Ecco l'emendamento per il retrofit elettrico.
Pubblicato da Debora Billi alle 17:17 in Italia
Ecco il contenuto dell'emendamento al DdL Bersani che riguarda i retrofit elettrici (dal blog di Ugo Bardi):
All’articolo 3 del comma 1 al capoverso art.78 (Modifiche delle caratteristiche costitutive dei veicoli in circolazione e aggiornamento della carta di circolazione) dopo il comma 4 aggiungere il seguente comma 5:
“5. Per le modifiche delle caratteristiche costruttive, limitatamente alla trasformazione dei veicoli in circolazione delle categorie internazionali L, M1 ed N1 in veicoli elettrici, intendendo per veicolo elettrico un veicolo la cui trazione sia ottenuta esclusivamente mediante un motore elettrico di qualsiasi tipo alimentato da batterie di qualsiasi tipo, e per batteria un dispositivo che accumuli energia elettrica e reversibilmente la ceda, devono altresì essere rispettate le seguenti condizioni:
a) I componenti elettrici devono rispettare, ove di pertinenza, le prescrizioni contenute nelle norme tecniche stabilite dal Comitato Elettrotecnico Italiano, l’Ente riconosciuto dallo Stato Italiano e dall'Unione Europea alla normazione tecnica nei settori elettrotecnico, elettronico e delle telecomunicazioni;
b) il peso massimo a pieno carico e la potenza del motore elettrico del veicolo trasformato non devono essere superiori a quelli del veicolo omologato circolante antecedentemente alla trasformazione;
c) il rispetto delle condizioni di cui alle precedenti lettere a) e b) è certificata da apposita relazione, redatta e realizzata in conformità alla norma CEI-02, e in conformità a disposizioni tecniche previste da eventuali direttive comunitarie ovvero, ove esistenti, da equivalenti regolamenti ECE/ONU, è firmata da professionista o tecnico iscritto all’albo professionale, ed è trasmessa al Ministero dei trasporti;
d) chiunque circola con un veicolo al quale siano state apportate le modifiche previste nel presente comma, senza che le modifiche stesse siano state realizzate nel pieno rispetto delle precedenti lettere a), b) e c), è soggetto alle sanzioni di cui al comma 4;
e) un veicolo in circolazione trasformato in veicolo elettrico secondo le disposizioni del presente comma, può accedere a tutte le agevolazioni e incentivazioni di natura nazionale, locale, regionale e comunitaria eventualmente vigenti o successivamente emanate, riferite ai veicoli elettrici.”
Presentato dall'On. Giuseppe Trepiccione, Deputato dei Verdi e membro della X Commissione "Attività Produttive, Commercio e Turismo".







1. Bernardo Mattiucci, Lunedì 28 Maggio 2007 ore 19:10
L'emendamento di cui sopra non serve a un tubo. Il perito tecnico che dovrebbe rilasciare l'apposita relazione chi sarebbe? Quanto si farebbe pagare? E su quali "criteri" dovrebbe dire "si, puo' circolare"... "no, non puo' circolare"?
Inoltre... bisogna rispettare la massa a pieno carico del veicolo. Il che significa che non si possono usare batterie troppo pesanti... altrimenti si eccede nel peso complessivo del veicolo. Il che si traduce in una fortissima riduzione dell'autonomia del veicolo.
Secondo me andrebbe affrontato il problema nell'ambito delle omologazioni... autorizzando, in modo piu' semplice, la circolazione di veicoli "prototipo" anche PRIVI DI PROGETTO purche' rispettino determinate garanzie... come tenuta di strada, spazi di frenata, sicurezza passeggeri ecc... ecc...
Solo cosi' si puo' essere liberi di retrofittare un qualsiasi veicolo.
2. Paolo, Martedì 29 Maggio 2007 ore 09:44
Già, ma retrofittare in massa equivale a dare un bel calcio nel c..o alle compagnie petrolifere, e anche allo Stato che ci perderebbe un patrimonio di accise sui carburanti mancate(anche se potrebbe rifarsi sul bollo auto).
Purtroppo prevedo tanta, troppa burocrazia buona solo a scoraggiare gli automobilisti dal trasformare la propria auto in veicolo elettrico...
3. pablo, Martedì 29 Maggio 2007 ore 14:37
L'emendamemento sembra scritto da una bertuccia ritardata.
Si parla in modo improprio di "peso massimo" e non si menziona minimamente la corretta distribuzione dei pesi, poi tra l'altro, il motore elettrico non garantisce il cosiddetto "freno motore", anzi, ha un'inerzia notevole.
Pero la bertuccia non si preoccupa delle maggiori sollecitazioni all'impianto frenante.
E la sicurezza? La bertuccia scrive che bisogna rispettare le norme CEI, che però riguardano esclusivamente la sicurezza di impianti e apparecchiature elettriche, ma di come vadano dimensionate le parti meccaniche e di come il tutto vada integrato in un telaio progettato per tutt'altro non se ne fa menzione.
Io assemblo gli elementi senza sapere cosa succede in caso di sollecitazioni dinamiche estreme (non ho progettato io l'auto) e magari in caso di incidente le batterie vengono proiettate fuori dal veicolo insieme a parti anatomiche degli occupanti.
E se pur nel rispetto del "peso massimo" qualcuno facesse una macchina con baricentro spostato(in alto in basso a destra o sinistra avanti o indietro) rispetto al progetto della casa madre? va sempre bene?
Le case automobilistiche impiegano mesi o anni e grandi capitali per progettare un modello, vengono considerati moltissimi aspetti, e viene messa in campo l'espertienza accumulata con milioni di esemplari prodotti, mentre qui si vuole permettere a qualunque smanettone cacciavitaro di mettere in strada il suo accrocchio elettrico fregandosene della sicurezza, dell'impatto ambientale e della resa energetica.
Parlando di batterie, ricordiamoci che quelle usate comunemente emettono idrogeno durante la ricarica , tant'è che i locali destinati ai gruppi di continuità o alla ricarica dei carrelli elevatori sono soggetti a normativa specifica, per esempio gli impianti elettrici al loro interno devono essere di tipo "antideflagrante".
Siamo sicuri che il garage di casa rispetti queste normative? o vogliamo attendere le prime esplosioni per accorgerci che non è poi così superfantastico il macinino elettrico fai-da-te?
Per finire, non si vede dove sia l'elemento di novità o di progresso in questa iniziativa.
Vogliamo spingere la gente a consumare preziosa energia elettrica per qualunque cosa? ma dove sta il vantaggio?
Forse occorre ricordare che il rendimento di una centrale termoelettrica non supera il 30% e quando l'energia è arrivata alla presa di casa il rendimento è ancora più basso.
Ma, qualcuno risponde che in futuro non avremo due macchine per famiglia, ma solo un cinquino elettrico ogni cinque famiglie.
A parte il fatto che realisticamente semmai avremo una famiglia con due macchine e altre dieci in bicicletta o a piedi.
Ma allora, se le auto devono ridursi ad un decimo, dico io dove sta il problema? facciamole andare a olio di colza o etanolo. Con così poche auto non dovrebbe presentarsi nessun problema con l'alimentare e risparmiamo pure l'energia e la preziosa materia prima per la inutile trasformazione "elettrica"
4. Bernardo Mattiucci, Martedì 29 Maggio 2007 ore 15:28
beh... anche se l'idea di possedere un veicolo elettrico mi alletta a tal punto da provare comunque a retrofittare la mia Jeep, non posso che quotare quanto affermato da Pablo.
Cio' che dice e' assolutamente giusto.
Ben vengano esempi sporadici di retrofit come il cinquino... ma se per rispettare le normative, la sicurezza e tutto il resto bisogna stravolgere completamente il mezzo meccanico originale spendendoci un capitale, tanto vale cercare il modo di costruire veicoli elettrici efficienti ed economici!
5. fausto, Mercoledì 30 Maggio 2007 ore 09:37
"...Parlando di batterie, ricordiamoci che quelle usate comunemente emettono idrogeno durante la ricarica , tant'è che i locali destinati ai gruppi di continuità o alla ricarica dei carrelli elevatori sono soggetti a normativa specifica, per esempio gli impianti elettrici al loro interno devono essere di tipo "antideflagrante"..."
Certamente vero. E in effetti conosco almeno due ardimentosi che sono riusciti a saltare per aria tentando di accendere, rispettivamente, una macchina ed un trattore con i cavetti. Avevano mandato in corto una delle due batterie al piombo coinvolte. Un bel botto.
Però se la sono cavata benino. Diversamente dai tanti che, maneggiando incautamente benzina e GPL, ogni anno finiscono ridotti in polvere. Ce n'è almeno qualcuno all'anno per ogni provincia italiana.
"...Forse occorre ricordare che il rendimento di una centrale termoelettrica non supera il 30% e quando l'energia è arrivata alla presa di casa il rendimento è ancora più basso..."
No. Il rendimento medio (in senso termodinamico) delle centrali termiche italiane è di circa il 39%, secondo i dati ufficiali del GRTN. E le nuove centrali a ciclo combinato che installiamo oggidì rendono generalmente più del 60%.
6. Ezio, Sabato 7 Giugno 2008 ore 13:48
Si, ok sono daccordo che l'elettricità proviene dalla centrali termoelettriche ma se uno possiede un impianto fotovoltaico come il sottoscritto il problema è risolto. Sbaglio?