Esclusivo: ecco la Fiat 500 col retrofit elettrico!
Pubblicato da Debora Billi alle 23:17 in Esperti, Italia
Sono orgogliosa di annunciarvi il battesimo di una creatura nata in quel di Firenze, opera di membri Aspo Italia che dalle parole sono passati ai fatti.
Il primo retrofit elettrico al mondo. Una Fiat 500 "d'epoca" il cui motore è stato sostituito con uno elettrico di pari potenza, ad opera dell'Euro Zev che altri non è che un insieme di appassionati e Aspisti che rispondono al nome di Ugo Bardi, Pietro Cambi, Massimo de Carlo, Corrado Petri. Ecco il video, da YouTube:
Luca Mercalli ha segnalato l'evento a che Tempo Che Fa. Domani ne parleranno Corriere e Repubblica. Il veicolo è stato esposto dal 18 al 20 Maggio in Piazza Santa Croce a Firenze in occasione della Mostra Internazionale dei Veicoli ad Emissioni Zero, riscuotendo un grande successo. Ugo Bardi racconta qui la semplice idea che ha fatto nascere la 500 elettrica. Potete inoltre scaricare qui un documento di Pietro Cambi (orgoglioso proprietario del mezzo).
Alcuni parametri scaturiti dai primissimi giorni di scorribande. Costo dell'operazione: pari al cambio di un motore, infinitamente inferiore quindi all'acquisto di un veicolo elettrico (o a benzina, peraltro). Velocità: lievemente superiore al motore a benzina, scatto... decisamente bruciante! Consumi: equivalente di 110 km con un litro di benzina, pari a 1,2 euro per 100 km. Autonomia: 100 km.







1. robygoof, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 00:07
Innanzitutto evviva!!!
E poi una domandina: quanti kWh occorrono per fare 100Km?
(è una velata critica all'uso degli euro (1,2) per indicare il pieno: ognuno paga diversamente i kWh elettrici a seconda di quanto consuma annualmente)
2. Paolo, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 08:32
Ma perchè darsi tanto da fare per trovare un'alternativa post picco al motore a scoppio?
Quali sono le priorità del futuro, il cibo e quindi la sopravvivenza dell'individuo, l'energia elettrica per non tornare al medioevo o la motorizzazione di massa?
Entusiasmarsi ogni volta che presentano l'ennesima auto elettrica, dallo scatto "bruciante"(tanto per non deludere i patiti dell'auto) mi fa seriamente pensare che non si sia per niente messo a fuoco il significato di un mondo senza petrolio.
Che ci faccio con un'automobile elettrica se ogni giorno è un'impresa procurarmi il cibo quotidiano? Me la mangio?
Lo domando alla padrona di casa che a volte pecca di entusiasmo/ottimismo quasi infantili.
Certo che i miti son duri a morire!
Ma muoiono anche loro, questo è certo...
3. Paolo, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 08:44
C'è abbastanza litio sul pianeta per miliardi di batterie?
4. Paolo, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 08:47
Quanto è il tempo di ricarica per le batterie usate dai membri Aspo Italia?
A me questa 500 elettrica sa tanto di esempio dimostrativo più che di realizzazione di mercato...
5. Debora/Petrolio, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 09:21
Paolo, mò ti faccio la predica. :D
Anzitutto, pur essendo pessimista di mio, cerco di evitare di fare un blog che grida all'apocalisse ad ogni post. Basterebbe fare un solo post "finisce il petrolio, siamo fregati" e poi chiudere il blog!
Inoltre, se hai letto i molteplici post sull'automobile, saprai come la penso: la motorizzazione di massa è la prima cosa da cancellare se vogliamo una speranza di usare il petrolio residuo per cose più importanti che andarcene a spasso (o anche al lavoro, peraltro).
Ciò non toglie, però, che trovare un modo di retrofittare una percentuale di auto esistenti è un ottimo sistema per bypassare i furboni che vorrebbero farci comprare una nuova auto "ecologica" ogni tre anni, gettando al vento altre risorse per costruire altri miliardi di stufe. Nessuno qui (Aspisti inclusi) si sogna di proporre di lasciare le cose come stanno, ovvero eccoci tutti e sei miliardi a mettere il retrofit e continuare come prima.
E' innegabile però che questa è in assoluto la più sostenibile proposta automobilistica esistente al mondo al momento, e coò mi desta soverchia ammirazione.
6. Bernardo Mattiucci, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 09:25
Complimenti per la realizzazione, ma io ci andrei cauto con l'ottimismo. Prima di tutto quello e' un PROTOTIPO NON OMOLOGATO e questo significa che se circola in strada e viene fermato dai carabinieri e/o dalla polizia se non erro si rischia il carcere... oltre ad una fortissima multa per aver elaborato un veicolo senza il relativo nulla osta della casa costruttrice... (poi se ce l'hanno ok...).
Poi.... resta il fatto che motorizzare elettricamente una Fiat 500 serve a poco o niente. Io avrei preferito vedere un bel Trattore gommato o cingolato elettrico... cosi' da poter ARARE e/o FRESARE un campo di grano anche dopo il peak-oil. Ma sono sicuro che non tardera' ad arrivare.
Poi beh... se Ugo Bardi e gli altri ci dicono in prima persona qual'era il loro obiettivo ci farebbero un piacere!
;)
7. Debora/Petrolio, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 09:37
Grrr Bernardo! Perché non leggi i links? Nel documentino linkato (due paginette!) è spiegato con dovizia di particolari come la legge consenta la modifica e la circolazione senza bisogno di nessuna omologazione né dalla Casa costruttrice né dal PRA, purché il motore abbia la stessa potenza del precedente (e questo spiega pure perché non si sono messi a modificare un trattore ma un semplice cinquino).
Per circolare basta solo la targa prova...
8. Paolo, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 09:40
@ Debora
resta il fatto che è solo ariafritta(senza voler offendere il blogger ariafritta :-)) pensare ad una soluzione tecnologica per il mercato automobilistico attualmente.
Meglio adoperare l'ingegno umano per cose terribilmente più importanti, come il mantenimento di una sufficiente resa agricola mondiale per sopravvivere e, a questo proposito, l'allusione di Bernardo al trattore elettrico è quanto mai azzeccata e prioritaria.
Suggerirei ai membri Aspo Italia di pensare seriamente a retrofittare elettricamente i trattori invece dell 500, che ne dite?
9. fausto, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 09:53
Da figlio di contadini dico che retrofittare un trattore è più difficile: banalmente, per tirare un aratro occorrono masse e potenze grosse.
E soprattutto continuative: il motore non rallenta mai la corsa, a differenza di quello di un mezzo di trasporto che viaggia spesso al minimo o comunque a potenza modesta (le punte di potenza sono circoscritte alle sole accelerazioni).
Però l'idea del trattore elettrico mi stuzzica: non immaginate quanto siano odiose la puzza ed il casino che fanno i trattori diesel cui siamo avvezzi oggi.
E comunque nel mio paese quelli dell'Università di Bologna avevano presentato già 10 anni fa, ad una sagra locale, un prototipo di trattore elettrico ben fatto e dotato di prestazioni non così pessime.
10. Antonello, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 09:55
Quando i blackout cominceranno a diventare il pane quotidiano, il concetto di auto elettrica sarà già obsoleto, almeno come fenomeno di massa. Si può forse ricorrere massicciamente ai pannelli solari? Ma anche qui ci vuole molta energia per farli, no? Facciamo industrie a pannelli solari, per il consumismo di massa? Forse non basterebbero 100 Soli.
In conclusione se proprio vogliamo essere non troppo catastrofisti io preferirei che si parlasse più di biciclette e meno di auto. Mi sembra che questa società post-picco stia diventando la caricatura di se stessa.
11. Andrea, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 10:04
Fausto, guarda che il motore elettrico ha prestazione ed affidabilità decisamente superiori a qualsiasi motore diesel.
Il motore elettrico sarebbe l'ideale per l'agricoltura. Il problema del peso
delle batterie sarebbe risolto dal fatto che il peso "è" necessario
al trattore... quindi non servirebbero nemmeno costose e rare
batterie al litio. Inoltre il tipico uso del trattore che lo porta a non
essere mai troppo lontano dalla spina (il giorno lavora e la notte si ricarica)
renderebbe secondario pure il problema dell'autonomia.
In poche parole il trattore elettrico non solo sarebbe di semplice
realizzazione... ma costerebbe pure poco mantenerlo e alimentarlo
L'unico vero motivo per cui non viene fatto è che i contadini di adesso
non hanno più il cervello fino di una volta... e non comprerebbero
mai un trattore elettrico.
Senza acquirenti i produttori non si muovono.
12. Bernardo Mattiucci, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 10:27
Ragazzi... sto buttando giu' qualche idea e qualche appunto sul progetto di Trattore Elettrico. Se qualcuno di voi e' intenzionato a darmi una mano... forse lo realizziamo.
Il Trattore Elettrico e' quanto mai possibile per 4 fattori...:
1) Il peso delle batterie non e' vincolante (come anticipato da Andrea)
2) l'autonomia non e' vincolante... bastano 12 ore di autonomia per poterlo gestire gia' senza troppi problemi (come anticipato da Andrea)
3) la potenza si ottiene molto piu' facilmente... perche' basta che al motore elettrico venga accoppiamo un buon riduttore di giri... e comunque la trasmissione puo' essere idraulica.
4) la struttura semplice del trattore (una trave centrale e 2 ponti rigidi) e' facilmente modificabile per l'adozione del circuito elettrico piu' batterie. L'unica cosa e' che va rifatto il telaio... visto che oggi e' il motore a fare da telaio portante... :)
Quanto Kw ha un trattore gommato di medie dimensioni?
13. Paolo, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 10:46
C'è un post del prof. Bardi del 01/2006( http://aspoitalia.blogspot.com/2006/11/agricoltura-elettrica-parte-il.html) che parla della partenza del progetto Ramses finanziato dalla Commissione Europea per la realizzazione di un trattore agricolo elettrico, la cui idea parte proprio da Aspo Italia.
Le mie scuse per il suggerimento superfluo dato ad Aspo nella mia precedente mail.
Peccato che sia rivolto in particolare alle aziende vivaistiche, poco adatte a riempirci la pancia.
L'idea di Bernardo è buona, purtroppo io non ho conoscenze di base di meccanica.
Chi ne capisce abbastanza risponda al suo appello...
14. Gianni Lorenzet, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 11:21
Bellissimo e molto interessante progetto,2consigli:
proteggerlo da eventuali copiature e visto che i signori progettisti
non sono degli sprovveduti studierei un sistema tipo LEXUS Toyota per ricaricare le batterie in franata ne verrebbe alla luce una interessantissima realtà
AUGURI
15. Bernardo Mattiucci, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 11:38
il recupero dell'energia in frenata e' fattibilissimo con opportuni accorgimenti del motore (che deve diventare generatore) e del sistema di controllo e alimentazione. Ma non penso sia quello il problema!
Va individuato il tipo di trattore, possibilmente non troppo recente, da trasformare.... ed anche il luogo dove trasformarlo. Io al momeno non dispongo di spazio sufficiente... ma forse, contattando qualche produttore italiano di trattori, qualcosa potrebbe saltar fuori!
Vi faro' sapere!
:)
16. Paolo, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 11:46
Debora, il tuo post sull'auto elettrica ha preso una piega imprevista ma tanto positiva.
Che ne pensi?
17. RedArrow, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 11:54
Il tetto del trattore, non potrebbe essere realizzato con pannelli fotovoltaici, in modo da aumentare l'autonomia?
Ciao
18. Debora/Petrolio, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 12:04
Paolo,
sono stesa dall'ammirazione. I miei amici Aspo e i miei amici del blog sono sulla stessa lunghezza d'onda. Mi viene la lacrimuccia dall'orgoglio, non vi merito io che non so fare un bel niente!
Dopo il picco il mio ruolo sarà quello della scroccona sob!
:-)
19. Bernardo Mattiucci, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 12:28
RedArrow... potrebbe bastare per alimentare l'elettronica interna... nient'altro.
Si e no sara' di appena 1 metro quadrato... ovvero 20/30 watt utili.
Quindi non ci fai un tubo!
:)
Ma non e' un problema... perche' un trattore del genere io non lo lascerei fuori la notte neanche sotto tortura... ed una buona rimessa... con il tetto in pannelli fotovoltaici, potrebbe ricaricare, durante il giorno, un secondo pacco batterie!
Bisognerebbe trovare un motore da almeno 150 kw (ho preso un valore medio tra le potenze dei trattori Landini) e verificare il tipo di batterie da impiegare.... come "pacchettizzarle" e come fare per caricare il pacco batterie sul mezzo in modo facile e indolore.
20. riccardo, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 12:36
d'accordo che il tettuccio fotovoltaico potrebbe al massimo tenere in stand-by l'elettronica di bordo o poco più...
mi pare eccessiva anche l'idea di ricaricare le batterie col garage fotovoltaico (per metri quadri e quindi per costo)
va benissimo che un trattore vocchiotto è probabilmente più semplice, più robusto e adattabile (anche i modelli vecchi hanno il motore portante?)
vi pare uno sfizio eccessivo studiare il tettuccio termofrigorifero, che assorbe radiazione solare e rinfresca l'abitacolo? (non credo però che sia un tecnologia matura)
come lo chiamiamo?
21. Bernardo Mattiucci, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 12:46
BilliPower o PowerBilli?
22. Andrea, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 13:19
Ragazzi... il problema per caricare il trattore non si pone.
Con la nuova legge sul fotovoltaico installare un tetto fotovoltaico nella fattoria consentirebbe di produrre la corrente necessaria durante il giorno e rivenderla all'enel, mentre durante la notte ricaricare le batterie gratis prelevandola dalla rete (almeno fino a coprire quella prodotta dal nostro impianto)
Certo che il costo iniziale dell'impianto non sarebbe proprio economico, ma si ripagherebbe abbastanza presto.
Comunque l'idea di autocostruire un trattore elettrico è decisamente interessante! Io suggerirei un modello di quelli piccoli se non addirittura mini... l'agricoltura sostenibile non necessita di particolari lavorazioni del terreno... soprattutto delle profonde arature.
23. ariafritta, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 13:31
Pensare al trattore elettrico è legittimo; consideriamo però che l'attuale agricoltura industriale probabilmente non sarà comunque sostenibile sul lungo periodo (impoverimento biochimico dei suoli), a prescindere dalla disponibilità di petrolio.
Nel libro che ho già segnalato:
BOURGUIGNON, CLAUDE; BOURGUIGNON, LYDIA: Il suolo un patrimonio da salvare; Slow Food Editore; Bra (CN); 2004; ISBN 88-8499-066-1
...si parla proprio di questo, senza un minimo accenno al picco.
Non è da escludere che in una agricoltura sostenibile siano sufficienti dei trattori più piccoli, per i quali forse la conversione a trazione elettrica potrebbe essere più semplice.
24. fabrizio, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 13:39
Aumenta il mio rammarico per essermi privato anzitempo di scappotabile 500 cc. blue color, con leva del cambio estraibile, sulla quale all'epoca scarrozzai anche la blogger medesima, oggi petrolifera.
SOB !
25. Bernardo Mattiucci, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 13:44
Nel pomeriggio, dopo gli appuntamenti di lavoro, vedro' di valutare qualche "rottame" in zona... magari si potrebbe iniziare da un semplice tosaerba :)
Ma resta il fatto che, per un mezzo piccolo, inizia a porsi il problema del peso complessivo.... che non dovra' essere eccessivo!
26. Gaetano, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 13:49
Complimenti a Bernardo per l'idea !... l'applicazione della trazione elettrica al trattore mi sembra davvero indicata.
Mi convince molto meno la possibilità di alimentare elettricamente mezzi che hanno un utilizzo molto più frequente (come le automobili), dato che ho seri dubbi circa la durata degli stessi... dopo quanto tempo è necessario rinnovare il parco batterie e la componentistica elettrica più delicata ?... siamo convinti che sia economicamente (e di conseguenza ecologicamente) la scelta migliore ?
27. Debora/Petrolio, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 13:52
Il tosaerba l'ha già fatto la Husqvarna, direttamente solare...
http://www-personal.umich.edu/~bgoodsel/post911/2005/07/solar-lawn-mower.htm
(ciao fabri! è vero, avevi il cinquino blu! snif!)
28. Antonello, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 13:58
l'argomento è interessante e abbastanza famoso nel web, infatti se per curiosità provate a cercare con Google con chiave "trattore elettrico" troverete 1400 links.
29. pablo, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 14:15
Pare che in questo tripudio di mobilità elettrica nessuno si renda conto dell'impatto devastante che avrebbero tutti questi caricabatteria costantemente attaccati alla rete.
Provate a pensare che le nostre case sono mediamente servite con 1.5 o 3 Kw.
Attaccando pure l'auto elettrica (una o due per famiglia) anche prevedendo di produrre un po di energia con i pannelli sul tetto (occorrono parecchi metri quadrati a disposizione e con una buona esposizione però) tutta la rete nazionale diventerebbe insufficiente, a partire dai cavi di rame che portano l'elettricità in bassa tensione alle ns case, per non parlare dei trasformatori MT/BT e tutto quello che ci sta attaccato a monte.
Ricordiamoci che l'energia spesa per caricare le batterie di notte verrebbe cmq da centrali tradizionali e questo sarebbe un carico aggiuntivo notevolissimo.
Non so se per i trattori le cose sarebbero migliori. Occorrerebbe ragionare un po di più in termini di sistema e di grandi numeri.
30. Paolo, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 14:21
pablo, dimentichi che il trattore elettrico di cui discutiamo fa parte più dello scenario dopo picco che di quello attuale, per cui è ipotizzabile che le sue batterie si ricaricherebbero con energia elettrica prelevata da rinnovabili e non da fonti fossili.
Stai sicuro che finchè c'è petrolio a buon mercato disponibile(e cantrali termoelettriche) non si vedranno trattori elettrici all'opera...
31. riccardo, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 14:41
pablo: la maggior parte di noi credo dia per scontato che il numero di mezzi in circolazione sarà in futuro molto inferiore ad oggi: quindi i tuoi conti, che considerano milioni e milioni di mezzi in circolazione, non valgono!
dovremo (se tutto va bene) abituarci ad usare mezzi pubblici, biciclette, car-sharing, pedibus calcantibus...
per il trattore teniamo anche conto che il motore elettrico sarebbe credo assai azzeccato perchè un trattore, più che di potenza ha bisogno di molta coppia (ditemi se sbaglio!, contadini, fatevi avanti!)
[al n. 20 ho sbagliato, intendevo parlare di refrigerazione termoelettrica per effetto peltier, per fare fresco gratis in cabina!, lo so che non gliene frega niente a nessuno, ma volevo puntualizzare...]
32. Ugo Bardi, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 14:46
Ragazzi, scusate ma col trattore elettrico arrivate un po' in ritardo. ASPO è già promotrice di un progetto europeo chiamato RAMSES (di cui è coordinatore Toufic el Asmar) che ha proprio questo scopo: costruire e sperimentare un veicolo agricolo elettrico; pensato in particolare per i paesi del medio oriente. Il progetto è cominciato 6 mesi fa e sta avanzando. Non è tanto semplice, perchè non si può semplicemente retrofittare un trattore esistente. Bisogna riprogettare un veicolo, pur basandosi su parti di veicoli esistenti. Più c'è tutto il discorso di mettere su un sistema che renda il trattore operativo in condizioni reali. Entro primavera del 2008 dovremmo avere un veicolo funzionante. Presentiamo i risultati degli studi preliminari alla conferenza EET-2007 di Bruxelles, questo fine mese
33. pablo, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 15:02
quindi prevedete un dopo picco con pochi privilegiati che mentre noi poveretti arrancheremo a piedi ci spernacchieranno dal finestrino del macinino elettrico??
Non mi piace mica tanto.
Diciamolo però una buona volta, che al di la di tutti i guai che ha portato, la mobilità privata e individuale è stata una enorme conquista di benessere e di libertà.
Per come la vedo io non sarà possibile convincere la maggior parte della gente a rinunciarvi senza spargimento di sangue.
34. Paolo, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 15:41
Se libertà e benessere è lo stare chiusi in un cubicolo di metallo, fermi nel traffico a respirare aria carica di gas velenosi e nanoparticelle, sempre più stressati e pronti a scattare verso gli altri automobilisti(col rischio di essere presi anche a coltellate), allora io sono felicissimo di usare l'auto il meno possibile.
O ti riferisci al correre liberamente con l'auto su strade diritte e sgombre(e dove stanno?) nel dopo discoteca per poi ingrossare le statistiche delle vittime del sabato sera?
Come ho detto prima, i falsi miti prima o poi sono destinati a morire...di peak oil!
35. Phitio, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 16:06
Il trattore elettrico sara' una necessita', non un lusso, quindi e' scritto a chiare lettere nel nostro futuro.
Fare una 500 elettrica ha come scopo primario quello di svegliare le teste e far capire che la tecnologia elettrica funziona.
Qui a Bologna, ci sono gia' dei bus elettrici che non vanno col filo, ma a batteria.
Saluti
36. Ugo Bardi, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 16:26
Ripensando al commento che ho scritto, mi accorgo che forse sono stato un po' brusco. Poteva sembrare che volessi dire che ASPO ha il monopolio dei trattori elettrici o qualcosa del genere. Ovviamente non è così, anzi ben vengano le iniziative in parallelo - anche artigianali - sui veicoli elettrici per l'agricoltura. Ovviamente, un veicolo del genere ha ben maggiore importanza del 500 elettrico che, tuttavia, è comunque un oggetto che serve a "svegliare le teste" come dice Phitio.
37. Ugo Bardi, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 16:43
Ah... un ulteriore noticina per Debora, che mi da troppa importanza mettendomi per primo fra i realizzatori dell'opera. L' "anima" dietro il cinquino elettrico è stato Pietro Cambi, io ho dato una mano qua e la, ma il lavoro (e il merito) è principalmente suo
38. Stefano Scargetta, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 16:46
veramente interessante e commovente, ci hanno regalato la continuazione di un sogno e la consapevolezza che le menti italiane sono ancora capaci di ottime invenzioni.
Molto bella l'idea delle giornate per la mobilità sostenibile di Firenze. Ottima l'iniziativa, e specialmente per le biciclette a pedalata assistita. Vi invito a leggere anche il seguente articolo:
www.stefanoscargetta.blogspot.com
39. Debora/Petrolio, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 16:46
Eh Ugo, è stato proprio Pietro a citarti per primo nei "titoli di coda"! ;-) Forse per il prestigio internazionale? :D
Comunque, ben venga il fai-da-te su trattori e ogni altra cosa. Sarà importante in futuro che tanti artigiani sappiano "retrofittare"... come dovranno sapere un po' tutti riparare una bici!
40. Bernardo Mattiucci, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 17:10
Ugo... so di non avere i titoli per poter ambire a qualcosa di concreto... ma mi piacere lanciare l'ennesimo sassolino nello stagno...: e se collaborassimo tutti?
Cioe'... io ho una valanga di idee... voi le conoscenze... si potrebbe fare qualcosa... tutti insieme... e dare la possibilita' anche agli altri blogghisti di dire la loro.
Il trattore elettrico retrofittato e' un'idea semplice. Certo... non avresti tutti i confort di un trattore appositamente progettato per la trazione elettrica... ma gli obiettivi sono semplici e racchiudibili in 2 soli punti:
1) autonomia di 10-12 ore
2) potenza/coppia equivalenti
Il resto non conta.
Nel dopo peak-oil a nessuno importa se il trattore ha o meno l'aria condizionata... il cambio elettronico o meccanico. Serve tecnologia semplice, poco costosa, facilmente riparabile e che, possibilmente, non richieda energia per funzionare.
Al come ricaricare le batterie ci si pensa in un secondo tempo... tenendo conto che, presumibilmente, il trattore elettrico verra' utilizzato in una fattoria o azienda agricola... e li' e' giustificato anche un piccolo impianto a biomassa o solare-termico o quello che e'!
41. Walter, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 18:58
"Entusiasmarsi ogni volta che presentano l'ennesima auto elettrica, dallo scatto "bruciante"(tanto per non deludere i patiti dell'auto) mi fa seriamente pensare che non si sia per niente messo a fuoco il significato di un mondo senza petrolio."
Paolo, concordo sul fatto che in futuro probabilmente dovremmo lottare per la sopravvivenza...ma l'uomo è fatto così, finche ha la possibilità di trovare le alternative ci prova...è ancora troppo presto per starsene con le mani in mano "e chiudersi in casa con 100 di kili di provviste"!
E giusto che finchè si può si cerchino nuove idee...anche nel passato cose ritenute impossibili o insostituibilim, si sono sostituite....
le idee e le alternative sono tante, non saranno tutte fallimentari...poi è chiaro che se ci mettiamo a pensare che tanto domani "ci cade un meteorite in testa"...dovremmo starcene in casa tutto il giorno a pregare...il petrolio è stato scelto perchè porta grandi profitti...e un tempo era più economico anche per noi...ma i cosidetti motori alternativi ci sono da tantissimo tempo...adesso ne stanno sviluppando di diversi tipi....SOLO QUANDO O SE SI VERIFICHERA' QUESTA CRISI DI SOPRAVVIVENZA ALLORA L'UOMO SI RASSEGNERA' e ci adegueremo...l'uomo è fatto così cosa ci vuoi fare!
p.s io non sono un patito dell'auto, anzi auspico una forte crescita delle ferrovie elettriche...
prima la legna, poi il carbone, poi il petrolio...perchè non dovrebbe essere possibile che dopo il petrolio si trovi un'altra forma energetica meno inquinante?
Paolo Io non ti credo.
42. Walter, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 19:34
Comunque è una bella iniziativa questa, veramente apprezzabile, piuttosto che inquinare e rottamare vecchie auto, meglio trasformarle a motore elettrico...questa finalmente è un qualcosa di propositivo e non catastrofista...bel filmato!
un'altro e il progetto pvtrain di trenitalia...ovvero istallare pannelli solari sui tetti dei treni...per produrre l'energia che serve per l'illuminazione e i servizi delle carrozze...in questo modo gli accumulatori dei treni hanno vita più lunga e si risparmia energia! forse c'è qualche filmato su you tube...
43. Walter, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 21:30
"C'è abbastanza litio sul pianeta per miliardi di batterie?"
Come se dovessimo puntare tutto sul litio...stesso errore di quando si passò al petrolio...è chiaro che il litio non potrà siddisfare tutto il pianeta auto esistente...la soluzione sta nel diversificare...una percentuale di auto elettriche, una percentuale ad aria compressa, una percentuale a idrogeno e cosi via...e poi onde evitare equivoci...USARE L'AUTO SOLO PER LO STRETTO NECESSARIO...per recarsi in posti isolati o deve non vi sia servizio pubblico decente...usare più il treno, in modo da far crescere la ferrovia...
44. tap, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 21:37
Bah, troppo pesante. Se va bene, l'unico veicolo elettrico che potremo permetterci avrà una struttura tubolare. Ovvero, sarà una bicicletta.
Penso che se Debora ci postasse un pezzo su una bici elettrica ultra-minimalista ed iper-semplificata, nessun fronzolo, costruita con pezzi standard ma di qualità, saremmo tutti più interessati.
45. Roberto, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 21:37
Il successo non è tanto retrofittare il cinquino in quanto tale, perché inventare un motore elettrico può servire, genericamente e un domani, anche a far muovere un dirigibile e promuovere il volo lento al posto del volo schizosonico.
Il rischio che intravedo è ricadere nel vecchio vizio di econometrizzare la novità reinserendola nel noto ciclo produci-consuma-crepa.
Ogni fine settimana, 200.000 milanesi letteralmente fuggono dalla camera a gas (Milano) incolonnandosi in macchina sulle autostrade per la Liguria o per le valli bergamasche dove li attende, chiusa e a prova di scasso, la loro seconda casa.
Cioè ci sono 200.000 seconde case, solo di milanesi, in attesa di automobile.
Mi spiego?
Ossia, il punto è che non andrebbe retrofittato solo il cinquino. Andrebbe retrofittata l'Italia intera, duole dirlo, demolendo le seconde (e terze, e quarte,...) case. Perché Milano è talmente brutta che è impossibile non fuggire.
46. Massimo, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 22:18
Ragazzi, la parola chiave è energia. Il petrolio è energia il grano è energia, senza energia non c'è vita. Il trattore elettrico produce energia (cibo) ed è alimentato dall'energia del sole (fotovoltaico), il sole fa crescere le piante. Volete fare un trattore elettrico? riuscirete a farlo. Dove è il problema? La tecnologia è a portata di mano, è semplice, economica, efficiente.
Petrolio bye bye, non ti rimpiangeremo.
47. la lavandaia di Borgunto, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 23:00
Salve a tutti !
Ne avete messa di carne al fuoco, ragazzi, abastanza da farci un convegno, cielo!
Il cinquino elettrico è praticamente il modo minimo di garantire la mobilità personale all'asciutto.
Premesso che sar' piu' preciso nel proseguo i dati porvvisori sono i seguenti : circa 100wh/km ovvero circa 100 km con un litro di benzina/equivalente.
Questo è quanto.
Riguardo al lito: qualche perplessità l'abbiamo anche noi ma stimao con i pedi per terra: cerchiamo, intanto di salvare qualceh milione di euro zero con tanta vita residua diavanti, poi vedremo.
Tenete conto che i motori elettrici ( alcuni un po' meno) osno molto molto molto duraturi.
Bastano 100.000 ore come parametro di durata?
Quelli un po meno come quello del cinquino ( per ora:motivi di economia, soldi miei la dentro), non è che debbano incorrere in una manutenzione devastante ogni circa 1000-1500 ore si devono cambiare le spazzole: dei carboncini, in pratica, e dare un pulita al tutto. Una cosa cosi ogni circa 50.000 km. Lo scopo di una iniziativa come quella del cinquina è cambiare la legge e far nascer un mercato: far diventare l'auto elettrica " normale", quotidiana, logica.
Ed insegnare a migliaia di italiani a " metterci le mani".
Aiutera' quando arriveranno le rogne.
L'energia elettrica si fa in tanti modi, anche pedalando, se necessario.
Questo la rende inesorabilmente l'unica energia possibile nel post picco profondo.
E poi io....io amo i cinquini e volevo salvarli.
Secondo me CI appartengono come le gambe della loren e quelle di bartali ( e l'ho pur scritto)
I trattori elettrici ?
certo, assolutamente, ma ricordiamoci che potranno andare anche a biodiesel: ai contadini non manchera' il modo.
a noi altri, magari....
48. Debora/Petrolio, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 23:13
(Il post precedente è di Pietro Cambi, proprietario del cinquino, che si scorda di firmare...)
49. CARLOTTA, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 23:21
POSSO DIRE, ENTUSIASMANTE!!!!??? MI SEMBRA PROPRIO UNA BELLA NOTIZIA!
50. Ugo, Lunedì 21 Maggio 2007 ore 23:52
Caro Bernardo,
si potrebbe veramente pensare a collaborare sulla questione del trattore elettrico. Ci vuole buona volontà e un po' di soldini; tutto si può fare ma niente è gratis. La commissione europea ci ha dato, forse per sbaglio, un po' di soldi per fare questo progetto di un trattore che andrà in Libano. Da li, bisogna cercare di fare di più, non limitarsi a un prototipo. Si tratta di diffondere l'idea; vedremo cosa potremo fare.
In principio, c'è spazio per una fioritura di veicoli elettrici a sostituire in parte quelli attuali. Soltanto in parte, però. Il futuro non è mai come il passato e non possiamo pensare che tutto resti come prima dopo il picco, che cambi solo il rumore delle macchine da un rombo a un ronzio. Se va bene, i veicoli elettrici ci permetteranno di mantenere un minimo di infrastruttura per tenere in piedi alla meglio la baracca fino a che non ci liberiamo del petrolio. Andiamo avanti
51. Vil, Martedì 22 Maggio 2007 ore 00:38
[divagazioni off topic]
quando penso a qualcosa mi viene ormai quasi spontaneo pensare alla sua sostenibilità: la strada piana come la realizzeremo? il calcestruzzo che fine farà?, nelle fornaci per il ferro cosa verrà gettato, l'acqua con cosa bollirà? e la carta igienica? in questi giorni poi sto lavorando alle riprese di elisa di rivombrosa 3 e vivo in un atmosfera settecentesca, + o - l'apice dell'uomo senza le fonti non rinnovabili a noi noto e comprendo quanto sia comoda la vita contemporanea.
oggi ero su una carrozza, ci volevano 4 cavalli per portare 4 persone + cocchiere e guardia, questi venivano cambiati e tenuti freschi di tappa in tappa per garantire trasporti che duravano una settimana da roma a milano, dormendo la notte. erano ammortizzate e qualunque fabbro analfabeta sapeva ripararle. le carrozze erano possedute solo dai nobili.
52. Walter, Martedì 22 Maggio 2007 ore 04:03
"Penso che se Debora ci postasse un pezzo su una bici elettrica ultra-minimalista ed iper-semplificata, nessun fronzolo, costruita con pezzi standard ma di qualità, saremmo tutti più interessati."
Io no, mi dissocio Tap, da quanto dici...anche di fronte a prove e filmati reali, tutto il vostro pessimismo e catastrofismo è assolutamente esagerato
53. Walter, Martedì 22 Maggio 2007 ore 04:09
"Penso che se Debora ci postasse un pezzo su una bici elettrica ultra-minimalista ed iper-semplificata, nessun fronzolo, costruita con pezzi standard ma di qualità, saremmo tutti più interessati."
Vi propongo di cercarvi un filmato, con quattro uomini semi-nudi che provano ad accendere quattro ramoscelli di legno secchi...la vostra visione del futuro...
va bene tutto...ma questa passiva rassegnazione e demolizione a priori di ogni tentativo di trovare alternative al petrolio è sconcertante! Restate pure con le mani in mano ad aspettare la vostra fine...tanto ci sarà sempre qualcuno che non si stancherà mai di cercare...
54. Walter, Martedì 22 Maggio 2007 ore 04:12
"In principio, c'è spazio per una fioritura di veicoli elettrici a sostituire in parte quelli attuali. Soltanto in parte, però. Il futuro non è mai come il passato e non possiamo pensare che tutto resti come prima dopo il picco, che cambi solo il rumore delle macchine da un rombo a un ronzio. Se va bene, i veicoli elettrici ci permetteranno di mantenere un minimo di infrastruttura per tenere in piedi alla meglio la baracca fino a che non ci liberiamo del petrolio. Andiamo avanti"
Questo è già un ragionamento di buon senso che condivido.
55. Walter, Martedì 22 Maggio 2007 ore 04:17
"Ragazzi, la parola chiave è energia. Il petrolio è energia il grano è energia, senza energia non c'è vita. Il trattore elettrico produce energia (cibo) ed è alimentato dall'energia del sole (fotovoltaico), il sole fa crescere le piante. Volete fare un trattore elettrico? riuscirete a farlo. Dove è il problema? La tecnologia è a portata di mano, è semplice, economica, efficiente.
Petrolio bye bye, non ti rimpiangeremo."
Bravo massimo! Si deve sempre cercare di andare avanti anche contro le più terribili difficoltà..altrimenti facciam prima a buttarci nella fossa ora...detto questo io sono per una vita sobria e meno consumista possibile.
p.s il motore elettrico inquina meno anche a livello acustico.
56. Walter, Martedì 22 Maggio 2007 ore 04:26
semi off topic...ma sempre in tema di batterie e simili:
http://www.trenitalia.com/it/012ab222631f4010VgnVCM10000045a2e90aRCRD-ed28a0c82b707010VgnVCM10000045a2e90aRCRD.shtml
PVTRAIN è un'applicazione di sistemi di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (celle fotovoltaiche) che consente di ottenere:
Dal punto di vista tecnico, si tratta di applicare sui tetti di alcune carrozze e locomotori pannelli fotovoltaici (PV) al silicio amorfo (particolarmente adatti alle superfici curve) che permettono di mantenere in carica gli accumulatori a bordo dei treni anche, e soprattutto, durante le soste, grazie all'energia solare.
Ciò determina una riduzione dell'impatto ambientale per due motivi:
1. La minore produzione di gas serra: i pannelli fotovoltaici permettono di mantenere in carica gli accumulatori e gli apparati ausiliari dei treni durante la sosta senza dover ricorrere alle fonti termiche primarie (con una riduzione di 750 gr di anidride carbonica emessa in atmosfera per ogni kw/h prodotto da fonti rinnovabili anziché primarie);
2. Il prolungamento della durata di vita degli accumulatori (+10/20% senza l'installazione dei pannelli fotovoltaici portando il turn over degli accumulatori da 48 mesi medi a 56 mesi stimati): attualmente il sistema tampone di energia elettrica è alimentato dalla linea di contatto in corrente continua che viene captata attraverso il pantografo della locomotiva e distribuita a tutto il treno.
Qualsiasi sospensione dell'alimentazione provoca l'azionamento degli accumulatori che vengono così sottoposti a numerosi discontinui cicli di carica/scarica.
Con le celle fotovoltaiche, invece, sono tenuti costantemente in carica, con conseguente allungamento del loro ciclo di vita che comporta, a sua volta, la diminuzione della quantità dei rifiuti da recuperare o smaltire, nonché del fabbisogno degli stessi per il minor consumo di accumulatori.
continua qui:
http://www.trenitalia.com/it/012ab222631f4010VgnVCM10000045a2e90aRCRD-ed28a0c82b707010VgnVCM10000045a2e90aRCRD.shtml
57. Walter, Martedì 22 Maggio 2007 ore 04:28
...ops mi scuso per la lunghezza del link...se riesci mandalo a capo
58. Massimo, Martedì 22 Maggio 2007 ore 06:42
Vicino all'eternità (quasi)
il motore elettrico ha una durata infinita ... se consideriamo la nostra breve vita di esseri umani. Quando lavoravo nell'automazione industriali avevo dei motori a corrente alternata che avevano 100 mila ore di vita garantita il che equivale ad un funzionamento di 11 anni 24 ore su 24. Per renderli nuovi è sufficiente cambiare i due cuscinetti dell'albero motore. Nelle 100 mila ore si considera anche l'elettronica che controlla la velocità dei motori. 100 mila ore per l'automazione dove si richiedono cicli di lavoro estremi fatti da accelerazioni e frenate stressanti. Il che significa che questi stessi motori alloggiati all'interno di una macchina stradale NON FINISCONO PIU'. E' chiaro adesso perchè i veicoli elettrici sono stati sempre boicottati dai grandi costruttori di auto? Non certo per ignoranza le majors automobilistiche hanno dei robots che utilizzano questo tipo di motori... lo sanno benissimo. Il fatto è che è facile giocare col ricambio del parco circolante che fa business : euro 0, euro 1 poi si cambia la macchina euro N volte.
Il cinquino servirà a questo: scardinare i preconcetti sbagliati e la cattiva informazione .
59. Paolo, Martedì 22 Maggio 2007 ore 08:43
Qualcuno può somministrare a Walter un sedativo per favore?
60. riccardo, Martedì 22 Maggio 2007 ore 09:16
complimenti lavandaia
alcune domande:
è possibile avere idea di quanto si spende per fare il "retrofit"? di un cinquino?
il progetto aspo finanziato dall'europa prevede trattore nuovo, non retrofit?
e se iniziassimo studiando l'adattamento di un motorino (vespa?!?) e non di un trattore,non ci eliminiamo alcuni problemi subito e ci facciamo esperienza utile per l'eventuale trattore? si potrebbe anche scopiazzare qualcosa dagli scooter elettrici che sono oggi sul mercato, se il proff ci presta il suo per smontarlo... (lo so che con la vespa non si arano i campi, ma potrebbe essere un'altro step!)
[O.T.: qualcuno ha esperienza o notizie dirette sull'uso di pompe di calore per la produzione di acqua calda sanitaria? grazie]
61. Il contadino del Borgunto, Martedì 22 Maggio 2007 ore 09:47
"I trattori elettrici ? certo, assolutamente, ma ricordiamoci che potranno andare anche a biodiesel:"
Questo è il tipico modo contorto e paradossale di ragionare di questa società. Allora tanto vale a questo punto usare una coppia di buoi; vanno a erba, hanno bisogno di poca manutenzione, producono fertilizzanti naturali che spargono mentre lavorano, e in caso di esterma necessità te li puoi anche mangiare.
62. Bernardo Mattiucci, Martedì 22 Maggio 2007 ore 10:40
posso chiedervi la cortesia di usare i vostri nomi propri?
Sappiamo che "la lavandaia di Borgunto" e' Pietro Cambi,
ma chi e' questo "Il contadino del Borgunto"?
E tra quanto arriveranno il fabbro, l'idraulico e tutte le altre figue professionali .... del Borgunto?
Non per niente... ma questi commenti ... se le persone che li inseriscono non sono "identificabili", non servono a un tubo!
grazie!
63. Debora/Petrolio, Martedì 22 Maggio 2007 ore 11:05
contadino, sono certa che la lavandaia tua compaesana si riferiva al biodiesel fatto con gli scarti agricoli, e non a quello "di lusso" fatto col mais e deforestando.
Anch'io sono d'accordo con Bardi: pessimista sì, ma la tecnologia e soprattutto le nostre conoscenze e ingegno ("vostre" ehm, io ne ho zero!) non finiranno di botto. La gente troverà il modo di far andare la lavatrice a manovella, ma non tornerà a lavare i panni al fiume.
Almeno finché tutte le lavatrici esistenti non saranno ammassi di ruggine...
64. riccardo, Martedì 22 Maggio 2007 ore 11:37
mi permetto di puntualizzare, visto che di biodiesel ne so qualcosina:
il biodiesel si produce, con tecnologia ormai matura e abbastanza semplice, facendo reagire un olio (ingrediente principale, che difficilmente è uno scarto, se escludiamo l'olio del fritto e i grassi animali) con un alcool. come sottoprodotto si ottiene glicerina, riutilizzabile come mangime.
il biodiesel ha caratteristiche molto simili al gasolio, per alcuni aspetti anche migliore; sarebbe cosa buona se le oleaginose (girasole, colza, cocco a seconda del clima del luogo) fossero coltivate nei terreni che per i regolamenti europei non possono produrre alimenti
per alimentare i motori a ciclo diesel c'è chi propone anche l'utilizzo diretto dell'olio vegetale (ci aveva già pensato il signor diesel in persona) e chi mette direttamente qualche litro di olio di semi vari del lidl, meno di un euro per due litri, nel serbatoio
si discute ancora se il bilancio energetico del biodiesel sia più o meno favorevole...
65. la lavandaia di Borgunto, Martedì 22 Maggio 2007 ore 11:39
Borgunto è una forza, ragassuoli, ne ha di personaggi e pensate che ufficialmente non esiste nemmeno ( non c'e' la località, solo qualcosa in toponomastica, in pratica è un quartiere di Fiesole capolugo)
Il giornalaio di Borgunto è stato vicesindaco ( o forse assessore all'urbanistica) di Teheran, subito dopo la caduta dello Shiah.
Ad esempio
Secondo me un intervista da parte della Deb ci starebbe
( secondo me dice di no ma non si sa mai...)
66. Ugo Bardi, Martedì 22 Maggio 2007 ore 13:19
Ohi.... va bene il giornalaio e la lavandaia, ma il contadino di Borgunto da dove viene fuori? Hai idea di chi sia?
67. Walter, Martedì 22 Maggio 2007 ore 14:35
Qualcuno può somministrare a Walter un sedativo per favore?
ahahahahaahahh....ma argomentazioni?
Chissà perchè si prende quasi sempre in cosiderazione l'auto per i consumi e la sopravvivenza...ci sono anche altre cose...siamo solo alla fine di Maggio e i condizionatori vanno già
a pieni giri!
Siccome qui alcuni parlano dei black out prossimi venturi, questi saranno dovuti per buona parte ai tanto amati condizionatori d'aria...!
Anche i condizionatori sono il simbolo di una società consumista e viziosa...e spesso fanno pure male alla salute!
Non è solo l'auto il male, caro Paolo
68. Walter, Martedì 22 Maggio 2007 ore 14:45
"Vicino all'eternità (quasi)
il motore elettrico ha una durata infinita ..."
sono d'accordo massimo pensa che nella scola che frequentavo 10 anni fà, c'erano dei torni (macchine utensili) che ovviamente hanno motori elettrici....avevano 30 anni come minimo...ora ne hanno quaranta...! La poca manutenzione, più che altro a livello di parti mobili che di motore, viene fatta dal "semplice" personale scolastico...
I motori elettrici sono potentissimi, basti pensare a enormi macchine ututensili come certe presse e fresatrici...alle locomotive dei treni che spostano tonnellate...per le auto ovviamente c'è qualche problema in più perchè non perscano elettricità da linea elettrica...ma il filmato della fiat 500 dimostra che è possibile...inoltre un'auto come la 500 elettrica si accorda meglio ai limiti di velocità cittadini...pur avendo una velocità dignitosa...ma volendo si può anche migliorare...
69. Walter, Martedì 22 Maggio 2007 ore 14:54
La cosa interessante è che mentre i metori ad aria compressa richiedono ancora un po di sviluppo, i motori elettrici sono già maturi...in ogni caso per le altre alternative come l'aria compressa non si può pretendere che questi siano già maturi, quando siamo solo all'inizio del loro sviluppo...anche il motore a scoppio non si è sviluppato in un giorno...i primi erano molto più rumorosi e scadenti, con basse prestazioni...come in tutte le cose ci sono degli step di crescita...ci vuole tempo...e chiaro che se poi pensiamo ad una carestia mondiale...tutto va a farsi friggere...ma non trovo sbagliato cercare soluzioni fino a che si ha la possibilità di farlo.
70. Walter, Martedì 22 Maggio 2007 ore 15:01
Senza motori elettrici anche i nostri pc sarebbero un utopia...ventolina e hard disk, sono mossi da piccoli motori elettrici...
71. Paolo, Martedì 22 Maggio 2007 ore 15:05
Se potessi leggere le altre mie mail Walter(e sì che sei l'ultimo arrivato in questo blog) scopriresti che considero la motorizzazione di massa come una delle maggiori calamità di questa società e questo ambiente, ma certamente non l'unica.
Un minimo di trasporto privato basato sul motore elettrico nel dopo picco sarebbe sufficiente.
Il resto tutto bicicletta e trasporto pubblico(sempre elettrico).
Sempre che si sia risolto prima il problema di riempire lo stomaco e questo aspetto, caro Walter, se non risolto manda all'aria tutte le tue divagazioni tecnologiche futuristiche sul trasporto motorizzato in generale...
72. Walter, Martedì 22 Maggio 2007 ore 16:09
l'ultimo arrivato...? anche prima postavo ma meno...è da tanto che entro qui...
Comunque già ora prima di risolvere il problema di riempiere lo stomaco, qualcuno senza farsi troppe menate, provvede già tranquillamente a vendere auto, (come il Doblò) e scooter elettrici...basta cercare un pò: http://www.elektrocar.it/showcase/home.php
si può già far qualcosa ora senza aspettare l'apocallise...coraggio
73. Massimo, Martedì 22 Maggio 2007 ore 16:44
Paolo non consumare energie nello scagliarti contro la motorizzazione di massa. Scomparirà da sola, senza colpo ferire, in modo naturale come è giusto che accada per la semplice legge darwiniana dell'evoluzione della specie, abbastanza rapidamente. Ciò che resterà del trasporto sarà elettrico.
74. tap, Martedì 22 Maggio 2007 ore 21:26
Walter, nella mia idea sui veicoli tubolari non c'era nulla di "distruttivo" e di pessimistico, al contrario.
Se pensi che fra 20 anni gireremo ancora in massa in veicoli con l'abitacolo sei un illuso. Se cominciamo a non sprecare combustibile per portarci dietro la casa (leggi: l'abitacolo di un suv) nel portare i figli a scuola, e riservassimo quel poco che ci resta per i trattori, faremmo tutti una gran bella cosa.
Abbiamo dei "politici" che non vietano l'uso di mezzi per il pendolarismo oltre un certo peso e ciò li rende automaticamente rappresentanti collaborazionisti d'interessi criminali. La pena appropriata ovviamente sarebbe quella massima: abbiamo un sacco di gentaglia in giro che sarebbe perfettamente equo giustiziare.
Con la bicicletta, sia che tu la produca, sia che tu la consumi, non accumoli ricchezze. Poca ricchezza=poche tasse, e ciò svaluta in partenza il mezzo.75. tap, Martedì 22 Maggio 2007 ore 21:32
la 500 è una gran bella macchina.
Anche i galeoni a vela erano bellissimi, ma si sono cmq estinti.
Cerchiamo di guardare avanti con un po' di realismo.
76. la lavandaia di Borgunto, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 10:23
I galeoni si sono estinti, si ma mediamente a quei tempi le navi a vela duravano alcuni decenni e qualcuno anche quasi un secolo PRIMA di essere messo a riposo.
Una per tutte la Victory che aveva, se non vado errato, una cinquantina di anni e passa ai tempi di Trafalgar.
Come fecero a tenerla al passo con i tempi: Semplicissimo: fecero un retrofit.
Era un buon progetto, un peccato buttarla via.
Il cinquino è un veicolo elettrico quasi ideale.
In effetti i veicoli elettrici attualmente disponibili sul mercato a cifre ragionevoli cercano disperatamente di assomigliarli almeno un po': fateci caso.
Il retrofi elettrico dei veicoli esistenti approfitta dell'apparato industriale immane dei veicoli endotermici e lo canniblaizza per i suoi fini. Nel frattmepo crea kmow how, cultura e mentalità adatti per il dopo.
Da qualche parte bisogna cominciare: cominciamo da qui.
Pietro C.
77. Paolo, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 11:48
"Da qualche parte bisogna cominciare: cominciamo da qui".
Affermazione quanto mai azzardata perchè le priorità nel prossimo futuro saranno ben altre che il trasporto privato.
A qualcuno su questo blog continuano ancora a sfuggire le esatte implicazioni del picco.
Semmai la tecnica del cinquino sarebbe un buon punto di partenza per l'elettrificazione delle macchine agricole.
In questa chiave di lettura allora concordo pienamente con l'affermazione suddetta di Pietro Cambi...
78. la lavandaia di Borgunto, Giovedì 24 Maggio 2007 ore 15:45
Paolo , ma sei sicuro che ci sfugga?
SEi sicuro che, forse, non abbiamo una certa idea di che cosa sia il picco, perche', magari, che ne so, abbiamo letto "the end of cheap oil" nel 1998, quando è uscito e che non ci si sia stancati di stare a scaldare una sedia davanti ad un pc dicendo " addaveni il medioevo?" come una masnada di vecchi babbioni rincitrulliti mugugnoni?
scusa la brutalità:
Te da dove intendi cominciare CONCRETAMENTE?
mA non tra due anni: ora, subito, nei prossimi due mesi.
Torno a ripetere le macchine agricole saranno le ultime a fermarsi, quello è un falso problema, un approccio un po superficiale, mi sia consentito di dire brutalmente.
Se invece parliamo di esaurimento delle risorse agricole e raggiungimento del picco di produzione alimentare questa è un'altra storia ma poco ha a che vedere con i trattori elettrici (che pure in futuro esisteranno e soci ASPO li stanno, non certo i soli, progettando)
tornando alle cose terra terra:
Come intendi andare al lavoro nel prossimo futuro?
ed a fare la spesa?
cosa intendi utilizzare come back up di emergenza nei sempre piu frequenti black out piu' o meno programmati?
cominci a capire?
Circolerà una macchina su dieci ( forse) di quelle attuali nel post picco e sara' un retrofit elettrico di una vecchia endotermica.
Questo vale , ovviamente, anche per i bus.
cominciamo subito, che si accumulano conoscenze diffuse.
Non è che nel 2027 non vi sara' piu' produzione petrolifera vci sara' una produzione petrolifera analoga a quella degli anni 80, tanto per capirsi.
I trattori il loro gasolio ce l'avranno o altrimenti i contadini si arrangeranno, vedrete.
L'elettricità ed anche il carburante per il diesel si fa in tanti modi...
79. Debora/Petrolio, Giovedì 24 Maggio 2007 ore 18:05
Pietro mi ha letto nel pensiero (Aspisti si nasce): proprio ieri pensavo alla 500 elettrica... condominiale! (O qualsiasi altra vecchia auto riattata)
Quando arriva il "medioevo", come ho già detto non arriva tutt'a un bott. Se i singoli hanno mezzi per arrangiarsi da soli ed adeguarsi tecnologicamente smanettando in cantina lo faranno. Facevo l'esempio della lavatrice a manovella, magari riciclando l'acqua piovana.
Comprare pannelli, comprare l'auto elettrica, comprare questo e quello non è una soluzione. Riciclare è una soluzione: e il cinquino va nella direzione giusta.
Con la spesa energetica e di risorse di una nuova auto elettrica si retrofittano probabilmente 5 cinquini. Ma non per averne uno a testa, cambiamo modello di ragionamento! Per averne uno a condominio...
80. Antonello, Giovedì 24 Maggio 2007 ore 23:32
@Lavandaia
"Non è che nel 2027 non vi sara' piu' produzione petrolifera vci sara' una produzione petrolifera analoga a quella degli anni 80, tanto per capirsi."
Può darsi, ma non dimentichiamo che l'EROEI non sarà certo quello degli anni '80...
81. tap, Venerdì 25 Maggio 2007 ore 20:36
Certo, e tu credi Debora che un condominio abbia la forza politica ed organizzativa necessaria per gestire in comune un'auto elettrica in tempo di crisi nera? I condomini si mangeranno uno con l'altro. Avrai sicuramente letto il Leviatano di Hobbes ma forse non l'hai capito.
Sbagli poi una seconda volta. Il Medioevo arriverà di botto. Non ci vuol molto a capire che arriverà con una mastodontica crisi finanziaria, più grande di quella epocale del '29. I mercati finanziari si dissolveranno, vi saranno miliardi di disoccupati ed improvvisamente sarà il medioevo, o come accidenti volete chiamarlo.
82. la lavandaia di Borgunto, Venerdì 25 Maggio 2007 ore 22:11
Uh, io sono d'accordo tap, ma quello non e' mica il medioevo, solo l'inizio, secondo me.
83. Pushpull76, Lunedì 2 Luglio 2007 ore 02:24
Complimenti e onore ai costruttori e a chi ha dedicato tempo e risorse a questo cinquino, un esempio FUNZIONANTE di come riadattare un mezzo "obsoleto" ai fabbisogni di oggi...senza spendere una marea di soldi (...potevate mica usare il cambio della 126?....almeno evitavate la doppietta...;-)
Ps: ho una 500 D del 62 in restauro.....sapete che mi avete fatto venire una voglia.....mmmmm....84. Mario, Lunedì 9 Luglio 2007 ore 03:54
Innanzitutto bravi e determinati. Una 500 elettrica è un bel esempio di come tutto si può migliorare.
Volevo ricordare che negli ultimi anni si sta facendo molto per cercare energie più pulite, soprattutto dal punto di vista sperimentale,ed io penso sia meglio così, perchè nn si è ancora arrivati ad una giusta e definitiva alternativa al petrolio, ed è giusto ke la "soluzione", scelta dello standard, forse è meglio chiamarlo così, sia la migliore secondo tutti.
É giusto fare qualcosa, trasformando un auto a combustione interna in vettura elettrica oppure installando un impianto gpl o metano, non è il traquardo si , ma è già un buon contributo personale fattibile. Acquistando un auto con il FAP non lo si dà.
Sulla rete ne ho viste tantissime, dall'idrogeno , ke ritengo essere un eccellente mezzo di stoccaggio di energia ma inutile al momento, alle batterie zinco-aria ke necessitano si essere rigenerate, passando per altre difficili soluzioni ,causa omologazioni ,prestazioni, incrostazioni o dimensioni dei terreni da coltivare, quali : olii vegetali, (ho visto motori per generatori di corrente alimentati ad olio puro), biodiesel, bioetanolo, aria compressa, e quella ke ritengo essere una validissima alternativa, ma purtoppo tuttora costosa, vettura ibrida a metano (civic, prius), un mix molto redditizio e nimimamente inquinante da utilizzare,per esempio, in questa fase prima del picco del petrolio.
Secondo me invece di concentrarsi sul trattore elettrico è meglio farlo sulle vetture, ke sono la + grande fonte di inquinamento, e soprattutto visto ke le persone si "ammucchiano" sempre di più nelle città preferendo kaos e inquinamento alla bellezza della natura, ma spesso lì son nati e li si trovan bene.
Infine sempre secondo il mio parere, meglio costruire centrali fotovoltaiche , eoliche o geotermiche, anke se nesessario studiarci un pò su, ke mettere pannelli sui treni (l'energia è pressocchè nulla rispetto a quella della rete ferroviaria), bensì questi pannelli si possono usare per enegia usata localmente così ke quando abbonda viene data all'enel ma la cosa + importante da fare ORA è eliminare gli sprechi e costruire case con alte rese energetiche.
evviva le bici,
e scusate se ho trattato anke temi differenti
85. SanzoGhenzo, Venerdì 7 Settembre 2007 ore 15:01
Ci terrei solo a precisare: non si tratta del primo retrofit elettrico al mondo: in america si pratica da quasi trentanni, ovviamente in piccola scala.
Un esempio è http://www.electroauto.com/ , dal quale è nato un libro, "Convert it" di Michael Brown, nel quale spiega i passaggi per convertire la propria auto in un ZEV.
86. asasso, Venerdì 21 Settembre 2007 ore 23:34
il cinquino non muore mai!!! ha sette vite come mi gatti. ho visto il video è molto interessante certo il rumore del 2 cilindri e del terminale due in uno non è lo stesso ma vederla girare con un’altro “cuore” da le stesse emozioni. saluti antonio P.S. è un gran bel lavoro.
87. marco ferri, Mercoledì 30 Gennaio 2008 ore 09:29
CIAO RAGAZZI BELLA INIZIATIVA e a quei rompiballe che non sanno fare altro che criticare vorrei vedere la loro vita ai raggi x per vedere chi sono e che esempio danno per potersi permettere di criticare tutto e tutti lasciateli perdere.
Quelli sono della categoria "non ho un cacchio da fare e non so' fare un cacchio, ma devo rompere il cacchio per dimostrare di saper almeno rompere il cacchio ecco qua' !!!""
un saluto e un grazie a gente volenterosa che non si accontenta di quello che c'e' ma crea quel qualcosa che vuole e che gli manca senza aspettare ch qualcuno lo fabbrichi
saluti
88. simone, Sabato 7 Giugno 2008 ore 15:45
Se andate su Youtube hanno già inventato un trattore a energia solare. Va pianino ma va! ciao