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Mag 0723

Prezzo benzina: gli USA fanno causa all'OPEC!

Pubblicato da Debora Billi alle 10:12 in Current Affairs


Questa è una di quelle notizie che fanno cadere le braccia. E ti fanno pensare che proprio tutto il mondo è Paese: i politici di destra sono infidi e cattivi, ma quelli di sinistra una manica di deficienti.

La Camera dei Deputati USA (a maggioranza democratica) ha appena votato una risoluzione per fare causa all'OPEC sulle quote di produzione. "Non possiamo starcene a guardare mentre l'OPEC decide il prezzo della benzina!" ha tuonato uno dei promotori.

L'analisi strategica alla base dell'azione legale è infatti la seguente: l'OPEC ha organizzato un complotto (testuale!) per abbassare la propria produzione di petrolio e tenere alti i prezzi; ciò ricade sul prezzo della benzina. Il mio fruttivendolo ha maggiore profondità di pensiero. Eppure in un incontro con esperti prima della votazione, era stato loro spiegato che il problema non è l'OPEC, né il prezzo del petrolio, bensì le riserve al minimo e soprattutto le raffinerie ormai sature che anche a pieno regime non assecondano la richiesta di prodotti raffinati.

Niente. Mentre Bush minaccia il veto, Nancy Pelosi è tutta convinta di quel che si sta facendo:

I consumatori americani non devono essere alla mercé di cartelli petroliferi stranieri che complottano per aumentare i prezzi. La risoluzione NOPEC autorizza il Dipartimento della Giustizia a perseguire i monopolisti nei tribunali. Invece di proteggere i cartelli stranieri e i loro profitti, il Presidente dovrebbe lavorare col Congresso per proteggere i consumatori americani.

Nel frattempo, il Ministro degli Esteri russo ha ricordato agli statunitensi che fare causa ai Paesi produttori di petrolio "è contro le leggi internazionali", quelle del libero mercato in genere tanto care agli USA.

A ripensarci, però, ci sarebbe da augurarsi un bel legal movie su questa faccenda. In tribunale si dovrebbe approfondire seriamente la questione e magari ne salterebbero fuori delle belle. Per esempio, che i cali di produzione non sono affatto decisi a tavolino. O che le raffinerie sono obsolete, e malgrado la domanda nessuno si affanna ad investire per ristrutturarle. Oppure che produrre benzina col greggio pesante costa un sacco di soldi, perché di leggero non ce n'è più abbastanza...

 

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Commenti

1. Bernardo Mattiucci, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 11:08

Intelligenti gli USA... non potendo piu' procurarsi il petrolio con le buone o con le cattive, hanno avuto la geniale idea di allargare il tiro a tutto e tutti.

La prima reazione OPEC ad una causa potrebbe essere la chiusura totale delle esportazioni verso gli USA. Questo causerebbe una crisi economica senza precedenza e autorizzerebbe gli USA ad una azione di forza senza precedenti!

E la guerra a tutto tondo si avvicina!

 

Qualcuno e' ancora convinto che gli americani sono intelligenti? 

2. Paolo, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 11:39

Gli USA(ed Israele), o meglio la sua classe politica, stanno diventando il paese più deleterio per la già fragile pace mondiale.

Se negli anni '30 la germania nazista rappresentava un rischio altissimo per la pace europea(sappiamo tutti come è andata), oggi l'asse Stati Uniti/Israele rappresenta un identico rischio per la stabilità su tutto il pianeta.

A causa di questi due paesi, il Medioriente e parte dell'Africa petrolifera sono in fiamme.

Per di più la politica della Casa Bianca ripropone un nuovo confronto "freddo" con la risorta Russia di Putin, mentre l'incognita Cina è in posizione attendistica.

La guerra "a tutto tondo" richiede soprattutto carburante per sostenere l'apparato militare, e quello americano, si sa,  è gigantesco.

Mi chiedo fino a quando gli USA potranno lanciarsi in avventure belliche qua e là nel mondo visto che devono importare sempre più petrolio dall'estero, le spese militari hanno raggiunto ormai cifre astronomiche e il debito estero viaggia su livelli record.

Probabilmente il prossimo avvenimento epocale potrebbe essere il crollo economico degli Stati Uniti d'America come già avvenne per l'Unione Sovietica.

Solo che in questo caso la scodinzolante europa li seguirebbe a ruota.

Peccato che i nostri politici non vogliano capirlo...

3. fausto, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 11:41

Bel post.

Ad ogni modo, le eventuali sanzioni contro l'OPEC verrebbero placidamente accettate dai paesi produttori, i quali si limiterebbero a rispedirle al mittente sotto forma di ulteriori aggravi di costo per il greggio.

Una cosa, però, potrebbe cambiare davvero: se messi alle strette con minacce pesanti, molti produttori reticenti potrebbero essere costretti a spiegare chiaramente qual è lo stato delle loro riserve. E magari qualcuno potrebbe arrivare a dire pubblicamente che la propria produzione non potrà più aumentare.

In un certo senso, se va avanti, questa piazzata dei parlamentari americani potrebbe avere l’effetto di sancire ufficialmente, addirittura per via legale, il raggiungimento del picco di produzione.

E Bush, proveniente da una famiglia di petrolieri, fa bene a mettere il veto: dichiarare pubblicamente che l’era del petrolio gratis è terminata, dal suo punto di vista, non è una buona idea.

Staremo a vedere.

4. Bernardo Mattiucci, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 11:50

Qualunque sia la realta', se il governo CREDE che il petrolio c'e' ancora per 50/100 anni, non ci sara' documento o dichiarazione ufficiale che possa fargli cambiare idea.

Ci hanno progeto scienziati di tutto il mondo... e ci provano ancora... e non e' cambiato nulla.

Il governo USA ragiona in termini molto semplici: il cittadino medio americano vuole fare la bella vita e lui e' tenuto a garantirgliela in tutti i modi.

Il resto non conta! 

Al cittadino americano, spesso ignorante, non importa se il pozzo petrolifero "x" e' esaurito. Lui pretende comunque il petrolio! E il suo governo deve fornirglielo.

Quindi l'OPEC puo' anche dichiarare ufficialmente che il petrolio e' finito, che abbiamo raggiunto e superato il Peak-oil.... tanto ai cittadini americani non interessa. Non vedono cio' che non comprendono. E loro, ormai e' palese, non comprendono un tubo! 

5. Paolo, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 12:21

Il "sogno americano" ormai è sempre più una condanna per tutti...

6. Pierluigi, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 13:16

La classica storia del drogato che, in crisi di astinenza, comincia a minacciare lo spacciatore, che ancora non vuole dirgli che ha finito le dosi.

 E di drogati, si sa, diventano paranoici e violenti, magari iniziano a spaccare le vetrine e a rubare le borse alle vecchiette, magari nel processo iniziano pure a fare qualche morto.

QUesto particolare drogato, purtroppo, ha un arsenale atomico in grado di incenerire il mondo 15 volte di seguito.

Il rischio piu' grave di questa crisi energetica, l'ho sempre pensato, sono le reazioni inconsulte.

Speriamo bene

 

saluti

Pierluigi 

7. Paolo, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 13:56

Allora si ricade nel paradosso della guerra fredda: chiunque attacchi per primo non ha alcuna possibilità di vittoria a causa della ritorsione dell'attaccato, per cui l'arsenale atomico avrebbe la sola funzione di deterrente alla guerra.

Dubito che gli USA potrebbero incenerire 15 volte di seguito il pianeta senza fare i conti con la Russia, scudo stellare incluso.

Semmai dovrebbero preoccupare molto di più le guerre per le risorse su scala regionale, con la variante nucleare in caso di coinvolgimento di India, Pakistan o Israele, pericolosissimo cane idrofobo da 300 testate atomiche...

8. mariano, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 13:58

.... non c'entra nulla con questi discorsi geopolitici mondiali, ma l'aver sentito oggi da una persona che vede camionisti da qualche giorno travasare gasolio (rubare??) di nascosto dai camion, mi suona come uno strano campanellino d'allarme sulla situazione prezzi.nessuno ne parla, ma qualcuno si sta già dando da fare. ciao   

9. Paolo, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 14:17

E saliranno sempre più...

10. Antonello, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 15:51

Gli USA fanno causa all'opec? Sarebbe come se i passeggeri del Titanic facessero causa al capitano della nave perchè preoccupati di non arrivare in orario. E' proprio vero che gli americani sono dei deficienti, altro che barzellette sui carabinieri!

11. Francesco, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 16:09

Piano con gli insulti gratuiti gente, moderate i vostri sentimenti antiamericani. La manipolazione del mercato come quelle dell'OPEC cone vietate dal WTO, quindi andateci piano a parlare a vanvera

12. max, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 17:09

Noto con gioia che siamo aumentati di numero...pure i prof,che bellooo!

Allora,in primo luogo di antiamericani qui non ne vedo caro Francesco per il semplice motivo che l'antiamericanismo non esiste. Si ammacca fumo dunque. Ologrammi.

In secondo luogo, come spiega benissimo guru-Bernardo, l'Opec o quel che ne resta, non ammetterà mai che il suo sangue nero è giunto al capolinea,ma farà in modo di rigirare la questione e buttarla sull'ambientalismo fazioso richiamando Cina ed India a inquinare di meno quando il vero messaggio criptato è vi prego non fagocitate tutto il nostro petrolio. Chiaro?

Ma come vietargli l'accesso alle fonti? Semplice:tu accusali di insudiciare il globo,sbattigli in faccia le statistiche degli scienziati,azzoppali geopoliticamente accerchiandoli,e...preparati alla guerra se necessario.

In terzo luogo, chi dice che è solo l'Opec a far salire i prezzi? Personalmente posso garantire che il prezzo del barile viene anche deciso dagli Usa e dalle sue corporations tipo Halliburton o Exxon,colossi finanziari dieci volte più pesanti di Chàvez. Dunque? A chi giova tutto ciò? Piangono perchè gli utili salgono e guadagnano miliardi di dollari?

Forse viene il sospetto che urge impedire alla Cina di comprare tutto il petrolio che desidera e, cosa non secondaria, con un prezzo vicino ai 25$ Pechino sarebbe oggi in una botte di ferro e quindi inarrivabile!!!

13. Bernardo Mattiucci, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 17:10

non e' antiamericanismo... almeno da parte mia... li considero un popolo pieno di idee, risorse, voglia di fare (...e disfare) e grandi potenzialita'. Ma hanno i paraocchi... e non si accorgono del baratro che gli si apre davanti.

14. riccardo, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 17:21

beh un pò di antiamericanismo qua e là, si è visto, tra i vari commenti, il che non è molto educato; certo che che a volte pare si impegnino per farsi voler bene dal resto del mondo...

15. Francesco, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 17:38

L'opec che la butta sull'ambietnalismo fazioso? caro max ma chi te l'ha raccontata questa favola? Ma poi la storia della Cina. Secondo, l'antiamericanismo esiste eccome caro max, il voler in tutti i modi dare contro agli stati uniti per qualunque motivo che porta a conclusioni faziose e supponenti, riempiendo di fumo (quello si che esiste) gli occhi dela gente, caro amico degli ologrammi. Secondo il tuo ragionameno ZEPPO DI PREGIUDIZI gli stati uniti stanno contemporaneamente cavalcando la cina riempiendola di soldi tramite le loro multinazionali con le loro delocalizzazioni, e poi vorrebbero azzopparla tramite accuse di inquinare!! ma come si fa ad far smettere di comprare petrolio a cina ed india con accuse di inquinare?!? senza poi considerare il fatto che azzoppare la Cina significherebbe mandare a zampe all'aria tutte le multinazionali che investono in cina miliardi e miliardi di dollari. Gli stati uniti hanno tutto l'interesse a far rimanere la cina un paese florido, perchè le multinazionali che la operano ne traggono consistenti guadagni. Tento per dirne due: la General motors (che resta a galla solo grazie alle sue filiali all'estero, soprattutto in Cina) e tutte le multinazionali dell'informatica, che producono in cina a prezzi bassissimi. Chiaro?

16. Francesco, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 17:46

E ricordiamoci che le pressioni dei governi e delle associazioni governative per modificare l'andament del'economia SONO VIETATE DAL WTO. Poi possiamo discutere a lungo sulla presunta utilità della wto ma da qusto punto di vista la protesta americana è legittima.

@Max

Ho dimenticato: ti contraddici anche sul przzo del petrolio e la Cina. Prima dici che gli stati uniti dovrebbero tenere alto il prezzo del petrolio perchè "con un prezzo vicino ai 25$ Pechino sarebbe oggi in una botte di ferro e quindi inarrivabile!!" e poi accusi gli stati uniti di voler abbassare il prezzo del petrolio (di cui beneficerebbe anche la cina!) facendo causa all'opec. Decidiamoci una buona volta.

17. tap, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 18:57

"i politici di destra sono infidi e cattivi, ma quelli di sinistra una manica di deficienti."

E' vero. Sembra un po' di giocare a Trova la differenza... una è stata colta.

18. Antonello, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 19:17

Quoto Max,

Francamente non mi interessa assolutamente niente essere a favore o contro Gli USA (o altro) purchè non comincino a mettere in continuo pericolo la pace mondiale per il petrolio, cosa che costantemente fanno.

N.B.

Quando ci vuole ci vuole... Brava Debora!

19. Debora/Petrolio, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 19:19

Mi stupisco che non abbiate còlto un aspetto che ho volutamente tralasciato nel post: la risoluzione è una bella mossa di propaganda per far contento il popolino. "Visto? Adesso mettiamo a posto noi i cattivoni arabi che vi aumentano la benzina!"

Non faranno un bel niente secondo me, né cause né tribunali. Pura propaganda.

;-) 

20. Peak, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 21:59

propaganda! quoto Debora...

21. Contesticolo, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 22:56

propaganda, quoto peak

22. Bernardo Mattiucci, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 23:13

propaganda, quoto Contesticolo

23. Hydraulics, Mercoledì 23 Maggio 2007 ore 23:17

propaganda, quoto Bernardo

Chi continua il trenino? ^_^ 

24. andrea, Giovedì 24 Maggio 2007 ore 00:25

propaganda, quoto il trenino... ehm Hydraulics!

25. Paolo, Giovedì 24 Maggio 2007 ore 08:55

Quoto dal 19 al 24 e dico che certa ideologia nelle nostre mail più che antiamericanismo è ostilità all'operato dell'attuale amministrazione della Casa Bianca.

Non credo di dire una castroneria quando scrivo che gli USA oggi(e Israele) rappresentino un rischio altissimo per la pace mondiale.

Il popolo americano, aldilà dei suoi pregi, sta dimostrando la stessa passività e cecità di noi Italiani verso la politica e i poteri forti per cui è corresponsabile pienamente dell'operato della cricca di Bush. Lo hanno perfino rivotato!

Stanno perdendo nel modo peggiore la guerra in Irak e non si sente fiatare una mosca nella (ex) formidabile opinione pubblica USA.

C'è poco da difendere nel modello yankee odierno francesco...

26. Geppetto, Giovedì 24 Maggio 2007 ore 09:52

Se e' vero che hanno messo le mani sul petrolio iracheno quei bastardi di oltreoceano la loro bastarda guerra l'hanno vinta.

Perdonate il mio linguaggio (impreciso): chi ammazza centinaia di migliaia di persone (e ne ferisce e mutila milioni) per soldi merita ben altro.

27. Hydraulics, Giovedì 24 Maggio 2007 ore 09:55

@ Paolo:

Non per difendere gli statunitensi, ma non mi sembra che l'opinione pubblica sia più così compatta su quello che l'esercito sta combinando in Irak. E poi bisogna considerare quanta influenza hanno i mezzi di comunicazione (sappiamo come funziona la cosa).

Io voglio sperare che lo statunitense medio sia in grado di fare scelte più razionali se solo qualcuno gli spiega come stanno davvero le cose, e questo vale tanto per l'intervento in Irak quanto per lo spreco di risorse e il global warming.

28. max, Giovedì 24 Maggio 2007 ore 10:42

Francesco noto con assoluta tristezza che il terrorismo telepatico ha fatto colpo su di te. Peccato.

Visto che a torto consideri Cina e Usa amici, vuol dire che i neoconservatori hanno solo perso tempo. Hanno pettinato le bambole per te duque sin dal '92,cioè da quando Wolfowitz (amicone della Cina)stilò il Progetto per il nuovo secolo americano -PNAC- con la chiara volontà di azzoppare chiunque intracciasse il cammino Usa impedendo di diventare una potenza mondiale.

Filantropi i neocons vero? Forse il 10 sett '01 sei stato ibernato...che peccato...è brutto il risveglio senza biscottini? Per te il lapalissiano accerchiamento della Cina è fantapolitica no? Le rivoluzioni colorate in centro Asia sono autoctone? Le manovre belliche Sino-russe dell'agosto del '05 roba da romanzo? La guerra in Iraq una mera partita a risiko tra amiconi?

Mah...ne ammazza più il Tg4 che un bombardamento al napalm!

Ed è uno.

Secondo, il prezzo del petrolio caro Francesco in America è un fattore strategico in vista di future elezioni. Tra un anno dovranno decidere quale presidente votare e un Bush che si mostra interessato al borsellino dei suoi cittadini è il migliore spot elettorale dai tempi di Cicerone.

Il voto è assicurato solo se il loro 4X4 continuerà a sfrecciare sull'Interstatale 41!!!  

Chiaroooo?????

29. Paolo, Giovedì 24 Maggio 2007 ore 10:49

Internet in USA è molto più diffuso che da noi, quindi l'informazione alternativa a quella ufficiale presumo sia a portata di mano di gran parte delle masse.

Eppure, se è vero, adesso comincia a smuoversi qualcosa, dopo migliaia di soldati americani caduti in Irak e centinaia di migliaia di irakeni ammazzati, un vero e proprio genocidio.

Tanto Bush e la sua cricca porteranno comunque a termine il mandato presidenziale completando i gravissimi danni che hanno portato alla già fragile stabilità mondiale.

Una pesantissima eredità economica e politica(interna ed estera) attende la prossima amministrazione a stelle e strisce...

30. silviu', Giovedì 24 Maggio 2007 ore 13:38

Posso azzardare una domanda alla nostra amata padrona di casa: considerare il Partito democratico USA di sinistra su quali comportamenti politici fattuali si basa? Solo sul fatto che siano contro i repubblicani? Non ti sembra un po' pochino?

Anche perché poi, diciamo dal dopo Kennedy, le decisioni strategiche sono passate sempre con sostegno bipartisan. O sbaglio? Nel merito l'iniziativa (pelosa della Pelosi!!) credo rappresenti solo un antipastino della campagna elettorale

31. Debora/Petrolio, Giovedì 24 Maggio 2007 ore 15:39

Naturalmente, silviù, definisco "destra" e "sinistra" in base a quel che passa il convento, mica in termini assoluti!! :D

Comunque, per sapere quel che pensano gli americani della guerra in Iraq, provate a googlare "Ron Paul"... resterete un po' stupiti! ;-) 

32. mike76, Martedì 7 Agosto 2007 ore 04:31

scusate il ritardo 

Premetto sono antiamericano, antirusso, antiarabo, antitedesco, antinglese, antifrancese, antispagnolo, insomma anti quelli che non riesco a capire non riesco a dialogare (non sono dx ne sx). Esistono da tempo progetti realizzati di motori ad idrogeno, ad acqua e chissà che altre diavolerie avranno inventato, e noi qui ancora a parlare di petrolio!

Svegliatevi i nostri governi pensano al prestigio non rispettano il pianeta, ormai stiamo diventando come dei germi che stanno devastando il pianeta e la TERRA ci ripaga con i suoi anticorpi (vedi tsunamy, vedi effetto serra, vedi gli uragani etc. etc.) + contaminiamo e + gli anticorpi ci attaccano. Ricordate che la Terra puo' vivere senza di noi (meglio sola che male abitata), siamo noi che non possiamo vivere senza di essa, pertanto sarebbe meglio rispettare prima il nostro pianeta prima di rispettare le leggi di mercato. Se si incavolasse la russia o gli usa o la cina o israele o chicchessia è una cosa, ma se s'incavola la TERRA a questo punto le testate atomiche le "superpotenze" sapranno dove mettersele e mi domando con chi se la prenderanno quando sarà troppo tardi, quando la supposta sarà imminente?

33. taprotatonandron, Venerdì 26 Ottobre 2007 ore 20:12

Proviamo a lasciare da parte antiamericanismi o proamericanismi, destre e sinistre per un attimo. Sto cercando di vedere le cose in prospettiva storica: la Storia non si ripete mai allo stesso modo, ma si può dire che usa le stesse modalità (è fatta dagli uomini, che non sono cambiati, nonostante la tecnologia e la cultura). L'altro giorno dopo aver visto "l'infedele" (titolo della puntata "verso la terza guerra mondiale?") mi sono ritrovato ad immaginare tutta la zona mediorientale (dalla turchia al pakistan) come un malato febbricitante. Il termometro più attendibile per misurare il livello di tensione in questo momento storico e' il prezzo del petrolio, e il fatto che continui a salire non è un buon segno (sono d'accordo che il prezzo sia anche conseguenza delle richieste in aumento, del raggiungimento del "picco" di produzione ecc. ecc., il che non fa che aggravare la situazione). Con le dovute distinzioni (la più importante differenza e' l'esistenza del deterrente atomico), assomiglia vagamente alla situazione che si è creata nella penisola balcanica all'inizio del secolo scorso, situazione che poi è sfociata nella prima guerra mondiale: un intricato incastro di interessi di potenze esterne all'area in questione, condito con nazionalismi e odi religiosi. Ho sempre pensato che il problema di israele e palestina, che si trascina ormai da più di 60 anni, si sarebbe risolto solo con una guerra devastante, come in genere si sono risolte le più importanti dispute dell'umanità. Visto che per ora si stanno solo facendo molte chiacchiere e pochissimi fatti sulle energie alternative e che la nostra dipendenza dal petrolio sembra continuare, ho l'impressione che i nodi stiano venendo al pettine. Penso che nel giro di qualche anno, al massimo entro un decennio la situazione sfocerà in "Qualcosa".

Non credo ad una terza guerra modiale come quelle che ci fanno vedere nei film, quella dopo la quale combatteremo con le clave, noi popoli ricchi non siamo più disposti a combattere "di persona", le guerre le facciamo fare agli altri e le guardiamo in televisione. Penso che ci sara' una Grande Guerra mediorientale, un "enorme vietnam" (qualcuno ha già paragonato l'Irak a al Vietnam), magari con qualche bombetta atomica e armi chimiche quà e là (per la gioia dei già disgraziati popoli del medioriente). Dopo di che sarà ridisegnata l'intera area, così come è stato per i balcani.

Di sicuro noi (con noi intendo l'occidente ricco, per primi gli statunitensi viziati, poi gli europei incerti e pavidi) non ne rimarremo fuori, saremo costretti a cambiare i nostri stili di vita (cosa che sta già succedendo, mi sembra) e le nostre fonti di energia.

Per favore, ditemi che mi sto sbagliando.

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