio che aspetta solo noi?
Scrivetelo bello grande che gli mandiamo le nostre idee salva-mondo.
Pentolaccia Frankenstein non è potuto venire. Ufficialmente attacco di diarrea.
Debora,accanto a me c'è Kasparov "latitante per hobby". Te lo mando?
Concordo con Antonello. Conosco personalmente Tullio ed è una persona fantastica, ha visto quasi un secolo di storia e nonostante l'età ci sta ancora dentro, mi ha pure parlato subito in russo la prima volta che ci siamo incontrati. quel che mi sorprende invece è la comunità dei fisici, amici docenti e ricercatori sono praticamente tutti old scool.
Ragazzi... e' tempo perso credetemi.
Una lista di nomi da ospizio. Il fisico Carlo Bernardini è scusabile per limiti di età (77 anni); lo stesso per il fisico Tullio Regge anche se è un pò più giovane (76 anni) e così via... Gente ancorata ad idee vecchie almeno quanto loro. Anche ai tempi di Galileo c'erano docenti universitari che insegnavano che il (loro) mondo era al centro dell'universo, e che il Sole, tutti i pianeti e tutte le stelle dovevano orbitargli intorno, all'epoca si chiamavano peripatetici, oggi sono solo patetici e basta.
@ Bridge, siamo d'accordo sulle idee di base.
Io agli Italiani non posso dire di ridurre i consumi perchè non ho l'autorità... altrimenti lo farei!
Nel nostro piccolo, se davvero lo vogliamo, possiamo propagandare la decrescita dei consumi. In questo potrebbe "aiutarci" involontariamente l'inflazione che probabilmente seguirà il Peak Oil.
Io non mi vergogno a consumare poco e incito gli altri a farlo.
Se riusciamo a ridurre la domanda di nuovi beni (naturalmente a cominciare da quelli voluttuari) e a spingere con la richiesta di rinnovabile potremo aspirare a raggiungere il nuovo equilibrio "slow flux" che immagina il prof. Bardi. I politici promuovono quello che vogliono i grandi numeri.
Non sarà facile, si tratta di trovare una nuova orbita di stabilità del sistema dinamico... ma se non ci proviamo abbiamo (avranno) ben poche speranze... ossia il caso A e B di @ Bernardo, a mio avviso realistici, ma condannano entrambi la razza umana (con qualche differenza nei tempi). Che è quello che non vogliamo...
sembra che tra i firmatari del testo ci sia pure il dottor frankenstein....
a tutti noi stanno a cuore 2 cose essenziali:
1) la salute del nostro pianeta
2) la sopravvivenza della nostra razza.
Ebbene, ad oggi le 2 cose non sono perseguibili contemporaneamente.
Mi spiego....
la politica americana, ma purtroppo anche quella europea, stanno andando nella direzione di "salvaguardia degli attuali consumi ad ogni costo". Qualcuno invoca anche l'aumento degli stessi per far ripartire l'economica... come se bastasse spendere di piu' rispetto a cio' che si guadagna per stare meglio...
E' questo concetto che va rivisto. Fino a quando, in 6.6 miliardi consumeremo 10 volte di piu' le risorse a noi disponibili, non ci sara' soluzione alcuna per:
I) garantire la sopravvivenza del genere umano
II) salvaguardare il nostro pianeta da un collasso ecologico
Detto questo bisogna stabilire, in piccolo, quali sono le priorita'... ovvero...:
A) sono piu' importanti la fauna e il paesaggio!
B) sono piu' importanti i servizi di prima necessita' quali energia elettrica, acqua potabile ecc... ecc...!
Rispondiamo a questa domanda... se scegliamo di salvaguardare la fauna e il panorama delle nostre citta' allora non lamentiamoci del fatto che non avremo energia e che, quindi, non abbiamo un futuro.
Se invece scegliamo di garantire alla nostra nazione l'energia elettrica, cercando di danneggiare il nostro pianeta il meno possibile, allora vediamo di realizzare impianti eolici off-shore, mareali sottomarini, geotermici anche in fondo al mare e solari in tutte le zone dove vogliamo e possiamo installarli.
La scelta e' semplice e non ci sono vie di mezzo.
1 o 2
I o II
A o B
A voi la scelta!
@ Frank Galvano
sono perfettamente d'accordo che una politica energetica corretta lavori contemporaneamente sul lato dell'offerta e sul lato della domanda di energia. più propriamente bisogna lavorare sulla nostra cultura energivora. Purtroppo lavorare sul lato della domanda è un processo lungo (soprattutto in Italia). Glielo dici tu agli italiani che non devono usare il condizionatore alla prima botta di calore che verrà???
ps: l'unico vero vantaggio della nucleare è la quantità che è in grado di produrre, e a noi serve quantità...
@Bridge sono d'accordo.
Quello che mi preoccupa è che i fautori di Galileo 2001 non mettono in discussione gli attuali consumi energetici... anzi invocano il nucleare come l'unica fonte che ci permetterà gli standard attuali (dimenticando - gli oncologi che chemioterapici & affini sono figli di idrocarburi e metalli preziosi)...
Per quel che so io, il nucleare presenta
- alto flusso energetico, ma solo "apparente"... in più il picco ci condiziona (cfr. @Bernardo)
- EROEI complessivo, di conseguenza (dalla preparazione chimica del combustibile, alla dismissione delle scorie), inferiore alle rinnovabili
- inadeguatezza a rimpiazzare l'Oil per usi di sintesi(la chimica organica non si fa con l'Uranio e il Plutonio).
l punto cruciale è che dobbiamo diminuire i flussi energetici pro capite, ma temo che questo non basti, dovremo probabilmente poter esercitare un influsso (soft) sulla popolazione globale nel verso della decrescita.
Per questo ben vedo la tua idea di piani energetici nazionali (ma forse sarebbe anche meglio sovranazionali... utopia?)
be' non è roba da prendere sul serio, si squalificano da soli quando affermano "Come cittadini e uomini di scienza, avvertiamo il dovere di rilevare che la tesi sottesa al Protocollo, cioè che sia in atto un processo di variazione del clima globale causato quasi esclusivamente dalle emissioni antropiche, è a nostro avviso non dimostrata, essendo l'entità del contributo antropico una questione ancora oggetto di studio." Il report IPCC ha ormai chiaro la situazione. Siccome non è una cosa seria, la petizione l'ho firmata anch'io con lo pseudonimo di Pedrito el Drito. La vorrei far firmare anche da mia moglie Supergirl e da mio cugino Braccio di Ferro.
Batman ci deve pensare. ..
Bye
a me non sembrano affermazioni così sconcertanti. uno può essere o meno contrario al nucleare ma mi pare che nel documeno ci sia una realistica disillusione (rispetto a dei demagoghi tipo pecoraro scanio) sulle reali potenzialità delle energie rinnovabili. Se infatti bisogna puntare su eolico, solare, etc. per produrre energia bisogna anche riconoscere che da sole, almeno per il momento, non sarebbero in grado di coprire il fabbisogno italiano. Inoltre l'idea di un piano energetico nazionale coordinato mi sembra abbastanza necessario (basta vedere il caso del comune che non vuole far costruire l'impianto eolico offshore)
Ma quali scienziati...credo che non sappiano nemmeno cosa voglia dire scio in latino figuriamoci fare discorsi decenti!
Ora non facciamo di tutta l'erba un Fascio, esistono menti creative e sviluppate, ma in attesa che si apra un wormhole sarà difficile raggiungerli o portarli sul nostro pianeta...eh eh eh eh :-)
Comunque resto del parere che per il bene dei nostri figli la sola speranza risiede nell'atomo.
p.s.:ma avere sentito l'ultima su Wolfowitz il sentimentale?
Per e' semplicemente vergognoso che degli "scienziati", ovvero persone assolutamente normali ma dotate di laurea, possano pontificare in questo modo cercando di influenzare l'opinione dei nostri politici. Spingere sul nucleare significa sperperare i soldi di noi contribuenti... perche' si sa bene che riavviare un progetto nucleare in Italia richiederebbe almeno 5 o 10 anni per la messa a punto ed altri 15 o 20 per la realizzazione. Si arriverebbe cosi al 2027 - 2037 con delle centrali nucleari che non possono entrare in funzione per mancanza di materiale fissile e con l'assenza pressoche' totale di eventuali fondi per altre fonti energetiche.
E' altresi' sconcertante assistere alle scelte prese dagli scienziati italiani, sempre e costantemente in antitesi con quelle dei loro colleghi nord-europei... perche' se in germania, svezia ecc.. ecc... le centrali nucleari verranno spente e disattivate, in italia le vogliono costruire.
Resto dell'idea, insomma, che uno scienziato debba guadagnarsi l'onore di mantenere il proprio titolo accademico e che debba poterlo perdere sulla base di valutazioni super-partes effettuate magari da una commissione popolare.
Persone come queste sparano cazzate a destra e a manca... ci guadagnano fior di milioni e hanno anche la presunzione di voler essere ascoltate perche' hanno una laurea.
A zappare la terra dovrebbero andare... e non a consigliare di tornare al nucleare in un momento, come quello attuale, nel quale si hanno tutti gli evidentissimi effetti del global warming!
I 3 personaggi oncologi, sono dei business-men questo è certo,
poi su veronesi basta informarsi un pò da beppe grillo che ne
ha parlato in qualche suo spettatolo.
Veronesi è un affarista un oncologo al serizio degli affari
e delle case farmaceutiche, veronesi è il solito truffolo italiano
che prende finanziamenti da tutte le parti, gli stanno a cuore
molto gli interessi delle lobby....
Anch'io penso che i 3 personaggi oncologi, più che disinteressati ricercatori, siano business-men.
A prescindere da questo non mi sembra abbiano la professionalità e le argomentazioni per difendere efficacemente la scelta energetica nucleare. Sarebbe come se io che mi occupo di chimica e poco altro, mi mettessi a pontificare di psicologia. Non c'azzecca.
Di fronte al picco del materiale fissile presente in natura e alla non-conoscenza (almeno mia) di tecnologie atomiche in grado di produrne (naturalmente con EROEI favorevole), la scelta nucleare non è assolutamente risolutiva. Chissà se il prof. Battaglia può smentire?
alle 13:35
Gio
.... ho copiato e incollato "paro-paro" da Virgilio - notizie 01/10/2007 Nucleare pulito, la promessa della IV generazionePer lo scienziato Lovelock, l'unica salvezza per il pianeta "è puntare rapidamente e in modo massiccio sulla grande energia pulita che nutre l'universo: il nucleare"Dall’uranio “arricchito” all’uranio “pulito”. Non si tratta di un cambiamento solo semantico. Alle spalle c’è l’attesa, o la speranza, di una rivoluzione anche culturale. Una rivoluzione in grado di cancellare i timori legati a una forma di energia oggi sempre più indispensabile, ma al tempo stesso temuta e odiata per le tragedie che inevitabilmente si associano al suo nome: il nucleare. L’Italia nel 1987, un anno dopo il disastro di Chernobyl, ha detto “no” alle centrali. Lo stesso non fecero però i paesi confinanti, in particolare Francia e dalla Svizzera, dai quali dobbiamo importare energia. Ma era un nucleare concettualmente “primitivo”, ancora quello di Enrico Fermi. Il nucleare di IV generazione viene invece visto da un numero sempre maggiore di esperti come l’unica via per salvare il pianeta dal surriscaldamento.
11/10/2007 D'Alema: sì all'energia nucleare. Ma solo all'esteroPer il vicepremier il "revival" del nucleare permetterà di contrastare l'emergenza climatica. In Italia, però, "non è all'ordine del giorno"Durante la recente Conferenza Mondiale sul futuro della scienza, svoltasi alla fondazione Cini di Venezia, l’argomento nucleare ha tenuto banco. Era inevitabile, del resto, visto l’acceso dibattito sulle energie alternative scatenato dal global warming. Al punto che a Venezia è stata fissata una deadline: il 2070. Qualcosa va fatto entro quella data, o gli effetti sulla vita del pianeta saranno imprevedibili e catastrofici.
Il timore è che si verifichi un cambiamento climatico non lineare, cumulativo e improvviso, oggi terreno di ricerca dagli scienziati della Nasa (che studiano il troppo rapido scioglimento dei ghiacci dell'artico e della Groelandia) e di numerosi scienziati. Assieme al solare, all'eolico, al geotermico e alle biomasse, il futuro energetico delineato a Venezia passerà anche per il nucleare. Vediamo come.
Il sistema energetico del pianeta andrà ripensato, anche dalle fondamenta. Case intelligenti, edifici dotati di pannelli solari, impianti eolici e centrali nucleari dovranno soddisfare i bisogni della popolazione e salvare il pianeta dal baratro.
Attualmente il nucleare non si discosta molto dall’intuizione di Enrico Fermi, Nobel per la fisica nel 1938. Viene sfruttato, ma in modo poco efficiente, l'uranio arricchito mentre la risorsa base sta diventando relativamente scarsa.
Secondo Michale Dittmar dell'Eth (istituto di tecnologia) di Zurigo, le riserve conosciute di uranio non supererano i cinquant'anni, ai ritmi attuali. Che potrebbero però ridursi a trenta se Cina, India e Russia dovessero accelerare i loro grandi programmi sul nucleare tradizionale.
La ricerca si propone quindi di trovare nuovi modi per allungare la vita della risorsa base: recuperando l'uranio dalle scorie come già avviene negli Stati Uniti e in Europa, creando combustibili misti (Mox, misti di ossidi di uranio e plutonio), ripensando, anche alle fondamenta, le centrali stesse.
Ma cosa s’intende con nucleare di IV generazione? I reattori attualmente funzionanti nel mondo sono di seconda o di terza generazione, dal momento che i sistemi di prima generazione sono stati ritirati più di un decennio fa. La IV generazione, allo stato attuale, non è altro che un insieme di progetti teorici per nuovi modelli di reattore nucleare a fissione, che non si ritiene potranno essere costruiti per impiego commerciale prima del 2030. La ricerca in queste tipologie di reattore ha preso ufficialmente avvio dal Forum Internazionale GIF (Generation IV International Forum) basato su otto diversi obiettivi tecnologici: tra quelli primari comparivano il miglioramento della sicurezza, sottrarsi alla proliferazione nucleare (uso militare), minimizzare gli sprechi e l'utilizzo di risorse naturali, e di diminuire i costi di costruzione e di esercizio di tali impianti.
I sistemi nucleari innovativi, allo studio per l'utilizzo nella IV generazione, richiedono nuovi strumenti per la valutazione del loro impatto economico, dal momento che le loro caratteristiche divergono significativamente da quelli presenti negli impianti tradizionali. L’Italia, nonostante la chiusura sancita dal referendum del 1987, è pronta a impegnarsi nella ricerca internazionale sul nucleare di IV generazione. A dimostrazione di questa “svolta” ha partecipato alla riunione ministeriale della Global Nuclear Energy Partnership (Gnep). L’iniziativa, che vede come Paesi capofila Usa, Francia, Russia, Cina e Giappone, mira a coinvolgere il maggior numero possibile di nazioni nella ricerca di risposte alla crescita globale della domanda di energia, sviluppando un nucleare sicuro e pulito. E allontanare la minaccia del global warming.
L’allarme c’è. Il timore che la corda troppo tirata si spezzi è grande. Soprattutto ora che lo scienziato James Lovelock, il primo ad aver inteso la Terra, con tutte le sue molteplici funzioni, come un superorganismo, in grado di risposte anche non lineari. La teoria era spiegata nel libro “Gaia”. Ora qualcosa è cambiato. La nuova pubblicazione dello scienziato s’intitola “La rivincita di Gaia”. Se le temperature aumenteranno, ammonisce Lovelock, le riserve idriche si prosciugheranno, la vita negli oceani sarà compromessa, la produzione di cibo diminuirà e ci saranno grandi migrazioni verso le zone del pianeta ancora abitabili. Uno scenario apocalittico, che ha allarmato il mondo.
Soprattutto perché a delinearlo non è stato uno sceneggiatore di Hollywood, ma uno scienziato di fama internazionale. In un video il suo messaggio è stato chiaro: “Se vogliamo fermare un processo che ci porterà a un pianeta come è il Sahara oggi, l'unica è puntare rapidamente e in modo massiccio sulla grande energia pulita che nutre l'universo: il nucleare”.
Nel 1987 si chiudeva con un referendum abrogativo l’esperienza dell’Italia nel campo dell’energia nucleare. Il disastro di Chernobyl era ancora vivo nella memoria dei cittadini, che a stragrande maggioranza (l’80,6%) votarono per la chiusura delle centrali. Vent’anni dopo, in concomitanza con una nuova “età dell’oro” del nucleare, c’è chi si mangia le mani.
Dal Consiglio degli affari mondiali indiano, a New Delhi, il vicepremier e ministro degli Esteri Massimo D'Alema ha speso parole di apertura nei confronti dell'energia nucleare, quale possibile soluzione all'emergenza ambientale. D'Alema è arrivato a pronosticare per le centrali a fissione un vero e proprio “revival”, così come dimostra l'accordo tra l'India e gli Stati Uniti. Il problema sarà solo a livello di sicurezza. Solo con “l’introduzione di nuove tecnologie”, ha spiegato il ministro, si eviterà che da questa svolta si “possa generare un catena di problemi di sicurezza”.
Il nucleare sta quindi tornando. Per molti, ma non per tutti.
L’Italia non sarà infatti toccata da questo “revival”. Non è “all'ordine del giorno”, ha replicato D’Alema ai giornalisti che volevano conoscere la linea futura dell’Italia. “Non mi sembra possibile – ha spiegato il titolare della Farnesina - che, ripartendo da zero, possiamo recuperare ciò che non abbiamo fatto negli ultimi 30 anni”. Si punterà quindi su altre fonti alternative, come l'eolico e il solare, come del resto accade in altri Paesi come la Germania.
Iniziato il sette ottobre con l'arrivo ad Hanoi, il tour del ministro degli Esteri Massimo D'Alema in Vietnam e India, si concluderà il 12 ottobre. Come ricordato dalla Farnesina, è la prima visita del capo della diplomazia nel sud-est asiatico dal suo insediamento. Il contesto è quello dell'iniziativa italiana per lanciare e sviluppare ulteriormente le relazioni politico-economiche con l'Asia.